Serie A
Como, Fàbregas: “Con il Milan partita incredibilmente importante, io non credo in squadra piccola o grande”
Como-Milan si gioca domani alle 20:45: Cesc Fàbregas presenta in conferenza stampa il big match valido per il recupero della 16ª giornata di Serie A.
Domani sera alle ore 20:45, il Como sarà impegnato davanti ai propri tifosi nella sfida contro il Milan, gara valida per il recupero del sedicesimo turno di Serie A.
Il tecnico dei lariani, Cesc Fàbregas, si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti e presentare il big match in programma.
Ecco le dichiarazione di Fàbregas:
Che partita uscirà contro il Milan? E Allegri?
“Domani la cosa più importante per me è la partita, in panchina è la Champions contro la
Serie D. Allegri ha dimostrato tutto quello che è da allenatore, io non ho fatto niente e non c’è paragone. Ma noi domani dobbiamo andare a fare una bella prestazione, dobbiamo avere continuità del nostro gioco, continuare a crescere, è molto importante per noi. Vediamo che offre il Milan, ha giocatori impressionanti come Rabiot, Modric, Fofana, Pulisic… la lista è lunga. Noi dovremo essere il Como più forte se vogliamo vincere”.
Il Milan vince da muso corto, difficile rimontarlo. Cosa avete preparato a livello difensivo?
“Ovvio che lavorano sulle fasce, si deve proteggere bene. Comunque i ragazzi sono abituati ormai a giocare ogni tre giorni.
Il Como, come l’Inter, ha segnato di più nell’ultima metà di gara.
“Noi l’anno scorso abbiamo perso tanti punti in quella fase di partita. Perché noi venivamo dalla Serie B in A dopo tanti anni. Tutte le grandi squadre non mollano, hanno sempre orgoglio, la mentalità del campione. E questo che provo a trasmettere di più nei ragazzi, fino alla fine. Lo dico sempre, anche prima del Bologna. La spinta, il coraggio, la personalità di un campione. Essere un campione non vuol dire vincere sempre. Chi si rialza più velocemente e riprova, arriva a quello che vuole fare. Noi abbiamo una squadra giovane, ma stanno iniziando a conoscersi. Noi ci proviamo, quest’anno contro il Verona all’ultimo minuto, è importante… mentalità e fisico, chi entra dalla panchina fa la differenza. Una cosa per me molto importante. Tutti riconoscono che ok, sei triste perché non giochi, ma chi ti fa guadagnare punti è chi entra per 5 minuti e cambia la partita. Ci sono tante cose positive che si possono trovare. C’è spazio anche per la gente che non gioca. In questi ultimi momenti abbiamo trovato molte soluzioni e questo sarà molto importante per il nostro futuro”.
Farà delle rotazioni con gli impegni ravvicinati?
“Non lo so, ci sono opportunità e giocatori che possono cambiare. Non è deciso niente per domani. Ma la squadra deve capire il messaggio che domani la partita è molto importante per noi. Chi fa 10-20-90 minuti deve sempre fare la differenza”.
giocatori sono più motivati contro un Milan ferito? E loro dove possono arrivare?
“Questo non è il mio lavoro, io ti parlo delle squadre più forti del campionato. Il Milan con Allegri e questi giocatori ovvio che possono fare bene. Dipenderà da loro, quanto più vincono avranno opzioni per lo Scudetto. Sulla difficoltà o meno io non credo tanto in questo.
Due partite, due pareggi? Continuano ad essere forti. Se la squadra è più motivata per questo?
No, non c’è senso. Con il Milan partita incredibilmente importante. lo non credo in squadra piccola o grande, tutti abbiamo la motivazione di fare bene”.
Il Milan non era tanto equilibrato l’anno scorso, cosa cambia quest’anno?
“Hanno cambiato la maniera di pressare, giocatori dai profili diversi, Pulisic sta tornando ad essere il giocatore conosciuto al Chelsea. Per me però non è tanto importante, domani si deve vincere la partita, ovviamente con tattica. Dovremo giocare la nostra partita, godercela per il secondo anno in Serie A, far venire qua al Sinigaglia il Milan è tutto un onore per noi, vogliamo fare il meglio della nostra gente. E continuare il nostro percorso”.
I cambi funzionano nel vostro progetto, visto che segnate tanto nel finale. Ma qualcosa serve sul mercato?
“Credi che abbiamo bisogno (ride, ndr)? Sugli esterni siamo andati in difficoltà? Sì, ma abbiamo vinto anche senza di loro. La testa deve fare click, e andare oltre le difficoltà. La mentalità del campione è quello che vede se tutto è positivo, che c’è un’opportunità. Addai, Kuhn magari non avrebbe giocato contro il Pisa… sono opportunità per tutti, per uno o per l’altro di dimostrare. E va bene. In questo mercato è difficile, noi siamo un gruppo giovane e che lavora molto, in questo momento molto convinto di quello che fa. E per un allenatore e una società è importante avere la gente focalizzata sull’obiettivo. Dobbiamo essere attenti a questo. Se non gioca Da Cunha sicuramente non è contento perché c’è Caqueret, Sergi
Roberto, Perrone… se metti più gente, attenzione. Alcune volte è meglio essere meno ma tutti dentro, piuttosto che tanti e qualcuno si sente fuori”.
Baturina è al secondo gol in campionato, cambia qualcosa dal fatto che è chiuso da Nico Paz? Perché potrebbe chiedere più spazio e sappiamo che ci sono state richieste…
“In questo momento non c’è niente. Da una parte e dall’altra. Vedo che la squadra non molla, è dentro il progetto. Leeds o altri club di Premier? In questo momento non c’è niente. Noi dobbiamo giocare domani, non ci fermiamo mai. Il mio obiettivo e focus è mentalizzare i ragazzi”.
Come stanno gli infortunati?
“Diao non è pronto, ha iniziato a correre e fa palestra. Morata sta meglio, Goldaniga è già uscito in campo, ad Addai manca un po’… Per le prossime partite siamo chi siamo. Siamo in pochi e tutti sono dentro”.
Lei è innamorato di Como. Ma cos’è oggi essere innamorato di una piazza?
“E molto personale. Oggi magari sei molto coinvolto, sei contento, si è visto con Xabi Alonso al Real. E magari alla fine non va bene. Dico di essere innamorato di tutto, della società e di Como, perché qua è tutto molto diverso. Lo stiamo creando tutti insieme. Sento che voi spiegate bene cosa succede a Como. Voi siete il quarto potere del mondo. Potete scrivere tutto quello che volete. Avete il potere di influenzare la gente. Oggi posso dire ‘questo è bianco’, ma se dite voi ‘è nero’ la gente crede a voi. Come in altri ruoli, non solo nel calcio.
Qua stiamo facendo una cosa con molta serenità, tantissima attenzione al dettaglio, cullarlo come tuo figlio. Non andrò da Suwarso per un nuovo contratto o per altro, io faccio questo con il cuore. È una cosa preziosa, bellissima. C’è un confronto bello con i tifosi, anche se non ci vado a parlare. Anche se sono sempre aperto. Ma sono molto tranquillo su questo. Non ci sono dipendenti che vanno a lavorare al Como e basta. C’è gente che ha abbandonato la famiglia per venire qui. C’è tutto”.
Nico Paz non è un problema alle volte? Magari a livello di proporre poco in certe occasioni, come domani dove servirebbe un centrocampo a tre.
“Lo dici per coprire Modric, Fofana e Rabiot. Se lasci al Milan spazio e tranquillità, senza pressione… l’unica cosa che so per certo è che siamo una squadra che contro Udinese abbiamo concesso un tiro. Due tiri contro il Bologna. Contro il Lecce pochissimo, contro il
Pisa un po’ di più perché abbiamo preso 3-4 contropiedi. Noi siamo aggressivi e concediamo molto poco. Le occasioni che concediamo sì, magari sono pericolose, ma è così. Bisogna essere sempre con il cuore a mille. Non vuoi correre rischi? Blocco basso, ma nessuno ti garantisce che cosi non concedi occasioni. Magari su cross, tocco di mano, rigore. La partita con la Roma? Non c’era Perrone, Nico era malato da 4 giorni, Diao cosi cosi… sono tante cose. lo non guardo solo una partita, ma cosa alla lunga ti dà di più. Poi vai con la tua idea, la tua mentalità.

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Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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