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Roma: paga solo Di Francesco?
Per la squadra della capitale non si può certo dire che sia una situazione facile, tutt’altro. I risultati negativi in campionato hanno aumentato l’incertezza e nemmeno il passaggio agli ottavi in Champions hanno placato le polemiche.
Ieri la Roma ha pareggiato a Cagliari 2-2 anche se in doppia superiorità numerica ed in vantaggio di due reti, in nemmeno 6 minuti il Cagliari è riuscito a pareggiare la partita. Una partita assurda che la Roma, in particolare nel primo tempo, aveva in pugno; ma qualcosa è cambiato nel momento in cui la Roma segna il secondo gol, troppa facilità nel valutare la partita chiusa? Ma la squadra doveva ben sapere che non era un campo facile, il Cagliari è una delle tre squadre imbattute in casa in questo campionato.
Di Francesco in bilico?
Il direttore tecnico Monchi, ha cercato di placare la furia del Presidente Pallotta che, anche se dall’altra parte dell’oceano, pare sia una furia nei confronti del tecnico. La panchina di Di Francesco è sull’orlo del precipizio, si vocifera di una settimana di tempo per il ct per far vedere che la squadra possa risollevarsi. Anche se al termine partita Di Francesco ha dichiarato di essere amareggiato ed arrabbiato per questa partita, da egli stesso definita, assurda, e soltanto poche ore fa da Trigoria arriva la fiducia per l’allenatore pescarese, ciò non toglie che si inizi a fare il toto-nome per il suo successore….Montella o Paulo Souza.
Come spesso accade in situazioni di questo genere se deve cadere una testa, è sempre quella dell’allenatore. Ma in campo scendono i giocatori e se calciatori del calibro di Manolas e Nzonzi prendono 5 in pagella, o addirittra Schick 4, forse un pò di colpa è anche da parte loro. I problemi sicuramente non sono solo tattici, la squadra non sembra tenere testa a 90 minuti di partita, non è concentrata, non è unita, il singolo che voglia prevalere sul gruppo non sempre è una scelta che ripaga, ci vuole umiltà. Sicuramente i cambi hanno lasciato un pò interdetti, inserendo Pellegrini per Kluivert e Pastore per Schick fanno abbassare il baricentro alla Roma e con una conseguente possibilità del Cagliari di farsi sotto.
La punizione societaria
Intanto Monchi ha deciso che la squadra sarà in ritiro sino alla gara di mercoledì contro il Viktoria Plzen, anche se la qualificazione agli ottavi è già in tasca alla squadra giallorossa. E’ il secondo “ritiro” per la squadra di Di Francesco in questa prima parte di campionato. Il primo era avvenuto subito dopo la sconfitta con il Bologna. Questo dà certezza di una squadra in confusione, poco concentrata e sicuramente che sta attraversando un periodo “delicato”, infatti la squadra stamane si è ritrovata a Trigoria per iniziare il ritiro che terminerà martedì, giorno di partenza per la trasferta europea. Non tira certo una bella aria in quel della capitale, la Lazio ha terminato ieri il “ritiro forzato” e stamane inizia quello della Roma.
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Atalanta, Palladino individua i (pochi) difetti di una Dea brillante
Atalanta, Raffaele Palladino si è dimostrato soddisfatto della vittoria sul Torino, ma ha evidenziato come si possa migliorare. Qui di seguito le parole dei tecnico campano.
L’Atalanta torna a flirtare con i tempi gasperiniani, anche se sulla panchina non siede più il tecnico di Grugliasco.
Le tre vittorie consecutive e la cattiveria agonistica come costante sono ormai un marchio di fabbrica del nuovo corso targato Raffaele Palladino, che sta ampiamente ripagando i tifosi della Dea dopo un inizio da incubo.
Una classifica soddisfacente, che già di per sé può ritenersi in linea con quanto la società chiedeva, tuttavia, non può riempire la pancia del tecnico nerazzurro, che ha evidenziato ieri, nel post partita, alcuni elementi da affinare per rendere il giocattolo Atalanta ancora più letale.
“Dobbiamo però essere più cinici“ – ha detto Palladino nella conferenza post partita ieri sera – “creiamo tanto ma non concretizziamo abbastanza. Devo trovare gol anche da altre zone del campo, ad esempio dai ‘quinti'”.
“Zappacosta ha preso un palo e Bernasconi può inserirsi di più” – ha concluso l’ex allenatore di Monza e Fiorentina – “anche dai centrocampisti mi aspetto qualche inserimento in più“.
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Pietro Mennea come Steve Jobs: ricordo di un campione
A Santa Maria di Castellabate, nel cuore del Cilento, il 24 gennaio si accenderanno i riflettori su uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno. Stiamo parlando del Premio Letterario Sportivo 2026 dedicato a Pietro Mennea. Scrittori provenienti da tutta Italia e ospiti illustri si riuniranno a Villa Matarazzo, sede del Museo e Biblioteca del Calcio “Andrea Fortunato”, per celebrare non solo la grandezza sportiva dell’uomo più veloce d’Italia, bensì il suo impegno civile, magari talvolta meno raccontato ma altrettanto rivoluzionario.
UN EVENTO TUTTO DA VIVERE NEL RICORDO DEL GRANDE PIETRO MENNEA: LA GRANDE LETTERATURA SPORTIVA SBARCA IN PROVINCIA DI SALERNO
L’evento, organizzato dalla Fondazione Polito, si conferma un punto di riferimento nazionale per chi intreccia sport, letteratura e memoria. Tutto ciò trasformando il ricordo del grande e inimitabile Pietro Mennea in un motore culturale capace di parlare alle nuove generazioni. Il Premio affonda le sue radici in un tema che Pietro Mennea considerava una vera missione: il “Passaporto Ematico”. Non si trattava di una semplice campagna informativa, ma di un progetto pionieristico che Mennea portò avanti con determinazione insieme all’amico Davide Polito (Presidente Fondazione Polito). Ciò con l’obiettivo di diffondere in Italia una cultura della prevenzione basata su controlli medici regolari e consapevolezza del proprio stato di salute.
Ebbene sì in un’era particolare in cui la medicina preventiva non era ancora al centro del dibattito pubblico, Mennea scelse a quanto pare di esporsi in prima persona. Il tutto mettendo la sua credibilità di campione al servizio di un messaggio sociale forte, concreto e ancora oggi di straordinaria attualità. Il “Passaporto Ematico” non era solo un documento sanitario, ma un invito a prendersi cura di sé con responsabilità, attraverso visite e monitoraggi effettuati presso studi medici autorizzati. E oggi più che mai riveste una straordinaria rilevanza, non smetteremo mai di ribadirlo nel nostro blog. Saremo sempre al fianco della prevenzione!
La cerimonia del 24 gennaio non sarà soltanto un tributo alla leggenda dello sport, ma un’occasione per riaffermare il valore di un’eredità morale che continua a ispirare. In un mondo che corre veloce, proprio come Mennea in pista, il Premio Letterario Sportivo diventa un momento di riflessione collettiva su ciò che significa davvero essere campioni. Eh già, non solo record e medaglie, bensì fatica, impegno, etica, dedizione e capacità di trasformare la propria notorietà in un bene comune.
A Santa Maria di Castellabate, tra le suggestive sale di Villa Matarazzo, la figura di Mennea tornerà a vivere attraverso le parole degli autori, le testimonianze degli ospiti e la forza di un messaggio che non ha perso intensità. Un appuntamento che da ben tre edizioni unisce cultura, sport e salute. E che conferma quanto il mito della “Freccia del Sud” continui a correre, oggi più che mai, nella memoria e nel futuro del Paese. Sotto un estratto video dell’edizione 2024 al Museo del Calcio Andrea Fortunato in provincia di Salerno.
Che altro aggiungere… Un premio che come detto richiama anche una battaglia che Mennea sentiva sua. Sì, proprio quel super passaporto ematico, strumento fondamentale per tutelare la lealtà sportiva e la salute degli atleti, che Pietro sosteneva con forza.
MENNEA COME STEVE JOBS: FUORICLASSE AUTENTICO
Sudore, umiltà, motivazioni e tanto sacrificio alla base del suo straordinario successo: “I campioni possono nascere ovunque, anche a Barletta, l’importante è avere gli stimoli e gli elementi giusti come la determinazione e massima fiducia in se stessi. Voglio anche rilevare che la mia razza ha una rabbia e testardaggine migliori di quelle di Steve Jobs. Il famoso giornalista Gianni Brera si stupì della mia mente, definendola addirittura mesopotamica!”. Nel corso di una indimenticabile serata a Jesi (An) (ben oltre un decennio fa – ne avevamo già parlato nel nostro blog in più circostanze) fu presentato il suo volume, il ventitreesimo per l’esattezza, dal titolo “La corsa non finisce mai”. Pietro Mennea, come si fa a dimenticarlo? Un fuoriclasse indimenticabile, super, incredibile. Un grande esempio di vita e di sport. Chapeau!

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Milan, Loftus-Cheek alla Lazio? Risponde direttamente Lotito
Milan, la questione Loftus-Cheek ha tenuto banco in queste ultime settimane. Ha voluto fare chiarezza direttamente il presidente della Lazio Claudio Lotito.
Sull’affare Loftus-Cheek si è detto e scritto tanto in queste ultime settimane. Sappiamo che il centrocampista inglese era uno dei nomi suggeriti da Maurizio Sarri per rinforzare la rosa, ma è altrettanto vero che l’ingaggio da 4 milioni ha fin da subito frenato la dirigenza.
Sul tema ha voluto precisare Claudio Lotito intervenuto ai microfoni di TMW. Ecco le sue parole:” Vorrei fare una precisazione, sui due giocatori che avete detto (Raspadori e Loftus-Cheek) non sono voluti venire. Sono stati contattati e hanno detto no grazie”.
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