Serie A
Torino, Vanoli: “Troveremo una Lazio arrabbiata dopo il 5-0 contro il Bologna”
Il mister del Torino Paolo Vanoli ha parlato nella conferenza stampa odierna in vista del match di domani sera contro la Lazio.
A seguire la conferenza stampa di Vanoli
Torino, le parole di Vanoli
Com’è andata la pausa?
“Abbiamo lavorato bene. Peccato per l’episodio di Salama, si è infortunato e probabilmente non recupererà. Poi ci sono Walukiewicz e Lazaro. I nazionali sono rientrati bene, gli ultimi Sanabria e Maripan: il difensore ha avuto un sovraccarico, ma ha fatto il recupero ed è al 100%”
Gineitis può diventare protagonista?
“Lo è stato e lo ha dimostrato. Sta crescendo, lo sta dimostrando anche in Nazionale. Ha potenzialità, i gol che sta facendo sono ciò su cui insistiamo in allenamento. E’ un centrocampista che ha quei gol, sono felice per lui. E Gineitis deve sentirsi protagonista”
In gol da 10 gare di fila: è il prossimo step?
“Mai detto di fare un gol più che subirne uno in meno. Voglio più occasioni per avere più possibilità: mi piace di più attaccare, ma nel calcio bisogna anche difendere. Dobbiamo essere bravi a fare tutto, le qualità dei centrocampisti stanno venendo fuori”
La parola d’ordine per domani è ‘attenzione’?
“Vale per tutte le gare. E’ un concetto importantissimo sul quale ci si allena. Troviamo una squadra forte, con un pubblico importante e viene da una sconfitta importante: avevano giocato tante gare, la sosta ha ricaricato la Lazio. Siamo consapevoli della partita con una squadra in lotta per la Champions. L’importante è capire la partita. E’ una Lazio arrabbiata per i cinque gol. La parola magica è stare in partita”
A che percentuale di mentalità vincente siete arrivati?
“La mentalità non è una percentuale, ma si acquisisce con tempo, risultati e sacrifico. E’ un processo lungo, nella seconda parte di stagione abbiamo fatto passi avanti ma c’è tanto da lavorare. In queste ultime gare dovremo gestirle come fossero delle finali, anche a Roma sarà una finale”
Come è tornato Elmas?
“Carico, come tutti i nazionali. Anche Sosa e Vlasic sono tornati carichi”
Ha parlato con Maripan? Come l’ha visto dopo il caso che lo ha riguardato?
“Con lui parlo di calcio. Era deluso per i risultati del Cile, si è complicata la qualificazione al Mondiale. Ero curioso di vedere lo scontro tra Sanabria e Maripan, c’è stata poca occasione di vederli uno contro l’altro. E’ sereno e carico, ero solo preoccupato per il sovraccarico”
Quanto manca per vedere il suo Toro?
“Non è il mio Toro, è la mia idea di calcio. C’è tanto da lavorare, è il mio primo anno: siamo stati bravi a tenere la barca sulla retta via. Quando si cambia idea e mentalità ero sicuro di passare da un momento non facile, l’inizio di campionato ha nascosto certe situazioni. Poi la perdita di Zapata le ha accentuate…Ma siamo stati bravi a lavorare e a capire, rimettendoci in gioco. Per arrivare alla mia idea di gioco, avendo anche cambiato sistema, ci vuole ancora tanto”

Paolo Vanoli carica Alieu Njie ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eravate in rampa di lancio prima della sosta: come si riattacca la spina?
“Le partite più difficili sono quelle prima della sosta e al rientro. Per fortuna è andata bene sugli infortuni, poi c’è l’aspetto morale come ad esempio Gineitis che è tornato con il gol. O magari psicologico di Maripan che ha complicato la vita per i Mondiali. Dico sempre che dobbiamo sempre switchare, girare pagina e pensare alle prossime partite”
Come sta vedendo Ilic? E quanto lavorate sulle punizioni?
“A volte travisate le mie parole…Su Ilic ho detto che deve correre: a gennaio abbiamo aumentato la concorrenza ed è importante, la squadra ha concorrenza in tutti i ruoli. E’ un aspetto per far crescere la squadra. I centrocampisti sono tanti, ma Ilic si sta allenando bene: non ho rancore, guardo ciò che fa in settimana e come tutti deve sentirsi protagonisti. Punizioni? Dopo cinque giornate eravamo primi in classifica, magari qualcuno fa gol su punizione…(ride, ndr). A parte le battute, non mi soffermo tanto ma è un aspetto che valuti quando costruisci la rosa: anche sui corner contano i battitori, non solo i saltatori. Nel calcio moderno si vince anche con i piazzati”
Segnate tanto nelle seconde parti di gara…
“Quando fai tanti gol, vuol dire che stai bene. E che sa reagire. C’è stato un momento in cui nell’ultimo quarto prendevamo tanti gol: è un aspetto di concentrazione e lucidità. Dobbiamo crescere, si lavorare quotidianamente. Se non sai cos’è la sofferenza, non la riconosci: a volte spingo oltre i ragazzi in allenamento per affrontare le difficoltà. Anche un rinvio in laterale e non in calcio d’angolo è sinonimo di lucidità”
Come sta vedendo Sosa?
“Bene, l’ho visto bene. Ha avuto un periodo ad inizio anno con una febbre pesante, si è rimesso e adesso il campo è lì: ci sono gli allenamenti e c’è concorrenza, ora voglio vedere quanto è forte. La concorrenza è bella, ora tocca a loro. Voglio giocatori vincenti, con una mentalità, e un giocatore vincente sa cos’è la concorrenza. E io lo aspetto perché secondo me ha qualità”
Su Ilic ha detto che non prova rancore: cosa vuol dire?
“Lui ha accettato di fare una visita medica con lo Spartak e di conseguenza aveva accettato il trasferimento. Poi è saltato ma abbiamo preso un centrocampista…Dico sempre le cose in faccia. Litigi? Assolutamente, non mettiamo in giro certe voci…Sono stato fortunato perché è un giocatore forte”
Quanto è importante tenere uno zoccolo duro per l’anno prossimo?
“Non sono concentrato sul futuro, ho queste partite che sono importantissime: gli obiettivi non si guardano solo con la classifica. Ho detto linee guida, ma io guardo solo al presente”
La Lazio poteva rappresentare un sogno all’andata…
“Ci punirono in ripartenza, non eravamo stati bravi nelle preventive: giocavamo a cinque e a volte sei uomo su uomo contro un sistema di gioco come il 4-2-3-1. Avevamo preso subito diversi gol in ripartenza. Ora, al di là del risultato, arriviamo in una maniera differente: abbiamo cambiato tanto, siamo cresciuti molto. Ci siamo promessi di affrontare queste gare come finali, poi vedremo fino a che punto saremo cresciuti. Nel girone d’andata siamo stati bravi a giocarci le partite, a volte ne abbiamo buttate via con errori, poi ora c’è uno spirito di una squadra che vuole provare a fare qualcosa.
E’ un vantaggio o svantaggio sapere gli altri risultati giocando di lunedì?
“E’ stato un piccolo vantaggio avendo tanti nazionali. Noi avevamo anche due sudamericani, in questo modo siamo stati agevolati e fortunati. Poi guardiamo noi stessi: abbiamo questa fortuna, guardiamo una gara alla volta. Troveremo una Lazio forte e arrabbiata”
Serie A
Udinese, Juan Arizala è a Villa Stuart per le visite mediche!
L’Udinese è sempre più vicina dal poter ufficializzare il terzino colombiano classe 2005 alla propria corte. Juan Arizala è stato anche un obiettivo del Milan.
L’Udinese è sempre attenta ad acquistare giovani di prospettiva e, questa, è l’ennesima dimostrazione. Il profilo di Arizala corrisponde a quello di un terzino classe 2005, che con l’Independiente Medellín conta 2 gol e 1 assist questa stagione.
Secondo quanto riportato da Gianluca di Marzio, Il calciatore si trova a Villa Stuart ed è pronto a svolgere le visite mediche di rito. Il costo dell’operazione è di 3 milioni e, lui, è stato un obiettivo di un altro club italiano: il Milan.

Rome, Italy 22.09.2024 : Arthur Atta of Udinese during warm-up before Italian football championship Serie A Enilive 2024-2025 match AS Roma Vs Udinese Calcio at Stadio Olimpico in Rome.
Udinese, come mai Arizala ha scelto Friuli e non Milano?
Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, l’idea dei rossoneri era quella di acquistare il giocatore e di farlo approdare in Europa tramite il Tolosa, così da aggirare i limiti degli slot extracomunitari. Il problema? Il club francese non ha slot disponibili in rosa e, questo, ha portato l’Udinese ad inserirsi nella trattativa nel momento perfetto.
Un progetto più semplice e da protagonista hanno convinto il giocatore a scegliere il club bianconero, che mai come adesso è vicino a trasferirsi in Europa ed in Italia. Sarà un’altra scommessa vinta dalla dirigenza? Questo lo scopriremo solo nei prossimi mesi.
Serie A
Milan, lo strano caso Leao-Pulisic: sempre decisivi, mai in campo insieme
Il Milan continua ad essere trascinata, gara dopo gara, da Christian Pulisic e Rafael Leao. Eppure i due assi rossoneri hanno giocato insieme dal 1′ minuto solo nel derby.
Il Milan ha inaugurato il nuovo anno con la preziosa vittoria di Cagliari. Ennesima vittoria di “corto muso” per la squadra rossonera, come visto molte volte fin qui in stagione, grazie alla giocata decisiva di un singolo, in questo caso Rafael Leao.
Successo importante per la classifica del Diavolo, e anche per un fattore di “storicità”: uno 0-1 che ricorda molto il Cagliari-Milan decisa da Strasser nella prima esperienza di Massimilano Allegri sulla panchina meneghina, che finì con lo stesso risultato, culminata poi con la vittoria dello Scudetto 2010-2011.
Ma la vera notizia è che i rossoneri riescano, aldilà delle assenze, sempre a portare la gara dalla propria. Anche quando ha mancare è il giocatore ad aver partecipato a più gol in Serie A, Christian Pulisic, o quello di maggior talento della rosa, Rafael Leao. Sì perché i numeri personali dei numeri 10 e 11 rossoneri, trasformati da Allegri da ali a punte centrali, sono i migliori della carriera, eppure non hanno praticamente mai giocato insieme.
Milan, Leao e Pulisic che numeri: finalmente in campo insieme?

PULISIC IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Considerando tutte le gare stagionali, Pulisic e Leao sono partiti come coppia d’attacco titolare in sole due occasioni: Milan-Bari, prima gara stagionale di Coppa Italia e la gara contro l’Inter, unica volta in 18 giornate di Serie A. Sostanzialmente quando era disponibile uno dei due, quasi sempre il tecnico non poteva contare sull’altro al 100%. E pure le statistiche restano sensazionali: Pulisic ha il miglior rapporto minuti per gol in Italia: un gol ogni 76 minuti di Serie A. Leao è terzo con 1 ogni 121′.
Nella prossima gara di campionato, nel turno infrasettimanale di San Siro contro il Genoa, potrebbe essere finalmente il momento di rivederli dividersi l’attacco rossonero dal primo minuto. Allegri e i tifosi sperano che questo non incida sul loro fantastico rendimento.
Serie A
Inter, 35 milioni dal Galatasaray per Frattesi? L’italiano ci pensa: i dettagli
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il Galatasaray sarebbe molto interessato a Davide Frattesi. Valutazione di 35 milioni di euro da parte dell’Inter.

DAVIDE FRATTESI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, 35 milioni dal Galatasaray? Sì, ma ad una condizione
Il nome di Davide Frattesi stuzzica particolarmente in Turchia, ma trovare un accordo non è così semplice. L’italiano vuole acquisire maggiore minutaggio in vista del possibile Mondiale e, inizialmente, non era convinto del Galatasaray come destinazione.
Una proposta da 5 milioni netti a stagione, un aumento significativo rispetto ai 3 percepiti attualmente. La richiesta nerazzurra è di 35 milioni di euro ed i turchi sono disposti ad accontentarla, ma in maniera diversa rispetto al club lombardo. L’offerta del Galatasaray è di un prestito da 5 milioni, che potrebbe diventare obbligatorio a certe condizioni.
Su questo, l’Inter, sta tentando invece di ottenere un prestito con obbligo di riscatto o, al massimo, che le condizioni decise siano semplici da raggiungere. L’obiettivo sarebbe quello di comprare un centrocampo fisico alla Konè per il biscione, ma non è semplice trovare un profilo simile ed accessibile già a gennaio.
Marotta si è espresso così sulla situazione riguardante il centrocampista italiano ex Sassuolo: “La nostra strategia è che se un giocatore vuole andare via, ci si confronta e valutiamo. Frattesi non è in questa condizione. Non abbiamo ricevuto proposte ufficiali ma siamo aperti a confronti…”.
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