Serie C
Messina, vicino il fallimento societario
Il Messina, dopo la retrocessione in Serie D arrivata dopo i play-out di Serie C contro il Foggia, è ormai vicino al fallimento societario, il terzo in 18 anni.
Il Messina, dopo la retrocessione in Serie D maturata dopo aver perso i play-out contro il Foggia, il fallimento societario ormai è vicino: la Procura della Repubblica ha deciso di procedere con la richiesta di fallimento. Sarebbe il terzo in 18 anni per la società peloritana.

Messina, dopo la retrocessione in Serie D il club giallorosso ad un passo dal fallimento societario: sarebbe il terzo in 18 anni
Per il Messina non c’è proprio pace: dopo la retrocessione in Serie D, maturata in seguito ai play-out contro il Foggia, ora il club giallorosso è ad un passo dal fallimento societario, il terzo in 18 anni dopo quelli del 2009 e del 2017, con un debito societario che ammonta più di 2 milioni di euro.
Il club giallorosso, come è noto, era stato ceduto da Pietro Sciotto ad un fondo di investimento, l’AAD InvestGroup riconducibile a Doudou Cissè. Però la transazione senza esborso economico ha fatto venire più di un dubbio, tanto che la massima figura dirigenziale è apparsa in Stefano Alaimo, ed ora gli inquirenti stanno indagando proprio sull’attuale proprietà giallorossa.
la Procura della Repubblica della città peloritana ha avviato il procedimento di istanza di fallimento dopo aver ascoltato i vari dirigenti passati e presenti della società giallorossa. La prima udienza in merito è fissata per il 10 giugno prossimo. Inoltre, Guardia di Finanza e la Digos stanno indagando su diversi aspetti, tra i quali atti intimidatori nei confronti dell’ex presidente, che si dichiara di essere stato truffato e costretto cedere il club sotto forti pressioni.
La tifoseria peloritana, che comunque non ha mai abbandonato la propria squadra come lo ha dimostrato le 8000 presenze al Franco Scoglio contro il Foggia, ma in seguito ha iniziato contestare tutti i protagonisti di questa brutta vicenda, compresa la stessa amministrazione comunale colpevole di aver permesso l’ingresso del fondo d’investimento lussemburghese senza adeguato controllo.
Insomma, un altra triste pagina per il club siciliano, che non trova più pace dopo che era stato protagonista di un incredibile scalata che l’aveva portata dall’Eccellenza alla Serie A nel giro di 8 anni tra gli anni’90 ed inizio 2000, tempi che sembrano davvero molto lontani.
Serie C
Catania, Piero Cucchi: il tecnico della rinascita
Oggi è venuto mancare Piero Cucchi, tecnico che ha allenato molto in Serie C, ma a Catania ancora oggi è ricordato: è il tecnico della promozione 1998/99.
Oggi si è spento Piero Cucchi, giocatore ma soprattutto tecnico di diverse squadre di Serie C, ma il suo ricordo è legato al Catania: con i rossazzurri ha conquistato la promozione in Serie C1 nella stagione 1998/99, la stagione della rinascita della squadra siciliana.

Catania, Piero Cucchi: il tecnico della rinascita rossazzurra, il campionato 1998/99 tra la partita con le maglie dei tifosi e il gol di Manca allo scadere contro il Messina
Oggi si è spento all’età di 87 anni Piero Cucchi, giocatore e tecnico di grande esperienza soprattutto in Serie C: in terza serie ha allenato dal 1974 al 2002 diverse squadre, tra le più note Potenza, Turris, Latina, Ischia, Juve Stabia, Nocerina ma soprattutto Catania, che allenò nella stagione 1998/99, la stagione per la rinascita della squadra rossazzurra dopo l’esclusione dal professionismo avvenuta nel 1993.
Quella di Cucchi può essere iscritta come l’ultima impresa del calcio di una volta, niente che vedere con quello odierno. Infatti, quella stagione è piena di aneddoti che oggi sarebbero cose che non si vedrebbero nemmeno nei dilettanti: un episodio è datato 13 dicembre 1998, derby al Giovanni Celeste contro il Messina anch’esso in fase di rinascita dopo il fallimento, ma però la partita rischia di non giocarsi causa divise simili. Un certo punto, Cucchi chiama raccolta i tifosi che cedono le loro maglie rossoazzurre ai propri giocatori, la partita finirà 0 a 0 con 11 giocatori che non hanno nessuno la stessa divisa di gioco.
La partita di ritorno, al Cibali, invece passa alla storia come la partita più sofferta ma anche più esaltante di tutta la storia della squadra etnea: la sfida viene decisa da Manca allo scadere, con un colpo di testa che batte Manitta fa esplodere il Cibali ed è la vittoria che vale la promozione in Serie C1. Il presidente Massimino era morto 3 anni prima, ma da lassù vedeva in Piero Cucchi colui che aveva vendicato il Catania da quella ingiusta esclusione dell’estate del 1993.
Episodi di un altro calcio, da personaggi come Piero Cucchi il calcio dovrebbe ripartire, per poter far ritornare i tifosi riempiere gli stadi, come fece con i rossoazzurri nell’ormai lontano 1998/99.
Serie C
Giugliano, esonerato Eziolino Capuano
Eziolino Capuano viene esonerato dal Giugliano, si attende solo l’ufficialità. Nuovo capitolo per la squadra campana in Serie C.
Giugliano Calcio: Esonerato Eziolino Capuano
Il Giugliano Calcio ha deciso di sollevare dall’incarico l’allenatore Eziolino Capuano. La decisione arriva dopo una serie di risultati deludenti che hanno portato la dirigenza a optare per un cambio sulla panchina per cercare di risollevare le sorti della squadra nel campionato di Serie C. L’ufficialità dell’esonero è attesa a breve, ma la notizia è già stata confermata da fonti vicine al club.
Nuovo Inizio per il Giugliano
Con l’esonero di Capuano, il Giugliano si prepara ad aprire un nuovo capitolo. La società è ora alla ricerca di un nuovo allenatore che possa portare una ventata di novità e restituire fiducia a una squadra che punta a migliorare la propria posizione in classifica. I tifosi attendono con ansia di conoscere il nome del nuovo tecnico che guiderà il Giugliano nelle prossime sfide.
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Fonte: l’account X di Gianluca Di Marzio
. @seriecofficial | Giugliano, esonerato Eziolino Capuano: in arrivo l’ufficialità
— Gianluca Di Marzio (@DiMarzio) Jan 19, 2026
Serie C
Triestina, a Lecco finiscono le speranze salvezza
La Triestina perde a Lecco la terza partita consecutiva, con essa le residue speranze salvezza, gli alabardati possono purtroppo pensare già alla Serie D.
La Triestina esce sconfitta dal comunale di Lecco, con essa ogni speranza di salvezza: con ben 23 penalizzazione ormai non si può far più niente, se no già programmare per la Serie D del prossimo anno. Un disastro annunciato, ma va il doveroso rispetto verso giocatori, allenatore e soprattutto la tifoseria.

Triestina, a Lecco finiscono le speranze salvezza: si guarda già alla Serie D del prossimo anno, ma con alcune incognite
La Triestina esce sconfitta a Lecco, ancora una volta davvero molta sfortuna per gli alabardati, ma al triplice fischio finale stavolta per la squadra di Attilio Tesser può essere la sentenza definitiva: rimane sempre il -2, rimangono altre 17 partite sino alla fine, davvero troppo per provare solo ad agguantare i play-out. Sul groppone i 23 punti di penalizzazione, senza di essi i giuliani avrebbero 21 punti sarebbero in zona tranquilla. I giocatori e tifosi pagano le colpe di una gestione societaria davvero disastrosa, che prova ora programmare il prossimo futuro in Serie D.
Ma ci sono molte incognite, come una decina di milioni di debiti che la nuova società dovrà ripianare per ripartire il prossimo anno in quarta serie. Ionita ha deciso di andare ad Arezzo come già radio-mercato annunciava, qualche altro pezzo pregiato andrà via per evitare lo svincolo automatico che il 30 giugno scatta perdendo la società lo status di club professionistico. Davvero una situazione che non meritano ne i giocatori, ne il tecnico Tesser e soprattutto ne la tifoseria alabardata. Si spera che davvero ci sia una svolta che possa far ritornare Trieste nel calcio che conta, ma bisogna avere un progetto chiaro, quello che soprattutto chiedono i tifosi.
Si cercherò nei prossimi impegni di onorarli al meglio, Tesser comunque non ha parlato ufficialmente di resa, ma è chiaro che solo è una mossa tattica, per non demoralizzare un ambiente che davvero quest’anno ha avuto davvero tante delusioni.
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