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Premier League, All Eyes On Me – il focus sul 36° turno 2024-25

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Appuntamento e format rinnovati: All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League, cambia look, ma non la sostanza dando libero sfogo a quella bruciante passione che unisce tutto il popolo britannico e non solo. Di seguito il resoconto dettagliato dei principali avvenimenti della 36°giornata della nuova stagione.

Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aura di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.

Trentaseiesimo turno: “Stay Young”

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PARI SPETTACOLO TRA LE PRIME DELLA CLASSE

Finisce 2-2 ad Anfield tra il Liverpool già campione e l’Arsenal ancora non aritmeticamente certo di un posto Champions al termine di una sfida ricca e intensa come da copione.

I Reds partono forte creando i presupposti per il vantaggio già nei primi dieci minuti con Luis Diaz, il cui destro a botta sicura nel cuore dell’area di rigore si infrange su un superlativo Raya, che, però, non può nulla al 20′ quando Gakpo sbuca alle spalle della difesa ospite sul cross di Robertson infilando il pallone tra palo e portiere arrivando a tagliare il traguardo della doppia cifra realizzativa in campionato. Trascorrono esattamente 87 secondi e i Reds perforano ancora una volta la miglior difesa del campionato: questa volta sul tabellino ci finisce Luis Diaz, al terzo centro nelle ultime cinque, il tredicesimo complessivo, che deve solamente spingere in porta l’assist di Szoboszlai, a sua volta trovato tra le linee da una splendida imbucata di Salah. Qualche minuto più tardi la formazione di Slot va vicina anche al tris, con il destro di Jones dal limite terminato a un palmo dal palo.

I Gunners, reduci dalla trasferta di Parigi costata l’eliminazione dalla Champions League, rientrano dagli spogliatoi con tutt’altro spirito rispetto alla prima frazione riuscendo ad accorciare immediatamente le distanze grazie alla girata aerea, non proprio la sua specialità, di Martinelli, salito a quota 8 in classifica marcatori, sul cross di Trossard dalla sinistra e legittimando la propria momentanea superiorità con il colpo di testa da angolo di Saliba cancellato, anche con un pizzico di involontarietà, da Konaté sulla linea di porta. Il 2-2 non tarda, comunque, ad arrivare: al 70′, infatti, Odegaard esplode un potente mancino da fuori su cui Alisson mette la mano di richiamo facendo impattare il pallone sul palo, ma non potendo nulla sul conseguente tap-in di Merino che mette dentro il più semplice dei suoi 7 centri realizzati sin qui.

Lo stesso spagnolo, però, già ammonito, nove minuti più tardi commette una grande ingenuità perdendo il pallone in uscita nei pressi della propria area commettendo poi fallo su Szoboszlai costringendo il direttore di gara Taylor a estrarre il doppio giallo. Il finale di gara si tramuta, dunque, in un assalto del Liverpool alla porta avversaria alla ricerca del nuovo vantaggio che sfiora prima e troverebbe poi, al 95′, con Robertson, reo, però, di trovarsi di pochissimo aldilà dell’ultimo difensore ospite sul colpo di testa da corner di Van Dijk prima del tap-in.

Per la terza volta nella storia, quindi, il Liverpool non riesce a portare a casa una gara condotta di due o più gol all’intervallo (non accadeva dall’aprile 2016 contro il Newcastle), mentre l’Arsenal vede assottigliarsi ulteriormente il gap dalle inseguitrici e nel prossimo turno ospiterà proprio la terza forza del torneo: i Magpies.

FRENATA INASPETTATA DEL CITY, IL NEWCASTLE SI RIPRENDE IL TERZO POSTO

Nonostante il rientro di Haaland e la quasi completa disponibilità dell’undici tipo il Manchester City non va oltre lo 0-0 in casa del Southampton dilapidando due punti che potrebbero costare caro in ottica piazzamento alla prossima Champions League.

Sin dai primi minuti della sfida il leitmotiv appare evidente: agli ospiti spetta l’onere di controllare il possesso palla aspettando il momento giusto per colpire, ai padroni di casa quello del blocco basso e delle ripartenze. Nella prima frazione questo scenario agevola paradossalmente i Saints, eccezionalmente non inclini a sbavature difensive, che concedono poco o nulla agli avversari, se non qualche cross ampio sul secondo palo con destinatari Gvardiol e Haaland, i più alti in campo, raramente serviti con il timing giusto. Oltre a questo da sottolineare solamente un pericoloso tentativo su calcio di punizione diretto di De Bruyne terminato di poco alto.

Al rientro dagli spogliatoi Guardiola inserisce giustamente Doku al posto di uno spento McAtee e la scelta sembra immediatamente dare i propri frutti: sugli sviluppi di un’iniziativa personale del belga, già decisivo con due assist contro Aston Villa e Wolverhampton, i Citizens producono, infatti, la loro più grande palla gol con il sinistro di Bernardo Silva schermato sulla linea da Stephens. Ciò scuote il City da proprio torpore, così come Haaland, che riesce a mettersi in luce in tre diversi frangenti, prima mancando il tap-in sulla ripartenza del solito Doku, poi fornendo l’assist a O’Reilly incredibilmente anticipato da Welington e infine effettuando la sponda aerea per Savinho, murato da Ramsdale.

Nel finale ci provano anche Akanji e Marmoush, ma ancora Ramsdale e la traversa serrano lo 0-0 che coincide con il terzo clean sheet stagionale del Southampton che, a sua volta, riesce a superare il record negativo degli 11 punti del Derby County evitando, quantomeno, la nomina di peggior squadra di sempre della Premier League. Grandi rimpianti, invece, per gli Sky Blues, attesi dalla finale di FA Cup sabato prossimo con il Crystal Palace, e dalle ultime due, decisive giornate.

Il Newcastle si riprende con veemenza il terzo posto dopo il mezzo passo falso di Brighton sconfiggendo il Chelsea nello scontro diretto in chiave Champions League e approfittando del clamoroso 0-0 del City a Southampton.

I Magpies partono fortissimo mettendo la freccia già al 2′ al culmine di un’azione convulsa: Gordon scappa via sulla sinistra, viene abbattuto da Caicedo in area, ma il direttore di gara lascia giocare, Tonali va ad aggredire immediatamente il portatore avversario, Lavia, soffiandogli il pallone per poi girarlo per l’accorrente Murphy che disegna un cross tagliente chiuso sul secondo palo proprio dal centrocampista italiano che fa 4 in campionato, gli stessi messi a referto dal Newcastle nei primi due minuti in questa annata (record a pari merito con il Brentford). Da notificare anche il 12esimo assist di Murphy, il migliore in tal senso per i bianconeri dal 1999-00 quando Solano ne mise a referto 15.

La risposta del Chelsea è affidata a Palmer che ci prova senza fortuna per due volte con il suo mancino dal limite, ma l’inerzia offensiva dei Blues viene stroncata al 36′ quando sul rinvio profondo di Sanchez, Jackson decide di rifilare una gratuita gomitata sul volto a Botman, costringendo l’arbitro Brooks a estrarre il rosso diretto dopo l’on field review. In seguito all’inferiorità numerica la formazione di Maresca rischia di capitolare al tramonto del primo tempo, ma il colpo di testa di Burn si spegne di pochissimo a lato alla sinistra di Sanchez.

Nella ripresa, con l’ingresso di James per dare più equilibrio, i londinesi coprono meglio il campo e, sfruttando anche un precoce arretramento dei padroni di casa, sfiorano l’1-1 in due diversi frangenti, prima sul mancino di Cucurella ben neutralizzato da Pope e poi sulla spizzata proprio di James terminata di poco alta. A chiudere definitivamente i conti, però, ci pensa al 90′ Bruno Guimaraes con un bel destro da fuori provvidenzialmente impennato dalla deviazione di Malo Gusto che mette fuori causa Sanchez.

La squadra di Howe trova, così, il successo numero 20 in campionato (non accadeva dal 2002-03, 21 che consentirono a quella squadra di chiudere nella top three) avvicinandosi all’obiettivo qualificazione Champions, mentre il Chelsea, dopo la bella vittoria con il Liverpool e l’accesso alla finale di Conference League, si vede agganciato in classifica dall’Aston Villa.

IL NOTTINGHAM SI FA RIPRENDERE ANCORA, COLPO DI CODA DEL VILLA

Sesta gara delle ultime sette, la terza consecutiva, senza vittorie per il Nottingham che perde una grande opportunità per tornare nella top 5 non riuscendo a battere il già retrocesso Leicester.

La sfida del City Ground si apre con il lampo delle Foxes che mettono la freccia al 16′ con il primo centro in Premier League dopo due anni e mezzo di Coady, il più lesto a ribadire in rete di testa la corta respinta di Sels sulla bordata di destro dal limite di El Khannouss. La risposta del Forest non si fa attendere e arriva puntuale nove minuti più tardi con capitan Gibbs-White, a secco dal 1 febbraio, che trafigge Stolarczyk con una bella girata aerea sul piazzato dalla destra di Elanga sfoderando anche un’esultanza polemica. In seguito all’1-1 i padroni di casa premono il piede sull’acceleratore creando a più riprese il vantaggio tra fine primo tempo e inizio ripresa, specie con Dominguez che vede negarsi per ben due volte la gioia del gol dall’attento portiere ospite.

Il 2-1 matura meritatamente al 56′ grazie al 20esimo centro in campionato (il secondo a riuscirci con la maglia del Nottingham dopo Collymore nel 1995, 22 in quel caso) di Wood che batte Stolarczyk con uno splendido colpo di testa in tuffo sugli sviluppi di un altrettanto rimarchevole tracciante disegnato dalla trequarti da Gibbs-White. La formazione di Espirito Santo, però, commette l’errore di sedersi sul vantaggio acquisito non creando, di fatto, più nulla e concedendo più di qualcosa agli ospiti che, puntualmente, puniscono all’81’ con la serpentina di Buonanotte, smarcato dalla preziosa sponda di Vardy, che rompe un digiuno realizzativo di oltre cinque mesi.

Nel recupero il Leicester rischia anche di vincerla con il tentativo del classe 2009 Monga respinto da un provvidenziale Sels che, quantomeno, blinda un punto, utile a suoi per continuare a sperare e restare attaccati al treno Champions. La formazione di Van Nistelrooy aggancia, invece, l’Ipswich al terzultimo posto.

Secondo 1-0 consecutivo per l’Aston Villa che resta pienamente in corsa per un posto Champions espugnando il Vitality Stadium stringendo i denti nel finale.

A culmine di una prima frazione piuttosto equilibrata in cui accade poco o nulla sono i Villans a meritare prima e trovare poi il vantaggio. Al 43′ Asensio colpisce il palo con un mancino a filo d’erba dal limite, mentre nel primo dei sei minuti di recupero assegnati Kamara e Cash vedono negati i loro tentativi aerei sugli sviluppi di un traversone di Digne da parte di un superlativo Kepa, costretto, però, ad arrendersi al sesto minuto di extra time sul maligno tocco di Watkins sul cross tagliato di Rogers che gli vale il sedicesimo centro nel torneo.

Anche buona parte della ripresa scorre via sui binari dell’equilibrio con il solo Kamara vicino al raddoppio con una conclusione dal limite, quantomeno fino all’80’, momento in cui Ramsey già ammonito commette fallo sul ripartente Brooks rimediando il secondo giallo dal direttore di gara Attwell. La superiorità numerica infonde coraggio al Bournemouth e conseguente timore negli ospiti, costretti ad appellarsi al doppio intervento di Martinez all’82’ e al 94′ e a un pizzico di fortuna sul potente diagonale di Semenyo, fuori davvero di nulla.

Tre punti vitali, dunque, per la formazione di Emery che aggancia il Chelsea alimentando le proprie chances di qualificazione alla prossima Champions League, mentre le Cherries si vedono superati da Brentford e Brighton in chiave ottavo posto.

IL BRENTFORD VINCE ANCORA, IL BRIGHTON NON MOLLA

Quarto successo consecutivo del Brentford che passa di misura a Portman Road dopo un secondo tempo di sofferenza, contraddistinto dai salvifici interventi di Flekken.

Le Bees sbloccano il punteggio alla prima occasione con la svettata di Schade, in gol per la terza partita consecutiva e all’undicesimo centro nel torneo, sul corner di Mbeumo, al settimo assist del suo campionato. Lo stesso attaccante camerunense da il là nel recupero del primo tempo ai presupposti per il diagonale strozzato dal limite da parte di Damsgaard dopo la sponda di Schade. Nella ripresa esce fuori l’Ipswich, già retrocesso, ma comunque deciso a non voler sfigurare davanti al proprio pubblico, che batte un colpo prima con il traversone tagliato di Hutchinson sul quale non arriva di poco Delap e poi con Hirst che la mette incredibilmente fuori nel tu per tu con Flekken in seguito all’altrettanto clamoroso liscio di Van den Berg nel tentativo di disimpegno.

Nel finale i Tractor Boys incrementano ulteriormente la loro mole di gioco offensiva, trovandosi, però, di fronte un super Flekken che su supera prima sulla bordata di Hutchinson deviandola sul palo e poi sul sinistro al volo a botta sicura di Burgess sul cross dello stesso Hutchinson. La squadra di Frank resta, quindi, all’ottavo posto che potrebbe equivalere all’Europa, mentre quella di McKenna incassa l’ottava sconfitta interna consecutiva.

Il Brighton passa a Molineux, infliggendo dopo più di due mesi una sconfitta interna al Wolverhampton, restando appaiato al Brentford all’ottavo posto.

I Wolves partono meglio creando i presupposti per il vantaggio senza sfruttarli, specie con Gonçalo Guedes che da posizione favorevole spara alto graziando Verbruggen. Poco prima della mezz’ora, dopo aver prevalentemente gestito i ritmi della gara, i padroni di casa si fanno male da soli: Matheus Cunha, spesso decisivo in positivo, questa volta risulta protagonista in negativo perdendo ingenuamente un pallone al limite della propria area provocando poi il calcio di rigore commettendo fallo su Wieffer arrivato a tu per tu con José . Dal dischetto va Welbeck che spiazza l’estremo difensore portoghese arrivando a toccare quota 10 gol in un singolo campionato per la prima volta in carriera.

Il numero 10 di casa prova a riscattarsi a inizio ripresa, ma il suo destro diretto all’angolino viene miracolosamente messo in angolo da Verbruggen, mentre poco prima dell’80’ Bellegarde mette alto un penalty in movimento. I Seagulls chiudono il discorso all’85’ con il primo centro in centro in campionato di Gruda che con un tocco sotto a capitalizzare l’imbucata di Adingra.

La formazione di Hurzeler, dunque, mette nuova benzina nel proprio serbatoio in vista delle ultime due sfide con Liverpool e Tottenham, mentre quella di Vitor Pereira incassa la seconda sconfitta consecutiva.

TRIS DELL’EVERTON, IL PALACE ESPUGNA IL TOTTENHAM STADIUM. VITTORIA PRESTIGIOSA DEL WEST HAM

Everton corsaro a Craven Cottage: un 1-3 che conferma l’ottimo stato di forma della squadra, oltre alla quasi definitiva estromissione del Fulham dalla corsa all’ottavo posto.

L’avvio di gara è tutto di marca Cottagers che sbloccano il punteggio al 17′ con l’incornata di Raul Jimenez, a secco dall’8 marzo, sul cross di Smith Rowe per il suo undicesimo centro in campionato. Anche il prosieguo della prima frazione vede i padroni di casa prendere il sopravvento sfiorando a più riprese il raddoppio, ma Iwobi prima e Wilson poi peccano di precisione, e come spesso capita da dei gol sbagliati nascono i gol subìti: nel recupero, infatti, i Toffees trovano il pareggio in una delle loro rare sortite offensive con la conclusione da fuori di Mykolenko provvidenzialmente deviata con la punta da Raul Jimenez.

Nella ripresa la formazione di Marco Silva riprende da dove aveva concluso, ovvero creando occasioni non sfruttandole. Una su tutte quella con protagonista ancora Wilson il cui lob non sorprende Pickford, bravo a recuperare la posizione giusto in tempo per evitare il 2-1. Rete che comunque arriva, seppur a parti inverse, al 70′ grazie alla svettata sul corner di McNeil da parte di Keane, al terzo acuto in campionato, che sfrutta la tardiva uscita di Leno sbucando sul secondo palo.

L’ex portiere dell’Arsenal si rivela tutt’altro che impeccabile anche quattro minuti più tardi facendosi passare sotto la pancia il tentativo preciso, ma di certo non irresistibile di Beto che sigla, dunque, l’1-3 salendo a quota 8 in classifica marcatori e chiudendo la partita.

L’Everton sale, quindi, al tredicesimo posto, mentre il Fulham, alla quarta sconfitta nelle ultime cinque, scivola all’undicesimo.

Dominio nudo e crudo del Crystal Palace, che prosegue nel proprio momento più che positivo, in casa del Tottenham neo finalista di Europa League.

Sin dai primi istanti le Eagles sfoggiano una condizione e una prestazione superlativa trovando il vantaggio dopo appena 10 minuti con Sarr, annullato dal Var per una posizione irregolare di partenza di Mateta a inizio azione. L’episodio a sfavore non abbatte, anzi la formazione di Glasner che continua a macinare gioco e occasioni prima con proprio con Mateta e Munoz fermati rispettivamente da Kinsky e la traversa e successivamente con Eze, il cui tiro da fuori termina di pochissimo a lato, e Lacroix, che la rete la troverebbe anche, ma commettendo fallo in attacco sugli sviluppi di un corner a favore.

Al 45′, finalmente, gli ospiti mettono la freccia con un’azione da manuale: Hughes la gioca in verticale per Sarr che di prima lascia sfilare per Mateta, il francese imbuca per Munoz che brucia Bentancur e mette in mezzo per il solissimo Eze che la deposita in rete con il piattone destro. Un copione molto simile si replica al 48′, a inizio ripresa, con protagonista lo stesse Eze che prima imbuca d’esterno per Sarr per poi ricevere dallo stesso senegalese in area di rigore e siglare la doppietta ancora con l’interno destro, portandosi a quota 7 in classifica marcatori.

Il Palace ritrova, così, la vittoria in casa del Tottenham a distanza di quasi 28 anni proiettandosi al meglio alla finale di FA Cup di sabato prossimo contro il Manchester City. Gli Spurs, invece, incassano la ventesima sconfitta in campionato, la ventiquattresima stagionale (solo nel 1991-92 hanno fatto peggio) scivolando addirittura al diciassettesimo posto.

 

Dopo 18 anni il West Ham torna a trionfare in campionato a Old Trafford infliggendo la diciassettesima sconfitta del torneo, la nona in casa (record negativo che non si registrava dal 1962-63) all’altra finalista di Europa League: il Manchester United.

In seguito a un avvio di gara piuttosto equilibrato in cui entrambe le squadre creano pericoli alla porta avversaria sono gli Hammers, al 26′, a portarsi in avanti sugli sviluppi di un’intelligente imbucata dell’ex di turno Wan-Bissaka per Kudus che, a sua volta, serve nel cuore dell’area Soucek a cui basta un tocco per portarsi a quota nove reti nel torneo. La reazione dei padroni di casa c’è, ma risulta piuttosto confusionaria, tanto da non provocare interventi decisivi di Areola, anzi, esponendosi talvolta alle ripartenze ospiti.

Proprio sugli sviluppi di un contropiede al 57′ la formazione di Potter raddoppia con la fuga di Kudus che mette in moto ancora Wan-Bissaka che questa volta pesca direttamente in area il solo Bowen che non ha difficoltà l’undicesima marcatura, la quarta nelle ultime sei, del proprio campionato. Nel finale i Red Devils ci provano con Hojlund e Maguire, ma non c’è nulla da fare: gli Irons trovano la loro quinta vittoria esterna stagionale superando in classifica proprio i Diavoli Rossi, ora sedicesimi, e attesi da Chelsea e Aston Villa in campionato, ma soprattutto dal Tottenham mercoledì prossimo nell’atto finale dell’Europa League che vale una stagione.

Top & Flop

TOP

Premier League in TV

1) Eberechi Eze – Doppietta che sublima una prestazione super di tutta la squadra che sta vivendo probabilmente il miglior periodo della propria storia recente. Il fuoriclasse inglese è pronto per la finale di FA Cup.

2) Ollie Watkins – Zampata decisiva per stendere il Bournemouth e alimentare le speranze del Villa in ottica Champions League. Nei momenti più complessi i Villans possono sempre contare sul loro centravanti.

3) Sandro Tonali – Ennesima prestazione monstre coronata anche dal gol che sblocca lo scontro diretto con il Chelsea. Dopo aver sollevato la Coppa di Lega l’ex Milan vuole condurre i suoi in Champions League.

FLOP

Lopetegui

1) Nicolas Jackson – La sua incredibile ingenuità potrebbe seriamente compromettere la corsa al quinto posto del Chelsea, ora costretto a fronteggiare le ultime due giornate senza il proprio centravanti.

2) Bernd Leno – Prima l’errata lettura sull’angolo che porta all’1-2 dell’Everton, poi il goffo tentativo di parata sulla conclusione di Beto che conduce all’1-3. Decisamente una giornata no per l’estremo difensore tedesco.

3) Matheus Cunha – Anche i migliori possono incappare in un pomeriggio storto. Il brasiliano si ritrova addirittura a provocare un rigore, oltre che a fallire occasioni decisamente alla portata del proprio talento.

Classifica e prossimo turno

1

Liverpool

83 36 25 8 3 83:37 +46
2 Arsenal 68 36 18 14 4 66:33 +33
3

Newcastle

66 36 20 6 10 68:45 +23
4 Manchester City 65 36 19 8 9 67:43 +24
5

Chelsea

63 36 18 9 9 62:43 +19
6

Aston Villa

63 36 18 9 9 56:49 +7
7

Nottingham Forest

62 36 18 8 10 56:44  +12
8 Brentford 55 36 16 7 13 63:53  +10
9 Brighton 55 36 14 13 9 59:56 +3
10 Bournemouth 53 36 14 11 11 55:43 +12
11 Fulham 51 36 14 9 13 51:50 +1
12

Crystal Palace

49 36 12 13 11 46:48 -2
13

Everton

42 36 9 15 12 39:44 -5
14 Wolverhampton 41 36 12 5 19 51:64 -13
15

West Ham

40 36 10 10 16 42:59 -17
16

Manchester United

39 36 10 9 17 42:53 -11
17 Tottenham 38 36 11 5 20 63:59 +4
18

Ipswich Town

22 36 4 10 22 35:77 -42
19

Leicester

22 36 5 7 24 31:78 -47
20

Southampton

12 36 2 6 28 25:82 -57

Prossimo turno:

Venerdì 16 maggio

Aston Villa 20:30 Tottenham

Chelsea 21:15 Manchester United

Domenica 18 maggio

Everton 13:00 Southampton

West Ham 15:15 Nottingham Forest

Brentford 16:00 Fulham

Leicester 16:00 Ipswich

Arsenal 17:30 Newcastle

Lunedì 19 maggio

Brighton 21:00 Liverpool

Martedì 20 maggio

Crystal Palace 21:00 Wolverhampton

Manchester City 21:00 Bournemouth

Premier League

Arsenal-Manchester United, le probabili formazioni

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Premier League

Il big match della 23° giornata di Premier League va in scena all’Emirates, con la sfida tra Arsenal e Manchester United. Calcio d’inizio in programma domenica alle 17:30.

La sfida di cartello della 23° giornata di Premier League è quella tra la capolista Arsenal e il Manchester United.

I Gunners, reduci dalla brillante vittoria di San Siro contro l’Inter in Champions League, sono usciti indenni dal pari dello scorso turno di Premier League sul campo del Nottingham Forest: gli uomini di Arteta sono riusciti ad allungare in classifica sfruttando le sconfitte di Manchester City e Aston Villa. Arsenal pronto a sfruttare il fattore Emirates, dove sono arrivati 14 vittorie e 2 pareggi in 16 gare, per avvicinarsi ancor di più al titolo che manca dal 2004.

Dall’altra parte c’è il Manchester United di Micheal Carrick. Esordio entusiasmante per il nuovo tecnico dei Red Devils: alla prima panchina da primo allenatore ad Old Trafford, lo United ha sbaragliato il Manchester City nel derby con un 2-0 senza storie. Una grande vittoria, che ha rilanciato anche le ambizioni dei rossi in classifica: attualmente il Man United è a -1 dal 4° posto occupato dal Liverpool.

Qui Arsenal

Per la gara contro il Manchester United Arteta ritrova Riccardo Calafiori, recuperato dal problema muscolare. Gunners che arrivano alla sfida con tutta la rosa al gran completo. Rispetto all’11 visto a San Siro torneranno tutti i titolarissimi: davanti a Raya spazio a Timber, Saliba,Gabriel e Hincapie. A centrocampo tornano Odegaard e Rice. In attacco Gyokeres favorito su Gabriel Jesus per il ruolo di punta, come Martinelli lo è su Trossard.

Arsenal

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Qui Manchester United

In casa United l’unico assente è Matthijs de Ligt. Carrick orientato a confermare il blocco l’11 visto nel derby contro il City. Davanti a Lammens agiranno Dalot, Maguire, Lisandro Martinez e Shaw. Mainoo confermato in regia, così come Dorgu e Diallo alle spalle di Mbeumo.

Maguire

Harry Maguire of Manchester United celebrates his goal to make it 2-1 during the Emirates FA Cup Fourth Round match Manchester United vs Leicester City at Old Trafford, Manchester, United Kingdom, 7th February 2025
(Photo by Craig Thomas/News Images)

Arsenal-Manchester United, le probabili formazioni

Arsenal (4-3-3): Raya; Timber, Saliba, Gabriel, Hincapie; Odegaard, Zubimendi, Rice; Saka, Gyokeres, Martinelli. All: Arteta.

Manchester United (4-2-3-1): Lammens; Dalot, Maguire, Martinez, Shaw; Mainoo, Casemiro; Diallo, Fernandes, Dorgu; Mbeumo. All: Carrick.

Arsenal-Manchester United, dove vederla

La gara di Premier League tra Arsenal e Manchester United, in programma domenica alle 17:30, sarà trasmessa  in esclusiva su  su Sky Sport e in diretta streaming su NOW.

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Premier League

Chelsea, Disasi può tornare protagonista: incontro positivo con Rosenior!

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Il Chelsea può rivedere protagonista Alex Disasi. Il calciatore con Enzo Maresca era ai margini del progetto, ma con Rosenior c’è stato un incontro positivo tra le parti.

Axel Disasi è tornato ad allenarsi con la prima squadra del Chelsea conferma Rosenior: “Ho avuto un incontro davvero positivo con lui. Ho detto ai giocatori che è un punto di partenza per tutti, era giusto che parlassi con lui. È indietro in termini di forma fisica e lavoreremo con lui”. Il calciatore la scorsa stagione ha disputato 27 partite, dove ha realizzato 2 gol e fornito 2 assist, dove dal mercato di gennaio ha vissuto un periodo di prestito con l’Aston Villa. 

Chelsea

Chelsea, i numeri di Alex Disasi

Al primo anno con i blues ha realizzato 3 gol in 44 presenze, dopo esser arrivato dal Monaco per circa 45 milioni di euro. L’ultima stagione in Francia, al Monaco, ha realizzato 6 reti e 4 assist in un totale di 49 match disputati. Numeri che hanno attirato l’interesse dei londinesi, ma tuttavia l’esperienza in Inghilterra non è andata come ci si aspettava.

Poche presenze e tanta concorrenza davanti a lui, oltre ad esser stato relegato ai margini della rosa. Ora con Rosenior però la situazione potrebbe cambiare in meglio, anche se naturalmente debba ancora riprendere i ritmi e la forma fisica. Scopriremo nelle prossime settimane le condizioni e il ruolo del calciatore francese, ma ora l’allenatore può contare su un centrale in più.

 

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Premier League

Brentford, Igor Thiago è il tuo bomber: 2⁰ miglior marcatore in Premier League!

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wissa brentford

Il Brentford ha visto andar via un allenatore come Thomas Frank, oltre a calciatori da 39 gol in due come Wissa e Mbeumo. Ciò nonostante, Igor Thiago non li sta facendo rimpiangere.

Keith Andrews, il nuovo allenatore del Brentford, sta svolgendo un lavoro eccellente sulla panchina del club. Non era affatto semplicemente riuscire a dare continuità ad una stagione ben oltre le aspettative come quella dell’anno scorso, specialmente dopo i numerosi addii. Ha rivitalizzato un Igor Thiago che, l’anno scorso, aveva realizzato la miseria di 8 presenze. Ora? È il 2⁰ miglior marcatore della Premier League, con 16 reti in 22 partite ed 1 assist. Sta mettendo ancor più in risalto le qualità di Kevin Schade, che vanta 6 gol e 3 assist in sole 24 presenze da ala. La punta brasiliana ha realizzato 5 gol nelle ultime 3 partite: tripletta contro l’Everton e doppietta contro il Sunderland.

Brentford

Brentford, chi è Igor Thiago

Carlo Ancelotti potrebbe convocarlo ai Mondiali 2026, se il calciatore dovesse continuare a mantenere questo rendimento. È il 4⁰ miglior marcatore tra i top 5 campionati europei. Si è messo in mostra nella stagione 2023/24 al Club Brugge, al suo primo anno in Belgio con 29 gol e 7 assist in 53 partite disputate.

Igor è un attaccante centrale di circa 191 cm, è bravo nel gioco aereo e nelle sponde. Grazie al suo fisico imponente protegge efficacemente la sfera e permette ai compagni di squadra di risalire velocemente il campo per completare l’azione offensiva. Difficile da marcare sui calci piazzati, Thiago riesce sempre a posizionarsi tra i due centrali avversari anticipandoli, colpendo la sfera. Il Brentford ha scoperto un altro gioiello in zona offensivo e, probabilmente, in estate arriveranno delle offerte ricchissime per il classe 2001. Al momento le “bees” pensano solamente a godersi il calciatore e il 7⁰ posto in campionato.

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