Serie A
Milan, Maignan rivela: “Dida è il top, l’infortunio il momento peggiore. Ora voglio la Champions”
Il Milan è Campione d’Italia da poco più di una settimana. Uno dei protagonisti indiscussi di questo campionato, Mike Maignan, si racconta in un’intervista.
Il portiere del Milan, Mike Maignan, ha rilasciato un intervista al noto giornale sportivo La Gazzetta dello Sport. Vi riporteremo qui di seguito le dichiarazioni più significative fatte dal francese.
Magic Eagle è al secondo scudetto in due anni. Secondo lui i successi del Lille prima e del Milan adesso si spiegano così: “Entrambi i club non vincevano da tempo, ma l’hanno fatto con un gruppo di giocatori giovani, affiancati da giocatori d’esperienza. Prima di arrivare a Milano ho parlato a lungo con Maldini, Massara, Pioli, Dida e pure con Leao. Quindi sapevo che qui c’erano grandi ambizioni.”
Il 16 rossonero confida quale dei due scudetti sia stato più emozionante: “Sul momento, a Reggio Emilia, ho creduto che fosse più intenso a Lilla. Poi quando visto quello che è successo in piazza a Milano, ho sentito che era veramente una cosa incredibile, da pazzi.”
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Dida, un faro per Mike
Maignan ha capito che potevano vincere il Campionato in un esatto momento: “Già all’inizio c’era la volontà di provarci. Poi abbiamo avuto un periodo meno positivo, in cui siamo quasi andati in panico. Ma ci siamo parlati e rimessi al lavoro, dicendoci che non era finita, che c’erano ancora tante partite. E quando l’Inter è inciampata a Bologna, abbiamo capito che per loro era finita, perché eravamo ormai focalizzati su noi stessi. E grazie pure all’Inter: dopo il 3-0 in Coppa Italia avevamo il coltello tra i denti. Quella sconfitta ci ha molto motivati.”

Il rapporto con Dida è stato importante per la crescita del francese: “Il fatto che ci fosse lui come allenatore dei portieri è stato uno stimolo in più. Perché sapevo che mi avrebbe permesso di migliorare, visto che è stato uno dei top al mondo. E poi da un punto di vista tecnico e di dimensioni fisiche siamo simili, e questo aiuta. Quando l’ho incontrato ho capito che è anche una persona umile, che ama il suo lavoro e vive di calcio. Proprio come me. Come con Pioli, parlo molto anche con Dida: analizziamo tutte le azioni, quei dettagli tecnici che possono fare la differenza. È un vero punto di riferimento per me.”
Maignan ottimo sostituto di Donnarumma
Secondo Magic Mike l’anno al Milan lo ha fatto migliorare soprattutto in un aspetto : “Al Lilla mi veniva chiesto di fare un gioco più diretto, privilegiando il lancio lungo sia sui rinvii dal fondo che per evitare il pressing avversario. Al Milan invece ho potuto esprimere al meglio le mie doti nel gioco corto, per ripartire il più possibile dal basso. Pioli mi vede quasi come un libero e la cosa mi piace.”
Si esprime così sull’ingombrante paragone con Donnarumma quando è approdato in rossonero: “Non ho mai sentito alcun tipo di stress al riguardo, perché non è mai stato un mio obiettivo prendere il posto di Gigio, oppure di farlo dimenticare. Sono venuto al Milan per scelta professionale, per lavorare e giocare il mio calcio. Poi, quando lavori bene, raccogli i frutti. Certo, sapevo che magari non mi avrebbero fischiato, ma al Milan mi sono subito sentito a casa e l’affetto dei tifosi è straordinario.”
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L’infortunio, il momento più buio
Il momento più duro della stagione è stato durante l’infortunio: “Ero soprattutto frustrato. È stato difficile da accettare. Ho giocato sette partite con la mano infortunata e non volevo fermarmi, né mollare i miei compagni. Preferivo iniezioni e creme, e mi allenavo solo alla vigilia dei match. Poi quando in nazionale mi sono fermato quattro giorni e il dolore non passava, ho capito che dovevo curarmi. Lo specialista che mi ha seguito al Milan mi ha spiegato che avrei rischiato uno stop di un anno. Così mi sono fatto operare, ma ho fatto di tutto per tornare il prima possibile. Stare a casa senza far niente non fa per me, avevo troppi obiettivi. Così sono rientrato dopo sei settimane invece di dieci.”

La parata che preferisce: “Direi quella su Luperto, contro l’Empoli a San Siro. Da settimane con Dida discutevamo di quel tipo di parate, e non la pensavamo allo stesso modo. Poi però ho applicato esattamente quello
che mi chiedeva e sono riuscito a deviarla in corner. È una sorta di sintesi del nostro lavoro.”
Un Milan alla francese
Maignan parla prima dell’accoglienza di Ibrahimović: “Mi ha fatto i complimenti per il titolo con il Lilla, ma mi ha spiegato che in Italia era tutta un’altra cosa e che al Milan c’era più pressione. Ibrahimović è un esempio per tutti. Anche lui, come me, ha stretto i denti per centrare l’obiettivo come si era ripromesso. Spero torni presto con noi.”
E poi degli altri francesi in rossonero: “Kalulu si è rivelato davvero forte, anche mentalmente, ha saputo sfruttare al meglio la sua occasione e spero continui così. Con Theo siamo molto legati pure in nazionale. Olivier non è
una sorpresa per nessuno. Ed ha pure demolito come promesso la maledizione del numero 9.”
Maignan e la voglia di Champions
Per concludere parla delle sue ambizioni in merito alla Champions League: “Fare sempre meglio, imparando da quanto vissuto quest’anno. Non la vinciamo da troppi anni. È un mio obiettivo riportare il Milan ai vertici anche in Europa, dove gli spetta.”
Serie A
Fiorentina, ansia Kean: altro stop | La situazione
La Fiorentina, avvolta nel dolore per la perdita del Patron Commisso, scende in campo oggi a Bologna: Vanoli non avrà Kean.
Un’assenza pesante per il tecnico viola: Moise Kean è rimasto fuori dalla lista dei convocati per la sfida contro la squadra di Italiano.
Il bomber viola ha ancora problemi alla caviglia, un infortunio che nell’ultimo mese lo ha fatto allenare e giocare con poca continuità.
La situazione di Kean sarà valutata giorno per giorno, la Fiorentina spera di averlo pienamente recuperato per la sfida delicatissima di sabato prossimo al Franchi contro il Cagliari.
A guidare l’attacco viola, come nell’ultima trasferta di Roma contro la Lazio, ci sarà Roberto Piccoli: un’altra possibilità per l’ex Cagliari, sin qui protagonista di una stagione sottotono.
Serie A
Bologna, l’Europa è ancora lì: cosa manca per l’obiettivo
Il Bologna sembra aver ritrovato la strada giusta con la vittoria di Verona e la classifica è tornata a sorridere. L’obbligo ora è quello di mantenere il ritmo.
I felsinei sono riusciti a espugnare il Bentegodi e vincere dopo 7 partite grazie a una rimonta da grande squadra ma soprattutto con carattere e tanta voglia di lottare per l’obiettivo stagionale.
Bologna, tour de force alle porte: in arrivo un mese di fuoco
Il periodo difficile sembra alle spalle per la squadra di Italiano, che domani in casa contro la Fiorentina cerca la seconda vittoria consecutiva per tornare a puntare direttamente alla qualificazione in Europa. La vittoria mancava da ottobre e a conquistarla sono stati gli uomini più rappresentativi della rosa di quest’anno.
Orsolini, Odgaard e Castro infatti sono i pilastri sui quali poggiano le fondamenta di tutto il Bologna a tal punto che senza i loro gol i punti non arrivano. Tutti e tre infatti compongono gran parte del reparto offensivo rossoblu, risolvendo spesso match complicati e mostrando allo stesso tempo grandissima qualità individuale.
Le reti segnate all’Hellas Verona ne sono la dimostrazione. Tre colpi balistici tipici di ognuno di loro che alzano il morale della squadra e aiutano a mantenere la concentrazione per tutti i 90 minuti. I tifosi ora si aspettano che le prossime partite possano essere affrontate con lo stesso atteggiamento del match di giovedì, soprattutto per il peso che avranno.
Infatti, dopo la sfida coi viola di Vanoli sarà il momento di tornare con la testa all’Europa League e al Celtic avversario di giornata al Dall’Ara. Gli 11 punti fanno ben sperare ma l’obiettivo resta quello di proseguire il più possibile. Poco dopo si tornerà in campo in Serie A in casa del Genoa per la 22° giornata per poi tornare sul palcoscenico internazionale con la “trasferta” contro il Maccabi Tel Aviv.
Il mese infuocato che parte da domani però comprende anche la Coppa Italia, che arriverà dopo altre due giornata di A contro Milan e Parma. Gli ottavi metteranno di fronte la Lazio di Sarri. Successivamente sarà la volta di Torino e Udinese il weekend del 22 febbraio.

SANTIAGO CASTRO RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Pisa, Joao Pedro non serve: Durosinmi può essere il fattore salvezza
Arrivato da poche ore e subito decisivo: Rafiu Durosinmi ha firmato la rete del pareggio del Pisa nella sfida contro l’Atalanta, dando un forte segnale in vista della cavalcata verso la salvezza.
La società toscana sta investendo sul mercato per dare in mano a Gilardino una possibilità maggiore di conquistare la salvezza. Il treno della serie A è passato per la prima volta dopo 34 anni e i toscani non vogliono di certo farselo sfuggire con facilità.
La squadra sembra essere concentrata sul raggiungimento dell’obiettivo e anche quando è uscita dal campo sconfitta, si è sempre rimboccata le maniche continuando a lavorare.
Come detto dall’amministratore delegato Giovanni Corrado sul caso Joao Pedro: “Quando abbiamo capito che poteva avere dei dubbi abbiamo lasciato stare, perché per raggiungere il nostro obiettivo i calciatori devono essere concentrati e convinti al 100%.
Queste sue dichiarazioni lasciano intendere tutta la concentrazione con la quale il Pisa sta operando sul mercato e tutta la voglia di rimanere aggrappati al campionato di massima serie.

JOAO PEDRO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Pisa: niente Joao Pedro, ci pensa Durosinmi
Nella sfida contro l’Atalanta è stato proprio un nuovo acquisto a firmare la rete del pareggio, ovvero Rafiu Durosinmi. Il giocatore è arrivato in Italia poche ore prima della gara e Gilardino ha comunque deciso di gettarlo nella mischia nel forcing finale dei nerazzurri.
Il nigeriano ha tutte le carte in regola per diventare determinante nel cammino salvezza del Pisa: un giocatore dotato di una possente stazza fisica, di una buona qualità palla al piede, ma soprattutto di uno sviluppato fiuto del gol.
Alla squadra di Gilardino serviva come il pane un attaccante con le sue caratteristiche, capace di macinare reti pesanti come ha fatto nel suo esordio contro l’Atalanta.
Il tecnico ora ha bisogno di tempo per introdurlo nei meccanismi della sua squadra, ma come già ha dimostrato, Durosinmi è arrivato con quella mentalità richiesta dalla società.
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