Focus
Bologna, Bernardeschi non si nasconde: vuole essere un leader
Il Bologna fa sul serio e punta su Federico Bernardeschi; svincolato e proiettato al ritorno in Italia. Per lui due anni con indosso una maglia simbolica
Il Toronto lascia libero un altro italiano e il Bologna ne approfitta subito: Federico Bernandeschi è pronto a diventare un nuovo giovane rossoblù.
Il calciatore toscano, classe 1994, torna in Serie A e si prepara a vestire la maglia del Bologna. La squadra emiliana di Vincenzo Italiano ha fatto benissimo la scorsa stagione (basti pensare alla Coppa Italia vinta contro il Milan) ed è lanciata verso una campagna acquisti che possa portare nuove risorse e consolidare la squadra che ora crede più che mai nelle proprie possibilità.
La proposta fatta dal Bologna al giocatore è di un contratto per due anni con la possibilità di un terzo anno, con un ingaggio di circa 2 milioni di euro a stagione.

Al Bologna potrebbe vestire la maglia di due miti del calcio italiano
Non è tanto questa la notizia, seppur già di per sé importante, ma – e qui starebbe la grande novità – che il giocatore vorrebbe indossare una maglia che ha un sapore di grade nostalgia: la numero 10.
Proprio quel numero 10 che era stato indossato da giocatori come Roberto Baggio e Beppe Signori che sono due leggende non solo in città ma nel cuore di molti italiani. Un gesto di grande coraggio da parte di Bernardeschi, che significherebbe molto più di un ingaggio stellare.
Inoltre Baggio e Signori usarono questa maglia e rilanciarono le loro rispettive carriere, quindi chissà che non possa essere la stessa cosa a toccare al giocatore toscano.
Federico Bernardeschi ha una carriera di tutto rispetto: Crotone, Fiorentina, Juventus e Toronto giocando 206 partite in Serie A (con 22 reti) ed 88 volte in MLS (segnando 26 goal).
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Napoli, accadde oggi: esordio con gol per Tonelli
Oggi, 9 anni fa, il Napoli ospitava la Sampdoria per la 19a giornata della Serie A 2016/17. Una partita decisa da un espulsione dubbia e un eroe a sorpresa.
Il 2017 del Napoli si apre con una partita intensa contro la Sampdoria. La squadra di Sarri é imbattuta in campionato dal 29 ottobre 2016. Tuttavia é terza a -7 dal primo posto occupato dalla Juventus.
La Sampdoria di Giampaolo, invece, ha ottenuto un solo punto nelle ultime 3 partite. L’obiettivo é quello di tentare il colpaccio al San Paolo per provare a risalire in classifica.
Napoli-Sampdoria, 7 gennaio 2017

MAURIZIO SARRI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Con Koulibaly (impegnato in Coppa d’Africa) ed Albiol (squalificato) indisponibili, Sarri decide di affidarsi alla coppia di centrali Tonelli-Chiriches. Per Tonelli é la prima partita in azzurro. Arrivato dall’Empoli nell’estate del 2016, il centrale classe 90 non ha ancora esordito con la sua nuova squadra.
Il primo tempo vede i padroni di casa in difficoltà. A parte un tiro di Mertens bloccato da Puggioni, la squadra commette diversi errori. La Sampdoria riesce ad approfittarne alla mezz’ora di gioco: Schick sfugge a Chiriches ed entra in area di rigore, cross basso a cercare Quagliarella che non ci arriva, ma Hysaj devia il cross nella sua porta, 0-1.
Nel secondo tempo, i Partenopei iniziano meglio con Mertens ed Hamsik che sfiorano il gol del pareggio. Nel frattempo, Giampaolo fa entrare Muriel al posto di Quagliarella, per provare a chiudere la partita. Al minuto 61, avviene l’episodio che cambia la partita. Cross di Alvarez bloccato da Chriches e la palla arriva a Reina: mentre il portiere spagnolo rinvia il pallone, c’è un leggero contatto tra lui e Silvestre che é alle sue spalle, Reina cade a terra, Silvestre viene ammonito, é la sua seconda ammonizione della partita, Sampdoria in 10.
Sarri fa entrare Gabbiadini dalla panchina al posto di Jorginho per approfittare della superiorità numerica. Dopo un occasione da gol per Mertens da un lato, e una per Muriel dall’altra, arriva il gol del pareggio: cross di Insigne per Callejon che riesce a servire di prima intenzione Gabbiadini che deve solo buttare il pallone in rete, 1-1 (77′).
Nei minuti finali, i Partenopei cercano in tutti i modi di completare la rimonta ma Puggioni é decisivo con le sue parate su Gabbiadini ed Hamsik. A tempo quasi scaduto, però, arriva il gol del 2-1 dall’uomo che non ti aspetti. Grazie ad un rimpallo, Strinic entra in area di rigore, e mette il pallone in mezzo: il primo ad arrivarci é Tonelli che tira di prima intenzione, battendo Puggioni e facendo impazzire di gioia il San Paolo (90+5).
Termina così, dunque, una partita ricca di emozioni, polemiche, decisa poi da un eroe a sorpresa.
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Man City, fatta per Semenyo: dove può essere schierato?
Antoine Semenyo sarà un nuovo giocatore del Man City. Arriva dal Bournemouth per 65 milioni di euro, e svolgerà le visite mediche giovedì.
Era uno dei grandi nomi per il mercato di gennaio, con Man City, Liverpool, Tottenham e Man Utd a seguirlo. Alla fine Antoine Semenyo, ormai ex attaccante del Bournemouth, sarà un nuovo giocatore del Man City per 65 milioni di euro. Si aspetta solo l’ufficialità che arriverà dopo le visite mediche in programma domani, come riporta il giornalista Fabrizio Romano.
Ma dove lo schiererà Guardiola a Semenyo? Le opzioni sono tante, scopriamole insieme.
Man City, come può cambiare la formazione con Semenyo?

Semenyo é un giocatore che può giocare in tanti ruoli diversi: ala sinistra, ala destra, punta, trequartista. Ad esempio, nell’ultima partita contro l’Arsenal, Iraola l’ha schierato come ala destra. Insieme a lui giocarono Brooks (ala sinistra) Kluivert (trequartista), ed Evanilson (punta).
Nelle ultime partite, il Man City é sceso in campo con un 4-3-2-1, spesso con Foden e Cherki dietro alla punta, ovvero Haaland. Con Semenyo, Guardiola potrebbe cambiare modulo: c’è più di un opzione. Ad esempio, Guardiola potrebbe schierare un 4-2-3-1, togliere un centrocampista, schierare Foden o Cherki come trequartista, e Semenyo a destra o sinistra più da esterno.
Un’altra opzione potrebbe essere un 4-3-3 con Semenyo a sinistra e uno tra Doku e Cherki a destra, con Haaland punta. Come detto prima, dunque, sono tante le scelte che può fare Guardiola con l’attaccante ghanese ex Bournemouth.
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Athletic Palermo, un nuovo miracolo sportivo in Sicilia?
C’è una sorpresa nel girone I della Serie D, ed è l’Athletic Palermo, la seconda squadra del capoluogo siciliano che è in corsa per la promozione in Serie C.
C’è una sorpresa nel girone I della Serie D, ed è quella dell’Athletic Palermo, la seconda squadra del capoluogo siciliano, che è in corsa per la promozione in Serie C: viaggio nel nuovo miracolo calcistico siciliano.

IL PALLONE DELLA SERIE A 2025-2026 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Athletic Palermo, i nerorosa sorpresa del girone I della Serie D, viaggio nella seconda squadra del capoluogo siciliano, un miracolo targato Giorgio Perinetti
La Serie D di quest’anno vede davvero tante sorprese, ma quella senza dubbio che fa gridare al miracolo è quella dell’Athletic Palermo, seconda squadra del capoluogo siciliano che è al quarto posto in classifica, soli 3 punti dalla capolista Nissa. Un vero miracolo sportivo, ma con un organizzazione eccellente, merito della presenza di uno dei dirigenti più stimati in Italia, ovvero Giorgio Perinetti.
Fondato nel 2012 come Resuttana San Lorenzo, ha scalato tutte le categoria dilettantistiche, dalla terza categoria sino alla Serie D, con la promozione dello scorso anno. Nel 2023 è arrivato il cambio di denominazione attuale e il campo di gioco al Velodromo Borsellino, segno che non si vuole essere solo un espressione di un quartiere, ma bensì diventare la seconda squadra del capoluogo siciliano. Un progetto davvero ambizioso, portando con sè appunto Perinetti, colui che ha fatto grande il Palermo ai tempi di Sensi e Zamparini, ma anche Giampiero Clemente ed Alberto Santana, che in questa squadra ha chiuso la sua carriera da giocatore.
Comunque, questa non è una novità, visto che l’idea di avere una seconda squadra in passato già c’è stata, ma parte Fincantieri anni ’60 e ’70 e Palermolympia negli anni ’80 nulla. Ora invece ecco la realtà di Perinetti, che non sarà solo una meteora, ma un progetto che potrebbe portare il primo derby al Barbera, magari.
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