Serie A
Roma, Cristante: “Siamo sulla buona strada. Ritrovato lo stesso Gasperini di sempre. Scudetto? Nostro obiettivo è tornare in Champions”
Il centrocampista della Roma Bryan Cristante parla a pochi giorni dalla sfida contro l’Atalanta ai microfoni di Sky Sport. Il numero 4 giallorosso ha analizzato la stagione vissuta.
La Roma saluta il 2025, un anno molto positivo. Record di vittorie e di punti raccolti nell’anno solare in Serie A per i giallorossi, che nell’ultima gara dell’anno si sono ripresi il 4° posto in classifica. Chi è stato protagonista in quasi tutte le partite del 2025 della Roma è il solito Bryan Cristante, ormai indiscutibile e irremovibile da “lì nel mezzo”, come cantava Ligabue per un altro centrocampista, Lele Oriali.
Il numero 4 giallorosso resta sempre un riferimento cardine per tutti gli allenatori passati per Trigoria, compreso Gian Piero Gasperini. Di fatto l’allenatore ha premiato la continuità di Bryan rendendolo il capitano della Roma, riconoscimento dovuto per l’alto numero di presenze in maglia giallorossa, ben 280.
Bryan Cristante ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport, parlando del suo rapporto con Gasperini, che lo lanciò ai tempi dell’Atalanta, prossimo avversario della Roma, e fissando gli obiettivi per l’anno che verrà della squadra capitolina.
Roma, le parole di Cristante

GIAN PIERO GASPERINI DA INDICAZIONI A BRYAN CRISTANTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Esperienza all’Atalanta.
“Sì, sono passati un po’ di anni… I ricordi sono belli, sono arrivato lì dopo vari percorsi: arrivavo dopo due esperienze non super positive e lì sicuramente c’è stato il boom. E’ stata una stagione e mezza bellissima, ho fatto ottimi risultati. Ho solo ricordi positivi”.
Metterti nel ruolo di trequartista fu una delle prime intuizioni di Gasperini.
“Dal mister. Il mister ha avuto questa intuizione e quando il mister vede qualcosa chiaramente ha l’esperienza e tutte le conoscenze per capire come far rendere meglio tutti. Ha avuto questa intuizione ed è andata bene”.
Crede che sarà emozionato per il suo ritorno a Bergamo?
“Sicuramente qualche emozione ci sarà, per forza di cose: dopo nove anni in cui ha fatto grandissime stagioni ed è riuscito a portare un trofeo a Bergamo, tanti anni di Champions e di grandissimi risultati. Quindi penso che sicuramente un po’ di emozione ci sarà”.
Era diverso rispetto al Gasperini che hai trovato a Roma?

GIAN PIERO GASPERINI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
“No, ho ritrovato lo stesso mister: è sempre carico e con questa grandissima conoscenza del gioco, sa cosa chiedere e come chiederlo. L’ho ritrovato con la stessa carica e la stessa voglia. Chiaramente sono passati diversi anni in cui a Bergamo ha continuato a fare benissimo e ci ha portato questa sua voglia e conoscenza anche qui a Roma”.
Atalanta oggi.
“La squadra è sempre più o meno quella, poi dopo tanti anni con un allenatore è normale che un po’ di difficoltà all’inizio ci siano. Dopo nove anni a lavorare con lo stesso allenatore che noi conosciamo e che sta lavorando benissimo con noi non è facile, però penso che stanno crescendo e adesso stanno iniziando a giocare sui livelli su cui deve stare una squadra come l’Atalanta, per la rosa e i giocatori che ha. Chiaramente dovremo affrontarli concentrati al massimo”.
Crede che sarà emozionato per il suo ritorno a Bergamo?
“Sicuramente qualche emozione ci sarà, per forza di cose: dopo nove anni in cui ha fatto grandissime stagioni ed è riuscito a portare un trofeo a Bergamo, tanti anni di Champions e di grandissimi risultati. Quindi penso che sicuramente un po’ di emozione ci sarà”.
Il 2025 della Roma.
“Significa che siamo sulla buona strada e stiamo trovando continuità, non è facile. Conta poco perché sono due campionati diversi, però conta a livello di continuità, di credere nella squadra e costruire un qualcosa. Adesso dobbiamo continuare così nei prossimi sei mesi, nella seconda metà del campionato, però penso che un anno sia tanto e fare quello che abbiamo fatto non è facile: vuol dire che stiamo lavorando nel modo giusto”.
Ritorno di De Rossi all’Olimpico.

DANIELE DE ROSSI AMAREGGIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
“Sì, sicuramente ha fatto piacere anche a noi come squadra vederlo andare sotto alla Curva: si sa cosa rappresenta Daniele per la Roma e per tutta la città, la società e tifosi: è stato un bel momento di calcio veder tornare una leggenda come lui sotto la sua Curva”.
Obiettivi.
“Chiaro che il nostro obiettivo ad oggi è tornare in Champions, sono troppi anni che non ci siamo. Abbiamo delle possibilità e ce le siamo costruite in questa prima metà di campionato: è difficile perché ci sono squadre con noi che sono forti e forse anche più attrezzate e hanno rose più larghe, però il nostro obiettivo deve essere quello. Dobbiamo provarci fino alla fine, anche se non è facile”.
Pensate di poter lottare per lo scudetto?
“Mah, sorpresi… Sapevamo che avevamo un’ottima squadra e potevamo fare un gran campionato. Sapevamo che non era facile con un allenatore nuovo che ha concetti di gioco diversi. Quindi siamo stati bravi noi a seguirlo dal primo minuto e poi tutti insieme siamo arrivati a questi risultati. Sulla lotta scudetto penso che ci siano davvero squadre più attrezzate con rose più ampie, quindi è una lotta un po’ difficile. Però finché siamo lì non buttiamo via niente. Giochiamo partita per partita, cerchiamo di stare lì il più possibile”.
Farai l’allenatore un giorno.
“Non lo so, per ancora un po’ giochiamo (ride). Poi vediamo, può essere una possibilità, adesso non ci sto davvero pensando. Ho ancora un po’ di anni… qualche anno, da dedicare solo al campo e poi vediamo cosa succede”.
Nazionale.
“Assolutamente. Sappiamo che è fondamentale e dobbiamo andare ai Mondiali. Adesso si gioca davvero ogni tre giorni, quindi diventa difficile andare con la testa troppo avanti, ma il pensiero c’è sempre. Sappiamo che sono partite fondamentali: arriveremo a marzo carichi e… niente: bisogna andarci e basta”.
Serie A
Alisson, il piano della Juventus per blindare la porta
La Juventus valuta Alisson per il dopo Di Gregorio. Con la mediazione di Spalletti, i bianconeri sognano il colpaccio dal Liverpool per tornare ai vertici

LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juventus, il nuovo corso bianconero riparte da Alisson
La dirigenza della Juventus sta valutando una profonda rivoluzione tra i pali per inaugurare un ciclo vincente e solido. Di Gregorio non ha pienamente convinto l’ambiente, mentre Perin riflette su un futuro lontano da Torino per trovare maggiore continuità. L’obiettivo della Continassa è ora individuare un profilo di caratura internazionale che garantisca affidabilità immediata.
Stando a quanto riferisce La Gazzetta dello Sport, il nome di Alisson è balzato in cima alla lista dei desideri dopo i rumors su un suo possibile addio anticipato al Liverpool. Sebbene il brasiliano sia legato ai Reds fino al 2027, la Juventus fiuta l’opportunità di un colpo ad effetto per blindare la difesa. L’esperienza dell’ex romanista rappresenterebbe l’innesto ideale per dare struttura a una squadra ambiziosa.
In questa complessa operazione di mercato potrebbe risultare decisivo il parere di Luciano Spalletti, grande estimatore delle doti del portiere. Il tecnico toscano, che lo ha già allenato in passato, ne riconosce il valore assoluto e la leadership necessaria per i grandi palcoscenici. La Juve resta alla finestra, pronta a trasformare questa suggestione in una trattativa concreta.
Serie A
Roma: contro il Como Gasperini pensa al rilancio di El Shaarawy
Per la gara contro i comaschi il tecnico della Roma potrebbe inserire il Faraone dal primo minuto assieme a Pellegrini a supporto di Malen.
La Roma arriva a Como ancora in piena emergenza offensiva. Contro la squadra di Fabregas mancherà di nuovo Soulè, il cui rientro è ormai rimandato a dopo la sosta per le Nazionali. Oltre all’ala argentina, Gasperini è ormai certo di aver perso anche Dovbyk fino alla fine della stagione assieme a Ferguson, mentre per Dybala la speranza è di poterlo riavere almeno per maggio.

STEPHAN EL SHAARAWY IN AZIONE IN EUROPA LEAGUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Contro il Como El Shaarawy potrebbe ritrovare il campo dopo più di due mesi
Nonostante la buona prova fornita nel secondo tempo della gara di giovedì contro il Bologna, per Robinio Vaz si prospetta una partenza iniziale in panchina oggi contro il Como: stesso discorso per Zaragoza, che contro i rossoblù è sembrato ancora una volta incapace di incidere in maniera significativa. Ecco allora che, nelle ultime ore, Gasperini starebbe pensando di rilanciare Stephan El Shaarawy dal primo minuto.
Il Faraone, la cui stagione fino ad ora è stata con molte ombre e poche luci, sembra aver smaltito definitivamente l’infiammazione al tendine d’Achille che lo ha costretto a saltare le ultime undici gare tra Serie A ed Europa League, ed il tecnico dei giallorossi sarebbe pronto a schierarlo da titolare nella sfida di oggi contro il Como.
L’ultima presenza di El Shaarawy in maglia giallorossa risale ormai a più di due mesi fa, quando l’ex Milan entrò nel secondo tempo della gara contro il Sassuolo, partita in cui regalò anche l’assist per la rete del 2-0 di Soulé. Da quel momento in poi per El Shaarawy è iniziato il problema al tendine d’Achille che lo ha costretto a saltare praticamente gli ultimi due mesi di stagione. Ora però i guai fisici sembrano finiti, e Gasperini potrebbe affidarsi proprio a lui per dare supporto a Donyell Malen nell’attacco giallorosso per provare a vincere questo scontro diretto che sa di spareggio Champions.
Focus
Milan e le rimonte scudetto in Serie A: il capolavoro di Zac
Dagli anni ’60 al Milan di Zaccheroni fino alla Serie A 2025/26: tutti i casi in cui la corsa scudetto si è riaperta con rimonte clamorose e finali imprevedibili.
Quando le rimonte in Serie A diventano possibili: i precedenti che tengono vivo il sogno scudetto
Negli ultimi sessant’anni la Serie A ha regalato stagioni imprevedibili e rimonte memorabili, in cui squadre considerate fuori dai giochi sono riuscite a ribaltare la corsa scudetto negli ultimi mesi. Dalle grandi sfide degli anni ’60 fino alle imprese del Napoli di Maradona negli anni ’80, il campionato italiano ha spesso smentito pronostici e certezze, ricordando a tutti che nulla è scritto fino all’ultima giornata.
Tra i casi più emblematici c’è il Milan di Alberto Zaccheroni nella stagione 1998‑99, capace di recuperare un importante svantaggio sulla Lazio e di chiudere davanti a tutti al termine di una rimonta costruita passo dopo passo. Una stagione che è rimasta nella memoria collettiva come simbolo di resilienza, gestione dei momenti chiave e capacità di sfruttare ogni minimo passo falso delle rivali.
Dal Milan di Zaccheroni al Napoli di Maradona: le grandi rimonte del passato
Nel corso dei decenni diverse squadre hanno incarnato il mito della rimonta scudetto, ribaltando una classifica che sembrava già definita.
L’Inter degli anni ’60, ad esempio, è stata protagonista di campionati in cui la lotta al vertice si è decisa solo nel finale, con sorpassi e controsorpassi che hanno fatto la storia.
Anche il Napoli di Diego Armando Maradona ha vissuto momenti in cui, partendo da situazioni complicate, è riuscito a girare la stagione a proprio favore, trasformando crisi in trionfi.
Questi precedenti hanno alimentato nel tempo l’idea che in Serie A la parola “fine” non possa mai essere scritta in anticipo, soprattutto quando in campo scendono grandi campioni e piazze caldissime.
La Serie A 2025/26: classifica, numeri e sogni di rimonta del Milan
Guardando all’attuale campionato 2025/26, il tema delle rimonte torna prepotentemente d’attualità. Dopo 28 giornate l’Inter guida la classifica con 67 punti, inseguita dal Milan a quota 60, mentre il Napoli è terzo con 56 e mantiene salda la propria presenza nella zona alta.
Il derby vinto dai rossoneri ha ridotto il distacco dai nerazzurri a sette lunghezze, riaccendendo almeno in parte il dibattito sulla possibilità di una rimonta nella corsa scudetto.
Gli analisti continuano a considerare l’Inter favorita, ma i numeri lasciano ancora aperto un piccolo spiraglio, soprattutto se nelle prossime settimane dovessero esserci risultati inattesi negli scontri diretti e contro avversarie di media classifica.

RAFAEL LEAO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Perché la rimonta non è mai da escludere
Anche se il margine resta importante e la matematica sembra sorridere alla capolista, la storia della Serie A insegna che un campionato può cambiare volto in poche giornate.
Un filotto di risultati positivi da parte delle inseguitrici, un momento di flessione della prima in classifica o qualche infortunio decisivo possono riaprire scenari che oggi appaiono solo teorici.
Proprio le stagioni iconiche del passato dimostrano che la linea tra dominio e rimonta può essere sottilissima, specie quando la pressione aumenta e ogni punto pesa come un macigno.
Per questo, anche nella stagione 2025/26, la memoria delle imprese “impossibili” tiene viva la speranza dei tifosi che sognano un finale di campionato tutto da riscrivere.
La memoria delle imprese fa sognare il presente
Le grandi rimonte del passato non sono soltanto pagine di storia, ma diventano una chiave di lettura per interpretare l’attualità del campionato.
Sapere che altre squadre sono riuscite a ribaltare distacchi importanti alimenta la fiducia di spogliatoi e tifoserie, che continuano a crederci anche quando la vetta sembra lontana.
Sotto questo punto di vista, la stagione 2025/26 si inserisce in una tradizione fatta di colpi di scena, sorpassi inattesi e finali al cardiopalma.
Finché la matematica non emetterà il suo verdetto definitivo, l’idea di una nuova rimonta resterà una possibilità concreta nel campionato che più di tutti ha dimostrato di amare le imprese difficili.
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