Champions League
Marsiglia-Liverpool, le probabili formazioni
Il Marsiglia e il Liverpool si affrontano questa sera al Velodrome per la 7° giornata di League Phase della Champions League.
Torna per la prima volta nel 2026 lo spettacolo della Champions League. Arrivati a metà gennaio siamo ormai agli sgoccioli della League Phase, ed ogni gol fatto o punto guadagnato può fare la differenza. Il programma della 7° giornata di Champions, penultima di questa fase, prevede al Velodrome una sfida ricca di fascino tra i padroni di casa del Marsiglia e il Liverpool.
L’Olympique, guidato da Roberto De Zerbi, occupa al momento il 16° posto nella classifica unica, a quota 9 punti, con 3 vittorie e 3 sconfitte all’attivo. Dopo il ko interno contro l’Atalanta, l’OM ha ottenuto 2 vittorie consecutive contro il Newcastle al Velodrome e l’Union St Gilloise in trasferta. I francesi sperano di proseguire la striscia anche contro i Reds, per blindare un posto tra le prime 24, come testa di serie ai playoff: appare molto difficile l’ingresso nelle prime 8.
Dall’altra parte c’è il Liverpool di Arne Slot. I campioni in carica d’Inghilterra riprendono il loro cammino europeo dopo l’importantissimo successo di San Siro contro l’Inter, che ha permesso ai Reds di agganciare il gruppetto a ridosso delle prime 8, a quota 12 punti, composto proprio dai nerazzurri, il Borussia Dortmund, Atletico e Real Madrid. Liverpool quindi che vola a Marsiglia con in testa l’ambizione di vittoria, per poter salire ancora nella League Phase.
Qui Marsiglia
Marsiglia che nel weekend è tornata vincere in Ligue 1, imponendosi con un netto 5-2 sul campo dell’Angers. Roberto De Zerbi deve fare a meno di Aguerd, non ancora tornato dalla Coppa d’Africa, e di Cornelius. Per il resto l’OM può schierare il suo 11 migliore.
Davanti a Rulli il pacchetto difensivo dovrebbe essere composto da Murillo, Balerdi, Medina e Emerson: altra panchina per Pavard. In mediana confermato Holjberg, con O’Riley favorito su Vermeeren e Nadir. Sulla trequarti pronti Greenwood, Weah e Paixao. A guidare l’attacco l’esperto Aubameyang.

Photo Source: OM.fr.
Qui Liverpool
Il Liverpool è reduce dal deludente pareggio di Anfield contro il Burnley. La buona notizia per i Reds verso la gara del Velodrome è il ritorno di Momo Salah, che ha terminato la Coppa d’Africa al 4° posto con il suo Egitto. Per la gara di domani fuori Bradley, Leoni e Isak.
Arne Slot prepara qualche cambio di formazione. Frimpong torna a giocare nel ruolo di terzino, completando la linea con Van Dijk, Konate e Robertson. In mediana Gravenberch e Mac Allister, con Szoboszlai nel ruolo di trequartista. Gakpo favorito su Wirtz per completare il reparto offensivo con Ekitike e Salah.

Marsiglia-Liverpool, le probabili formazioni
Marsiglia (4-2-3-1): Rulli; Murillo, Balerdi, Medina, Emerson; O’Riley, Hojbjerg; Weah, Greenwood, Paixao; Aubameyang. All: De Zerbi.
Liverpool (4-2-3-1): Alisson; Frimpong, Konate, Van Dijk, Robertson; Mac Allister, Gravenberch; Salah, Szoboszlai, Gakpo; Ekitike. All: Slot.
Marsiglia-Liverpool, dove vederla
La partita di Champions League tra Marsiglia e Liverpool sarà trasmessa in esclusiva su Sky Sport e in diretta streaming su NOW a partire dalle ore 21.00 di mercoledì 21 gennaio 2026.
Champions League
Ranking UEFA, serve di più dalle italiane per ottenere il 5° posto in Champions League
Italia in corsa per il quinto posto in Champions League secondo il ranking UEFA, confermando la sua posizione tra le prime cinque.
Implicazioni per la Serie A
L’Italia mantiene saldamente il quinto posto nel ranking UEFA, una posizione cruciale che al momento non garantirebbe un ulteriore posto per le squadre italiane nella prestigiosa Champions League. Questo risultato è fondamentale per il calcio italiano, che continua a dimostrare competitività e qualità nei tornei europei.
Confermarsi tra le prime nazioni nel ranking UEFA non è solo una questione di prestigio, ma ha anche implicazioni dirette sulla partecipazione delle squadre italiane nelle competizioni europee.
Un altro posto in Champions League significherebbe maggiori opportunità per i club di Serie A di mostrare il loro valore sul palcoscenico europeo, portando benefici economici e sportivi. L’attenzione resta alta mentre le squadre italiane continuano a lottare per punti preziosi nelle competizioni attuali.
Dopo questa giornata delle coppe europee è ovviamente cambiata la classifica del ranking UEFA: Con la vittoria della Roma e della Juventus, i pareggi di Napoli e Bologna e le sconfitte di Inter e Atalanta.
La classifica del Ranking Uefa
1) Inghilterra 16.847 punti (9 squadre su 9 in corsa); 2) Germania 14.035 (7 su 7); 3) Polonia 13.625 (3 su 4); 4) Spagna 13.312 (8 su 8); 5) Italia 13.071 (7 su 7); 6) Portogallo 13.050 (4 su 5); 7) Francia 12.071 (7 su 7); 8) Cipro 11.406 (3 su 4); 9) Grecia 10.650 (4 su 5); 10) Danimarca 10.500 (2 su 4).

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Fonte: l’account X di Gianluca Di Marzio
Ranking UEFA, corsa al quinto posto in Champions League: Italia ancora 5ª gianlucadimarzio.com/ranking…
— Gianluca Di Marzio (@DiMarzio) Jan 23, 2026
Champions League
Juventus, tre punti con qualche sbavatura: chi ai playoff?
La Juventus riesce a superare il Benfica di Mourinho, seppur non in maniera perfetta, e si assicura uno spot ai playoff di Champions League.
Il successo bianconero porta le firme di Thuram e McKennie ma a tratti la difesa ha rischiato di capitolare. Nonostante ciò il percorso continuerà e i possibili avversari sono già noti.
Juventus, il momento è d’oro e domenica arriva il Napoli
Spalletti non sbaglia una delle ultime chance per proseguire il cammino in Champions League, imponendosi contro i portoghesi e raggiungendo quota 12 punti alla pari dell’Inter e un punto sotto l’Atalanta. La vittoria di ieri rappresenta l’ennesimo passo avanti dei bianconeri da quando è arrivato il tecnico toscano in panchina.
Il rullino nella massima competizione europea racconta di 3 vittorie (consecutive) e 1 pareggio, che hanno permesso alla Juve di recuperare parte del terreno perso sotto la gestione Tudor. Sia in Serie A che in Champions infatti, dall’avvento dell’ex Napoli, la musica è cambiata radicalmente rilanciando anche le ambizioni del club.
Tuttavia, seppur il risultato racconti diversamente, per certi tratti i bianconeri hanno calato i ritmi regalando spazi e occasioni al Benfica. Errori individuali e disattenzioni in fase di impostazione hanno rischiato di compromettere un match delicato e decisivo per il proseguo della stagione. Inoltre, il calcio di rigore di Pavlidis, terminato quasi in rimessa laterale, poteva significare la perdita di punti (2 o addirittura 3).
Dal punto di vista offensivo però Yildiz e compagni sono stati efficaci, sfruttando le occasioni al momento giusto e andando in gol con due centrocampisti. Questa posizione di classifica ora mette la Juve nelle possibilità di affrontare Galatasaray o Qarabag ai playoff e una tra Arsenal e Bayern Monaco agli ottavi di finale.
Ora la testa è sì alla prossima giornata in casa del Monaco in programma mercoledì 28 gennaio, ma soprattutto allo scontro diretto contro il Napoli di domenica all’Allianz Stadium. Un’occasione per vendicare la sconfitta dell’andata e ridurre sensibilmente il gap che li separa proprio dagli azzurri. La settimana di fuoco è appena iniziata ma Spalletti intende domarla cavalcando l’onda di entusiasmo creata in questi mesi.

LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Champions League
Arsenal, la notte di San Siro è una dichiarazione d’intenti europei
A San Siro l’Arsenal impressiona per qualità, fluidità e organizzazione: la squadra di Arteta interpreta il calcio moderno con personalità e manda un segnale forte all’Europa
L’Arsenal visto ieri in Champions League ha dimostrato di essere, a tutti gli effetti, una squadra vera. In un panorama calcistico come quello attuale, lontano dalle grandi corazzate del recente passato – dal Barcellona della MSN al Real Madrid di Ronaldo, Bale e Benzema – le partite appaiono più equilibrate e meno scontate. Eppure, a San Siro, contro l’Inter vicecampione d’Europa, i Gunners hanno dato una lezione di calcio moderno.
La squadra di Mikel Arteta non si limita a giocare bene: interpreta il calcio contemporaneo in maniera quasi didattica. Nulla è casuale, nulla è ripetitivo. Le giocate non sono mai fini a sé stesse, ma cambiano forma e ritmo in base allo spazio, al momento e all’avversario. Rapidità di pensiero, occupazione intelligente del campo e una fluidità che ricorda quella di una playstation, ma applicata su un campo reale e contro un avversario di altissimo livello.
I numeri rafforzano le sensazioni. L’Arsenal ha incassato appena due gol nella competizione europea e continua a colpire con impressionante regolarità sui calci piazzati: sono 19 le reti realizzate su calcio d’angolo, un dato che va ben oltre la statistica se si considera che, mediamente, una squadra segna su corner una volta ogni dieci partite. Qui non è casualità, ma studio, lavoro e innovazione costante.
L’Arsenal di Arteta non è solo una squadra organizzata: è un progetto maturo, consapevole e in continua evoluzione. In un calcio che cerca nuovi riferimenti dopo l’era delle super-squadre, i londinesi si candidano seriamente a diventare un modello. E la notte di San Siro, più che una vittoria, è sembrata una dichiarazione d’intenti.

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