Serie A
Fiorentina, “Pioli is on fire”: i viola chiamati alla rinascita nel giorno del ritorno del grande ex
Fiorentina in crisi cerca riscatto con il ritorno di Pioli. Milan-Fiorentina sarà il banco di prova per squadra e giocatori.
“Pioli is on fire”. Fissato per domenica 19 ottobre, il primo ritorno di Stefano Pioli nel luogo che tanto lo aveva acclamato: la sfida tra Milan e Fiorentina rappresenta forse l’ultima occasione di rilancio per quella che, numeri alla mano, è la peggiore Fiorentina degli ultimi 50 anni.
Che siano proprio queste emozioni, quelle legate al passato e al carisma del suo ex allenatore, a dare nuova linfa alla squadra viola: una squadra chiamata a ritrovare sé stessa, in quella che potrebbe trasformarsi nella seconda impresa della carriera del grande ex di giornata.
“Allegri non ci vede in corsa per la Champions? L’ho già scritto sulla lavagna…” Sono state queste le parole pronunciate dal tecnico durante la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione. Dichiarazioni durate però pochissimo, alla luce dei risultati raccolti nelle prime giornate: due pareggi consecutivi, rispettivamente a Cagliari e a Torino contro il Toro, validi per i primi due turni del nuovo campionato, seguiti poi dalle sconfitte interne contro Napoli e Como.
A peggiorare il bilancio, il pareggio nel derby contro il Pisa — parzialmente attenuato dal successo in Europa contro il Sigma Olomouc — prima di arrivare a quella che, paradossalmente, è stata finora la miglior prestazione in Serie A dei viola: la sconfitta di domenica scorsa contro la Roma.
Fiorentina-Milan, cosa può rappresentare
Una sfida dal sapore agrodolce quella che attende la formazione viola una volta conclusa la sosta nazionali, che potrebbe sancire quindi, oltre che i primi tre punti in stagione, un nuovo inizio dell’esperienza di Pioli sulla panchina della Fiorentina.
Secondo quanto riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, allenatore e calciatori si sono confrontati sul momento, con un gruppo che — compatto — ha mostrato grande voglia di reagire per uscire tutti insieme dalle difficoltà.
Un segnale di unità che, se accompagnato dai risultati, potrebbe rappresentare il punto di svolta di una stagione finora deludente. La gara contro il Milan, con il grande ex Pioli in panchina, sarà molto più di una semplice partita: un banco di prova decisivo per misurare la tenuta mentale del gruppo e la fiducia dell’ambiente.
Oltre alla squadra nel suo complesso, il segnale di reazione è atteso anche da alcuni giocatori in particolare: Nicolò Fagioli e Albert Gudmundsson, tra i più pagati della rosa insieme a Piccoli, ma finora apparsi tra i più opachi.
Perché, al di là delle parole e delle promesse, solo il campo potrà dire se questa Fiorentina è davvero pronta a rialzarsi — o se quella scritta sulla lavagna resterà solo un’illusione di inizio stagione.

CHRISTIAN PULISIC RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Tommasi su Juventus-Napoli: “Trattenuta evidente, era rigore”
L’ex arbitro Dino Tommasi interviene a Open VAR e commenta il contatto in area tra Bremer e Højlund durante Juventus-Napoli
L’ex arbitro Dino Tommasi, oggi componente della CAN, è intervenuto per analizzare gli episodi arbitrali più discussi della 22ª giornata di Serie A, nel corso di Open VAR, il format prodotto da DAZN con il supporto di FIGC, AIA e Lega Serie A.
Juventus-Napoli. Tra gli episodi finiti sotto la lente d’ingrandimento, particolare attenzione è stata riservata a quanto accaduto durante Juventus–Napoli, match terminato 3-0 in favore dei bianconeri. A far discutere è stato il rigore reclamato dalla formazione ospite per un contatto avvenuto all’interno dell’area juventina tra Gleison Bremer e Rasmus Højlund, con il difensore che interviene in maniera evidente sull’attaccante.
Secondo Tommasi, l’episodio presenta elementi chiari che avrebbero dovuto portare a una revisione. L’ex arbitro spiega:
“La trattenuta di Bremer è evidente, è sicuramente un intervento falloso perché cinge il collo di Hojlund. Dunque manca sia il calcio di rigore sia l’on field review. Mariani comunica alla sala VAR, quindi a Doveri e Di Paolo, che non ha visto la situazione, perché probabilmente stava guardando a destra e perde la priorità sul centro dell’area di rigore in quel momento”.
Un passaggio chiave, quello della comunicazione dell’arbitro di campo, che secondo Tommasi avrebbe dovuto attivare in modo automatico il protocollo VAR. Proprio su questo punto arriva la conclusione dell’analisi:
“Se la revisione fosse stata fatta bene, vi dico, sarebbe stato richiamato l’arbitro a vedere l’episodio, soprattutto in virtù del fatto che, ripeto, comunica che non è riuscito a valutarlo”.
Focus
Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri
La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.
Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee.
Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, dove può giocare Maldini
Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti.
Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.
Serie A
Lecce, risolto il rebus Camarda: si opera a Milano ma rimane in giallorosso!
Il Lecce ha ribadito la volontà di non interrompere il prestito prima del termine della stagione. Farà le cure a Milano ma rimarrà in Puglia.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’infortunio alla spalla si è rivelato più grave del previsto: Camarda si deve operare e, piuttosto che rimandare l’intervento al termine della stagione, vuole farlo subito per poi trovarsi al top durante il prossimo ritiro pre-campionato.
Il Milan, proprietario del cartellino, avrebbe dunque preferito che il ragazzo tornasse a Milanello e si facesse monitorare dallo staff rossonero.

L’URLO DI WLADIMIRO FALCONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lecce, difficile per il Milan richiamare Camarda dal prestito: ecco i motivi
Il Lecce ha spinto per la permanenza di Camarda, per ragioni tecniche ed economiche. L’arrivo di Cheddira non esclude il 17enne, che per Di Francesco rimane un elemento fondamentale della propria rosa.
Inoltre è da menzionare il diritto di riscatto e contro-riscatto. Stando agli accordi presi in estate, il Lecce a fine stagione potrà riscattare Camarda a cifre favorevoli, ottenendo circa un milione di euro nel momento in cui il Milan eserciterà la contro-opzione.
Viene da sé che, per i due club, trovare un accordo per interrompere il prestito a gennaio pare piuttosto difficile. Per questo, salvo sorprese, Camarda tornerà a Milano per curarsi al meglio, ma rimarrà a tutti gli effetti un calciatore del Lecce.
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