Focus
Bologna, Benjamin Dominguez: è l’ora del decollo
Benjamin Dominguez, classe 2003, è uno dei profili su cui Vincenzo Italiano punta con convinzione in vista della nuova stagione. Il talento non è mai stato in discussione. Ma ora il tecnico rossoblù vuole che Benja faccia quel salto di qualità che gli consenta di essere protagonista con continuità.
Il Bologna punta su Dominguez
La scorsa annata ha mostrato sprazzi del suo potenziale. Ma con Ndoye possibile partente, il Bologna avrà bisogno che anche Dominguez contribuisca in maniera concreta: serviranno gol, assist e personalità per reggere la pressione di una squadra che punta in alto e alla zona Champions.
Per Dominguez, inoltre, si avvicina anche il debutto in Europa. Questa volta l’esterno argentino sarà inserito regolarmente nella lista UEFA per l’Europa League. Dopo essere rimasto escluso lo scorso anno dalla lista Champions per motivi legati al suo recente arrivo. Un’occasione importante per misurarsi anche sul palcoscenico internazionale.
Come riportato da diverse fonti, il tecnico vuole che Dominguez sia “pronto al dopo Ndoye”. E lo aspetta già dalle prime battute della nuova stagione per vederlo finalmente decisivo. Tocca a lui: il momento è arrivato.

Focus
Napoli, l’obiettivo del 2026: rendere la vittoria un’abitudine
Dopo un 2025 storico chiuso con due trofei, il Napoli guarda al nuovo anno con un’idea chiara: trasformare il successo in continuità.
Il 2025 è stato un anno da incorniciare per il Napoli. Il quarto scudetto della storia azzurra, conquistato al termine di un estenuante testa a testa con l’Inter e risolto solo all’ultima giornata contro il Cagliari, ha certificato la forza di una squadra capace di soffrire e resistere fino in fondo. A rendere l’anno ancora più speciale è arrivata la vittoria in Supercoppa Italiana, che ha permesso al club di chiudere la stagione con due trofei: un evento che non si verificava dai tempi di Maradona.
Il grande artefice di questo successo è stato Antonio Conte, capace di dare identità, solidità e mentalità vincente a un gruppo che solo pochi mesi prima, dopo un decimo posto, sembrava ormai smarrito. Un trionfo costruito sul lavoro quotidiano e su una fame che ha fatto la differenza nei momenti chiave.

L’ESULTANZA GRINTOSA DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, il 2026 come nuovo punto di partenza
Archiviato un anno storico, il 2026 rappresenta ora una sfida ancora più complessa: confermarsi. L’obiettivo è chiaro: rendere la vittoria un’abitudine. La volontà del presidente Aurelio De Laurentiis è quella di proseguire nel solco tracciato, dando continuità al progetto con Conte in panchina e mantenendo alta l’asticella delle ambizioni.
Difendere il titolo fino all’ultimo resta una priorità, così come provare ad arrivare in fondo alla Coppa Italia e a andare avanti in Champions League. In Europa il percorso è stato finora tortuoso, ma non compromesso, e rappresenta anche una sfida personale per Conte, spesso accusato di non saper gestire più competizioni.
In estate sarà probabilmente necessario intervenire sul mercato per ringiovanire una rosa che oggi ha un’età media tra le più alte d’Europa, senza però intaccarne l’ossatura e la competitività.
Il focus resta uno solo: continuare a vincere. Consolidarsi in Italia e affermarsi in Europa, trasformando il successo in una condizione naturale e non più eccezionale. Solo così il Napoli potrà continuare a sognare, con basi sempre più solide.
Focus
Lens, 109 milioni di valore ma 1⁰ in campionato!
Il Lens si trova 1⁰ in campionato con 37 punti, 28 reti segnati e 13 subite in 14 giornate di Ligue 1. Una rosa che vale solo 109 milioni, ma in vetta in classifica.
Un risultato assolutamente inaspettato, che ha avuto modo di mettere in risalto anche giocatori come Thauvin ed Édouard.
Il primo viene da un’ottima annata all’Udinese, con 9 gol e 5 assist realizzati in 26 gare disputate.
Il secondo, invece, arriva dal Crystal Palace dopo una stagione da 8 gol in 33 presenze.
Entrambi sono protagonisti dello straordinario percorso che sta percorrendo il club francese.
L’ex Marsiglia vanta 5 gol e 2 assist in 16 partite, mentre la punta centrale del Lens vanta 7 gol e 2 assist nelle ultime 10 partite.
L’ultima sconfitta del club risale alla 10⁰ giornata di campionato contro il Metz, da quel momento in poi la squadra è rimasta imbattuta.

Florian Thauvin ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lens, primi nonostante le cessioni importanti
Un altro fattore importantissimo da nominare sono le cessioni.
Nonostante l’addio definitivo di Danso a 25 milioni, di El Aynaoui ed Andy Diouf rispettivamente a 23.5 e 20 milioni, il club è rimasto solido ed è addirittura 1⁰ in classifica.
Grandi meriti vanno dati anche ad altri acquisti, anche se passano più nell’ombra rispetto ad altri come Thauvin ed Édouard.
Baidoo, Sangaré, Risser e la titolarità di Malang Sarr hanno portato il Lens ad avere grande solidità difensiva.
Molti di questi giocatori sembravano ormai delle meteore, altri troppo anziani o semplicemente non abbastanza pronti sin da subito.
Risser è arrivato dalla Strasburgo e vanta 5 reti inviolate, 8⁰ in questa statistica in Ligue 1 insieme ad Özer del Lille, 5⁰ per clean sheets.
Infine sono da evidenziare anche i preziosissimi contributi di: Adrien Thomasson, con 361 presenze in Ligue 1, guida la squadra con professionalità e continuità. Wesley Saïd, con sei reti, rappresenta il talento puro in attacco.
Ruben Aguilar completa il quadro con il sei assist in stagione e una solidità difensiva che lo rende imprescindibile.
Focus
Fiorentina, Comuzzo in partenza? E pensare che un anno fa…
La Fiorentina spera in una svolta nel nuovo anno, ma intanto guarda al mercato di gennaio, in cui potrebbe partire anche Comuzzo.
In casa Fiorentina la speranza è che il nuovo anno possa segnare una vera rinascita. I primi mesi di questa stagione sono stati estremamente complicati e la classifica parla chiaro: la Viola è al momento ultima in campionato.
Con gennaio alle porte si aprirà anche un mercato che potrebbe portare a una piccola rivoluzione dell’organico, con diversi giocatori destinati a salutare. Tra questi c’è anche Pietro Comuzzo, oggi lontanissimo dal difensore che aveva conquistato Firenze dodici mesi fa.
Di questi tempi, la scorsa stagione, Comuzzo era considerato un punto fermo della squadra di Raffaele Palladino, uno dei volti simbolo di una Fiorentina giovane, ambiziosa e in crescita. Nel 2025, però, qualcosa sembra essersi rotto.
Il primo scossone arrivò a gennaio, quando il Napoli lo corteggiò a lungo, arrivando a mettere sul tavolo oltre 30 milioni di euro per strapparlo subito alla Viola. Fu Rocco Commisso a bloccare la cessione, ma da quel momento il rendimento e la centralità di Comuzzo iniziarono lentamente a calare.
Fiorentina, Comuzzo a un bivio
In estate arrivò poi l’offerta monstre dell’Al-Hilal: 40 milioni alla Fiorentina, pronta ad accettare, e un ingaggio importante per il giocatore, che però rifiutò la destinazione araba. Ci fu anche un tentativo dell’Atalanta, spintasi fino a 25 milioni, cifra ritenuta insufficiente dalla dirigenza viola. Da lì in poi, però, il campo non ha più restituito le stesse certezze.
Il rendimento di Comuzzo, così come quello di tutta la squadra, è stato ben al di sotto delle aspettative. Con Pioli è rimasto spesso in panchina, il che gli ha fatto perdere ulteriormente continuità e fiducia.
Con Vanoli è tornato titolare, ma i risultati della Fiorentina non sono cambiati e lui, come molti compagni, è finito nel mirino delle critiche. Oggi la Viola sembra avviata verso una fase di profondo rinnovamento, e la cessione di Comuzzo garantirebbe risorse importanti per il mercato.
Resta da capire se qualcuno sarà disposto a soddisfare le richieste della Fiorentina, soprattutto alla luce di un rendimento che non rispecchia più quello del giocatore ammirato un anno fa.
La sensazione è che quella Fiorentina giovane e brillante sia ormai un ricordo lontano. E forse, per Comuzzo, è arrivato il momento di voltare pagina per ritrovare se stesso.
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