Premier League
Premier League, All Eyes On Me – il focus sul 36° turno 2024-25
Appuntamento e format rinnovati: All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League, cambia look, ma non la sostanza dando libero sfogo a quella bruciante passione che unisce tutto il popolo britannico e non solo. Di seguito il resoconto dettagliato dei principali avvenimenti della 36°giornata della nuova stagione.
Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aura di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.
Trentaseiesimo turno: “Stay Young”

PARI SPETTACOLO TRA LE PRIME DELLA CLASSE
Finisce 2-2 ad Anfield tra il Liverpool già campione e l’Arsenal ancora non aritmeticamente certo di un posto Champions al termine di una sfida ricca e intensa come da copione.
I Reds partono forte creando i presupposti per il vantaggio già nei primi dieci minuti con Luis Diaz, il cui destro a botta sicura nel cuore dell’area di rigore si infrange su un superlativo Raya, che, però, non può nulla al 20′ quando Gakpo sbuca alle spalle della difesa ospite sul cross di Robertson infilando il pallone tra palo e portiere arrivando a tagliare il traguardo della doppia cifra realizzativa in campionato. Trascorrono esattamente 87 secondi e i Reds perforano ancora una volta la miglior difesa del campionato: questa volta sul tabellino ci finisce Luis Diaz, al terzo centro nelle ultime cinque, il tredicesimo complessivo, che deve solamente spingere in porta l’assist di Szoboszlai, a sua volta trovato tra le linee da una splendida imbucata di Salah. Qualche minuto più tardi la formazione di Slot va vicina anche al tris, con il destro di Jones dal limite terminato a un palmo dal palo.
I Gunners, reduci dalla trasferta di Parigi costata l’eliminazione dalla Champions League, rientrano dagli spogliatoi con tutt’altro spirito rispetto alla prima frazione riuscendo ad accorciare immediatamente le distanze grazie alla girata aerea, non proprio la sua specialità, di Martinelli, salito a quota 8 in classifica marcatori, sul cross di Trossard dalla sinistra e legittimando la propria momentanea superiorità con il colpo di testa da angolo di Saliba cancellato, anche con un pizzico di involontarietà, da Konaté sulla linea di porta. Il 2-2 non tarda, comunque, ad arrivare: al 70′, infatti, Odegaard esplode un potente mancino da fuori su cui Alisson mette la mano di richiamo facendo impattare il pallone sul palo, ma non potendo nulla sul conseguente tap-in di Merino che mette dentro il più semplice dei suoi 7 centri realizzati sin qui.
Lo stesso spagnolo, però, già ammonito, nove minuti più tardi commette una grande ingenuità perdendo il pallone in uscita nei pressi della propria area commettendo poi fallo su Szoboszlai costringendo il direttore di gara Taylor a estrarre il doppio giallo. Il finale di gara si tramuta, dunque, in un assalto del Liverpool alla porta avversaria alla ricerca del nuovo vantaggio che sfiora prima e troverebbe poi, al 95′, con Robertson, reo, però, di trovarsi di pochissimo aldilà dell’ultimo difensore ospite sul colpo di testa da corner di Van Dijk prima del tap-in.
Per la terza volta nella storia, quindi, il Liverpool non riesce a portare a casa una gara condotta di due o più gol all’intervallo (non accadeva dall’aprile 2016 contro il Newcastle), mentre l’Arsenal vede assottigliarsi ulteriormente il gap dalle inseguitrici e nel prossimo turno ospiterà proprio la terza forza del torneo: i Magpies.

FRENATA INASPETTATA DEL CITY, IL NEWCASTLE SI RIPRENDE IL TERZO POSTO
Nonostante il rientro di Haaland e la quasi completa disponibilità dell’undici tipo il Manchester City non va oltre lo 0-0 in casa del Southampton dilapidando due punti che potrebbero costare caro in ottica piazzamento alla prossima Champions League.
Sin dai primi minuti della sfida il leitmotiv appare evidente: agli ospiti spetta l’onere di controllare il possesso palla aspettando il momento giusto per colpire, ai padroni di casa quello del blocco basso e delle ripartenze. Nella prima frazione questo scenario agevola paradossalmente i Saints, eccezionalmente non inclini a sbavature difensive, che concedono poco o nulla agli avversari, se non qualche cross ampio sul secondo palo con destinatari Gvardiol e Haaland, i più alti in campo, raramente serviti con il timing giusto. Oltre a questo da sottolineare solamente un pericoloso tentativo su calcio di punizione diretto di De Bruyne terminato di poco alto.
Al rientro dagli spogliatoi Guardiola inserisce giustamente Doku al posto di uno spento McAtee e la scelta sembra immediatamente dare i propri frutti: sugli sviluppi di un’iniziativa personale del belga, già decisivo con due assist contro Aston Villa e Wolverhampton, i Citizens producono, infatti, la loro più grande palla gol con il sinistro di Bernardo Silva schermato sulla linea da Stephens. Ciò scuote il City da proprio torpore, così come Haaland, che riesce a mettersi in luce in tre diversi frangenti, prima mancando il tap-in sulla ripartenza del solito Doku, poi fornendo l’assist a O’Reilly incredibilmente anticipato da Welington e infine effettuando la sponda aerea per Savinho, murato da Ramsdale.
Nel finale ci provano anche Akanji e Marmoush, ma ancora Ramsdale e la traversa serrano lo 0-0 che coincide con il terzo clean sheet stagionale del Southampton che, a sua volta, riesce a superare il record negativo degli 11 punti del Derby County evitando, quantomeno, la nomina di peggior squadra di sempre della Premier League. Grandi rimpianti, invece, per gli Sky Blues, attesi dalla finale di FA Cup sabato prossimo con il Crystal Palace, e dalle ultime due, decisive giornate.

Il Newcastle si riprende con veemenza il terzo posto dopo il mezzo passo falso di Brighton sconfiggendo il Chelsea nello scontro diretto in chiave Champions League e approfittando del clamoroso 0-0 del City a Southampton.
I Magpies partono fortissimo mettendo la freccia già al 2′ al culmine di un’azione convulsa: Gordon scappa via sulla sinistra, viene abbattuto da Caicedo in area, ma il direttore di gara lascia giocare, Tonali va ad aggredire immediatamente il portatore avversario, Lavia, soffiandogli il pallone per poi girarlo per l’accorrente Murphy che disegna un cross tagliente chiuso sul secondo palo proprio dal centrocampista italiano che fa 4 in campionato, gli stessi messi a referto dal Newcastle nei primi due minuti in questa annata (record a pari merito con il Brentford). Da notificare anche il 12esimo assist di Murphy, il migliore in tal senso per i bianconeri dal 1999-00 quando Solano ne mise a referto 15.
La risposta del Chelsea è affidata a Palmer che ci prova senza fortuna per due volte con il suo mancino dal limite, ma l’inerzia offensiva dei Blues viene stroncata al 36′ quando sul rinvio profondo di Sanchez, Jackson decide di rifilare una gratuita gomitata sul volto a Botman, costringendo l’arbitro Brooks a estrarre il rosso diretto dopo l’on field review. In seguito all’inferiorità numerica la formazione di Maresca rischia di capitolare al tramonto del primo tempo, ma il colpo di testa di Burn si spegne di pochissimo a lato alla sinistra di Sanchez.
Nella ripresa, con l’ingresso di James per dare più equilibrio, i londinesi coprono meglio il campo e, sfruttando anche un precoce arretramento dei padroni di casa, sfiorano l’1-1 in due diversi frangenti, prima sul mancino di Cucurella ben neutralizzato da Pope e poi sulla spizzata proprio di James terminata di poco alta. A chiudere definitivamente i conti, però, ci pensa al 90′ Bruno Guimaraes con un bel destro da fuori provvidenzialmente impennato dalla deviazione di Malo Gusto che mette fuori causa Sanchez.
La squadra di Howe trova, così, il successo numero 20 in campionato (non accadeva dal 2002-03, 21 che consentirono a quella squadra di chiudere nella top three) avvicinandosi all’obiettivo qualificazione Champions, mentre il Chelsea, dopo la bella vittoria con il Liverpool e l’accesso alla finale di Conference League, si vede agganciato in classifica dall’Aston Villa.
IL NOTTINGHAM SI FA RIPRENDERE ANCORA, COLPO DI CODA DEL VILLA
Sesta gara delle ultime sette, la terza consecutiva, senza vittorie per il Nottingham che perde una grande opportunità per tornare nella top 5 non riuscendo a battere il già retrocesso Leicester.
La sfida del City Ground si apre con il lampo delle Foxes che mettono la freccia al 16′ con il primo centro in Premier League dopo due anni e mezzo di Coady, il più lesto a ribadire in rete di testa la corta respinta di Sels sulla bordata di destro dal limite di El Khannouss. La risposta del Forest non si fa attendere e arriva puntuale nove minuti più tardi con capitan Gibbs-White, a secco dal 1 febbraio, che trafigge Stolarczyk con una bella girata aerea sul piazzato dalla destra di Elanga sfoderando anche un’esultanza polemica. In seguito all’1-1 i padroni di casa premono il piede sull’acceleratore creando a più riprese il vantaggio tra fine primo tempo e inizio ripresa, specie con Dominguez che vede negarsi per ben due volte la gioia del gol dall’attento portiere ospite.
Il 2-1 matura meritatamente al 56′ grazie al 20esimo centro in campionato (il secondo a riuscirci con la maglia del Nottingham dopo Collymore nel 1995, 22 in quel caso) di Wood che batte Stolarczyk con uno splendido colpo di testa in tuffo sugli sviluppi di un altrettanto rimarchevole tracciante disegnato dalla trequarti da Gibbs-White. La formazione di Espirito Santo, però, commette l’errore di sedersi sul vantaggio acquisito non creando, di fatto, più nulla e concedendo più di qualcosa agli ospiti che, puntualmente, puniscono all’81’ con la serpentina di Buonanotte, smarcato dalla preziosa sponda di Vardy, che rompe un digiuno realizzativo di oltre cinque mesi.
Nel recupero il Leicester rischia anche di vincerla con il tentativo del classe 2009 Monga respinto da un provvidenziale Sels che, quantomeno, blinda un punto, utile a suoi per continuare a sperare e restare attaccati al treno Champions. La formazione di Van Nistelrooy aggancia, invece, l’Ipswich al terzultimo posto.

Secondo 1-0 consecutivo per l’Aston Villa che resta pienamente in corsa per un posto Champions espugnando il Vitality Stadium stringendo i denti nel finale.
A culmine di una prima frazione piuttosto equilibrata in cui accade poco o nulla sono i Villans a meritare prima e trovare poi il vantaggio. Al 43′ Asensio colpisce il palo con un mancino a filo d’erba dal limite, mentre nel primo dei sei minuti di recupero assegnati Kamara e Cash vedono negati i loro tentativi aerei sugli sviluppi di un traversone di Digne da parte di un superlativo Kepa, costretto, però, ad arrendersi al sesto minuto di extra time sul maligno tocco di Watkins sul cross tagliato di Rogers che gli vale il sedicesimo centro nel torneo.
Anche buona parte della ripresa scorre via sui binari dell’equilibrio con il solo Kamara vicino al raddoppio con una conclusione dal limite, quantomeno fino all’80’, momento in cui Ramsey già ammonito commette fallo sul ripartente Brooks rimediando il secondo giallo dal direttore di gara Attwell. La superiorità numerica infonde coraggio al Bournemouth e conseguente timore negli ospiti, costretti ad appellarsi al doppio intervento di Martinez all’82’ e al 94′ e a un pizzico di fortuna sul potente diagonale di Semenyo, fuori davvero di nulla.
Tre punti vitali, dunque, per la formazione di Emery che aggancia il Chelsea alimentando le proprie chances di qualificazione alla prossima Champions League, mentre le Cherries si vedono superati da Brentford e Brighton in chiave ottavo posto.
IL BRENTFORD VINCE ANCORA, IL BRIGHTON NON MOLLA
Quarto successo consecutivo del Brentford che passa di misura a Portman Road dopo un secondo tempo di sofferenza, contraddistinto dai salvifici interventi di Flekken.
Le Bees sbloccano il punteggio alla prima occasione con la svettata di Schade, in gol per la terza partita consecutiva e all’undicesimo centro nel torneo, sul corner di Mbeumo, al settimo assist del suo campionato. Lo stesso attaccante camerunense da il là nel recupero del primo tempo ai presupposti per il diagonale strozzato dal limite da parte di Damsgaard dopo la sponda di Schade. Nella ripresa esce fuori l’Ipswich, già retrocesso, ma comunque deciso a non voler sfigurare davanti al proprio pubblico, che batte un colpo prima con il traversone tagliato di Hutchinson sul quale non arriva di poco Delap e poi con Hirst che la mette incredibilmente fuori nel tu per tu con Flekken in seguito all’altrettanto clamoroso liscio di Van den Berg nel tentativo di disimpegno.
Nel finale i Tractor Boys incrementano ulteriormente la loro mole di gioco offensiva, trovandosi, però, di fronte un super Flekken che su supera prima sulla bordata di Hutchinson deviandola sul palo e poi sul sinistro al volo a botta sicura di Burgess sul cross dello stesso Hutchinson. La squadra di Frank resta, quindi, all’ottavo posto che potrebbe equivalere all’Europa, mentre quella di McKenna incassa l’ottava sconfitta interna consecutiva.

Il Brighton passa a Molineux, infliggendo dopo più di due mesi una sconfitta interna al Wolverhampton, restando appaiato al Brentford all’ottavo posto.
I Wolves partono meglio creando i presupposti per il vantaggio senza sfruttarli, specie con Gonçalo Guedes che da posizione favorevole spara alto graziando Verbruggen. Poco prima della mezz’ora, dopo aver prevalentemente gestito i ritmi della gara, i padroni di casa si fanno male da soli: Matheus Cunha, spesso decisivo in positivo, questa volta risulta protagonista in negativo perdendo ingenuamente un pallone al limite della propria area provocando poi il calcio di rigore commettendo fallo su Wieffer arrivato a tu per tu con José Sà. Dal dischetto va Welbeck che spiazza l’estremo difensore portoghese arrivando a toccare quota 10 gol in un singolo campionato per la prima volta in carriera.
Il numero 10 di casa prova a riscattarsi a inizio ripresa, ma il suo destro diretto all’angolino viene miracolosamente messo in angolo da Verbruggen, mentre poco prima dell’80’ Bellegarde mette alto un penalty in movimento. I Seagulls chiudono il discorso all’85’ con il primo centro in centro in campionato di Gruda che con un tocco sotto a capitalizzare l’imbucata di Adingra.
La formazione di Hurzeler, dunque, mette nuova benzina nel proprio serbatoio in vista delle ultime due sfide con Liverpool e Tottenham, mentre quella di Vitor Pereira incassa la seconda sconfitta consecutiva.
TRIS DELL’EVERTON, IL PALACE ESPUGNA IL TOTTENHAM STADIUM. VITTORIA PRESTIGIOSA DEL WEST HAM
Everton corsaro a Craven Cottage: un 1-3 che conferma l’ottimo stato di forma della squadra, oltre alla quasi definitiva estromissione del Fulham dalla corsa all’ottavo posto.
L’avvio di gara è tutto di marca Cottagers che sbloccano il punteggio al 17′ con l’incornata di Raul Jimenez, a secco dall’8 marzo, sul cross di Smith Rowe per il suo undicesimo centro in campionato. Anche il prosieguo della prima frazione vede i padroni di casa prendere il sopravvento sfiorando a più riprese il raddoppio, ma Iwobi prima e Wilson poi peccano di precisione, e come spesso capita da dei gol sbagliati nascono i gol subìti: nel recupero, infatti, i Toffees trovano il pareggio in una delle loro rare sortite offensive con la conclusione da fuori di Mykolenko provvidenzialmente deviata con la punta da Raul Jimenez.
Nella ripresa la formazione di Marco Silva riprende da dove aveva concluso, ovvero creando occasioni non sfruttandole. Una su tutte quella con protagonista ancora Wilson il cui lob non sorprende Pickford, bravo a recuperare la posizione giusto in tempo per evitare il 2-1. Rete che comunque arriva, seppur a parti inverse, al 70′ grazie alla svettata sul corner di McNeil da parte di Keane, al terzo acuto in campionato, che sfrutta la tardiva uscita di Leno sbucando sul secondo palo.
L’ex portiere dell’Arsenal si rivela tutt’altro che impeccabile anche quattro minuti più tardi facendosi passare sotto la pancia il tentativo preciso, ma di certo non irresistibile di Beto che sigla, dunque, l’1-3 salendo a quota 8 in classifica marcatori e chiudendo la partita.
L’Everton sale, quindi, al tredicesimo posto, mentre il Fulham, alla quarta sconfitta nelle ultime cinque, scivola all’undicesimo.

Dominio nudo e crudo del Crystal Palace, che prosegue nel proprio momento più che positivo, in casa del Tottenham neo finalista di Europa League.
Sin dai primi istanti le Eagles sfoggiano una condizione e una prestazione superlativa trovando il vantaggio dopo appena 10 minuti con Sarr, annullato dal Var per una posizione irregolare di partenza di Mateta a inizio azione. L’episodio a sfavore non abbatte, anzi la formazione di Glasner che continua a macinare gioco e occasioni prima con proprio con Mateta e Munoz fermati rispettivamente da Kinsky e la traversa e successivamente con Eze, il cui tiro da fuori termina di pochissimo a lato, e Lacroix, che la rete la troverebbe anche, ma commettendo fallo in attacco sugli sviluppi di un corner a favore.
Al 45′, finalmente, gli ospiti mettono la freccia con un’azione da manuale: Hughes la gioca in verticale per Sarr che di prima lascia sfilare per Mateta, il francese imbuca per Munoz che brucia Bentancur e mette in mezzo per il solissimo Eze che la deposita in rete con il piattone destro. Un copione molto simile si replica al 48′, a inizio ripresa, con protagonista lo stesse Eze che prima imbuca d’esterno per Sarr per poi ricevere dallo stesso senegalese in area di rigore e siglare la doppietta ancora con l’interno destro, portandosi a quota 7 in classifica marcatori.
Il Palace ritrova, così, la vittoria in casa del Tottenham a distanza di quasi 28 anni proiettandosi al meglio alla finale di FA Cup di sabato prossimo contro il Manchester City. Gli Spurs, invece, incassano la ventesima sconfitta in campionato, la ventiquattresima stagionale (solo nel 1991-92 hanno fatto peggio) scivolando addirittura al diciassettesimo posto.
Dopo 18 anni il West Ham torna a trionfare in campionato a Old Trafford infliggendo la diciassettesima sconfitta del torneo, la nona in casa (record negativo che non si registrava dal 1962-63) all’altra finalista di Europa League: il Manchester United.
In seguito a un avvio di gara piuttosto equilibrato in cui entrambe le squadre creano pericoli alla porta avversaria sono gli Hammers, al 26′, a portarsi in avanti sugli sviluppi di un’intelligente imbucata dell’ex di turno Wan-Bissaka per Kudus che, a sua volta, serve nel cuore dell’area Soucek a cui basta un tocco per portarsi a quota nove reti nel torneo. La reazione dei padroni di casa c’è, ma risulta piuttosto confusionaria, tanto da non provocare interventi decisivi di Areola, anzi, esponendosi talvolta alle ripartenze ospiti.
Proprio sugli sviluppi di un contropiede al 57′ la formazione di Potter raddoppia con la fuga di Kudus che mette in moto ancora Wan-Bissaka che questa volta pesca direttamente in area il solo Bowen che non ha difficoltà l’undicesima marcatura, la quarta nelle ultime sei, del proprio campionato. Nel finale i Red Devils ci provano con Hojlund e Maguire, ma non c’è nulla da fare: gli Irons trovano la loro quinta vittoria esterna stagionale superando in classifica proprio i Diavoli Rossi, ora sedicesimi, e attesi da Chelsea e Aston Villa in campionato, ma soprattutto dal Tottenham mercoledì prossimo nell’atto finale dell’Europa League che vale una stagione.
Top & Flop
TOP

1) Eberechi Eze – Doppietta che sublima una prestazione super di tutta la squadra che sta vivendo probabilmente il miglior periodo della propria storia recente. Il fuoriclasse inglese è pronto per la finale di FA Cup.
2) Ollie Watkins – Zampata decisiva per stendere il Bournemouth e alimentare le speranze del Villa in ottica Champions League. Nei momenti più complessi i Villans possono sempre contare sul loro centravanti.
3) Sandro Tonali – Ennesima prestazione monstre coronata anche dal gol che sblocca lo scontro diretto con il Chelsea. Dopo aver sollevato la Coppa di Lega l’ex Milan vuole condurre i suoi in Champions League.
FLOP

1) Nicolas Jackson – La sua incredibile ingenuità potrebbe seriamente compromettere la corsa al quinto posto del Chelsea, ora costretto a fronteggiare le ultime due giornate senza il proprio centravanti.
2) Bernd Leno – Prima l’errata lettura sull’angolo che porta all’1-2 dell’Everton, poi il goffo tentativo di parata sulla conclusione di Beto che conduce all’1-3. Decisamente una giornata no per l’estremo difensore tedesco.
3) Matheus Cunha – Anche i migliori possono incappare in un pomeriggio storto. Il brasiliano si ritrova addirittura a provocare un rigore, oltre che a fallire occasioni decisamente alla portata del proprio talento.
Classifica e prossimo turno
| 1 |
Liverpool |
83 | 36 | 25 | 8 | 3 | 83:37 | +46 |
| 2 | Arsenal | 68 | 36 | 18 | 14 | 4 | 66:33 | +33 |
| 3 |
Newcastle |
66 | 36 | 20 | 6 | 10 | 68:45 | +23 |
| 4 | Manchester City | 65 | 36 | 19 | 8 | 9 | 67:43 | +24 |
| 5 |
Chelsea |
63 | 36 | 18 | 9 | 9 | 62:43 | +19 |
| 6 |
Aston Villa |
63 | 36 | 18 | 9 | 9 | 56:49 | +7 |
| 7 |
Nottingham Forest |
62 | 36 | 18 | 8 | 10 | 56:44 | +12 |
| 8 | Brentford | 55 | 36 | 16 | 7 | 13 | 63:53 | +10 |
| 9 | Brighton | 55 | 36 | 14 | 13 | 9 | 59:56 | +3 |
| 10 | Bournemouth | 53 | 36 | 14 | 11 | 11 | 55:43 | +12 |
| 11 | Fulham | 51 | 36 | 14 | 9 | 13 | 51:50 | +1 |
| 12 |
Crystal Palace |
49 | 36 | 12 | 13 | 11 | 46:48 | -2 |
| 13 |
Everton |
42 | 36 | 9 | 15 | 12 | 39:44 | -5 |
| 14 | Wolverhampton | 41 | 36 | 12 | 5 | 19 | 51:64 | -13 |
| 15 |
West Ham |
40 | 36 | 10 | 10 | 16 | 42:59 | -17 |
| 16 |
Manchester United |
39 | 36 | 10 | 9 | 17 | 42:53 | -11 |
| 17 | Tottenham | 38 | 36 | 11 | 5 | 20 | 63:59 | +4 |
| 18 |
Ipswich Town |
22 | 36 | 4 | 10 | 22 | 35:77 | -42 |
| 19 |
Leicester |
22 | 36 | 5 | 7 | 24 | 31:78 | -47 |
| 20 |
Southampton |
12 | 36 | 2 | 6 | 28 | 25:82 | -57 |
Prossimo turno:
Venerdì 16 maggio
Aston Villa 20:30 Tottenham
Chelsea 21:15 Manchester United
Domenica 18 maggio
Everton 13:00 Southampton
West Ham 15:15 Nottingham Forest
Brentford 16:00 Fulham
Leicester 16:00 Ipswich
Arsenal 17:30 Newcastle
Lunedì 19 maggio
Brighton 21:00 Liverpool
Martedì 20 maggio
Crystal Palace 21:00 Wolverhampton
Manchester City 21:00 Bournemouth
Premier League
Tottenham, incidente stradale per Kolo Muani e Odobert!
Spavento a Londra e per il Tottenham: Kolo Muani e Odobert sono coinvolti in un incidente stradale. I due giocatori sarebbero usciti sulle proprie gamba dalla vettura su cui viaggiavano.
Il Tottenham e i propri tifosi stanno vivendo ore di preoccupazione, dato l’incidente stradale in cui si sono ritrovati coinvolti due tesserati del club: Kolo Muani e Odobert. Secondo quanto riportato da Tuttosport, l’incidente non avrebbe provocato lesioni gravi a Wilson Odobert e Randal Kolo Muani, con entrambi i giocatori che sarebbero usciti sulle proprie gambe dalla vettura su cui viaggiavano.
I due sarebbero già stati sottoposti ad alcune visite mediche per accertarne lo stato di salute e i risultati sarebbero rassicuranti, senza segnalazioni di rischi significativi.

Tottenham, i numeri di Odobert e Kolo Muani
Wilson Odobert in 29 presenze ha realizzato 2 gol e 4 assist, mentre Kolo Muani (su di lui anche gli occhi della Juventus), in 23 incontri disputati ha siglato 2 gol e 3 assist. Il prestito dal Psg non si sta rivelando particolarmente redditizio, dunque i bianconeri avevano pensato ad un ritorno del francese ex Francoforte.
L’affare risultava complicato già prima, dato che il Tottenham non vorrebbe privarsi di elementi della rosa, in un momento così critico ed importante della propria stagione, mentre il Psg non sarebbe soddisfatto dell’ennesima soluzione in prestito. Adesso la situazione si complica ancor di più, con le condizioni del giocatore che devono ancora essere valutate.
Premier League
Aston Villa, ufficiale: Tammy Abraham torna in Premier League!
L’Aston Villa ha annunciato attraverso i propri canali social il ritorno di Tammy Abraham in Premier League. Scopriamo insieme i dettagli.
L’Aston Villa ha ufficializzato il ritorno di 69 Abraham, il quale già nella stagione 2018/19 aveva avuto modo di giocare per i Villans. In 22 presenze ha segnato 11 gol e 2 assist con il Besiktas. L’attaccante è arrivato a titolo definitivo per 21 milioni di euro dal club turco. In Championship realizzò 26 reti e 3 assist in 40 partite. Ecco il comunicato ufficiale del club.

TAMMY ABRAHAM ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Aston Villa, il comunicato su Abraham
“Tammy Abraham ha descritto la sensazione surreale di essere tornato all’Aston Villa, dopo essere tornato al club in via permanente.
Unai Emery si è assicurato i servizi del 28enne attaccante del Besiktas martedì, per Abraham è la seconda volta che indossa la maglia blu e bordeaux dopo aver aiutato i Villans a tornare in Premier League nel 2019.
E, avendo segnato un totale di 26 gol in 40 partite nella stagione 2018/19, è entusiasta di tornare in un club di cui “si è innamorato” e non vede l’ora di creare altri ricordi.
“Non mi sembra ancora reale”, ha ammesso Abraham nella sua prima intervista con VillaTV dopo il suo ritorno.
“Fin dal mio primo arrivo qui, mi sono innamorato del club. Da quando ho lasciato questo club, ho praticamente guardato ogni partita, quindi ho continuato a tenerne traccia.
“Abbiamo avuto una stagione fantastica (nel 2018/19), risultati straordinari, e mi sono sempre detto che se fossi dovuto tornare in Inghilterra, il Villa sarebbe stato uno degli special team a cui tornare.
“L’ho inventato io, quindi sono felice di essere qui. Ho tanti bei ricordi, e ora sono qui per crearne ancora di più.
“Non vedo l’ora di incontrare tutti, di tornare a Villa Park e rivedere il pubblico e tanti volti familiari. È emozionante.”
Emozionato all’idea di indossare nuovamente i colori del Villa, Abraham è desideroso di portare al fianco di Emery l’esperienza maturata giocando con lui in tutta Europa.
Il vincitore della UEFA Champions League e della Conference League ritiene che i Villans dovrebbero puntare al trofeo ed è determinato a raggiungere il successo con il club.
Alla domanda sul pensiero di tornare a giocare a Villa Park, ha continuato: “Non credo di poterlo esprimere a parole. So che sarà emozionante. Anche se ho giocato qui solo una stagione, è un club che significa molto per me e anche per la mia famiglia.
“Penso che questi siano i pro dell’andare via, imparare culture ed esperienze diverse. Mi sento come se fossi partito da qui da ragazzo e tornerò sicuramente da uomo.
“Vorrei mettere a frutto la mia esperienza per aiutare il più possibile la squadra e raggiungere obiettivi importanti con questo club.
“Ho giocato contro la maggior parte dei ragazzi qui e ne conosco anche alcuni, quindi mi hanno aiutato ad ambientarmi rapidamente.
“Non vedo l’ora di scendere in campo con loro e creare altri ricordi.
“In questo momento, il mondo è nelle nostre mani. Abbiamo una buona squadra, una buona rosa. Non credo sia impossibile dire che possiamo dare il massimo in ogni competizione a cui partecipiamo.
“Sono qui e voglio vincere. Voglio vincere trofei, quindi dobbiamo impegnarci al massimo in ogni competizione a cui partecipiamo. Sono emozionato, non vedo l’ora.”
Premier League
Liverpool, altro ko e Slot torna in dubbio: spunta Alonso
Continuano le difficoltà nel Liverpool in questa stagione. Il ko di Bournemouth, arrivato al 95′, rimette in bilico la posizione di Arne Slot: in Inghilterra si parla di contatti avviati tra i Reds e Xabi Alonso.
La stagione dei Reds non decolla. I campioni d’Inghilterra uscenti si aspettavano tutt’altro rendimento da parte della squadra in questa stagione. Le vittorie passate e un ricco mercato che ha portato ad Anfield giocatori importanti come Wirtz, Ekitike e Isak, per cui sono stati investiti oltre 3o0 milioni, facevano presupporre un Liverpool in piena lotta per i vertici della Premier League. Ma la seconda stagione di Arne Slot è condita di difficoltà, spesso ricorrenti.
La sconfitta di ieri sera arrivata al 95′ sul campo del Bournemouth sancisce la 5° partita di fila senza vittorie in campionato per il Liverpool. E adesso i Reds, al momento ancora in zona Champions, rischiano di venir scavalcati da 4 squadre, ritrovandosi all’8° posto.
La vittoria di San Siro in Champions League di dicembre contro l’Inter, che aveva posto fine alla precedente crisi e alle polemiche per il caso Salah, sembrava aver ridato continuità di risultati per la squadra di Slot. Ma questo inizio di 2026 riapre molti punti interrogativi sulla gestione del tecnico olandese. Tanto che Inghilterra continuano a rimbalzare le voci sul suo futuro.
Liverpool, primi contatti con l’entourage di Xabi Alonso

LEVERKUSEN, GERMANY – 25.01.23: Xabi Alonso. The Bundesliga match FC Bayer 04 Leverkusen vs VfL Bochum at BayArena
Nonostante la dirigenza del club non abbia mai fatto mancare il proprio sostegno a Slot, anche nella spinosa situazione con Salah, vari media britannici riportano come il Liverpool non sia soddisfatta del rendimento avuto in campionato. L’ex allenatore del Feyenoord dovrebbe rimanere al comando per la partita di Champions League di mercoledì contro il Qarabag, ma secondo alcune indiscrezioni sarebbero già iniziate le trattative dietro le quinte per trovare un suo sostituto.
Il Liverpool avrebbe infatti già contattato i rappresentanti dell’ex allenatore del Real Madrid e del Bayer Leverkusen Xabi Alonso. A poco meno di un mese dal suo addio ai Blancos, l’allenatore spagnolo potrebbe finire in Premier League.
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