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Bologna, pensieri tinti di biancoceleste

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Milan

Dopo il passaggio del turno in Coppa Italia con l’Hellas Verona, il Bologna attende l’impegno con la Lazio in piena fiducia. 

Bologna, strategia antiLazio

Bologna

Thiago Motta

La pratica Hellas Verona è stata archiviata con successo. Dallo scaffale della Coppa Italia, ora, il Bologna si sposta a quello del campionato.

Sulla cartelletta della pratica da estrarre ed evadere vi è il nome Lazio. La pattuglia di Thiago Motta si è ritrovata a Casteldebole per preparare l’impegno con i biancocelesti di venerdì 3 novembre alle 20.45.

Imperativo categorico dei rossoblù, riservare alla squadra di Maurizio Sarri lo stesso “trattamento di favore” fatto a Empoli e Frosinone. Una buona notizia che ha messo il sorriso sulle labbra del tecnico brasiliano è il ritorno in gruppo di Jhon Lucumi.

A parte, riferisce Zerocinquantuno, si sono allenati Sam Beukema e Lorenzo De Silvestri, in preda rispettivamente a un problema e a un affaticamento al flessore.

Una lesione di secondo grado del muscolo gracile è invece il masso pesante che si è insinuato sulla strada di Oussama El Azzouzi. Il centrocampista marocchino dovrà stare fermo sino a fine novembre. Adama Soumaoro è invece frenato dalla rottura del tendine rotuleo che lo farà stare lontano dal rettangolo verde sino al 2024.

Thiago Motta ha quindi ordinato i pezzi del puzzle mettendo provvisoriamente insieme la formazione improntata al 4-2-3-1 con una fascia trequartista molto affollata. Skorupski sarà a presidio dei pali, subito davanti a lui a protezione in linea difensiva stazionerebbero De Silvestri a sinistra e Lykogiannis a destra con la mezzeria coperta da Bonifazi e Calafiori. 

A centrocampo gli svizzeri Freuler e Aebischer fanno da cerniera tra reparto difensivo e trequarti con Orsolini, Ferguson e Saelemaekers con Zirkzee nel ruolo di primo pungiglione.

Serie A

Milan-Genoa 1-1, Stanciu sbaglia il rigore vittoria per i grifoni

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Milan-Genoa

Il posticipo serale della 19° giornata della Serie A Milan-Genoa finisce 1-1, i grifoni che buttano la vittoria con  un rigore sbagliato da Stanciu.

Il posticipo serale della 19° giornata della Serie A Milan-Genoa finisce 1-1, partita emozionante con i grifoni si mangiano la vittoria a San Siro con Stanciu che sbaglia un rigore proprio all’ultimo minuto. Di Leao il pareggio rossonero.

Milan-Genoa finisce 1-1 con Stanciu che sbaglia il rigore vittoria al 99'

Milan-Genoa

Milan-Genoa 1-1, i rossoneri ringraziano Leao e Stanciu: il giocatore dei grifoni sbaglia dagli undici metri alla chiusura del match 

Il posticipo che chiude 19° giornata della Serie A Milan-Genoa finisce 1-1, partita dal finale all’ Agata Cristhie quella di San Siro, con un Leao che evita la sconfitta ai rossoneri ma ringraziano soprattutto Stanciu che si fa prendere dalla pesantezza di calciare un penalty che vale 3 punti pesanti. Il Milan comunque continua seguire i cugini dell’Inter nella corsa scudetto.

Prima occasione per il Milan con Fofana, chiuso da Ostigard in calcio d’angolo. Il minuto dopo Gabbia colpisce la traversa con un colpo di testa che senza l’aiuto del montante Leali era battuto. Il Milan sembra crederci, ci prova anche Pavlovic, tiro alto. Poi, alla prima occasione, il Genoa passa in vantaggio: Colombo, ex di turno, anticipa Gabbia e batte Maignan, 1 a 0 per i grifoni. Il Milan prova pareggiare, ma sia Gabbia che Fofana sprecano, Così si va al riposo 1 a 0 per il Genoa.

Il secondo tempo inizia con il pareggio del Milan annullato al 58′ minuto dal VAR per un tocco di mano di Pulisic. Poi è Bartesaghi sfiorare il pareggio. Il Milan preme, al 87′ minuto Leali salva su Pulisic, ma al secondo minuto di recupero nulla può fare con Leao, 1 a 1. Ma non è finita, perché come ogni giallo che rispetti c’è il colpo di scena finale: contatto tra Bartesaghi e Ellertsson e l’arbitro indica la massima punizione. Ad incaricarsi della battuta Stanciu, il giocatore rossoblù sente la responsabilità di calciare un rigore che vale 3 punti, è manda oltre la traversa. Finisce così 1 a 1, con i tifosi rossoneri che hanno sofferto davvero sino al triplice fischio finale.

Migliore in campo Leao, ancora un suo gol da un risultato al Milan, segno che Allegri non può non prescindere dalle prestazioni del suo giocatore con più estro, ma deve ringraziare Stanciu, che ha sentito troppa responsabilità sulle sue spalle.

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Serie A

Cagliari, Pisacane: “Un onore affrontare Nicola. Trepy? Una vittoria per tutto il settore giovanile”

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Cagliari-Milan

Il tecnico del Cagliari Fabio Pisacane ha parlato in conferenza stampa al termine del pareggio per 2-2 sul campo della Cremonese, arrivato in rimonta grazie alla rete del 2006 Trepy.

Cagliari, le parole di Pisacane

Che emozione affrontare Davide Nicola?
“Gli voglio bene perché l’ho avuto compagno di squadra e poi ho avuto la fortuna di averlo allenatore nella sua prima esperienza, per cui sapevo di venire qua e di dover combattere perché lui è un allenatore che sappiamo tutti che le sue squadre non mollano mai. È uno che è dentro queste partite, per cui mi fa piacere quello che ha detto. Per me era un onore affrontarlo oggi alla luce di tutte le cose che ha fatto lui nella sua carriera e di tutte le missioni che ha portato a termine. Sono contento che la mia squadra abbia avuto questo atteggiamento. È normale che poi l’episodio all’ultimo non avrebbe reso giustizia al gruppo, visto la partita che poi abbiamo offerto”.

Cagliari

DAVIDE NICOLA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Al di là degli errori singoli della difesa, cosa non ha funzionato nel piano gara? Perché il Cagliari si è rivisto solo negli ultimi 10 minuti del primo tempo?
“Guarda, secondo me di tutto quello che hai detto mi trovi d’accordo su tutto, ovviamente io metterei l’accento sui contrasti molli. Ho avuto anche io la sensazione dal campo che sembrava una partita che andasse a un ritmo che fino ad oggi non abbiamo mai messo fuori. È normale che quando hai trovato la quadra, tra virgolette, Kilicsoy prende una botta e con le partite ravvicinate lo devi gestire perché ha fatto degli allenamenti anche parziali. Esposito esce con il Milan che si è girata la caviglia due volte. È normale che poi noi dobbiamo fare la differenza al netto di tutte le assenze nella gestione. Oggi diciamo che quello che non ha funzionato è quello che poi volevamo fare in corso d’opera. Purtroppo con quello che abbiamo preparato volevamo rimanere in bilico, fare il nostro calcio e portare la gara avanti, e poi al momento opportuno rivedere il piano gara come poi è successo”.

Il suo Cagliari ha fatto 11 punti sui 19 raccolti recuperando da situazioni di svantaggio. È un dato che la rende orgoglioso o è una base da cui ripartire?
“È una base sicuramente da cui ripartire. Come ho sempre detto, al netto di quello che uno mette dentro, ogni squadra ha la sua storia e la storia ce lo chiede. Non è il nostro DNA mollare, per cui il fatto di riprendere le partite sì mi fa piacere, però mi fa ancora più piacere se poi nel girone di ritorno questa è una caratteristica che manteniamo. Per cui andiamo avanti e sicuramente è una base da cui ripartire”.

Chi meglio di lei ci può raccontare Trepy? Oggi ha fatto un gol da giocatore vero.
“Trepy è un ragazzo che conosco bene, però in questo momento mi piace sottolineare il lavoro di tutto il settore giovanile. Questo è un ragazzo che io l’ho avuto, però prima di me lo hanno avuto altri, dove gli hanno messo educazione, rispetto e basi tecniche dentro. Per cui è un ragazzo incredibile da un punto di vista proprio umano e ha del talento. Faccio i complimenti a tutto il club, a chi l’ha allenato prima di me perché questa è la vittoria del settore giovanile. Oggi c’erano Obert, Luvumbo, tutta gente che è cresciuta da noi, Trepy, in panchina Cavuoti, Liteta, tanti ragazzi che vengono dal settore giovanile. Si è scelto di intraprendere questa strada di portare avanti questo progetto tecnico con tutte ovviamente le difficoltà del caso, però poi quando sei dentro la tempesta devi ballare. Diciamo che questa è una bella tempesta”

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Serie A

Cremonese, Nicola: “Sono assolutamente soddisfatto del girone d’andata che hanno fatto i ragazzi”

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Cagliari

Il tecnico della Cremonese Davide Nicola ha parlato in conferenza stampa al termine del pareggio per 2-2 maturato nella sfida contro il Cagliari.

Cremonese, le parole di Nicola

Cremonese

LA FORMAZIONE DELLA CREMONESE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Mister, come valuta questa partita e il girone di andata?
“Mi fa piacere che parliate della Cremonese come se fosse una squadra che debba stare a certi livelli di classifica. Allora, se io devo essere sincero, in questo girone di andata che si è concluso oggi, forse il numero giusto di punti era quello di ottenere magari i due in più stasera e sarebbe stato qualcosa di straordinario. Per cui io sono assolutamente soddisfatto del girone che hanno fatto i ragazzi di andata. Davanti avevamo una squadra tosta, organizzata, che conosco bene, che è abituata a queste partite. Noi secondo me abbiamo rifatto la partita che sa fare la Cremonese in termini di gioco, di spirito di sacrificio”.

Vardy parla di due punti persi. Nel secondo tempo c’è stata troppa morbidezza sui contrasti. Come mai?
“Ciò che effettivamente, ma purtroppo non sappiamo se questo possa essere una cosa migliorabile, fa parte del nostro DNA. Questa è una squadra che ama giocare, non è una squadra che basa la fase difensiva esclusivamente sul contrasto e sulla forza fisica. Noi la basiamo sull’organizzazione e alle volte siamo un po’ ingenuotti perché cerchiamo di giocare in maniera sempre pulita, quando dovremmo essere alle volte un pochino più pratici. Quindi su questo stiamo cercando di migliorare, perché fa parte del DNA nostro come squadra. Io peraltro sono soddisfatto della prestazione e secondo me si meritava anche, proprio per l’occasione clamorosa, di prendere l’intera posta in palio. Però bravi ragazzi, andiamo avanti, magari ci riusciremo un’altra volta”.

Avete fatto un grande girone di andata. Solitamente difendete benissimo da blocco basso, oggi però ci sono state interpretazioni individuali sbagliate. Questa cosa ti preoccupa?
“La considerazione è di una persona che ha giocato indubbiamente a calcio, quindi è automatico immaginarmi quello che hai detto e dirmi anche in parte di essere d’accordo. Il punto non è il blocco basso o il blocco alto, è un discorso legato secondo me al fatto che alle volte noi, nel corso di queste 19 partite, nel modo di difenderci non siamo sempre riusciti a farlo con il tempismo giusto. Alle volte lavoriamo sull’uomo e alle volte lavoriamo nello spazio. Quando lavoriamo però nello spazio con troppe coperture, noi un po’ ci deresponsabilizziamo della marcatura e quindi non riusciamo a essere efficacissimi. Stasera c’erano anche, soprattutto nel secondo tempo, quattro-cinque attaccanti non gli ultimi arrivati in grado di impensierirci. Però secondo me stasera è stato lo sviluppo e gli interventi a livello di tattica individuale e difensiva un po’ troppo puliti. Il contrasto tu devi cercare di portarlo, non puoi solo metterti nella condizione di rispettare il principio della marcatura, quindi essere tra avversario, palla e porta. Devi poter cercare di portare magari il contrasto, far ritardare l’azione avversaria, lavorare meglio. Troppo pulito, e per lavorare meglio non si lavora solo in modo pulito”.

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