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Serie A: quando si prende gol nel nostro campionato?

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Serie A

A cinque giornate dal termine della Serie A, con la lotta Scudetto e quella per la Champions in pieno svolgimento, ci si affida anche alla statistica.

Con il campionato sul viale del tramonto, le squadre impegnate ancora nella lotta per qualcosa di concreto si aggrappano anche alle statistiche. In particolare si va ad analizzare i momenti in cui i team della Serie A subiscono gol.

serie a

ALEX MERET PUNTA IL DITO (FOTO DI SALVATORE FORNELLI)

La Serie A in statistica

Grande mattatrice della maggior parte di queste statistiche è il Napoli di Antonio Conte. Non è un segreto svelato adesso che le squadre del tecnico salentino abbiano basi difensive solide.

I partenopei vantano la miglior difesa, innanzitutto, con soli 25 gol subiti in 33 gare (23 dei quali da Alex Meret). Nell’andamento delle reti subite nei primi 45′ però, condividono lo scettro con l’Inter di Simone Inzaghi e la Juventus di Tudor (12 gol). Non può dire lo stesso il Verona, che possiede un passivo di 37 reti nei primi tempi. Neanche il Monza, fanalino di coda fa peggio (24). Da segnalare invece i 18 presi dal Milan, i 19 dall’Udinese e i 16 dalla Lazio.

I secondi tempi invece sono solo dominio partenopeo, con soli 10 gol subiti. Seguono i campani la Fiorentina e la Roma a 14, Juventus ed Atalanta (15) e il Bologna a 16. Inter e Milan condividono lo stesso andamento nelle seconde frazioni con 18 gol di passivo. Salta agli occhi il dato della Lazio: 25 gol.

Ma l’oscar per la peggior difesa nei secondi 45 minuti va all’Empoli con 33, seguita da Lecce e Venezia, rispettivamente con 29 e 28.

E nel recupero?

Non si può non analizzare questa statistica senza tirare in ballo l’extra time. Infatti solo metà circa delle compagini di Serie A ha preso gol nel recupero della prima frazione di gioco. Il Bologna comanda questa statistica con ben 3 reti, Juventus, Lecce ed Empoli con 2. Con una sola marcatura subita Monza, Atalanta, Fiorentina, Udinese, Como e Genoa.

Per quanto concerne invece i recuperi nel finale di partite l’unica squadra a salvarsi è l’Atalanta di Gasperini, immacolata da questo punto di vista.

Cosa che non può dire il povero Como di Fabregas, con 8 reti subite. Prima per distacco. A seguirla Parma (5), Bologna (4), e Napoli a 3 insieme a Roma, Lecce e Monza.

Ovviamente la statistica in sè, va presa e soprattutto letta con criterio. Infatti, per esempio, l’Inter di Inzaghi ha subito un solo gol oltre il 90esimo. La rete incassata nel recupero di Bologna, di Orsolini, ha portato a 2 questo dato. Ma potrebbe avere, alla fine dei giochi, un peso maggiore rispetto ad altre squadre di alta classifica che hanno incassato più gol in quella determinata statistica.

Quindi, statistica si ma con intelligenza.

 

 

 

 

 

 

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La rinascita di Juan Jesus: da svincolato a leader del Napoli

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Da svincolato a leader silenzioso: Juan Jesus ha ribaltato il suo destino in pochi anni, e ora è un pilastro del Napoli di Conte contro ogni previsione.

Probabilmente nessuno, nel 2021, alla fine della sua esperienza con la Roma, avrebbe immaginato Juan Jesus, quasi cinque anni dopo, protagonista a San Siro contro l’Inter da Campione d’Italia. D’altronde il difensore brasiliano, nelle sue stagioni tra Inter e Roma, era stato spesso sommerso dalle critiche e non aveva mai dato l’impressione di poter diventare un protagonista vero del nostro campionato.

In estate, però, arriva la chiamata di Spalletti per un Napoli ambizioso ma costretto a muoversi con attenzione sul mercato dopo il mancato accesso alla Champions. È proprio l’ex tecnico giallorosso a fare il suo nome, conoscendolo bene: colpo a zero, senza entusiasmare la piazza, ma con una logica precisa.

Juan Jesus

LA GRINTA DI JUAN JESUS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Juan Jesus, da alternativa a simbolo di affidabilità

Nel biennio di Spalletti, Juan Jesus si ritaglia subito un ruolo importante. Non è un titolare fisso, ma diventa un’alternativa affidabilissima alla coppia Rrahmani–Koulibaly prima e Rrahmani–Kim poi. Sempre pronto, sempre dentro la partita. 

I tifosi lo ribattezzano “BatJuan”, lui risponde con prestazioni solide ed è parte integrante del tricolore che torna a Napoli dopo 33 anni. La società, soddisfatta, decide di confermarlo anche dopo l’addio di Spalletti, affidandolo a Rudi Garcia, che addirittura gli consegna la titolarità per accompagnare la crescita di Natan.

Quella stagione, però, è disastrosa per tutti, e anche Juan Jesus finisce nel mirino delle critiche. Sembra l’epilogo naturale della sua avventura in azzurro. E invece no. 

Con l’arrivo di Antonio Conte cambia tutto. Si pensa che l’estate 2024 possa essere quella dell’addio, ma resta. E complice l’assenza prolungata di Buongiorno, diventa ancora una volta centrale nel sistema difensivo, contribuendo in maniera concreta alla solidità che porterà il Napoli al secondo scudetto in tre anni.

Quest’anno, nonostante una partenza complicata di tutta la squadra e una concorrenza rinforzata dagli arrivi di Beukema e Marianucci, Juan Jesus è diventato un leader vero. 

Conte continua a puntare su di lui nei momenti chiave, come dimostrato nella Supercoppa vinta. Le prestazioni contro Milan, Bologna, Lazio e quella di ieri a San Siro contro l’Inter certificano una rinascita totale. Oggi è un pilastro, non più una semplice alternativa.

Il contratto è in scadenza e il Napoli sta già pensando al rinnovo. Le richieste non mancano, ma lui è stato chiarissimo: vuole chiudere la carriera in azzurro. E guardandolo oggi, con questa continuità e questa sicurezza, il ritiro sembra ancora lontano. 

Chi l’avrebbe mai detto qualche anno fa.

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Juventus, Mingueza stuzzica la dirigenza: i numeri del laterale

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La Juventus ha intenzione di rinforzare la fascia destra e, un nome che stuzzica particolarmente la dirigenza bianconera, è quello di Óscar Mingueza del Celta Vigo. 

Dopo l’esperienza vissuta con il Barcellona, il calciatore si è trasferito al Celta Vigo. I blaugrana vantano una percentuale sulla futura rivendita del 50% e, questo, potrebbe complicare molto un suo possibile trasferimento a gennaio.

Tuttavia a giugno il suo contratto scadrà e, questo, faciliterebbe molto l’approdo dell’esterno difensivo alla Juventus. In questo momento vanta 4 assist ed 1 gol in 22 presenze. Il suo stipendio è tutt’altro che proibitivo ed i numeri registrati nelle stagioni precedenti sono assolutamente incoraggianti. Sarebbe un acquisto molto intelligente se dovesse concretizzarsi.

Juventus

KENAN YILDIZ IN AZIONE ( EMANUELE PENNACCHIO/KEYPRESS )

Juventus, i numeri di Mingueza

L’anno scorsa ha registrato 4 gol e 6 assist in 36 presenze, che si sono dimostrati fondamentali per far raggiungere al Celta Vigo la qualificazione in Europa League. Da quando si è trasferito nel club, ha trovato un gioco congeniale alle proprie caratteristiche.

Terzino destro ed esterno dotato di buona fisica (184cm) e velocità. È il 13⁰ giocatore nel proprio ruolo per possessi vinti, il 20⁰ per passaggi progressivi ed il 35⁰ per percentuale di duelli difensivi vinti tra i top 7 campionati in Europa.

7.09 passaggi progressivi a partita, 3.28 tiri a partita che portano alla creazione di azioni e grandissima versatilità, unita ad intelligenza tattica ed una certa propensione all’offensività.

Per Spalletti sarebbe un valore aggiunto importantissimo. Un calciatore che non porterebbe problemi nello spogliatoio, umile e cresciuto nel Barcellona. Con la palla tra i piedi può rivelarsi una piacevolissima sorpresa. Sarebbe un colpo a costo 0, intelligente, versatile e d’esperienza. Staremo a vedere cosa succederà nelle prossime settimane, ma che Mingueza meriti un palcoscenico più importante è certo.

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Milan, quando Pato fu ad un passo dal PSG

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In 4 anni e mezzo con il Milan, Pato ha vissuto un periodo calcistico di alti e bassi. Nel 2012 il brasiliano fu ad un passo dalla cessione al PSG.

Arrivato nell’estate del 2007, Alexandre Pato ci ha messo poco a far innamorare i tifosi rossoneri. All’esordio va subito a segno nella vittoria per 5-2 contro il Napoli il 13 gennaio 2008.

Dopo aver segnato diversi gol nelle sue prime stagioni con il Milan tra tutte le competizioni (9 nel 2007/08, 18 nel 2008/09, 14 nel 2009/10, 16 nel 2010/11), la stagione 2011/12 sarà una stagione a dir poco complicata per l’attaccante brasiliano.

Milan, Pato al PSG e Tevez al Milan: era fatta, poi il ribaltone

Milan

Siamo nel gennaio del 2012 nel bel mezzo della finestra di mercato invernale. Dopo le ottime prime 4 stagioni in rossonero, Pato gioca solo 9 partite nella prima metà della Serie A 2011/12, segnando un solo gol. Ciò é dovuto ad un infortunio muscolare che lo tiene fuori per quasi 2 mesi. Inoltre, ci sono anche i gossip fuori dal campo che lo perseguitano da quando si é fidanzato con Barbara Berlusconi, figlia di Silvio Berlusconi, all’epoca Presidente del club rossonero.

Nonostante il periodo complicato del calciatore, il PSG offre 32 milioni di euro al Milan, e Galiani accetta. Nel frattempo, il club rossonero ed il Man City sono vicini alla chiusura dell’affare per portare Tevez al Milan. Dopo l’accordo con il calciatore, Galliani é in volo per Londra con l’obiettivo di chiudere la trattativa.

Alle ore 14:52 del 12 gennaio 2012 sembra praticamente cosa fatta: Pato al PSG e Tevez al Man City. Tuttavia, poche ore dopo (alle ore 16:32), Pato fa dietrofront ed annuncia sul sito ufficiale del club rossonero che vuole restare al Milan, definendola casa sua. A bloccare la trattativa sarebbe stato Silvio Berlusconi, poco convinto dell’operazione sia per ragioni economiche, sia per ragioni sportive. Alla fine Pato resta al Milan e Tevez resta al Man City.

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