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Milan, Barcellona battuto: triplete americano in tasca | Le pagelle
Milan, la squadra di Fonseca torna in Italia dopo tre vittorie su tre. Numerose le risposte positive sul campo e qualche problema di troppo in difesa. Vediamo le pagelle dei rossoneri.
Torriani 8: chiamato a sostituire l’infortunato Sportiello, risponde da protagonista in tutte le tre gare. Decisivo sui calci di rigore contro il Barcellona e provvidenziale in altre due occasioni durante la gara
Saelemaekers 5,5: non è il suo ruolo e si vede, ma appena ha la possibilità di tornare nella confort zone si fa notare in positivo.
Tomori 5: ancora non ci siamo. Eccessivamente lento e impacciato, indietro di condizione (dal 78′ Gabbia sv)
Thiaw 5: idem come sopra, anche il tedesco appare fuori condizione e fuori giri (dall’87’ Kalulu sv)
Terracciano 5: in difficoltà sulla fascia sinistra, prestazione decisamente sottotono (dal 78′ Jimenez sv)
Musah 6,5: combatte come un leone nell’inedito ruolo di mediano. Fonseca probabilmente gli ha trovato una collocazione definitiva, l’americano ha risposto bene (dal 62′ Adli 5,5: qualche errore di troppo, poco presente)
Loftus-Cheek 5,5: se Musah dimostra di essere a suo agio come mediano, l’inglese no. In evidenti difficoltà in troppe occasioni (dall’87’ Zeroli sv)
Chukwueze 7: decisamente rinato in questa tournée, prezioso anche in fase difensiva (dal 78′ Cuenca sv)
Pulisic 8: decisamente tra i migliori in campo, gli riesce tutto, pure un gol di pregevole fattura che porta il Milan sul 2-0 (dal 62′ Okafor 6: bravo a svariare sul fronte offensivo, piuttosto frizzante)
Leao 7,5: al suo esordio sembra già avere i giri giusti. Una furia sulla fascia, vuole fare bene e si vede (dal 46′ Calabria 5: altra sbavatura e Lewandovski non perdona)
Jovic 6,5: un tocco un gol, un chiaro segnale alla dirigenza che lui vuole restare (dal 46′ Bennacer 6,5: fosforo prezioso a centrocampo)
Fonseca 8: chi avrebbe immaginato tre vittorie contro Manchester City, Real Madrid e Barcellona (seppure ai rigori) prima della partenza per gli Stati Uniti? Risposta: nessuno. Eppure il portoghese ha voglia di stupire e sembra già riuscirci.
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Arsenal passa il turno in FA Cup con tripletta di Martinelli
L’Arsenal avanza in FA Cup grazie a un Gabriel Martinelli inarrestabile, autore di una splendida tripletta che ha incantato i tifosi.
Una notte magica per Gabriel Martinelli
L’Arsenal ha superato brillantemente il turno di FA Cup grazie alla straordinaria prestazione di Gabriel Martinelli. L’attaccante brasiliano ha siglato una tripletta che ha illuminato la serata, permettendo ai Gunners di avanzare nella prestigiosa competizione. La partita si è disputata in un’atmosfera elettrizzante, con i tifosi che hanno applaudito ogni tocco del giovane talento.
Il cammino dell’Arsenal nella competizione
Con questa importante vittoria, l’Arsenal si conferma una delle squadre da tenere d’occhio in questa edizione della FA Cup. La squadra di Mikel Arteta ha dimostrato di avere le carte in regola per arrivare lontano, grazie anche a una rosa ricca di giovani talenti pronti a farsi valere sul palcoscenico internazionale.
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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano
Arsenal advance in FA Cup with Gabriel Martinelli’s hat-trick 🔴⚪️🇧🇷
Who’s been your Man of the Match?
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) Jan 11, 2026
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Atalanta, Palladino individua i (pochi) difetti di una Dea brillante
Atalanta, Raffaele Palladino si è dimostrato soddisfatto della vittoria sul Torino, ma ha evidenziato come si possa migliorare. Qui di seguito le parole dei tecnico campano.
L’Atalanta torna a flirtare con i tempi gasperiniani, anche se sulla panchina non siede più il tecnico di Grugliasco.
Le tre vittorie consecutive e la cattiveria agonistica come costante sono ormai un marchio di fabbrica del nuovo corso targato Raffaele Palladino, che sta ampiamente ripagando i tifosi della Dea dopo un inizio da incubo.
Una classifica soddisfacente, che già di per sé può ritenersi in linea con quanto la società chiedeva, tuttavia, non può riempire la pancia del tecnico nerazzurro, che ha evidenziato ieri, nel post partita, alcuni elementi da affinare per rendere il giocattolo Atalanta ancora più letale.
“Dobbiamo però essere più cinici“ – ha detto Palladino nella conferenza post partita ieri sera – “creiamo tanto ma non concretizziamo abbastanza. Devo trovare gol anche da altre zone del campo, ad esempio dai ‘quinti'”.
“Zappacosta ha preso un palo e Bernasconi può inserirsi di più” – ha concluso l’ex allenatore di Monza e Fiorentina – “anche dai centrocampisti mi aspetto qualche inserimento in più“.
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Pietro Mennea come Steve Jobs: ricordo di un campione
A Santa Maria di Castellabate, nel cuore del Cilento, il 24 gennaio si accenderanno i riflettori su uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno. Stiamo parlando del Premio Letterario Sportivo 2026 dedicato a Pietro Mennea. Scrittori provenienti da tutta Italia e ospiti illustri si riuniranno a Villa Matarazzo, sede del Museo e Biblioteca del Calcio “Andrea Fortunato”, per celebrare non solo la grandezza sportiva dell’uomo più veloce d’Italia, bensì il suo impegno civile, magari talvolta meno raccontato ma altrettanto rivoluzionario.
UN EVENTO TUTTO DA VIVERE NEL RICORDO DEL GRANDE PIETRO MENNEA: LA GRANDE LETTERATURA SPORTIVA SBARCA IN PROVINCIA DI SALERNO
L’evento, organizzato dalla Fondazione Polito, si conferma un punto di riferimento nazionale per chi intreccia sport, letteratura e memoria. Tutto ciò trasformando il ricordo del grande e inimitabile Pietro Mennea in un motore culturale capace di parlare alle nuove generazioni. Il Premio affonda le sue radici in un tema che Pietro Mennea considerava una vera missione: il “Passaporto Ematico”. Non si trattava di una semplice campagna informativa, ma di un progetto pionieristico che Mennea portò avanti con determinazione insieme all’amico Davide Polito (Presidente Fondazione Polito). Ciò con l’obiettivo di diffondere in Italia una cultura della prevenzione basata su controlli medici regolari e consapevolezza del proprio stato di salute.
Ebbene sì in un’era particolare in cui la medicina preventiva non era ancora al centro del dibattito pubblico, Mennea scelse a quanto pare di esporsi in prima persona. Il tutto mettendo la sua credibilità di campione al servizio di un messaggio sociale forte, concreto e ancora oggi di straordinaria attualità. Il “Passaporto Ematico” non era solo un documento sanitario, ma un invito a prendersi cura di sé con responsabilità, attraverso visite e monitoraggi effettuati presso studi medici autorizzati. E oggi più che mai riveste una straordinaria rilevanza, non smetteremo mai di ribadirlo nel nostro blog. Saremo sempre al fianco della prevenzione!
La cerimonia del 24 gennaio non sarà soltanto un tributo alla leggenda dello sport, ma un’occasione per riaffermare il valore di un’eredità morale che continua a ispirare. In un mondo che corre veloce, proprio come Mennea in pista, il Premio Letterario Sportivo diventa un momento di riflessione collettiva su ciò che significa davvero essere campioni. Eh già, non solo record e medaglie, bensì fatica, impegno, etica, dedizione e capacità di trasformare la propria notorietà in un bene comune.
A Santa Maria di Castellabate, tra le suggestive sale di Villa Matarazzo, la figura di Mennea tornerà a vivere attraverso le parole degli autori, le testimonianze degli ospiti e la forza di un messaggio che non ha perso intensità. Un appuntamento che da ben tre edizioni unisce cultura, sport e salute. E che conferma quanto il mito della “Freccia del Sud” continui a correre, oggi più che mai, nella memoria e nel futuro del Paese. Sotto un estratto video dell’edizione 2024 al Museo del Calcio Andrea Fortunato in provincia di Salerno.
Che altro aggiungere… Un premio che come detto richiama anche una battaglia che Mennea sentiva sua. Sì, proprio quel super passaporto ematico, strumento fondamentale per tutelare la lealtà sportiva e la salute degli atleti, che Pietro sosteneva con forza.
MENNEA COME STEVE JOBS: FUORICLASSE AUTENTICO
Sudore, umiltà, motivazioni e tanto sacrificio alla base del suo straordinario successo: “I campioni possono nascere ovunque, anche a Barletta, l’importante è avere gli stimoli e gli elementi giusti come la determinazione e massima fiducia in se stessi. Voglio anche rilevare che la mia razza ha una rabbia e testardaggine migliori di quelle di Steve Jobs. Il famoso giornalista Gianni Brera si stupì della mia mente, definendola addirittura mesopotamica!”. Nel corso di una indimenticabile serata a Jesi (An) (ben oltre un decennio fa – ne avevamo già parlato nel nostro blog in più circostanze) fu presentato il suo volume, il ventitreesimo per l’esattezza, dal titolo “La corsa non finisce mai”. Pietro Mennea, come si fa a dimenticarlo? Un fuoriclasse indimenticabile, super, incredibile. Un grande esempio di vita e di sport. Chapeau!

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