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Striscioni e scritte offensive: la Digos indaga a Napoli

I cori beceri, razzisti, offensivi purtroppo non conoscono colore. In questi anni ovunque sono stati realizzati striscioni e scritte veramente deprecabili, difficile trovare una tifoseria ( o meglio alcuni elementi che poco hanno a che fare con il calcio) che non abbia avuto modo di esprimersi in questo senso. Lo stadio a volte è un porto franco dove dar sfoggio alle peggiori intenzioni. Stamattina il quotidiano partenopeo il Mattino è tornato sulla questione degli striscioni apparsi nel quartiere Sanità a Napoli, tutti ingiurianti la Juventus con scritte disonorevoli. Questi scritti sono nel mirino della Digos e degli uomini della questura di Napoli, diretti da Antonio De Jesu, alla ricerca delle menti che li hanno prodotti.

Stasera a Bergamo

Stasera ci sarà Atalanta-Napoli, già iniziata attraverso i media, per la presa di posizione di Ancellotti: se i bergamaschi insulteranno i giocatori napoletani con cori razzisti, quest’ultimi, regolamento alla mano usciranno dal campo chiedendo la sospensione della partita. La Curva Nord dell’Atalanta ha replicato attraverso i social che gli sfottò non verranno meno e non faranno intimidire.

Le scritte di Firenze

A Firenze hanno fatto molto scalpore e, giustamente ribrezzo, le scritte ingiuriose contro le vittime dell’Heysel e Scirea. In queste ore anche nel capoluogo toscano la Digos sta controllando le varie telecamere. Nelle ultime ore stanno sorgendo diversi dubbi sulla mano materiale di quelle scritte: la zona dove sono apparse è una zona totalmente adibita alla tifoseria ospite e alla polizia, nel giorno di partita. Questa viene “bonificata” in lungo e in largo fin dalla sera prima di una normale partita e sabato, in occasione del match contro la Juventus, non era accessibile ad alcun tifoso viola fin dall’ora di pranzo, quando le scritte non erano state probabilmente ancora realizzate. Poi ci sono le modalità di scrittura e la mancata rivendicazione. Certo, scritte vergognose, i cui autori devono essere identificati per non omolagare le menti malate con l’intera tifoseria, qualunque essa sia.

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