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Rudi Garcia è l’allenatore giusto per il Napoli?
Il Napoli, dopo la vittoria dello scudetto dello scorso anno, vive un momento emblematico. Il campionato non è iniziato nel migliore dei modi, con una condizione fisica non al 100% e nuovi innesti che faticano a trovare spazio e minutaggio.
A essere sotto i riflettori è il nuovo tecnico Rudi Garcia, che non sta riuscendo a dare continuità ai risultati.
A discapito dell’allenatore francese però, c’è da dire che la situazione che si è vissuta in casa Napoli nell’ultimo periodo non è stata delle migliori. Però l’hashtag GarciaOut sta diventando sempre più un trend tra i tifosi del Napoli, che vedono come l’artefice e primo responsabile di questo periodo altalenante proprio il tecnico francese.
Il presidente de Laurentiis, però, si muove in maniera più cauta, rinnovando temporaneamente la fiducia al tecnico.
L’estate turbolenta del Napoli
Pochi mesi fa la squadra vinceva il suo terzo scudetto dopo 33 anni e molte stelle come Osimhen e Kvaratskhelia erano sulle bocche di tutta Europa. Poi arriva l’estate, con gli addii di Spalletti e Giuntoli. Il presidente a quel punto si ritrova da solo al vertice: deve scegliere i nuovi elementi da introdurre all’interno dello staff e soprattutto deve resistere agli assalti per Osimhen e blindarlo attraverso un rinnovo di contratto.
Dopo tanti colloqui, sceglie come tecnico Rudi Garcia e più in là, a luglio inoltrato, sceglie a sorpresa Meluso come nuovo direttore sportivo, che però non riesce a concludere alcune operazioni importanti come Danso e Gabri Veiga. Alla fine arrivano tre ragazzi di prospettiva e con poca esperienza europea come Natan, Cajuste e Lindstrom per rimpiazzare Kim, Lozano e Ndombele. I rinnovi, poi, non sono arrivati. Zielinski ha rifiutato offerte faraoniche dall’Arabia Saudita, ma continua a sbattere contro il muro alzato dal presidente.
Rudi Garcia è adeguato per il Napoli?
Non si può dire che la squadra ammirata negli ultimi tempi possa essere paragonata a quella dell’anno scorso. La condizione fisica dei giocatori è molto inferiore a quella della stagione scorsa e non si riesce a portare avanti in maniera adeguata quel pressing furioso che permetteva al Napoli di conquistare spesso il possesso della sfera nella trequarti avversaria. Ed è così che si aprono gli spazi per gli avversari e Lobotka si ritrova spesso da solo a rincorrere le ripartenze degli avversari, solitamente ben più prestanti fisicamente, in campo aperto e senza più una garanzia come Kim.
Inoltre, anche in fase di costruzione, Garcia non sembra avere un’idea precisa. Con Spalletti il primo possesso permetteva ai giocatori di liberare il centrocampista slovacco dopo aver superato la prima linea di pressing, con i terzini che a quel punto scattavano in avanti a dare appoggio, mentre adesso Lobotka si ritrova a gestire palla in maniera meno decisamente più sterile e sempre con 11 giocatori dietro la linea di palla, che rendono difficile l’offensiva. Garcia, al contempo, continua a sostenere che il problema maggiore è la mancanza di concretezza sotto porta, senza rendersi conto che non è la pulizia delle azioni offensive e la gestione di palla e del pressing, che sono troppo lenti e sterili.
Garcia è la guida giusta per il Napoli?
Quello che si vede attualmente, è un Napoli confuso in attacco e che concede troppe ripartenze agli avversari. Garcia forse non sarà l’unico responsabile, ma è evidente la mancanza di idee e di soluzioni alternative che, secondo quello che lo stesso tecnico ha espresso più volte, sarebbero dovute essere l’essenza del nuovo Napoli fluido.
Esonero di Garcia secondo i bookmaker
Anche i bookmakers che calcolano le quote Serie A cominciano a guardare all’esonero del tecnico francese con molta probabilità, con il valore che si dimezza partita dopo partita. Il motivo principale non è dovuto alla mancanza di risultati positivi, che continuano ad arrivare seppur con andamento altalenante, ma è proprio dovuto a una valutazione che riguarda l’assetto tattico di gioco del Napoli.

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Atalanta, Palladino individua i (pochi) difetti di una Dea brillante
Atalanta, Raffaele Palladino si è dimostrato soddisfatto della vittoria sul Torino, ma ha evidenziato come si possa migliorare. Qui di seguito le parole dei tecnico campano.
L’Atalanta torna a flirtare con i tempi gasperiniani, anche se sulla panchina non siede più il tecnico di Grugliasco.
Le tre vittorie consecutive e la cattiveria agonistica come costante sono ormai un marchio di fabbrica del nuovo corso targato Raffaele Palladino, che sta ampiamente ripagando i tifosi della Dea dopo un inizio da incubo.
Una classifica soddisfacente, che già di per sé può ritenersi in linea con quanto la società chiedeva, tuttavia, non può riempire la pancia del tecnico nerazzurro, che ha evidenziato ieri, nel post partita, alcuni elementi da affinare per rendere il giocattolo Atalanta ancora più letale.
“Dobbiamo però essere più cinici“ – ha detto Palladino nella conferenza post partita ieri sera – “creiamo tanto ma non concretizziamo abbastanza. Devo trovare gol anche da altre zone del campo, ad esempio dai ‘quinti'”.
“Zappacosta ha preso un palo e Bernasconi può inserirsi di più” – ha concluso l’ex allenatore di Monza e Fiorentina – “anche dai centrocampisti mi aspetto qualche inserimento in più“.
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Pietro Mennea come Steve Jobs: ricordo di un campione
A Santa Maria di Castellabate, nel cuore del Cilento, il 24 gennaio si accenderanno i riflettori su uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno. Stiamo parlando del Premio Letterario Sportivo 2026 dedicato a Pietro Mennea. Scrittori provenienti da tutta Italia e ospiti illustri si riuniranno a Villa Matarazzo, sede del Museo e Biblioteca del Calcio “Andrea Fortunato”, per celebrare non solo la grandezza sportiva dell’uomo più veloce d’Italia, bensì il suo impegno civile, magari talvolta meno raccontato ma altrettanto rivoluzionario.
UN EVENTO TUTTO DA VIVERE NEL RICORDO DEL GRANDE PIETRO MENNEA: LA GRANDE LETTERATURA SPORTIVA SBARCA IN PROVINCIA DI SALERNO
L’evento, organizzato dalla Fondazione Polito, si conferma un punto di riferimento nazionale per chi intreccia sport, letteratura e memoria. Tutto ciò trasformando il ricordo del grande e inimitabile Pietro Mennea in un motore culturale capace di parlare alle nuove generazioni. Il Premio affonda le sue radici in un tema che Pietro Mennea considerava una vera missione: il “Passaporto Ematico”. Non si trattava di una semplice campagna informativa, ma di un progetto pionieristico che Mennea portò avanti con determinazione insieme all’amico Davide Polito (Presidente Fondazione Polito). Ciò con l’obiettivo di diffondere in Italia una cultura della prevenzione basata su controlli medici regolari e consapevolezza del proprio stato di salute.
Ebbene sì in un’era particolare in cui la medicina preventiva non era ancora al centro del dibattito pubblico, Mennea scelse a quanto pare di esporsi in prima persona. Il tutto mettendo la sua credibilità di campione al servizio di un messaggio sociale forte, concreto e ancora oggi di straordinaria attualità. Il “Passaporto Ematico” non era solo un documento sanitario, ma un invito a prendersi cura di sé con responsabilità, attraverso visite e monitoraggi effettuati presso studi medici autorizzati. E oggi più che mai riveste una straordinaria rilevanza, non smetteremo mai di ribadirlo nel nostro blog. Saremo sempre al fianco della prevenzione!
La cerimonia del 24 gennaio non sarà soltanto un tributo alla leggenda dello sport, ma un’occasione per riaffermare il valore di un’eredità morale che continua a ispirare. In un mondo che corre veloce, proprio come Mennea in pista, il Premio Letterario Sportivo diventa un momento di riflessione collettiva su ciò che significa davvero essere campioni. Eh già, non solo record e medaglie, bensì fatica, impegno, etica, dedizione e capacità di trasformare la propria notorietà in un bene comune.
A Santa Maria di Castellabate, tra le suggestive sale di Villa Matarazzo, la figura di Mennea tornerà a vivere attraverso le parole degli autori, le testimonianze degli ospiti e la forza di un messaggio che non ha perso intensità. Un appuntamento che da ben tre edizioni unisce cultura, sport e salute. E che conferma quanto il mito della “Freccia del Sud” continui a correre, oggi più che mai, nella memoria e nel futuro del Paese. Sotto un estratto video dell’edizione 2024 al Museo del Calcio Andrea Fortunato in provincia di Salerno.
Che altro aggiungere… Un premio che come detto richiama anche una battaglia che Mennea sentiva sua. Sì, proprio quel super passaporto ematico, strumento fondamentale per tutelare la lealtà sportiva e la salute degli atleti, che Pietro sosteneva con forza.
MENNEA COME STEVE JOBS: FUORICLASSE AUTENTICO
Sudore, umiltà, motivazioni e tanto sacrificio alla base del suo straordinario successo: “I campioni possono nascere ovunque, anche a Barletta, l’importante è avere gli stimoli e gli elementi giusti come la determinazione e massima fiducia in se stessi. Voglio anche rilevare che la mia razza ha una rabbia e testardaggine migliori di quelle di Steve Jobs. Il famoso giornalista Gianni Brera si stupì della mia mente, definendola addirittura mesopotamica!”. Nel corso di una indimenticabile serata a Jesi (An) (ben oltre un decennio fa – ne avevamo già parlato nel nostro blog in più circostanze) fu presentato il suo volume, il ventitreesimo per l’esattezza, dal titolo “La corsa non finisce mai”. Pietro Mennea, come si fa a dimenticarlo? Un fuoriclasse indimenticabile, super, incredibile. Un grande esempio di vita e di sport. Chapeau!

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Milan, Loftus-Cheek alla Lazio? Risponde direttamente Lotito
Milan, la questione Loftus-Cheek ha tenuto banco in queste ultime settimane. Ha voluto fare chiarezza direttamente il presidente della Lazio Claudio Lotito.
Sull’affare Loftus-Cheek si è detto e scritto tanto in queste ultime settimane. Sappiamo che il centrocampista inglese era uno dei nomi suggeriti da Maurizio Sarri per rinforzare la rosa, ma è altrettanto vero che l’ingaggio da 4 milioni ha fin da subito frenato la dirigenza.
Sul tema ha voluto precisare Claudio Lotito intervenuto ai microfoni di TMW. Ecco le sue parole:” Vorrei fare una precisazione, sui due giocatori che avete detto (Raspadori e Loftus-Cheek) non sono voluti venire. Sono stati contattati e hanno detto no grazie”.
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