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Serie A

La Fiorentina aspetta i tifosi al Franchi: tutti i dettagli

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Rinnovo Vlahovic

La Fiorentina attraverso il proprio sito ha fatto sapere che lunedì 22 maggio ci sarà una seduta a porte aperte: c’è da raccogliere la carica per la finale di Coppa Italia.

ACF Fiorentina informa che lunedì 22 maggio, alle ore 19:00 presso lo Stadio Artemio Franchi, svolgerà un allenamento aperto al pubblico.

I cancelli della Maratona saranno aperti al pubblico a partire dalle ore 18:00, pertanto si invitano i tifosi ad accedere da tale lato e non sostare davanti ai cancelli del Centro sportivo in quanto i calciatori non transiteranno dalla zona pedonale.

Si invitano i tifosi ad osservare le limitazioni per motivi di sicurezza: pertanto NON E’ CONSENTITO INTRODURRE ALL’INTERNO DELL’IMPIANTO BOTTIGLIE DI VETRO E ANIMALI.

 

Serie A

Juventus, Danilo parla del suo futuro nel club

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Danilo

Intervistato da Globo Esporte durante il ritiro del Brasile, il difensore della Juventus Danilo ha fatto alcune dichiarazioni riguardanti il suo futuro.

Juventus, le parole di Danilo

Il calciatore juventino ha affermato: “Al momento, posso solo dire che è impossibile che lasci la Juventus. Sono completamente concentrato sul progetto bianconero con Thiago Motta che è appena arrivato.

Stiamo parlando di un allenatore con una visione di calcio molto moderna. La mia famiglia è tutta tifosa del Flamengo, è incredibile. Ogni volta che c’è una partita del Flamengo, organizzano un barbecue per guardarla. Ho una cognata che piange per il Flamengo. Attualmente ho un contratto con la Juventus fino al 2025, con la possibilità di estensione per un altro anno.

Juventus, danilo

Danilo dopo il gol del provvisorio 1-1.

Sto ancora pianificando i miei prossimi anni come giocatore. Non voglio giocare troppo a lungo, due o tre anni è il massimo che voglio giocare. Se decidessi di tornare in Brasile, le mie priorità sarebbero Flamengo e Santos“.

Danilo parla della Nazionale

Riguardo alla Nazionale, di cui è capitano, Danilo ha detto: “È qualcosa di molto serio, un sogno che si realizza, senza dubbio, ma anche una grande responsabilità. Indossare la fascia da capitano della selezione più importante del mondo, come accade anche con la Juventus, è una questione di responsabilità.

Essere capitano non significa solo indossare la fascia in campo, va molto oltre. Significa dedicare tempo ed energia spesso a favore dei compagni e del bene della squadra, sacrificando momenti personali”.

Su Buffon, indicato come modello di leadership, ha dichiarato: “Buffon è il mio principale modello per due motivi: primo, perché per me è stato il più grande portiere della storia, per ciò che ho visto e conosciuto.

Tuttavia, nel quotidiano, si mostrava molto umile, trattando tutti allo stesso livello. Questo lo ha reso ancora più grande ai miei occhi. Era una persona molto umana, umile, un vero compagno nel quotidiano. È questa la qualità umana che ammiro di più in lui”.

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Serie A

Torino: fatta per il nuovo allenatore

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Il Torino è tra le squadre ancora in cerca di un tecnico per la prossima stagione. E’ stata trovata l’intesa che porterà il nuovo allenatore in panchina.

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La scelta della dirigenza del Torino

Per molto tempo il Torino ha seguito l’evoluzione in casa Venezia per sostituire Ivan Juric, Cairo ha messo gli occhi da mesi su Vanoli, che rappresenta per gli addetti ai lavori il profilo giusto per il Torino che verrà.

Vanoli: una scelta condivisa

Torino

Paolo Vanoli

La dirigenza granata ha raggiunto un accordo con il Venezia per liberare il tecnico, il cui contratto scadrà nel 2025, versando poco meno della clausola in vigore. Circa 800 mila euro (cifra riferita dall’Ansa) a fronte del milione di euro inizialmente previsto dalla clausola. A breve è prevista l’ufficialità.

La Carriera dell’ex Venezia

Paolo Vanoli, classe 1972, è stato un difensore capace di segnare una rete nella storica finale di Coppa Uefa, vinta dal suo Parma nel 1999. Squadra con cui vincerà anche una Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. L’anno dopo vince, con la maglia della Fiorentina, la Coppa Italia, togliendola alla sua ex squadra.

Le sue notevoli prestazioni gli consentono l’esordio con la Nazionale Italiana, con la quale segna proprio alla prima apparizione una rete nell’amichevole contro il Belgio.

Vanoli: dalla Nazionale al Torino

Nazionale che da allenatore si affida a lui, anche se per le giovanili. Vanoli guida dal 2010 al 2016 prima la Nazionale under 16, poi under 17 e 18 fino ad arrivare all’under 19. Per un anno, quello 2016-17, è collaboratore della Nazionale maggiore.

L’esperienza maturata da collaboratore con l’Italia prima e successivamente con Chelsea e Inter, lo portano sulla panchina dello Spartak Mosca. Anche se solo per un anno, 2021-2022, il tecnico di Varese in Russia vince la Coppa nazionale, che alla squadra mancava dal 2003.

Vanoli, Torino

Paolo Vanoli

Il Torino seguiva il tecnico da molto tempo. Dai tempi del Venezia, quando Vanoli raggiunge i play-off al primo anno: da subentrato e con 40 punti in 26 partite. Play-off che la squadra vincerà poi l’anno successivo, nella finale contro la Cremonese che riporta i lagunari in Serie A.

La stagione 2024-2025 vedrà, però, Vanoli sulla panchina granata, con un accordo su base biennale a cui si potrebbe aggiungere un ulteriore anno di contratto. E’ atteso il comunicato ufficiale granata.

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Serie A

Lorenzo Pellegrini: capitano silenzioso e anima autentica della nuova Roma

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Pellegrini, Roma

Lorenzo Pellegrini, che oggi compie 28 anni, è arrivato a coronare il sogno custodito da milioni di bambini di fede giallorossa: diventare capitano della squadra del proprio cuore dando seguito ad una dinastia che sembrava essersi interrotta dopo la separazione con Florenzi.

282 presenze complessive, 52 gol in sette stagioni. Più di qualche critica (a volte ingiusta), giocate ragguardevoli alternate a prestazione al di sotto delle aspettative, la sette di Bruno Conti, ma, soprattutto, la fascia al braccio.

Indice

La Roma nel destino

Il primo, inequivocabile segnale “sovrannaturale” che unisce i percorsi di Pellegrini e la Roma risale al 22 marzo 2015, data in cui i giallorossi guidati da Garcia vincono di misura al “Manuzzi” di Cesena grazie alla rete dell’allora capitano ed attuale mister Daniele De Rossi, e Lorenzo debutta al 77′ sostituendo Salih Uçan con un improbabile numero 52 sulle spalle.

Il secondo elemento che lega le parti ha un nome ed un cognome ben precisi: Eusebio Di Francesco, che lo accoglie e lo valorizza nei due anni al Sassuolo centrando l’incredibile traguardo dell’Europa League e permettendogli di realizzare il primo gol nel massimo campionato contro la Sampdoria di Montella, altra ex punta di diamante giallorossa.

Nell’estate 2017 entrambe fanno ritorno a casa: Di Francesco in qualità di successore di Spalletti, Pellegrini come nuovo numero 7, in virtù dei 10 milioni investiti dai capitolini per esercitare il diritto di contro-riscatto, con l’arduo compito di restituire lustro e dignità a quel numero indossato nelle stagioni precedenti da Marquinho, Iturbe e Grenier.

La strada verso la fascia

Nella sua prima, vera stagione come parte integrante della rosa romanista trova la sua prima gioia in giallorosso il 1° dicembre 2017 nel match casalingo vinto 3-1 con la Spal, esordisce in Champions League (edizione in cui la Roma centrerà la semifinale dopo lo storico 3-0 inflitto al Barcellona) nello 0-0 contro l’Atletico Madrid, e getta le basi per la titolarità.

Inserimento nell’undici di partenza che gradualmente arriva nella stagione successiva anche a causa delle cessioni di Nainggolan e Strootman, oltre che dei ricorrenti infortuni di Pastore, che il 7 rileva al 36′ di un derby che poi sbloccherà di tacco qualche minuto dopo.

Nel marzo 2018 perde Di Francesco e, in seguito alla parentesi Ranieri, trova Paulo Fonseca che lo elegge vice-capitano dietro Dzeko in seguito alla partenza di Florenzi nel gennaio 2020 e dopo poco più di un anno decide di affidargli la fascia dopo lo screzio con l’attaccante bosniaco che si accaserà all’Inter nella successiva sessione di mercato.

Tra presente e futuro

Pellegrini

Con la fascia al braccio Lorenzo decide la rocambolesca gara di campionato con lo Spezia (4-3 che salva la panchina a Fonseca), e la squadra ottiene il settimo posto a fine campionato che vale la qualificazione alla neonata Conference League.

Nell’estate 2021 sulla panchina arriva Mourinho che lo esalta sin da subito con parole al miele, rendendolo un perno del proprio scacchiere e Pellegrini ricambia con tre gol nelle prime quattro partite di campionato più altri tre tra preliminari e gironi di Conference League che fanno di lui il primo italiano ad aver segnato in tutte le competizioni Uefa per club. Diversi problemi muscolari condizionano la parte centrale della sua stagione, chiusa comunque con il record personale di realizzazioni (14, tra cui la strabiliante punizione del 3-0 nel derby) e, soprattutto, con la vittoria della Conference League che permette a Lorenzo di essere il primo capitano romanista ad alzare un trofeo Uefa, oltre che il primo dopo Totti ad alzare al cielo una coppa, impresa sfiorata anche l’anno successivo con la finale persa di Europa League.

A Mourinho succede De Rossi ed il numero 7 rinasce, dopo un periodo no, sotto il profilo delle prestazioni e delle realizzazioni, ben sette, che gli valgono la convocazione ad Euro 2024 con tanto di maglia numero 10.

Per la prossima stagione, anche con l’aiuto di uno che in quanto a conoscenza della piazza romana non è secondo a nessuno come De Rossi, le speranze di successo della Roma sono racchiuse anche nei piedi di Lorenzo: capitano silenzioso, anima autentica e sensibile, sempre pronto a mettere la squadra al primo posto.

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