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Tokyo 2020: Italia scatenata, tripletta azzurra
Oro, argento e bronzo, l’Italia non si fa mancare nulla e arricchisce il medagliere.
Brilla il volley femminile, battuta 3-0 (25-21; 25-16; 25-15) l’Argentina. Per Egonu e compagne è il terzo successo su tre incontri. Fenomenali.
Fa scalpore l’eliminazione in semifinale di finale dell’Italia del fioretto femminile che, dopo aver superato ai quarti 45-32 l’Ungheria, si arrendono 43-45 alla Francia. Martina Batini, Erica Cipressa, Alice Volpi e Arianna Errigo erano in vantaggio addirittura di +11, poi la clamorosa rimonta transalpina. Decisivo l’ultimo assalto, con la Thibus che regola 8-3 la Errigo. Ora finalina per il bronzo contro gli USA, battuti dal ROC 42-45.
Nel trap, con 22/30 piattelli, chiude quinta Silvana Stanco. Fuori dalla finale invece la favorita Jessica Rossi. Eliminato anche allo spareggio, dopo aver centrato 122/125 piattelli, Mauro De Filippis.
Nei 200 misti Alberto Razzetti è il primo degli esclusi con 1’57″70. Nei 200 rana Francesca Fangio fatica in semifinale e con 2’27″56 (4″ secondi in più rispetto alle batterie) manca l’accesso in finale, quindicesimo tempo complessivo. Nella finale dei 100 stile libero Alessandro Miressi chiude sesto con 47″86.
Nel BMX Giacomo Fantoni chiude in quinta piazza i quarti di finale ed è fuori dalla finale.
Nel pugilato femminile Giordana Sorrentino è stata battuta 5-0 dall’atleta di Taiwan Wen-Huang.
Nella canoa niente finale per Marta Bertoncelli nello slalom, l’azzurra chiude la semifinale al quindicesimo posto.
Nel canottaggio semifinale amara per Gennaro Di Mauro che chiude quarto ed è costretto alla finale B nel singolo. Nella finale B del due senza solo quinto posto per Giovanni e Vincenzo Abbagnale. Seste Tondodonato/Rocek nella finale B del due senza.
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Canottaggio d’oro e di bronzo, storiche medaglie per l’Italia

Federica Cesarini e Valentina Rodini (foto facebook)
Federica Cesarini e Valentina Rodini conquistano la medaglia più preziosa nel doppio pesi leggeri con soli quattordici centesimi sulla Francia e quarantanove sull’Olanda. Per la Cesarini “è stata un’emozione incredibile: io non avevo capito nulla di quello che era successo, ma ora … sono in pace“. La Rodini ha dichiarato: “sapevamo che sarebbe stata durissima fino alla fine. Federica è stata davvero bravissima nella gestione della gara.” L’Olanda è stata in testa fino ai dieci metri dal traguardo, poi la fantastica rimonta azzurra.
Medaglia di bronzo per Stefano Oppo e Pietro Ruta nel doppio dietro Irlanda, oro, e Germania, argento. Nel finale, controllata la rimonta di Repubblica Ceca e Belgio, grande risultato per la coppia azzurra.
Miracolo Paltrinieri, è d’argento

Gregorio Paltrinieri (foto facebook)
Gregorio Paltrinieri, appena guarito da una sofferta mononucleosi e apparso non proprio in forma, conquista un’insperata medaglia d’argento negli 800 stile libero. Greg prova a sorprendere tutti con una gara di testa, poi viene ripreso ma si riprende nell’ultima vasca e centra un insperato secondo posto arrendendosi soltanto all’americano Finke. Paltrinieri con 7’42″11 regola l’ucraino Romanchuck per due centesimi. Grandissimo Greg, un grande miracolo sportivo, l’Italia è orgogliosa di te.
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Le Auto come Icone Culturali: Come le Automobili Hanno Plasmato la Società Moderna
Le automobili hanno segnato il passo della modernità trasformando paesaggi ritmi e immaginari collettivi.
Ogni motore acceso ha portato con sé un desiderio di movimento e di libertà mentre ogni carrozzeria lucida ha raccontato un sogno possibile. Nel tempo le auto sono diventate specchi della vita quotidiana e simboli potenti di un’epoca che corre veloce senza voltarsi.
Il legame tra auto e cultura si è rafforzato attraverso il cinema la musica e la narrativa che hanno reso celebri modelli iconici e storie di viaggio. In questo intreccio di storie è nato un bisogno crescente di conoscere e approfondire il ruolo sociale di questi mezzi grazie anche a risorse culturali come z library che hanno favorito un archivio diffuso di opere dedicate alla mobilità e alla sua evoluzione.
L’Automobile come Simbolo di Identità
Ogni auto racconta un carattere diverso. Alcune trasmettono eleganza altre fierezza altre ancora un senso di ribellione. Basta pensare ai grandi boulevard illuminati dove un’auto sportiva accende gli sguardi o ai borghi silenziosi dove un vecchio modello conserva storie custodite nel tempo. L’automobile diventa così una firma personale che riflette aspirazioni e gusti trasformando la strada in un palcoscenico discreto.
Il ruolo identitario dell’auto si manifesta anche nelle comunità che ruotano attorno ai brand cult. Club raduni e restauratori alimentano una passione capace di attraversare generazioni. Ogni incontro regala aneddoti e scoperte come se ogni vettura fosse un romanzo pronto a svelarsi. Questa dimensione rafforza il senso di appartenenza e rende l’automobile un oggetto culturale pieno di significato.
Ora emergono tre aspetti chiave che mostrano come l’auto abbia inciso sulla società moderna:
- La strada come nuovo spazio sociale
Le strade hanno ridisegnato città e abitudini creando un teatro dinamico dove si intrecciano lavoro svago e relazioni. A partire dagli anni cinquanta le famiglie hanno cominciato a vivere gite domenicali e spostamenti quotidiani con una naturalezza prima impensabile. Le periferie sono cresciute attorno alle vie di collegamento e le attività commerciali hanno trovato slancio vicino ai flussi di traffico. La strada è diventata un grande fiume che unisce mondi diversi e racconta i cambiamenti di ogni epoca.
- Il fascino della velocità
La velocità ha sempre stuzzicato l’immaginazione e ha dato vita a gare leggendarie capaci di far vibrare il pubblico. Le auto da corsa hanno mostrato il lato più audace dell’ingegno umano con materiali innovativi e scelte tecniche ardite. Ogni circuito ha creato miti e imprese scolpite nella memoria collettiva e ha spinto l’intero settore a migliorare sicurezza efficienza e prestazioni. La velocità non è solo un numero ma una promessa di superare i propri limiti.
- L’auto nei linguaggi artistici
Nel cinema le auto diventano protagoniste di inseguimenti epici o di viaggi interiori come in “On the Road” o in “American Graffiti”. Nella musica evocano ribellione amore movimento. Nell’arte pop compaiono come simboli di stile e di trasformazione industriale. Ogni linguaggio creativo trova nell’automobile una metafora potente capace di raccontare l’epoca con una sincerità sorprendente.
Questi aspetti mostrano un panorama ricco di sfumature che prosegue anche nelle tendenze più recenti legate alla mobilità sostenibile e alla tecnologia.
Evoluzione Tecnologica e Nuove Abitudini
L’avanzamento tecnologico ha spostato l’automobile verso orizzonti una volta immaginati solo nei racconti futuristici. I sistemi di assistenza intelligenti rendono la guida più fluida e leggera mentre i motori elettrici cambiano il ritmo delle città creando spazi più silenziosi e armoniosi. L’auto resta un mezzo di esplorazione capace di connettere territori e idee.
Oggi le scelte dei cittadini mostrano una forte attenzione verso praticità e responsabilità. Cambiano i modelli di proprietà si diffondono soluzioni condivise e cresce l’interesse per percorsi più consapevoli. L’automobile continua a mutare come un organismo vivente che si adatta ai bisogni collettivi pur conservando la sua aura simbolica.
Un’Ombra di Futuro sulla Strada
L’auto rimane un compagno silenzioso che attraversa epoche e desideri. Ogni innovazione apre un nuovo capitolo e ogni viaggio breve o lungo accende una scintilla di immaginazione. La società moderna vive ancora accanto al rombo dei motori o al soffio elettrico delle nuove generazioni mentre la strada continua a raccontare storie che nessun altro mezzo sa evocare con la stessa naturalezza.
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Milan, disastro Estupinan: un futuro già deciso
Milan, ennesima prova incolore e a tratti desolante per il terzino sinistro rossonero. Il suo futuro sembra essere già segnato, qui di seguito i dettagli.
E’ stato decisamente il peggiore in campo nella sfida di ieri pomeriggio contro la Fiorentina. Ci riferiamo a Pervis Estupinan, terzino sinistro rossonero messo in campo un po’ a sorpresa da Massimiliano Allegri in luogo di Bartesaghi.
Il numero due è apparso poco lucido sia mentalmente che fisicamente, passaggi completamenti errati come quello a Gudmundsson che hanno ceato non pochi problemi alla difesa rossonera.
L’avventura di Estupinan al Milan sembra essere già arrivata a un triste capolinea. La dirigenza rossonera è già in contatto con l’agente Jorge Mendes per studiare una possibile soluzione in estate.
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Barcellona, Raphinha esalta Flick: “Ha cambiato tutto”
L’ala brasiliana del Barcellona, Raphinha rivela: “Se Hansi Flick non fosse arrivato, avrei lasciato il Barca. Ha cambiato tutto.”
La svolta di Raphinha al Barcellona
Il talento brasiliano Raphinha ha recentemente rivelato un dettaglio cruciale della sua carriera al Barcellona. In un’intervista, ha dichiarato che la sua permanenza al club catalano è stata fortemente influenzata dall’arrivo di Hansi Flick. L’allenatore tedesco, noto per il suo approccio strategico e la capacità di motivare i giocatori, ha avuto un impatto significativo su Raphinha, convincendolo a rimanere. “Mi ha detto che sarei stato importante per il team. Questa è la fiducia di cui un giocatore ha bisogno”, ha affermato il brasiliano, sottolineando l’importanza del supporto psicologico nel calcio moderno.
Un futuro luminoso sotto la guida di Flick
Con la guida di Hansi Flick, il Barcellona sembra aver ritrovato una nuova energia, e Raphinha ne è un esempio lampante. Le sue performance in campo sono migliorate, dimostrando come la fiducia e la gestione del talento possano fare la differenza. La conferma di Raphinha come una pedina chiave nella formazione del Barcellona promette una stagione avvincente per i blaugrana, che puntano a tornare ai vertici del calcio europeo. La sinergia tra il giocatore e l’allenatore potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro del club.
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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano.
❤️🩹 Raphinha: “If Hansi Flick didn’t come I would have left Barça. He changed everything”.
“He told me I was going to be important. This is what a player needs. Confidence”.
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) Jan 11, 2026
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