Serie A
Juventus, col Lecce via al mese decisivo in chiave Champions
La Juventus prepara il prossimo match contro il Lecce, che sarà il primo di tre match fondamentali per continuare la rincorsa alla qualificazione in Champions.
I bianconeri sembrano aver cambiato volto con l’arrivo di Tudor e adesso l’obiettivo sembra alla portata ma ci saranno da affrontare squadre in lotta per la salvezza.
Juventus, vietato sbagliare: il sentiero è uno solo
L’impegno in programma sabato 12 aprile alle 20:45 all’Allianz Stadium rappresenta un possibile punto di svolta per la stagione del club torinese. Gran parte della rosa ha ritrovato entusiasmo e intesità sul campo, tanto da evidenziare un cambiamento significativo nell’atteggiamento iniziale.
La vittoria contro il Genoa ha fatto da apripista verso la rivoluzione del modo di giocare imposto da Igor Tudor e il pareggio di Roma non ha fatto altro che consolidare il percorso intrapreso dalla società per questo finale di stagione.

IGOR TUDOR E DUSAN VLAHOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Per questo motivo in particolare la sfida col Lecce assume un significato ancor più importante, visto che i punti in palio sono pesantissimi per entrambe le squadre. I salentini stanno lottando con le unghie e con i denti per la salvezza ma di fronte si troveranno una squadra decisa e pronta a mettere in campo un’intensità totale anche in fase di pressing.
In caso di tre punti, i bianconeri poi saranno chiamati a ripetere lo stesso esito contro il Parma che arriva dal pareggio contro l’Inter e ha dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque, dopodichè sarà la volta del Monza ormai in caduta libera verso la Serie B e il bottino pieno è d’obbligo.
Potenzialmente si parla di 9 punti che rilancerebbero pesantemente la Juventus in zona Champions League e la conseguente rivoluzione sul mercato prevista per l’estate.
Serie A
Parma e Genoa non si fanno male: è 0-0 al Tardini
La domenica di Serie A si apre allo stadio Tardini con la gara tra Parma e Genoa. La partita delle 12:30 termina in parità, 0-0.
Parma-Genoa è la gara che inaugura la domenica della 21° giornata di Serie A. Poche emozioni e zero gol allo stadio Tardini, dove entrambe le squadre sembrano accontentarsi di ricevere un punto a testa. Sia gli emiliani che liguri fanno un passetto in avanti in classifica, mettendosi a debita distanza dalla zona retrocessione.
Meglio la formazione ospite nei primi 45 minuti’, con Lorenzo Colombo che sfiora il gol in un paio di circostanze, anche nel finale di gara. Mentre nella ripresa è la squadra di Cuesta a prendere di più il controllo del gioco, anche grazie al ritorno alla difesa a 3. Ducali che tornano a fare punti davanti al pubblico di casa, dopo 3 sconfitte consecutive. La squadra di De Rossi conferma il buon periodo di salute, portando a quota 4 il numero di gare da imbattuti.
Parma-Genoa, la cronaca del match

LA FORMAZIONE DEL PARMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inizia la sfida salvezza tra Parma e Genoa. Primo squillo da parte dei rossoblù: ci prova Colombo da fuori, la conclusione termina al lato del palo. Il centravanti numero 29 è protagonista di una grande occasione al minuto 15: filtrante di Ellertson per Colombo, Corvi azzecca il tempo di uscita murando la conclusione del centravanti. Dopo un buon inizio degli ospiti, i padroni di casa prendono le contromisure. Bernabé si inserisce in area e impegna Leali con un tiro in diagonale.
La gara fatica a prender ritmo, anche a causa dei molti falli e interruzioni. Saranno ben 4 gli ammoniti del primo tempo, due per parte. I primi 45’ terminano senza altre occasioni importanti.
La seconda frazione riparte con un cambio nelle file dei ducali. Cuesta adotta il passaggio al 3-5-2, mandando in campo Britschgi al posto di Ondrejka. Cambio modulo che ha l’obiettivo di cercare di creare pericoli con i cross dalle fasce per sfruttare le abilità aeree di Pellegrino. È il Parma a fare la partita nella fase iniziale del secondo tempo. I padroni di casa però faticano a rendersi pericolosi con costanza. Una lunga fase interlocutoria viene interrotta solo dalle sostituzioni dei due tecnici.
A metà secondo tempo arrivano i primi cambi di De Rossi: dentro Ekhator e Messias al posto di Vitinha e Malinovski. Cuesta risponde togliendo Bernabè e Pellegrino, e inserendo Djuric e Sorensen. Proprio l’attaccante bosniaco sfiora il gol con un colpo di testa da calcio di punizione. Al 83’ finisce la partita di Oristano: al suo posto entra Cremaschi. Pian piano scema la pressione emiliana, e torna a farsi vedere in attacco il Genoa.
La più grande occasione dei liguri nella ripresa capita ancora una volta sui piedi di Colombo: il centravanti calcia da posizione defilata, e la sua conclusione viene anche sporcata da Del Prato: ottimo riflesso di Corvi, che salva i suoi. All’89 De Rossi regala l’esordio in Serie A al giovane attaccante della Primavera Nurendini, subentrato al posto di Colombo. Pairetto concede 4 minuti di extra time, che scadono senza ulteriori sussulti. Parma e Genoa ottengono un punto a testa.
Serie A
Bologna-Fiorentina, le formazioni ufficiali
A pochi minuti dal fischio d’inizio di Bologna-Fiorentina, sono state diramate le formazioni ufficiali che scenderanno in campo al Dall’Ara alle 15.
Alle 18, al Dall’Ara, Bologna e Fiorentina scenderanno in campo per una sfida fondamentale per entrambe. La squadra di Italiano, che contro l’Hellas Verona ha ritrovato un successo che mancava da quasi due mesi, ha bisogno dei tre punti per rimanere agganciata al treno per l’Europa.
Dall’altra parte la Viola di Vanoli, ancora imbattuta nel nuovo anno, cerca continuità e una vittoria che le permetterebbe di avvicinare le dirette concorrenti per la salvezza.

RICCARDO ORSOLINI GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Bologna-Fiorentina, le formazioni ufficiali
Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Vitík, Heggem, Miranda; Freuler, Pobega; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro
Fiorentina (4-3-2-1): De Gea; Dodô, Comuzzo, Pongraćić, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Parisi, Guðmundsson; Piccoli

Serie A
Inter di ferro, scatto Scudetto: difesa blindata e vittorie pesanti
Inter – A Udine altro 1-0 di platino: i numeri dicono che il sogno tricolore è più di una suggestione.
Porta chiusa a doppia mandata e tre punti dal peso specifico enorme. L’Inter passa anche a Udine, su un campo storicamente complicato e a sole 64 ore dall’impegno precedente, confermando una solidità difensiva che oggi rappresenta il vero marchio di fabbrica della squadra di Cristian Chivu. Un altro successo di misura, un altro clean sheet: segnali forti, da squadra che sa come si vince un campionato.
Inter, tornano i numeri da Scudetto
Al Bluenergy Stadium i nerazzurri hanno sofferto nel finale, ma senza mai perdere il controllo. L’Udinese ha aggredito con intensità, senza però creare reali pericoli. Merito di una retroguardia finalmente registrata, capace di leggere i momenti della gara e di adattarsi alle difficoltà. Chivu ha iniziato con Bisseck, Akanji e Carlos Augusto, per poi irrobustire ulteriormente il reparto negli ultimi minuti: dentro Acerbi e de Vrij, con Akanji avanzato a fare da schermo. Ne è nato un 5-4-1 compatto, invalicabile.

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
È il secondo 1-0 consecutivo per l’Inter dopo quello rifilato al Lecce a San Siro. Vittorie “di corto muso”, spesso decisive nella corsa Scudetto italiana, dove a fare la differenza è la capacità di concedere poco o nulla. A Udine è bastata la zampata decisiva, con Pio Esposito ancora protagonista nell’azione che ha portato al gol di Lautaro: una coppia che accende l’entusiasmo del popolo nerazzurro.
I numeri parlano chiaro. L’ultima sconfitta in campionato risale al 23 novembre, nel derby perso col Milan. Da allora l’Inter ha raccolto 25 punti sui 27 disponibili. Nei nove match successivi ha incassato appena quattro reti, mantenendo la porta inviolata in sei occasioni. I clean sheet stagionali sono già undici, il dato migliore della Serie A.
Dopo un avvio incerto, con sei gol subiti nelle prime tre giornate, la svolta è evidente: nelle successive diciotto partite i gol al passivo sono stati solo undici. Con il miglior attacco del campionato (44 reti) e una difesa tornata dominante, l’Inter ha completato l’ultimo tassello. Lo Scudetto, oggi, non è più solo una possibilità: è un obiettivo concreto.
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