Focus
La Lazio è a caccia di liquidità: tocca essere essenziali
La Lazio sta cercando di risolvere il problema della liquidità per poter, finalmente, procedere alla campagna acquisti. Ora, però, la regola è parsimonia.
La Lazio sta vivendo la sua stagione di purgatorio nella quale sembra dover espiare una serie di peccati di vecchia data. Per quanto riguarda la campagna acquisti, il club di Claudio Lotito si vede bloccato a causa della necessità di trovare liquidità.
Il problema, per il club biancoceleste, è anche che la squadra non ha centrato l’obiettivo europeo e, quindi, sarà ulteriormente a corto di quella liquidità necessaria e sufficiente per potersi “rimettere in regola” e proseguire con le possibili acquisizioni di mercato.

ALESSIO ROMAGNOLI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa si sta facendo in casa Lazio
Ora la parola d’ordine è parsimonia, perché il club non può assolutamente permettersi nessun tipo di cedimento in materia; anzi, la strategia adottata, fino ad ora, dalla società laziale sembra stia funzionando anche se, per ora, ancora non basterebbe.
Infatti, mantenere il rapporto tra costo e ricavo sotto l’80%, come richiesto esplicitamente dalle UEFA, non è facile. La Lazio non avrà gli introiti dalle competizioni europee e ora potrebbe essere necessario dare un taglio agli stipendi. Per ora si è arrivati a poco sono i 97 milioni di euro ma è necessario che vengano tagliati ancora (scadenza 30 settembre) e solo allora si saprà se i tagli saranno bastati oppure no.
Fabiani ha già piazzato Tchaouna molto bene ed ora deve alleggerire con le cessioni di Basic, Fares e Kamenovic oltre ad analizzare – con la lente di ingrandimento – tutte le scadenze contrattuali.
Però non si può solo e soltanto vendere. Bisogna puntare sui fedelissimi, che devono rappresentare l’intelaiatura sulla quale poter costruire il futuro del club: esempi possono essere Romagnoli, Guendouzi, Gila, Rovella, con cui è però molto difficile trovare degli accordi con i fondi limitati.
Focus
Fiorentina, chi è Solomon: il primo colpo dell’era Paratici
La Fiorentina si rinforza con l’acquisto dell’esterno israeliano Manor Solomon. Ex Tottenham e Villarreal, il classe ’99 è pronto a offrire le sue qualità per risollevare le sorti del club viola.
La Fiorentina è in cerca di nuovi elementi per migliorare la propria situazione in classifica. E quale momento migliore per farlo se non durante il mercato di gennaio? Il club viola ha infatti concluso l’acquisto di Manor Solomon, esterno israeliano nato nel 1999 e di proprietà del Tottenham, ma che ha trascorso l’ultimo periodo in prestito al Villarreal, senza trovare molto spazio. Solomon è un pilastro della sua nazionale, un giocatore di qualità ed esperienza con un passato in Ucraina e Inghilterra, dove ha vestito le maglie di Shakhtar, Fulham e Leeds.

Solomon, il primo acquisto della Fiorentina di Fabio Paratici
Solomon sarà il primo acquisto della Fiorentina sotto la guida di Fabio Paratici. Fu proprio l’ex Juventus, nel 2023, a portare l’israeliano al Tottenham dallo Shakhtar Donetsk. La speranza è quella di rivedere quel grande talento ammirato ai tempi dello Shakhtar e che nel 2022 ha fatto innamorare mezza Europa, tra cui il Torino all’epoca guidato da Ivan Juric che era alla ricerca del sostituto di Brekalo. Probabilmente, nel destino di Solomon doveva esserci la Serie A.
Solomon potrebbe essere la scommessa vincente che può aiutare Kean e compagni a trovare più facilmente la via del gol. Ma che cosa può offrire alla Fiorentina di Vanoli? Classica ala capace di giocare su entrambe le fasce con velocità e dribbling. Un profilo creativo, con visione di gioco e che spesso si accentra per provare a concludere verso lo specchio della porta. Il 3-5-2 (o 3-5-1-1) di Vanoli non sembra essere lo schieramento ideale per esaltare le caratteristiche di Solomon, ma potrebbe ritagliarsi il suo spazio dietro le punte, accanto a Kean, oppure provare ad arretrarlo come quinto di centrocampo nonostante la lontananza della porta.
Gli anni d’oro di Donetsk e la Premier con Tottenham, Fulham e Leeds
Gli anni più importanti di Solomon sono stati sicuramente con la maglia dello Shakhtar Donetsk. L’israeliano venne acquistato dagli ucraini nel gennaio 2019 per poco più di 5 milioni di euro dal Maccabi Petah Tikva. Il talento è talmente grande che ci impiega pochissimo per conquistare una maglia da titolare e per rubarsi la scena in ambito internazionale.
Dopo essersi messo in mostra con lo Shakhtar, per Solomon si sono spalancate le porte della Premier League. Ecco il Fulham di Marco Silva, squadra che riuscì a conquistare una salvezza tranquilla e a raggiungere anche i quarti di finale di FA Cup. Solomon non era un titolare fisso, ma riuscì comunque a dare il suo contributo, in particolare nella vittoria per 1-0 contro il Brighton.
Successivamente, l’esperienza al Tottenham non fu del tutto memorabile complice un infortunio al menisco e gli Spurs decisero di girarlo in prestito al Leeds United in Championship. Proprio qui, nell’Inghilterra settentrionale, Solomon riesce a far rivedere sprazzi del talento ammirato in Ucraina: è uno dei migliori giocatori della squadra, totalizzando 10 gol e 12 assist. Il momento più importante è stato il goal all’ultimo minuto nella gara decisiva contro il Plymouth Argyle, con il quale ha realizzato il gol che ha consegnato al Leeds la promozione in Premier League.
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Fonte: Gianluca Di Marzio.
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Europa: chi è primo nei top campionati europei?
Con l’inizio del 2026, inizia anche la seconda parte dei top campionati in Europa. Chi è al comando in questi campionati? Ci rimarranno fino alla fine?
Comincia il 2026, e con esso anche la seconda metà dei top campionati europei. A maggio (se non prima) scopriremo quali squadre alzeranno quale trofeo. In estate, invece, occhi puntati sul Mondiale che si giocherà in Canada, in Messio e negli Stati Uniti. Da ricordare che l’Italia sarà impegnata negli spareggi a fine marzo per evitare la terza mancata qualificazione di fila ad un Mondiale.
Ma qual è la situazione attuale nei top campionati europei? Chi è primo in classifica nel suo rispettivo campionato? Scopriamolo insieme.
Europa, ecco chi è al primo posto nei top campionati europei: dall’Inter al Porto

Partiamo dalla Serie A in cui la lotta per il titolo è apertissima. Al momento, al comando, c’è l’Inter di Christian Chivu a quota 36 punti. Attenzione, però, perché sono solo 4 i punti che separano il primo e il quinto posto. Ad inseguire la squadra nerazzurra sono il Milan (secondo a 35 punti), il Napoli (terzo a 34 punti), la Roma (quarta a 33 punti) e la Juventus (quinta a 32 punti). Dunque, anche la lotta Champions League in Serie A quest’anno è apertissima.
Passiamo alla Premier League dove sono in tre a lottare per il titolo. Attualmente al primo posto c’è l’Arsenal a quota 45 punti: i Gunners non vincono la Premier dalla stagione 2003/04. Ad inseguire sono il Man City (secondo a -5, ma oggi affronta il Sunderland, dunque può portarsi a -2), e l’Aston Villa (terzo a -6). I Villains sono la grande sorpresa del campionato. Prima della sconfitta di martedì proprio contro l’Arsenal venivano da 8 vittorie consecutive in campionato.
In Liga, il duello è sempre lo stesso: Barcellona-Real Madrid. Attualmente, al comando sono i Blaugrana a quota 46 punti, mentre il Real insegue a -4. A fine novembre era la squadra di Xabi Alonso al primo posto, ma 4 punti in 4 partite hanno consentito agli uomini di Flick ad effettuare il sorpasso in classifica sui rivali.
Attenzione alla classifica in Ligue 1, perché al primo posto c’è un nome a sorpresa: il Lens. La squadra con gli ex Serie A, Thauvin ed Abdulhamid, sono primi a +1 dal PSG: dopo aver ottenuto la qualificazione in Champions nella stagione 2022/23, gli uomini di Pierre Sage vogliono superarsi questa stagione. Attenzione però anche al Marsiglia di De Zerbi e al Lille (entrambi a -5).
In Bundesliga continua il dominio totale del Bayern Monaco di Harry Kane, capolista a +9 sul Borussia Dortmund secondo. I bavaresi sono attualmente imbattuti in campionato, e hanno vinto 13 partite su 15 disputate finora. Se dovessero terminare così il campionato, sarebbe il tredicesimo trionfo in Bundesliga in 14 anni per loro.
Passiamo all’Eredivisie dove il PSV Eindhoven è in fuga, capolista a +11 sul Feyenoord secondo. I campioni d’Olanda in carica vengono da ben 11 vittorie consecutive in campionato tra cui un 1-5 in casa del Feyenoord. Anche in Champions League, Perisic e compagni fanno sul serio: le vittorie per 6-2 contro il Napoli e per 1-4 contro il Liverpool ad Anfield ne sono la prova.
Infine, andiamo a vedere la situazione nella Liga Portugal, dove al comando c’è il Porto di Francesco Farioli, imbattuto in campionato e con 15 partite vinte su 16. Ad inseguire c’è lo Sporting Lisbona a -5, dunque può ancora succedere di tutto. Riuscirà Farioli a riscattarsi dalla beffa con l’Ajax in Eredivisie e a vincere il suo primo trofeo da allenatore?
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Serie A 1960/61: quando si giocò il 1 gennaio
Come sappiamo la Serie A si giocava anche il giorno di Natale. Nella stagione 1960/61 si giocò anche il 25 dicembre, ma anche il 1 gennaio.
In un articolo precedente abbiamo parlato di quando la Serie A scendeva in campo anche il 25 dicembre. Una di quelle volte fu nella stagione 1960/61. Tuttavia, non è l’unico giorno di festa in cui le squadre di A sono scese in campo quella stagione.
Le partite della 12a giornata si giocarono il 25 dicembre 1960, mentre quelle della 13a giornata si giocarono il 1 gennaio 1961.
Serie A 1960/61: in campo il primo giorno dell’anno

Dopo il giorno di Natale nel 1960, la Serie A giocano anche il primo giorno del 1961. Ecco le partite giocate quel giorno: Bologna-Roma 2-0, Catania-Bari 3-1, Lanerossi Vicenza-SPAL 1-0, Lazio-Atalanta 1-2, Lecco-Juventus 2-2, Milan-Fiorentina 4-1, Sampdoria-Padova 3-0, Torino-Inter 0-1, Udinese-Napoli 1-1.
A vincere lo Scudetto sarà la Juventus di Omar Sivari, mentre la Roma vince la Coppa delle Fiere. La Fiorentina riesce a portare a casa due trofei, ovvero la Coppa delle Coppe e la Coppa Italia.
A retrocedere in Serie B, invece, saranno il Napoli e la Lazio: li raggiungerà anche il Bari che arriverà terzo (ultimo) nella classifica per lo spareggio salvezza dietro al Lecco e l’Udinese.
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