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Milan, il mezzo servizio del croato: ha senso tenerlo?

Milan, non sta attraversando una stagione esaltante Ante Rebic, nonostante il suo score nella primissima stagionale lasciava presagire tutt’altro.

Doppietta nella prima partita a San Siro da Campione d’Italia: è così che si era presentato Rebic in questa stagione, regalando la prima vittoria a Stefano Pioli contro l’Udinese.

La duttilità del croato ex Eintracht Francoforte (e, prima ancora, Fiorentina) è sicuramente una preziosa risorsa nella formazione rossonera.

Può far rifiatare tanto Rafael Leao (che non può e non dovrà, per forza di cose, giocarle tutte fino a fine maggio), quanto Olivier Giroud nel ruolo di prima punta.

Tuttavia, da quando è approdato in Lombardia, Rebic è autore di una statistica che riguarda le partite saltate causa problemi fisici.

Milan

Più volte chiamato proprio per fare mini turnover, non ha risposto presente: Maldini e Massara sono corsi ai ripari con l’acquisto estivo di Divock Origi, ma anche il belga sarà a rischio permanenza a fine stagione.

Milan, quanto è importante Rebic?

Considerando la vittoriosa trasferta di Salerno, l’esterno croato ha dato forfait per 48 volte da quando è stato ingaggiato.

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Taglierà, ovviamente, il traguardo delle 50 presenze (ha subito un altro infortunio, e verrà rivalutato tra circa 5 giorni).

Dalle parti di Milanello si chiedono se abbia senso tenerlo: l’ingaggio che percepisce è importante (si attesta sui 3.5 mln netti all’anno).

Il recupero per la SuperCoppa italiana di Riyadh (18 gennaio contro l’Inter) resta in serio dubbio.

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