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Serie A

Como, Fabregas: “La squadra è già motivata, la colpa con l’Inter è solo mia.”

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Como

 

Roma-Como, Fàbregas presenta in conferenza stampa la sfida del quindicesimo turno di Serie A in programma domani sera all’Olimpico.

Domani sera alle 20.45, il Como sarà impegnato allo stadio Olimpico per sfidare la Roma, nella partita valida per il quindicesimo turno di Serie A.

Il tecnico dei lariani, Cesc Fàbregas, si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti in vista della gara.
Di seguito, le sue dichiarazioni.

 

Tre trasferte di fila, mai vista una cosa del genere…
“A Roma la partita è abbastanza importante, non voglio guardare troppo in là. Sono molto curioso, è buono che giocheremo così tante partite di fila fuori casa. Un’esperienza per me, i ragazzi e la società. Cosi come per voi. Si gestisce come con un infortunio. Ritmo da Europa? Sicuramente è un’esperienza per imparare tante cose, giorno dopo giorno qui al centro di allenamento. Quando c’è meno tempo. Devi gestirla in maniera diversa. Arriverà il momento, adesso la Roma è fondamentale”.

Come sta Morata dopo l’infortunio? E Douvikas è pronto?
“Alvaro quando hai infortunio così, non ti senti bene qualche giorno. Vuole capire l’importanza dell’infortunio, ma ovviamente gli spiace molto. E speriamo possa tornare il prima possibile. Douvikas lo vedo come sempre, non ha mai mancato un allenamento, è forte fisicamente, puoi dirgli quello che vuoi ma vuole sempre fare meglio. Grande mentalità e grande compagno”.

Cosa lascia il 4-0 contro l’Inter? E Diao è stato convocato dal Senegal.
“Cos’ha lasciato? Tanto. Spesso si analizza di più e troppo, è tutta colpa mia. Alzo la mano davanti ai giocatori, è una mia sconfitta per come ho preparato la partita contro una squadra top top top. Ho visto la partita contro il Liverpool e penso che abbiamo fatto tante cose meglio di loro, però siamo in un momento di costruzione e crescita. lo se voglio che Ramon diventi un Konaté o Van Dijk che hanno fatto una differenza grandissima a livello difensivo, voglio che lui si trovi in tutte queste situazioni per quello che vuole dire essere top. Magari per colpa mia abbiamo perso tre punti, vediamo se dobbiamo allenare una cosa o l’altra. Ma i ragazzi hanno provato di tutto. Poi collettivamente dobbiamo migliorare. Ma a parte questo, i ragazzi hanno dimostrato sempre bravura e grande atteggiamento. Nelle ultime 25 partite ne ha perse 3, contro Inter, Bologna e Inter di nuovo. La squadra compete, non molla, vuole giocare con identità. Ed è questo che voglio vedere. Diao? Preferisco non toccare molto il tema, lui è convocato e ho parlato con lui dopo la partita contro l’Inter. Sa bene la mia opinione, ho parlato anche con il CT, non è finita con una conversazione molto piacevole.
Loro hanno tutta la forza. Diao andrà, se vorrà gestirla in quella maniera. Parte martedi”.

 Quali opzioni restano in attacco?
“Ci sono, ne abbiamo, abbiamo 4 giocatori offensivi e due di 20 anni. In partite importanti ci sono momenti si e no, con Kuhn stiamo aspettando, deve fare di più. Poi c’è Douvikas, Cerri e altre opzioni. Si vedrà nelle prossime partite. Ovvio che abbiamo iniziato a pensarci, con 4 attaccanti per 3 posizioni in 10 partite bisogna gestirle molto bene. Dopo Roma Diao non c’è”.

Cosa le ha insegnato Gasperini? Poi diceva che tra giocatori e allenatori non c’è amicizia e pensando a Gasperini ritrovo questo ragionamento.
“Ognuno ha la sua personalità, la sua maniera di fare le cose, le sue esperienze. Si crea la propria strada calcistica. A lavoro si vede una persona e in famiglia un’altra ad esempio. lo posso parlare di me, amicizia magari no però se vuoi che i ragazzi spingano deve esserci quel dare e ricevere. Senza entrare troppo nel personale. Se hanno un problema personale i giocatori mi fa piacere essere un papà, soprattutto per i più giovani. Di Gasperini so che è un allenatore speciale, ha creato una metodologia sua mostruosa, una cosa diversa nel calcio . italiano. Tanti allenatori, spagnoli e inglesi, mi chiamano per chiedermi perché faccia questo o quell’altro. E dici: Wow, questo è Gasperini”. Lui ha creato questo per tanti anni, ha creato un’identità chiarissima, fa crescere giocatori giovani e per questo un rispetto enorme”.

C’è la possibilità, visto il problema numerico in attacco, di richiamare dei giocatori dai prestiti? Penso ad Azon e Gabrielloni magari.
“È ancora presto. Abbiamo iniziato a pensarci, avere 4 giocatori e basta, quando arriverà il momento si farà. Morata l’abbiamo saputo 2 giorni fa, Diao oggi. Però c’è tanta tranquillità, sicuramente se si dovrà fare qualcosa si farà, vediamo come si evolverà la situazione”.

Che partita sarà Roma-Como? E come Sergi Roberto? Può giocare al posto di Perrone squalificato?
“Perrone è un play e un giocatore importante, Sergi è stato tanto malato e c’è il rischio di portarlo là. Probabilmente non verrà, ma vedremo se potrà venire con noi. La Roma? C’è qualità. Ferguson ha fatto doppietta ed è tornato a fare gol, anche gli altri stanno bene e
Gasperini vuole sempre andare a mille. Lo dovremo fare anche noi per prendere i tre punti”.

Un bilancio del 2025 del Como?
“Penso sia stato un anno importante. Per la crescita, per consolidare unidea e portare giocatori importanti. Mentalmente la squadra è cresciuta molto in quest’ultimo anno, però manca ancora tanto. È stato un 2025 molto importante, in questa crescita, ma qui non conta solo vincere. Dobbiamo creare una mentalità, una cultura e poi vincere. Mi piace ascoltare le dichiarazioni e le conferenze degli altri allenatori. Senti Allegri parlare ed è molto chiaro:
vuole finire almeno quarto e andare in Champions League. Ma per riuscirci vuole farlo nella sua maniera. lo lo stesso. Possiamo andare a giocare difensivamente contro l’Inter? Si, ma per come lo vedo io e crescere in maniera giusta, per arrivare là… è un percorso. Abbiamo fatto 4-5 passi avanti, anche al livello di risultati, che a voi piace tanto. Non è male, sarei molto positivo”.

Come si motiva la squadra dopo il ko contro l’Inter?
“La squadra è già motivata, la colpa con l’Inter è solo mia. Ma continuiamo, poi anche Gasperini ha perso 4-5 a 0, può succedere. Alcune volte si perde e altre si vince, noi dobbiamo andare all’Olimpico con la nostra idea per continuare a migliorare”.

C’è chi dice che lei è stato arrogante dopo l’inter.
“Sapevo che sarebbe successo. Ho visto i dati fisici contro noi e contro il Liverpool, l’Inter ha fatto più contro di noi che contro l’Inter. Con il quarto gol si vedeva Kolarov come reagiva contro di noi. Tutti vogliono vincere, anche noi. La competizione sta crescendo. Arrogante? Ognuno deve guardare in casa sua. Qual è il mio lavoro? Vincere contro l’Inter? A Suwarso ‘ho detto: voglio creare un’identità, con la nostra idea tutti i giorni e arrivare a San Siro per giocartela e magari vincerla cosi. Mi fa ridere arrogante o meno, questo non è importante. Allora meglio una squadra da 21-22 anni che difende e basta? Ma dai. Penso sia meglio vedere una squadra che gioca in un’altra maniera. Non conta oggi, io guardo al domani.
Questa gente che parla di arroganza non capisce niente di quello che si sta facendo qua a Como. Qui è molto diverso da altre parti. Se la gente pensa che Addai o Jesus sono costati 38 milioni complessivamente, ma possiamo aspettare un po’? Quante partite tra professionisti hanno fatto? Chi parla fuori da Como lo prendo con le pinze. Contro l’Inter ovviamente potevo aiutare in difesa, ma no, noi abbiamo scelto questo tipo di stile di gioco”.

Gasperini ha vinto l’Europa League con il suo stile di gioco. Ma ci sono tanti punti in comune tra voi, così come tante differenze. Cosa ne pensa?
“A me piace molto, fa cose diverse e con un’idea sempre chiara di tutto quello che fa.
Quando vedo le sue squadre giocano in maniera sempre propositiva. Prima erano Lookman e De Ketelaere, ora ha Soulé e Pellegrini. Gioca tanto sulle fasce. Gli attaccanti hanno tutti voglia di fare gol, difendono in maniera chiara. lo non lo conosco, non ho mai avuto la fortuna di vederlo dal vivo”

Cosa la incuriosisce di più di Gasperini?
“Una cosa mai vista per cui mi chiamano gli allenatori è che quando tutti vanno fuori, non c’è nessuno in mezzo. lo, Dani e Diego, il mio staff, abbiamo passato tante ore per capire perché faccia questo. Poi ci sono tanti meccanismi che si continuano a fare. Sarà una partita molto bella da giocare”.

Come sta Van der Brempt? Aveva iniziato benissimo la stagione…
“Si, sta bene, si sta allenando in maniera incredibile. È molto difficile per me questa domanda, a me lui piace molto, merita molto di più però provo a cercare il momento giusto per metterlo dentro. Quando arrivano tante partite, ci sono giocatori che troveranno il loro spazio. lo faccio giocare tutti, voglio far crescere i ragazzi e il loro valore, per farlo devono trovare spazio. Alcuni ne avranno di più, altri meno, però tutti saranno coinvolti. Lui troverà il suo spazio presto, poi dovrà trovare il suo livello migliore a livello di condizione”.

Confermato l’allenamento a porte aperte?
“Uscirà il comunicato presto, se il 19, il 20 o il 21 dicembre… la migliore cosa per tutti si farà.
Ma si farà in quel weekend. Fosse per me sarebbe il 20, sarebbe più piacevole per tutti”.

La rotazione degli esterni?
“Una squadra di 20 giocatori, di simile livello, chiunque può giocare. Ci sono partite e caratteristiche diverse per scegliere uno o l’altro, quando si giocherà ogni 3-10 giorni. Questa partita? Ci saranno dei cambi, due perché obbligati. Magari anche qualcosa in più”.

Kempf non è più tornato titolare.
“Lui si sta allenando, sta bene, negli ultimi 10 minuti però fa fatica. Ha fatto una risonanza tre giorni fa ed è gonfio, ma tutto a posto. Piano piano ritorna, ma questo pesa nel metterlo o non metterlo dall’inizio”.

Milan-Como in Australia salta?
“Penso non si farà, fortunatamente”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Como

ALVARO MORATA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Serie A

Inter, Chivu: “L’abbraccio con Esposito? Sono 7 anni, era un bambino piccolo, mi arrivava al petto…”

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Inter

Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Lecce per 1 a 0 al Meazza.

Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Lecce per 1 a 0 al Meazza. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri e un commento su Pio Esposito.

Inter, il tecnico Cristian Chivu ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Lecce per 1 a 0

CRISTIAN CHIVU PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter, Chivu: “Me l’aspettavo difficile, quando spendi tanto in una partita dome quella di domenica sera”

Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Lecce per 1 a 0 al Meazza. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri e un commento su Pio Esposito.

“L’abbraccio con Esposito? Sono 7 anni, era un bambino piccolo, mi arrivava al petto… Siamo cresciuti insieme. conosco la sua famiglia, l’ambizione, il percorso. È stato il mio capitano nella Primavera, da sotto età. Sono felice per lui, per la squadra, oggi è stata una partita veramente complicata”.

“Me l’aspettavo difficile, quando spendi tanto in una partita dome quella di domenica sera, quando non riesci a raggiungere, la mancanza di energie si vede, e l’ho vissuto anche io da giocatore. Mi prendo l’atteggiamento di questa squadra che, nonostante le difficoltà, ci ha creduto fino in fondo, ci ha lasciato anima e cuore dentro al campo pre portare a casa questa . Sono partite dove è più probabile che le perdi”.

“Se ho pensato di aver sbagliato a dare il giorno di riposo? Magari cambiamo la domanda e diciamo che abbiamo vinto per il giorno di riposo. Io non devo giustificare le mie scelte. A volte prendo decisioni che possono sembrare strane per il calcio italiano ma bisogna avere coraggio di certe scelte. Possono pagare o no ma non mi interessa, devo pensare ai prossimi mesi. Campioni di inverno? Non conta niente, conta maggio. Sarà un campionato punto a punto”.

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Serie A

Lecce, Di Francesco: “Abbiamo fatto capire ai ragazzi che possiamo giocarcela contro chiunque”

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Lecce

Il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match perso contro l’Inter per 1 a 0 al Meazza.

Il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match perso contro l’Inter per 1 a 0 al Meazza. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri ed un giudizio sulla prova dei singoli giocatori.

Lecce, il tecnico Eusebio Di Francesco ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match perso 1 a 0 contro l'Inter

EUSEBIO DI FRANCESCO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lecce, Di Francesco: “Abbiamo preso un gol evitabile, siamo riusciti a concedere poco all’Inter e a creare qualcosa.”

Il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match perso contro l’Inter per 1 a 0 al Meazza. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri ed un giudizio sulla prova dei singoli giocatori.

“Abbiamo fatto capire ai ragazzi che possiamo giocarcela contro chiunque, nonostante le tante assenze hanno interpretato al meglio le mie richieste. Abbiamo preso un gol evitabile, siamo riusciti a concedere poco all’Inter e a creare qualcosa. Siamo calati nella ripresa, ma ci poteva stare. Ci teniamo stretti questa prestazione. Dico ai ragazzi che dobbiamo crederci: fossimo stati ancora più coriacei avremmo portato a casa un punto almeno”.

C’è negatività intorno alla squadra?

“Io parlo anche per trasmettere messaggi ai ragazzi. Se da una partita del genere estrapoliamo solo il risultato, e ci sta, butti all’aria per errori e ingenuità delle prestazioni. Un insieme di cose ci ha portato a perdere la gara col Parma nello scorso turno. Capisco l’ambiente, io sono incazzato anche oggi: dobbiamo crederci, anche in 10 o in sofferenza a San Siro si può portare a casa un risultato. Tutti guardiamo la classifica, tutti leggono, tranne me. Bisogna leggere quelli che fanno critiche costruttive o che dicono qualcosa di sensato di calcio”.

Gandelman ci teneva a far bene.

Bastoni non fa il terzo nell’Inter in fase di costruzione, ma il terzino. L’Inter ha diversi palleggiatori, attaccanti forti e noi dovevamo essere bravi tatticamente a fare la nostra partita. Lui ha avuto grande disciplina, ha anche caratteristiche diverse dagli altri che ci permetteranno di portarlo in area di rigore e creare problemi agli avversari”.

Giudizio sui singoli?

Siebert ha fatto una prova ottima. Tornato a San Siro è un altro giocatore rispetto a quando siamo venuti qui contro il Milan. I complimenti gli vanno fatti per come ha sostituito un giocatore importante. Pierotti ha fatto tanto dal punto di vista della voglia di fare e dell’attenzione, deve continuare su questa strada. Può migliorare, avverrà col lavoro e con la sua disponibilità. Non mi piace andare tanto sui singoli, diciamo che abbiamo fatto un’ottima prova di squadra”.

Si aspetta qualcosa sul mercato in attacco?

“Il mercato non è finito qua, faremo sicuramente altro. Mi affido alle sapienti mani del mio direttore che sa dove e come muoversi. Gandelman è un giocatore che già migliora il fatto di andare a riempire più l’area, poi il resto si vedrà”.

 

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Serie A

Inter-Lecce 1-0, Pio Esposito decide la sfida del Meazza

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Il recupero della 16° giornata della Serie A Inter-Lecce finisce 1-0, decide il match il gol di Pio Esposito al 78′ minuto, ma quanta fatica per i nerazzurri.

Il recupero della 16° giornata della Serie A Inter-Lecce finisce 1-0, decide il match Pio Esposito al 78′ minuto, ma davvero tanta fatica da parte dei nerazzurri per avere ragione dei salentini che non hanno demeritato.

Inter-Lecce finisce 1-0, decide la sfida una rete di Pio Esposito

Inter-Lecce 1-0, la sfida del Meazza la decide Pio Esposito al 78′ minuto, ma quanto fatica per i nerazzurri

Il recupero della 16° giornata della Serie A Inter-Lecce finisce 1-0, decide la sfida il gol di Pio Esposito al 78′ minuto di gioco, davvero hanno fatto molta fatica i nerazzurri per avere ragione di un Lecce che comunque non ha demeritato, insidiando più volte la porta di Sommer. Tre punti importanti per la squadra di Chivu, ora è fuga verso lo scudetto, con un +6 sul Napoli.

La prima palla-gol all’Inter al 7′ minuto con Bonny, con Falcone che salva e si fa male, ma poi il portiere dopo la cura dei sanitari riprende il suo posto. Al 24′ minuto l’arbitro Maresca assegna un rigore all’Inter per un fallo di Veiga su Bonny, ma il VAR annulla la decisione. Dopo 4 minuti di recupero si va al riposo.

Il secondo tempo vede il Lecce mangiarsi un occasione con Sottil che prova il tiro con Sommer fuori dai pali, ma il tiro esce fuori di poco. Al 73′ minuto con Siebert che prova tirare, Sommer deve compiere un intervento degno di nota per salvare la sua porta. Ma al 78′ minuto finalmente l’Inter passa: Lautaro prova la conclusione, Falcone respinge, ma sulla ribattuta è Pio Esposito che la mette dentro, 1 a 0 per i nerazzurri. Dopo 4 minuti di recupero può bastare così, vince l’Inter 1 a 0.

Migliore in campo Francesco Pio Esposito il match-winner di stasera, ormai giocatore decisivo che con il suo gol mette in fuga la sua squadra verso il sogno scudetto, ma ci sono voluti ben 78′ minuti di gioco per rompere l’equilibrio.

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