Serie A
Genoa, De Rossi: “I giocatori mi ridanno indietro emozioni forti. I commenti sui social? Sono un veleno”
Il tecnico del Genoa Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa al termine della sconfitta maturata contro l’Inter di Cristian Chivu.
Genoa, le parole di De Rossi
La partita.
“Partiamo dalla fine: l’Inter ha meritato di vincere. Alla fine l’atmosfera ci ha portato a credere al pari. Siamo partiti bene ma poi abbiamo preso gol dopo sei minuti. In fase di pressione siamo andati bene. C’è stato un piccolo meccanismo da mettere a posto, evidentemente non sono stato io molto chiaro ma penso che la squadra abbia fatto una partita degna contro una squadra più forte di noi. Va dato merito a questi ragazzi di aver onorato quella bella cornice vista in questo stadio”.
Si vede una verve diversa.
“Io sono contento dal primo giorno di essere qui. Ma è nello spogliatoio che ti guadagni il pane. I giocatori mi ridanno indietro emozioni forti. C’è stata partecipazione da parte di tutti incredibile. Abbiamo fatto un buon filotto in queste cinque partite però siamo ancora sotto. Le concorrenti fanno punti e dobbiamo farli anche noi contro squadre forti”.
Il meccanismo che non ha funzionato può essere stato Frendrup?
“Frendrup non si risparmia e se gli dici di correre fuori dal campo ci va. Un po’ di volte ha lasciato Zielinski solo e quando vanno tutti forte sui riferimenti, se ne lasci fuori uno salta tutto”.

MORTEN FRENDRUP IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La reazione è molto positiva.
“Ho apprezzato il fatto che abbia dato il giusto merito ai giocatori. Se lo meritano. Hanno fatto una partita sacrificio, corse e duelli. Hanno tenuto una partita in piedi contro una squadra più forte. Arrivare alla sensazione che loro stavano lì per non prendere il 2-2, cosa legittima, ci deve dare spinta. Anche se non sono soddisfatto perché abbiamo perso”.
Che progressi vede in vista dell’Atalanta?
“L’Atalanta è ancora più aggressiva. Si può palleggiare di più. Inizieremo a vincere queste partite quando terreno di più la palla. E’ impensabile di poter palleggiare in faccia all’Inter ma possiamo arrivare a rendere vane le loro corse. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio fra fare punti e sviluppare cose che in futuro ci porteranno a farne ancora”.
La prestazione di Vitinha?
“Sono contentissimo. Lo abbiamo spostato dall’altra parte e lui non ha fatto una piega. Ha corso tanto e ci ha dato palloni di qualità. Ha margini di miglioramento incredibili. Sono soddisfatto della sua prestazione come di tanti altri. I difensori hanno marcato e fatto spallate con giocatori fortissimi. E’ stata una partita persa collettivamente meritatamente ma la partita è stata fatta in maniera corretta dai giocatori”.
Il fumogeno in campo ha interrotto la vostra spinta?
“Sono dinamiche della partita. L’arbitro ha bloccato il cronometro. Mi sentirei di ringraziarli i tifosi per il sostegno, per la coreografia prima della partita e per gli applausi dopo. Ci è mancata la zampata che non sarebbe stato giustissimo ma che i giocatori avrebbero meritato per lo spirito”.
L’intensità?
“Preparare una partita con questa aggressività, iniziarla in maniera aggressiva e prendere un gol l’azione dopo ci ha un po’ raffreddato. Devo rivedere la partita. Vitinha ha fatto un primo tempo ottimo. C’è un livello talmente diverso, bisogna fare la tara dell’avversario. L’Inter è forte e da qualche anno stanno giocando veramente bene”.
Ellertsson per Thorsby?
“Ha un passo diverso ed è mancino. Thorsby è un giocatore su cui puntiamo molto ma anche Ellertsson”.
Gli errori sono stati pagati? Sui social si parla molto di Leali.
“Leali ha salvato una palla su Pio Esposito, ha salvato su Thuram, è uscito bene e ha giocato bene con i piedi. Come tutti i giocatori nella partita, ha fatto cose buone e cose meno. Per me i social non esistono. Per me esiste il tifoso del Genoa e si è visto oggi. A me massacravano sui social a Roma e in campo mi hanno fatto sempre tante ovazioni. Non li ho mai guardati in queste settimane. E’ un veleno, lo dico esagerando. Se non ti interessa, leggi il commento e qualcosa dentro ti rimane. A me non interessa e non parlatemene più (sorride ndr)”.
Serie A
Lazio, Mandas perchè è ancora qui: cosa manca all’accordo con il Bournemouth
Mandas verso l’addio alla Lazio: accordo con il Bournemouth vicino. Formula del prestito, nodo riscatto ma cosa ferma l’accordo? ecco I dettagli.
Dopo mesi di trattative per la cessione del portiere greco, per la Lazio sembra finalmente arrivato il momento di formalizzare i saluti con Christos Mandas.
Dopo una vera e propria telenovela durata quasi un anno, dalla prima offerta a sorpresa del Wolverhampton, inizialmente respinta, fino a quella poi accettata dai biancocelesti alle stesse cifre proposte dal Bournemouth, Mandas sembra ora pronto a lasciare definitivamente la Capitale.
Sarri, Tudor, Baroni e ancora Sarri: questi sono stati gli allenatori che si sono alternati sulla panchina della Lazio, accomunati però da una visione diversa del ruolo del portiere ex OFI Creta.
Dal suo arrivo nel 2023, Mandas infatti non ha mai avuto un ruolo realmente definito: diviso tra l’ambizione di conquistare il posto da titolare, come dimostrato anche dal minutaggio in costante crescita negli ultimi due anni, e la realtà di secondo portiere alle spalle dell’esperto Ivan Provedel.
Quest’ultima è stata la sua condizione negli ultimi sei mesi, con il ritorno di Sarri, che ha ristabilito Provedel come primo portiere indiscusso nella piramide gerarchica della porta biancoceleste.
Una situazione di continua incertezza, che alla lunga può danneggiare la carriera di un calciatore. O questo, almeno, sembra essere stato il punto di vista di Mandas, ex estremo difensore di OFI Creta e Atromitos, che a distanza di tre anni avrebbe chiesto definitivamente la cessione al club capitolino.
In realtà, le voci su un possibile addio circolano da tempo, anche se mai direttamente dal giocatore. Lo stesso Mandas era stato molto vicino alla Premier League già nei mesi scorsi, corteggiato dal Wolverhampton, che avrebbe cercato di convincere la Lazio sulla base di un’offerta da circa 20 milioni di euro.
In quel caso, la Lazio aveva poi rifiutato rispedendo al mittente la proposta, non essendo del tutto convinta di affidare in maniera esclusiva il ruolo di titolare a Provedel. Ora però lo scenario sembra cambiato, con il giocatore pronto a salutare definitivamente il club.
Lazio, l’accordo con il Bournemouth
Nelle ultime ore la Lazio avrebbe trovato un accordo di massima con il Bournemouth per la cessione di Mandas, sulla base di un prestito fino al termine della stagione.
Resta però distanza tra le parti sulla formula del riscatto: le Cherries propongono un diritto di riscatto, mentre la Lazio spinge per un obbligo, così da garantirsi la cessione definitiva del portiere una volta per tutte.
Nonostante ciò, la dirigenza biancoceleste si mostra fiduciosa di chiudere l’operazione a breve, potendo contare anche sul pieno gradimento del giocatore.
La deadline è fissata nei prossimi giorni, seguiranno dunque aggiornamenti decisivi.

PETAR RATKOV RAMMARICATO E NICO PAZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Juventus, Bremer: “Dobbiamo migliorare sui cross. Champions? è obbligatorio esserci!”
Juventus, Gleison Bremer ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere della Sera dove ha parlato del momento che stanno vivendo i bianconeri.
A seguire un estratto delle parole del difensore brasiliano.
Juventus, le parole di Bremer
KO A CAGLIARI
“La sconfitta di Cagliari con il 78% di possesso palla, 18 corner e 21 tiri? Se non vinci ti arrabbi sempre, e magari dobbiamo essere più bravi sui cross, anche noi a saltare. Ma pensi anche che un certo lavoro è stato fatto e che, se giochi così, in futuro girerà bene. Il bel gioco esiste, anche se poi devi vincere. Però, se giochi bene solitamente funziona: negli ultimi anni, parlo in generale, hanno vinto le squadre che dominano il gioco”.
SPALLETTI
“Spalletti dice che palla al piede posso affettare le squadre avversarie? Quando giocavo in Brasile era così, in Italia è stato un po’ diverso e ho avuto pochi allenatori che me lo chiedevano: ho ricominciato con Thiago Motta, poi mi feci male. Spalletti dice che devo essere più incisivo e che devo prendermi più rischi, e ha ragione. Dice che viaggio un po’ con il dosatore? Ho capito. Diciamo che, dopo due infortuni, pensi che non puoi sempre giocare sulla forza e sulla velocità, ma devi sfruttare anche le letture difensive: una cosa sulla quale sto migliorando, studiando l’avversario, grazie allo staff della Juve che lavora sui video e a un match-analyst che mi segue. Il gioco di Spalletti mi piace molto, perché abbiamo spesso il pallone noi e allora faccio meno fatica. Ogni tanto mi dico: cavolo, così non sento neppure il peso dell’infortunio”.

LA GRINTA DI LUCIANO SPALLETTI E ALBERTO GILARDINO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
LUCIO E CHIELLINI
“Il mio modello è il brasiliano Lucio. Mazzarri mi disse che avevo qualche caratteristica di Chiellini e che dovevo guardarlo, ci sentimmo e ora è un mentore. Il primo anno qui mi disse che devo guardare anche l’uomo, non solo la palla. Ha ragione, l’ho sempre pensato anche se sono brasiliano: il pallone non è mai entrato in porta da solo”.
BAGGIO E DEL PIERO
“Durante lo stop per infortunio ho imparato a suonare la chitarra, mia vecchia passione, e tempo per la famiglia. Ogni tanto, mia figlia Agata, 5 anni, mi diceva: “Papà, non farti più male”. E poi, i libri. Letture preferite? “L’arte della guerra” e i saggi di filosofia, Aristotele soprattutto: autori avanti di testa, che hanno visioni e pensieri profondi. E poi, durante la riabilitazione, le storie di Baggio e di Del Piero: volevo capire come si fa a ritornare dopo un grave infortunio. Ho imparato ad avere pazienza. Una volta incrociai Alex al J-medical: “Calma, non avere fretta, e migliora la tua mobilità”, mi disse”.
Serie A
Napoli, emergenza infinita: Conte cambia ancora modulo?
L’emergenza non finisce mai: nuovi infortuni, calendario durissimo e poche rotazioni. Conte valuta un nuovo cambio modulo per tenere il Napoli in corsa.
In casa Napoli il clima è di grande sconforto. L’emergenza infortuni continua a colpire senza sosta e sembra davvero non voler dare tregua a Conte. Ai già numerosi indisponibili si sono aggiunti anche Rrahmani e Politano: il difensore kosovaro dovrebbe restare ai box per circa due settimane, mentre per l’esterno offensivo i tempi si allungano, con un rientro non previsto prima di un mese. Un doppio stop pesantissimo che riduce ulteriormente le rotazioni e complica una situazione già al limite.
Il momento è delicatissimo anche per via del calendario. Nei prossimi giorni i partenopei si giocheranno una fetta importante della stagione: le due sfide di Champions League contro Copenaghen e Chelsea saranno decisive per la qualificazione ai playoff, mentre in campionato incombe la gara con la Juventus. Un appuntamento che può diventare potenzialmente chiave nella corsa scudetto, ma che rischia anche di pesare in ottica zona Champions, proprio a causa delle energie ridotte all’osso.

L’URLO DI ANTONIO CONTE CHE PUNTA IL DITO IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Conte valuta il cambio modulo
In attesa di segnali concreti dal mercato, con le cessioni di Lang e Lucca che dovrebbero sbloccare anche il capitolo entrate, Conte riflette su nuove soluzioni tattiche. L’idea che prende forma è quella di un possibile passaggio al 3-5-2, con Elmas arretrato a centrocampo e l’inserimento di Lukaku al fianco di Højlund.
A dirla tutta, anche l’attaccante danese avrebbe bisogno di rifiatare: senza rinforzi, però, sembra difficile immaginarlo fuori dai titolari. Considerando inoltre che Lukaku rientra da un lungo infortunio, la sensazione è che, almeno nell’immediato, si possa proseguire con il 3-4-2-1. In questo scenario potrebbe aumentare lo spazio per Vergara e, perché no, anche per Ambrosino e Marianucci, che solo fino a pochi giorni fa sembravano destinati all’addio.
La situazione resta complicata e il margine di manovra ridotto al minimo. Conte spera di recuperare al più presto qualche lungo degente e di ricevere buone notizie dal mercato: perché così, tra infortuni e impegni decisivi, il Napoli rischia davvero di dover stringere i denti fino all’ultimo.
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