Contestualmente, la U.S. Sambenedettese annuncia il ritorno sulla panchina rossoblù dell’allenatore Marco Mancinelli, in precedenza già nello staff tecnico di mister Palladini. Il Club rivolge a mister Marco Mancinelli un caloroso in bocca al lupo e gli augura buon lavoro per il prosieguo di campionato”.
Serie C
Strepitoso Cerignola, 4-1 al Foggia
Finisce 4-1 per l’Audace Cerignola il primo round del derby della Capitanata nella gara di andata del primo turno dei playoff nazionali nei confronti del Foggia.
Il Cerignola cala il poker al Foggia

Nulla da fare per il Foggia di Delio Rossi che si vede travolgere dal Cerignola di Michele Pazienza nella gara di andata del primo turno dei playoff nazionali.
Una gara ampiamente dominata dai padroni di casa che davanti al proprio pubblico del Monterisi non lasciano scampo agli avversari. Risultato roboante, 4-1 per i gialloblù, che consente all’Audace Cerignola di avere un bel margine di vantaggio in vista del ritorno allo Zaccheria di Foggia di lunedì.
Il Cerignola potrebbe anche permettersi di perdere con 2 goal di scarto, questo non basterebbe al Foggia per qualificarsi alla fase successiva. In caso di parità nel conto totale dei goal realizzati, al termine dei 90 minuti di gioco, passerebbe il Foggia in quanto “testa di serie“. Dunque l’impresa dei satanelli sarà quella di vincere con almeno 3 goal di scarto.
Spettacolo al Monterisi

Partita che comincia con un ritmo alto e che vede il Cerignola rendersi pericolosa al 10′ quando da un’incursione di Coccia viene servito Sainz-Maza che a sua volta libera di tacco Russo ma è bravo il portiere rossonero Thiam ad anticipare evitando il pericolo.
Primo tempo
Al 15′ è il Foggia a rendersi pericoloso con una punizione battuta da Costa ma il pallone esce sul fondo.
Al 19′ calcio di rigore per il Cerignola per un fallo in area di Leo su Achik. Proprio lo stesso giocatore si presenta sul dischetto e non sbaglia, 1-0.
Al 24′ raddoppio gialloblù su calcio di punizione dal limite. Sainz-Maza si appresta alla battuta e con una parabola diretta in porta segna il goal del 2-0.
Al 43′ è ancora l’Audace Cerignola a rendersi pericolosa, Coccia e Tascone scambiano tra loro e liberano al tiro Achik che manda la palla oltre la traversa.
Secondo Tempo
Al 48′ il Foggia accorcia le distanze con un tiro-cross di Bjarkason, la palla viene smanacciata da Saracco ma poi si infila in porta, 2-1.
Al 50′ il Cerignola ristabilisce subito le distanze, Russo mette in mezzo all’area un pallone per Sainz-Maza che incrocia sul secondo palo e sigla la sua doppietta personale, 3-1.
Al 56′ rossoneri che ci provano, Di Noia libera Schenetti che si vede respingere il pallone da Saracco in uscita.
Al 58′ il Foggia ci prova. Frigerio, subentrato a Schenetti, mette al centro un pallone che Ogunseye di destro al volo spedisce alto.
Al 78′ sono i padroni di casa ad insistere, D’Ausilio ruba un pallone e si presenta davanti al portiere, palla di poco alta sopra la traversa.
All’80′ il poker del Cerignola! Samele serve D’Ausilio che conclude e mette il pallone in rete, 4-1.
Delio Rossi: “Merito al Cerignola”

“Sono dispiaciuto perché onestamente non era la partita che avevamo preparato, poi vai sotto di due reti in occasioni in cui la palla era la nostra e la partita si è messa bene per loro. Abbiamo cercato di riaprirla ma poi abbiamo commesso altri errori e non siamo più riusciti a venirne a capo. Peccato, però c’è ancora la partita di ritorno.
Merito al Cerignola per come ha interpretato la sfida e adesso ci lecchiamo le ferite e penseremo alla partita di ritorno. Non so ancora come sta Ogunseye, dobbiamo verificarne le condizioni. Sono rammaricato per come abbiamo interpretato la gara e loro sono stati più determinati di noi, soprattutto nei momenti topici della gara e noi avremmo dovuto fare altrettanto. Sentirò il Presidente nelle prossime ore”.
Michele Pazienza: “E’ stata una serata fantastica“
“Il risultato ci dà la possibilità di giocare con un vantaggio notevole il ritorno a Foggia. E’ una vittoria che ci regala autostima e fiducia per costruire quanto di necessario per passare il turno. Avevo bisogno di vivacità e Achik ha questa caratteristica. Ha speso molto di più però per fortuna la scelta ha premiato e ci ha portato i vantaggi che cercavo.
Ne ho approfittato per far rifiatare Malcore. Il merito è solo dei giocatori. Tutti. Anche chi è subentrato. Sainz Maza? Il calcio è bello anche per questo. I numeri fanno passare un messaggio diverso dalla realtà. Maza ha dato un apporto importante in tutta la stagione. Nelle ultime partite ha trovato la continuità sotto porta. Mancava solo quella.
I tifosi sono stati determinanti. Fin dai primi minuti hanno aggiunto carica emotiva che è mancata in altre partite. E’ quanto spetta a questi ragazzi che meritavano questo palcoscenico. Ora dobbiamo solo lavorare e trovare la giusta mentalità e determinazione per passare turno”.
Serie C
Sambenedettese, UFFICIALE l’esonero di D’Alesio
Attraverso i propri account social ed il sito ufficiale, la Sambenedettese ha ufficializzato l’esonero del suo allenatore Filippo D’Alesio.
Dura solo due mesi l’esperienza di Filippo D’Alesio sulla panchina della Sambenedettese. Arrivato a dicembre per sostituire Palladini, D’Alesio ha ottenuto una sola vittoria in otto partite da allenatore della Samb (0-2 contro il Forlì). Per il resto 3 sconfitte e 4 pareggi.
La panchina sarà affidata a Marco Mancinelli, vice di Palladini: ha già guidato la squadra marchigiana per la partita contro l’Arezzo (persa 1-0) prima dell’arrivo di D’Alesio. Attualmente la Samb si trova al quindicesimo posto a +8 sul Pontedera diciannovesimo.
Sambenedettese-D’Alesio é finita: il comunicato

Di seguito il comunicato del club marchigiano:
“La U.S. Sambenedettese comunica di aver sollevato mister Filippo D’Alesio dall’incarico di allenatore della Prima Squadra.
Al tecnico vanno i ringraziamenti del Club e della squadra per il lavoro svolto con professionalità ed impegno, augurandogli le migliori fortune calcistiche e personali.
Serie C
Triestina, vittoria d’orgoglio contro il Lumezzane
La Triestina, dopo settimane di polemiche avute con l’esonero di Tesser e il ritorno in panchina di Giuseppe Marino, batte il Lumezzane va a +1 in classifica.
La Triestina, dopo giorni difficili avuti in seguito all’esonero di Attilio Tesser e il ritorno di Giuseppe Marino, torna alla vittoria contro il Lumezzane e finalmente cancella la penalizzazione: prova d’orgoglio in un Rocco semideserto.

Triestina, finalmente penalizzazione cancellata: vittoria contro il Lumezzane, prova d’orgoglio davanti pochi spettatori al Rocco
La Triestina, dopo giorni di roventi polemiche in seguito all’esonero di Attilio Tesser e il ritorno in panchina di Giuseppe Marino, finalmente torna alla vittoria contro il Lumezzane, 2 a 1 con gol vittoria di Kljajić su rigore nei minuti di recupero. Una vittoria che permette finalmente di cancellare la penalizzazione, ora si è +1 in classifica, ancora la matematica non condanna gli alabardati, ma tecnicamente è quasi impossibile ottenere almeno i playout, salvo miracoli. L’impronta di Marino si è vista, però quello che ha dato maggior risalto era lo stadio Rocco, praticamente semivuoto, segno che i tifosi parte lo zoccolo duro manifestano indifferenza.
Infatti, la tifoseria non vuole più seguire una squadra che praticamente disputa il campionato solo per onor di firma, vogliono chiarezza dalla società in merito al futuro, al 99% il prossimo anno in Serie D. Dopo alcune partenze eccellenti, la società vuole ridurre i costi visto che il prossimo anno si parteciperà un campionato dilettantistico, ma i tifosi vogliono un progetto che porta la squadra alabardata nelle categorie che merita. Ci sarà spazio per questo progetto per Giuseppe Marino? Il tecnico risponde con i risultati: ha fatto sempre bene, meritandosi spazio nei giornali nazionali, forse accattonato solo perché si crede che con Tesser riuscisse il miracolo dello scorso anno. Ma questo non c’è stato, Marino è tornato ed anche tornata la vittoria, forse troppo tardi per avere chance di salvezza.
Vedremo come gli alabardati andranno nei prossimi impegni, ma l’impronta di Marino si è vista, forse l’approccio del tecnico napoletano è quello che serve per rilanciare gli alabardati, ma l’interrogativo sono i tifosi, con un Rocco semideserto come mai si era visto.
Serie C
Catania, Piero Cucchi: il tecnico della rinascita
Oggi è venuto mancare Piero Cucchi, tecnico che ha allenato molto in Serie C, ma a Catania ancora oggi è ricordato: è il tecnico della promozione 1998/99.
Oggi si è spento Piero Cucchi, giocatore ma soprattutto tecnico di diverse squadre di Serie C, ma il suo ricordo è legato al Catania: con i rossazzurri ha conquistato la promozione in Serie C1 nella stagione 1998/99, la stagione della rinascita della squadra siciliana.

Catania, Piero Cucchi: il tecnico della rinascita rossazzurra, il campionato 1998/99 tra la partita con le maglie dei tifosi e il gol di Manca allo scadere contro il Messina
Oggi si è spento all’età di 87 anni Piero Cucchi, giocatore e tecnico di grande esperienza soprattutto in Serie C: in terza serie ha allenato dal 1974 al 2002 diverse squadre, tra le più note Potenza, Turris, Latina, Ischia, Juve Stabia, Nocerina ma soprattutto Catania, che allenò nella stagione 1998/99, la stagione per la rinascita della squadra rossazzurra dopo l’esclusione dal professionismo avvenuta nel 1993.
Quella di Cucchi può essere iscritta come l’ultima impresa del calcio di una volta, niente che vedere con quello odierno. Infatti, quella stagione è piena di aneddoti che oggi sarebbero cose che non si vedrebbero nemmeno nei dilettanti: un episodio è datato 13 dicembre 1998, derby al Giovanni Celeste contro il Messina anch’esso in fase di rinascita dopo il fallimento, ma però la partita rischia di non giocarsi causa divise simili. Un certo punto, Cucchi chiama raccolta i tifosi che cedono le loro maglie rossoazzurre ai propri giocatori, la partita finirà 0 a 0 con 11 giocatori che non hanno nessuno la stessa divisa di gioco.
La partita di ritorno, al Cibali, invece passa alla storia come la partita più sofferta ma anche più esaltante di tutta la storia della squadra etnea: la sfida viene decisa da Manca allo scadere, con un colpo di testa che batte Manitta fa esplodere il Cibali ed è la vittoria che vale la promozione in Serie C1. Il presidente Massimino era morto 3 anni prima, ma da lassù vedeva in Piero Cucchi colui che aveva vendicato il Catania da quella ingiusta esclusione dell’estate del 1993.
Episodi di un altro calcio, da personaggi come Piero Cucchi il calcio dovrebbe ripartire, per poter far ritornare i tifosi riempiere gli stadi, come fece con i rossoazzurri nell’ormai lontano 1998/99.
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