Serie A
Verona, Zanetti: “Il Torino non è una ‘squadretta’. Sconfitta meritata per quanto visto in campo”
Paolo Zanetti in conferenza dopo Verona-Torino: l’analisi della sconfitta, gli errori decisivi e le difficoltà del Verona.
Paolo Zanetti ha parlato in conferenza stampa al termine di Verona-Torino, analizzando la sconfitta maturata al Bentegodi e soffermandosi sugli episodi che hanno indirizzato la gara. Per gli scaligeri si tratta della seconda sconfitta consecutiva, un ko che mantiene il Verona in terzultima posizione a quota 12 punti, in coabitazione con Fiorentina e Pisa.
La conferenza stampa di Zanetti
Un commento alla prestazione?
«Una sconfitta meritata per quanto visto in campo. Ci siamo presentati non con la solita energia. Con paura, una marea di errori tecnici. Ogni palla recuperata l’abbiamo data agli altri. Una serata negativa, della quale dobbiamo tutti prenderci la nostra responsabilità.
D’altra parte penso sia ingiustificabile fare una partita così. Dobbiamo capire i motivi, è difficile dare una spiegazione. Sono molto arrabbiato, come non mai. Andiamo in ritiro, combattiamo, lavoriamo di più e meglio».
Qualcuno è distratto dal mercato?
«Non lo so, può darsi, dobbiamo capire tutte le situazioni. Mi sento di dire che per salvare il Verona bisogna avere le palle. Uno spirito e un coraggio diverso. Dobbiamo capire chi vuole stare dentro questa impresa che dobbiamo fare, capendo che possiamo farla solo se siamo al 100%. Quando siamo al 90% non possiamo farcela. Chi vuole andare vada. Qui c’è bisogno solo di gente che dà tutto per la maglia».
Un primo tempo così come si spiega? Nelsson è diventato un problema?
«I giocatori non sono mai un problema, hanno alti e bassi. Non è stata colpa di Nelsson, che probabilmente ora è un po’ in difficoltà. Credo sia una cosa generale, parlare individualmente oggi è sbagliato. Quando si va in svantaggio in quel modo la partita si mette in un binario difficile, è la seconda volta che ci facciamo gol da soli.
È stata una partita dove abbiamo fatto fatica ad andare in pressione, nel secondo tempo meglio, alzando il baricentro e mettendo più coraggio. Abbiamo dato l’impressione di volerla andare a riprendere, ma poi ci siamo sfilacciati andando alla bersagliera all’attacco e perdendo equilibrio. Tutto nasce da un primo tempo che è stato a dir poco inguardabile».
Il Verona è in ritardo per l’alternativa a Belghali, che si sapeva sarebbe andato in Coppa d’Africa?
«Belghali è determinante per noi, chi gioca vicino a lui rende molto di più. Oyegoke non giocava da tanto tempo, è sbagliato mettere la croce addosso a qualche ragazzo che si trova catapultato in partite di alto livello. Come tutti deve crescere».
Occasione sprecata, ora ci sono le big. Che mese si aspetta?
«Fermo restando che il Torino non è che sia una “squadretta”. Comunque un mese difficile, lo sapevamo. Avremo partite molto difficili, che andranno affrontate diversamente da quanto fatto oggi. Non abbiamo tempo di piangerci addosso, dobbiamo lavorare cercando di fare più punti possibili. Dobbiamo concentrarci su gara per gara».
Serie A
Bologna, ufficiale: ecco Sohm dalla Fiorentina
Nuovo acquisto ufficiale del Bologna. I rossoblù si assicurano l’arrivo di Simon Sohm dalla Fiorentina con la formula del prestito con diritto di riscatto.
Si completa ufficialmente lo scambio di centrocampisti tra Bologna e Fiorentina. Dopo l’ufficialità di Giovanni Fabbian, approdato al club toscano, è arrivata anche quella di Simon Sohm ai rossoblù. Il centrocampista svizzero ex Parma arriva alla formazione emiliana in prestito con diritto di riscatto. Sohm è il secondo rinforzo ufficiale dei felsinei in questo mercato di gennaio, dopo l’arrivo del difensore Elvin Helland.
Bologna, il comunicato del club

Il Bologna FC 1909 comunica di aver acquisito dall’ACF Fiorentina il diritto alle prestazioni sportive del centrocampista Simon Sohm a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026 con opzione per l’acquisizione definitiva.
Serie A
Milan, verso Roma: a rischio la presenza di Saelemaekers
Il Milan si prepara verso lo scontro diretto contro la Roma. A rischio la presenza del grande ex della sfida, Alexis Saelemaekers: il belga continua a non allenarsi in gruppo.
Prosegue la preparazione rossonera a Milanello verso il big match di domenica sera sul campo della Roma. Il Milan si prepara ad affrontare i giallorossi nella 22° giornata di Serie A, in un match chiave in ottica Champions League. In questi giorni Massimiliano Allegri deve fare i conti con un importante defezione, quella di Alexis Saelemaekers. L’esterno belga, decisivo con l’assist per il gol di Fullkrug nell’ultima vittoria contro il Lecce, ha accusato un risentimento all’adduttore sinistro nel finale di gara contro i pugliesi.
Milan, allerta Saelemaekers: chi lo potrebbe sostituire?

MASSIMILIANO ALLEGRI AMAREGGIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un problema che preoccupa non poco il tecnico rossonero. A 3 giorni dal big match dell’Olimpico, Sky Sport riporta che Saelemaekers non ha ancora ripreso ad allenarsi in gruppo. Il belga rischia dunque di saltare la gara di ritorno contro la Roma, ex squadra in cui ha militato nella scorsa stagione. Anche nella giornata di oggi il numero 56 rossonero ha svolto solo un lavoro personalizzato. Da capire, se venisse confermato il suo forfait, come intenda sostituirlo Allegri.
Se si deciderà di non stravolgere i piani, proseguendo con il consueto 3-5-2, toccherebbe al giovane Zachary Athekame prendere posto sulla fascia destra. Ma occhio anche all’ipotesi del passaggio al 4-3-3: modulo sicuramente più spregiudicato, ma già visto in campo per alcuni tratti delle partite contro Genoa e Como. In caso di tridente sarebbe il centravanti Nicklas Fullkrug a prendere posto nell’11 rossonero, con Leao e Pulisic pronti a tornare nel vecchio ruolo di esterni offensivi.
Serie A
Inter, caso Barella? Prestazioni opache e atteggiamento non da leader
Il centrocampista dell’Inter Nicolò Barella nell’ultimo periodo non sta registrando delle prestazioni all’altezza del suo livello ed in campo mostra un atteggiamento nervoso e poco razionale.
Una delle note meno positive di questa nuova Inter di Chivu sono le prestazioni di Nicolò Barella. Nelle ultime partite non sta brillando come al suo solito, ma quello che colpisce è un atteggiamento che non ci si aspetta da un giocatore del suo spessore.
Nella sfida contro l’Arsenal in più di un’occasione ha sbracciato vistosamente all’errore del compagno. Nella discesa palla al piede di Sucic, che ha portato poi ad un tiro di Thuram sull’esterno della rete, quello che ha colpito è stata la reazione rabbiosa ed impulsiva del centrocampista sardo, non servito dal compagno di reparto.
Inoltre, spesso e volentieri non si tira indietro dal correggere ad ampi gesti, errori tecnici o di posizionamento del brasiliano Luis Henrique, giocatore che milita nella sua zona di campo e con la quale si trova spesso a dover dialogare.
La sua vivacità e la sua “garra” sono sicuramente componenti fondamentali del suo carattere, che hanno contribuito a farlo diventare il grande giocatore che è oggi.
Questi atteggiamenti plateali in campo però, tipici di un Barella più immaturo, non sono consoni per un giocatore del suo spessore e della sua esperienza.
Il centrocampista della Nazionale infatti, oltre che ad essere una colonna dell’Italia, è anche un pilastro della sua Inter, nonché uno dei possibili capitani in assenza di Lautaro Martinez.
Questi sono comportamenti magari frutto di un nervosismo momentaneo, ma che vanno sicuramente limati e migliorati.
Barella deve dunque ritrovare la sua versione migliore, che sembra ormai mancare da diverso tempo, sia da un punto di vista tecnico-tattico, ma soprattutto mentale.

LA GRINTA DI NICOLO BARELLA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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