Serie A
Milan-Bologna, la conferenza stampa di Pioli e De Leo
Mister Pioli, allenatore del Milan, così in occasione della conferenza stampa in vista della partita di domani contro il Bologna. Queste le dichiarazioni del tecnico dei rossoneri.
Sul rientro alla capienza massima dello stadio: “È un’energia in più, è quello che vogliamo, è quello che vogliamo sentire. La carica dei nostri tifosi deve darci la voglia di giocare la partita al massimo delle nostre possibilità”.

Sul risultato in carriera: “Sono convinto che debba ancora arrivare e lavoro perché arrivi il prima possibile; per farlo abbiamo preparato la partita nel modo migliore possibile.
Chi è andato via durante la sosta avrà voglia di riscatto… Li ho trovati tutti bene, fisicamente stanno tutti bene: le scelte saranno tecniche. Ibra convive con i suoi acciacchi, ma sta bene”.
Sulla classifica: “Finiamo la stagione e poi vediamo dove saremo. È chiaro che non ci vogliamo tirare indietro, affrontando le ultime giornate con grande forza e energia. Poi tireremo le somme. Se il lavoro è positivo il merito è di tutto l’ambiente”.
Sul dubbio Diaz o Kessie: “Ho un unico dubbio a centrocampo, ma sono tranquillo. Tutti pensano di meritare di giocare. Saranno molto importanti i titolari, ma anche chi entra dopo”.
Su Ante Rebic: “Non credo trequartista. Ante potrebbe fare la seconda punta, può capitare. Per me potrebbe giocare a destra, ma lui non ama tanto giocare lì: non è importante che parta titolare, ma che sia determinante per la squadra”.
Su Hernandez: “Ho seguito tutte le partite dei nostri nazionali. Giroud sta molto bene, ha segnato goal importanti e sono contento per lui. Theo, da quando gioca con la Francia, ha adottato la difesa a 3; è diventato un giocatore completo e affidabile”.
Su Ibra: “Ibra dovrà aiutare la squadra per dare il massimo come ha sempre fatto”.
Anche Emilio De Leo, tattico del Bologna, è intervenuto in occasione della conferenza stampa in vista della partita di domani contro il Milan, data l’assenza di Mister Mihajlovic. Queste le sue dichiarazioni.
Sull’assenza di Mihajlovic: “Non è stato facile, la notizia del mister è stata come un fulmine a ciel sereno ma ci siamo subito ricompattati come era successo in passato.
Ci aspetta una gara difficilissima contro una delle migliori squadre del campionato, ma cercheremo di giocarcela con coraggio. V
ogliamo provarci e giocare a viso aperto per dare una soddisfazione in primis al mister.
Vogliamo ritrovare una sfrenata leggerezza, rimanendo umili ma cercando di lottare fino all’ultimo istante.
Dobbiamo ritrovare determinazione e tenacia ma anche leggerezza, perché ci esprimiamo meglio quando siamo più liberi di testa e quando siamo in fiducia.
L’altro aspetto che riassume tutto è la nostra resilienza, perché dobbiamo sapere che ci saranno momenti difficili all’interno della gara, ma non dobbiamo scoraggiarci”.
Su Hickey: “Abbiamo diverse opportunità, dal provare Hickey su quella fascia, al fare giocare Kasius o Mbaye.
Aaron è un giocatore molto duttile, sembra ambidestro e puà tornarci molto utile. Kasius è un giocatore che in accelerazione potrebbe darci una grossa mano e Mbaye è un grande giocatore.
Vediamo l’ultimo allenamento e poi ci confronteremo anche col mister”.
Su Soriano: “Sta bene, ieri ha lavorato in differenziato ma oggi sarà aggregato al gruppo. Vediamo come andrà oggi”.
Su Dominguez: “Procede molto bene, abbiamo accelerato i tempi e se fosse per lui sarebbe già in campo.
Probabilmente dalla prossima sarà pronto, ma vedremo se sarà con noi a Milano anche già da questa gara”.
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Serie A
Udinese, vicina la cessione in prestito di Goglichidze al Watford!
Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, l’Udinese ha trovato un accordo con il Watford per quanto riguarda la cessione in prestito di Saba Goglichidze.

NICOLO ZANIOLO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Udinese, la vicina cessione di Goglichidze al Watford
Il difensore georgiano di proprietà dell’Udinese è vicino al Watford. Il difensore può andare in prestito in Inghilterra. Solamente 9 presenze con il club friuliano, mentre all’Empoli l’anno scorso ha disputato ben 36 partite, fornendo anche un assist. Dovrebbe riuscire a trovare maggiore spazio in Championship, con il club che attualmente occupa la posizione numero 8 in classifica, a -1 dalla zona playoff.
Serie A
Roma, nuovi contatti con la Fiorentina per Fortini! I dettagli
La Roma vuole regalare un rinforzo a Gian Piero Gasperini e, la situazione di Fortini alla Fiorentina, è particolarmente traballante. Scopriamo insieme i dettagli.
La Roma e il Napoli hanno mostrato interesse di recente per il giocatore viola, il quale ha un contratto in scadenza nel 2027. L’intesa tra il club toscano e il calciatore è molto distante al momento, dunque non è da escludere una cessione in questi ultimi giorni di calciomercato.
Secondo quanto riportato da Fiorentinanews.com, la squadra che ha mostrato più interesse per l’italiano classe 2006 sono proprio i giallorossi. Nelle ultime ore ci sono stati nuovi contratti tra l’entourage di Niccolò Fortini e la Roma.

LA GRINTA DI GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, i numeri di Niccolò Fortini
In maglia viola non sta avendo un rendimento particolarmente incisivo, dati i 0 gol e assist in 23 presenze (anche se la maggior parte da subentrato). Alla Juve Stabia invece, la scorsa stagione, ha sorpreso particolarmente gli addetti ai lavori: 2 gol e 3 assist in Serie B, con un club in quel momento neopromosso dalla Serie C.
In estate aveva attirato gli occhi di vari club italiani, ma la Fiorentina è stata brava a saper restitere alle offerte per lui. Non sembra rientrare particolarmente nei piani di Vanoli, oltre ad un accordo per il rinnovo che ad oggi sembra molto improbabile da trovare. Unendo i pezzi del puzzle la soluzione logica è solamente una: l’addio ora o in estate. Tuttavia, il calciomercato sa sempre come sorprendere i tifosi e, ad oggi, è ancora tutto da dover scrivere.
Serie A
Milan, Pulisic ancora a secco nel 2026
Milan – Imprecisione sotto porta e condizione non ottimale frenano l’americano. Allegri lo gestisce, ma i rossoneri rallentano…
Christian Pulisic resta uno dei volti simbolo della stagione del Milan, ma l’inizio del 2026 racconta una storia diversa. L’attaccante statunitense non ha ancora trovato il gol nel nuovo anno e, rispetto agli standard altissimi mostrati nei mesi precedenti, il suo rendimento ha subito una frenata evidente.
L’ultimo sorriso sotto porta risale al 28 dicembre, nel netto 3-0 inflitto al Verona. Da allora, zero reti e qualche occasione sprecata di troppo, come contro la Fiorentina, dove almeno due chance nitide non sono state capitalizzate. Un problema di mira, certo, ma non solo. A pesare è anche una condizione fisica non ottimale, conseguenza di acciacchi che ne stanno limitando continuità e brillantezza.
Il calo di Pulisic si riflette anche sui numeri del Milan. I rossoneri restano tra gli attacchi più prolifici della Serie A, ma senza i gol del numero 11 la media realizzativa è scesa: dopo Verona, la squadra di Allegri non è più andata oltre una rete a partita e, quando ha vinto, lo ha fatto sempre con il minimo scarto, collezionando anche diversi pareggi.
Milan, cosa è successo a Pulisic?
Eppure i dati stagionali restano importanti. Prima dello stop, Pulisic viaggiava a ritmi da bomber vero: 8 gol in 11 partite, miglior marcatore del Milan e principale rivale di Lautaro Martinez nelle prime fasi del campionato. Poi l’infortunio al bicipite femorale tra ottobre e novembre e, ora, un dolore alla caviglia che ne condiziona allenamenti e minutaggio.

CHRISTIAN PULISIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La panchina contro la Roma è stata un segnale chiaro: Allegri non vuole forzare. Anche perché, con l’arrivo di Fullkrug e la crescita di Nkunku, il tecnico può permettersi una gestione più attenta, aspettando che Pulisic ritrovi la miglior forma senza sovraccaricarlo in un momento delicato della stagione.
Il Milan sa di aver bisogno del suo numero 11 al massimo delle potenzialità nella fase decisiva dell’anno. Ritrovare il Pulisic dei mesi scorsi non significherebbe solo tornare a segnare con più continuità, ma anche riaccendere l’ambizione di una squadra che punta a giocarsi fino in fondo i propri obiettivi.
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