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Serie A, stagione di fallimenti: da Fonseca a Thiago Motta
La Serie A 2024/2025 sta per volgere al termine ma nel corso di essa sono state tantissime le sorprese, così come altrettante sono state le delusioni.
Ai blocchi di partenza dell’estate scorsa si prospettava un’intensissima lotta per Scudetto e qualificazione europea. In parte così è stato ma alcuni clamorosi ribaltoni hanno portato al fallimento di alcuni progetti.
Serie A, tanti fallimenti in panchina e non: Fonseca, Thiago Motta, De Rossi, Balotelli…
La stagione di Serie A in via di conclusione il prossimo weekend ha lasciato tanti segni differenti in ognuna delle 20 squadre partecipanti, in particolar modo però ha influito sul tentativo di tornare grandi di alcune big.
MILAN – PAULO FONSECA
Tra queste c’è sicuramente il Milan che era partito con l’intenzione di puntare tutto su Paulo Fonseca, dopo l’addio di Pioli e il mancato arrivo di Conte, per tornare a essere competitivi in ambito Scudetto. Il portoghese però ha deluso le aspettative, 27 punti in 17 partite (frutto di 7 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte) di Serie A, finendo esonerato ancor prima di chiudere il 2024. Al suo posto un altro portoghese, Conceicao, non è riuscito a invertire la rotta di una stagione che può tranquillamente essere definita come fallimentare.

Paulo Fonseca (foto KEYPRESS)
JUVENTUS – THIAGO MOTTA
Una sorte molto simile è toccata a Thiago Motta, arrivato per sostituire Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus per costruire un progetto triennale che prevedeva il ritorno dei bianconeri sul tetto d’Italia e, chissà, magari anche d’Europa. La pochezza dei risultati tuttavia, a fronte di un mercato quasi faraonico, incide sempre di più col passare delle giornate (29 partite totali, 13 vittorie, 13 pareggi, 3 sconfitte) fino all’eliminazione dalla Champions League per mano del PSV ai sedicesimi di finale e quella dalla Coppa Italia contro l’Empoli ai quarti.
Dopo di lui Igor Tudor ha cercato di risollevare le sorti e puntare almeno alla qualificazione in Champions, obiettivo che ora sembra alla portata con una giornata ancora da giocare.

THIAGO MOTTA PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
ROMA – DE ROSSI E JURIC
Anche la squadra giallorossa ha attraversato un momento difficilissimo, durato fino a metà stagione e che ha rischiato di compromettere seriamente la stagione di Dovbyk e compagni. Il grande mercato condotto in estate ha consegnato a Daniele De Rossi una squadra molto competitiva e pronta a lottare per grandi obiettivi, tuttavia alcune diatribe tra la società e il tecnico hanno portato alla separazione anticipata. La scelta successiva di Ivan Juric ha peggiorato ancor di più la situazione, mettendo i tifosi stessi in conflitto con il club. Solo il ritorno di Claudio Ranieri ha risanato questo rapporto, grazie alla reazione da parte di tutto il gruppo che ha fatto quadrato assieme ai tifosi e compiuto una grandissima rimonta.

IVAN JURIC RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
GENOA – MARIO BALOTELLI
L’operazione che ha portato Super Mario al Grifone nel mercato di gennaio non ha portato gli effetti sperati. L’ex Milan e Inter tra le altre non è riuscito a imporsi con la maglia rossoblu, anche a causa della gestione Vieira con il quale c’era un rapporto conflittuale a causa di alcuni trascorsi. I soli 56 minuti giocati dal classe 1990 sono lo specchio di un altro fallimento di questa Serie A, nonostante la salvezza ampiamente meritata dal Genoa.

Fonte: profilo X Genoa, https://x.com/GenoaCFC/status/1850937222826250286/photo/2
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Provedel, parla il medico dell’operazione: “È come un centrocampista che si è rotto il crociato
Provedel rientrerà solo a fine stagione, per preparare al meglio la nuova stagione biancoceleste. Al suo posto, spazio a Motta, al debutto contro il Sassuolo

L’ESULTANZA URLO DI IVAN PROVEDEL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Provedel, parla Di Giacomo
La stagione finita di Provedel si aggiunge ad una lunga lista di giocatori resi indisponibili durante la stagione. Rovella, Cataldi, Dele-Bashiru, Castellanos, Cancellieri e molti altri. Ma l’assenza del classe 1994 assume un rilievo maggiore, considerando che i biancocelesti rappresentano una delle difese d’élite del nostro campionato. L’intervento di ricostruzione artroscopica è riuscito perfettamente, con Ivan che guarda già al rientro estivo.
Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, Giovanni Di Giacomo, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia della struttura ospedaliera che ha accolto l’estremo difensore, ha parlato del recupero che dovrà affrontare il numero 94: “Non bisogna avere fretta, esistono tempi biologici che vanno rispettati: la natura deve fare il suo corso”.
Parola d’ordine: calma. Non bisogna accelerare con il classe 1994, ma aspettare che il recupero sia completo al 100% per poter insistere su un suo impiego, mentre Motta accumulerà minuti ed esperienza. “Ho trovato il ragazzo molto motivato, ha già voglia di tornare in campo. Ma si tratta di uno stop importante: per un portiere un infortunio alla spalla è paragonabile a una rottura del crociato anteriore per un centrocampista”.
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Juventus, l’anno della consacrazione di Kenan Yildiz: tutti i numeri del nuovo dieci bianconero
Kenan Yildiz vive la stagione della consacrazione alla Juventus: gol, assist, dribbling e minuti giocati, tutti i numeri del nuovo 10 bianconero.
Non è più soltanto una promessa, ma il fulcro creativo della nuova Juventus. Kenan Yildiz, passato definitivamente al numero 10, sta vivendo un’annata da protagonista assoluto in bianconero, diventando riferimento tecnico e simbolico del progetto per il futuro.
Il peso nell’attacco della Juventus: gol, assist e continuità
I numeri raccontano una crescita evidente sotto porta: in campionato Yildiz ha già messo insieme 9 reti in 27 presenze, dimostrando un feeling con il gol sempre più costante rispetto alla scorsa stagione.
Sommando anche la perla realizzata in Champions League contro il Borussia Dortmund, il bottino complessivo sale a 10 gol stagionali, un traguardo che lo proietta tra i migliori marcatori della rosa.
Non c’è però solo la finalizzazione. Tra Serie A e coppe europee il turco ha servito 6 assist ai compagni, confermandosi principale rifinitore della manovra offensiva bianconera.
Sulla trequarti Yildiz riceve, protegge palla, crea superiorità numerica e spesso pulisce palloni complicati trasformandoli in occasioni potenziali per gli attaccanti.

Dribbling uguale Yildiz, e poi che visione di gioco!
Le statistiche avanzate aiutano a capire ancora meglio l’impatto del numero 10. Yildiz viaggia su una media di oltre 2,5 dribbling riusciti a partita, per un totale di circa 66 dribbling completati in Serie A, dato che lo colloca tra i migliori tre giocatori del campionato nell’uno contro uno offensivo. La sua capacità di puntare l’uomo e saltarlo in velocità rende più imprevedibile l’intero fronte offensivo della Juventus.
Impressiona anche la qualità nella gestione del pallone. Pur muovendosi in zone di campo ad altissima densità, il turco mantiene una precisione di passaggio intorno all’85%, segnale di maturità tecnica e lucidità nelle scelte. A questo si aggiungono oltre 2.200 minuti giocati in stagione e 26 presenze da titolare su 28 giornate di campionato, a conferma di quanto sia diventato intoccabile nelle gerarchie di Tudor e Spalletti.
Il simbolo della Juventus del futuro
A soli 20 anni, Yildiz ha dimostrato di saper reggere la pressione di una piazza esigente come Torino e di una maglia pesantissima come la numero 10. La capacità di abbinare qualità pura a un grande lavoro senza palla , testimoniato dai 96 palloni recuperati e dai chilometri percorsi in ogni gara, ne fa un profilo completo, moderno e perfettamente in linea con le ambizioni del club.
Se il buongiorno si vede dai numeri, la stagione in corso somiglia a un vero punto di svolta nella carriera di Kenan Yildiz. La Juventus lo ha scelto come volto della nuova era bianconera, e i dati raccolti fin qui raccontano che il “dieci” ha appena iniziato a scrivere una storia destinata a durare a lungo.
Valore di Mercato? La Juventus sorride
Anche i dati di mercato confermano la crescita esponenziale di Kenan Yildiz. Secondo l’ultimo aggiornamento di Transfermarkt, il trequartista della Juventus è oggi valutato intorno ai 75 milioni di euro, con una forbice stimata da altri portali specializzati tra i circa 63 e i 77 milioni a seconda dell’algoritmo utilizzato.
Si tratta di un balzo enorme se si pensa che appena due anni fa, al momento del passaggio a titolo gratuito dal Bayern Monaco alla Juventus, il suo valore era fissato attorno a 1 milione di euro, per poi salire a 50 milioni nel corso del 2024
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Sampdoria, il comunicato del tifo organizzato: “Non venite sotto la curva”
Sampdoria, la situazione si fa sempre tesa. Nel frattempo, Foti e Gregucci hanno già lasciato il centro sportivo blucerchiato, in attesa di nuove offerte

IL PALLONE DELLA SERIE B 2024-2025 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Debacle Sampdoria a Frosinone: scoppia la rivolta dei tifosi nel post-partita
Contro il Frosinone, è arrivata l’ultima sconfitta: lo 0-3 incassato dalla squadra guidata dalla duo Gregucci-Foti aggrava la situazione in casa Samp, che vede l’ombra della retrocessione farsi sempre più concreto. Al termine del match, la tensione è esplosa nell’acceso confronto tra la squadra e i tifosi accorsi in trasferta.
Il faccia a faccia sotto il settore ospiti
Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, al triplice fischio i tifosi della Sampdoria, circa 800 sostenitori, presenti hanno chiesto a gran voce di parlare con i giocatore. È stato proprio il tecnico a guidare il gruppo verso la recinzione, presentandosi a mani giunte, come a chiedere la grazia al nucleo genovese. Per circa tre minuti, i calciatori hanno subito una contestazione durissima, arrivando quasi al contatto fisico con la tifoseria infuriata. Di seguito il comunicato della tifoseria sulla situazione della Sampdoria:
“Al fischio finale è la squadra e Foti sono stati chiamati sotto al settore ospiti. È stato il tecnico stesso a radunare i calciatori e a portarli, lui con le mani giunte nel gesto di chiedere scusa, quasi a contatto fisico con i tifosi che per circa tre minuti li hanno contestati con veemenza.
Da qui alla fine del campionato non dovete mai più presentarvi sotto la Gradinata Sud o i settori ospiti, qualunque risultato facciate, dovete rispettare la maglia e tutta questa gente che fa sempre dei chilometri per voi, e se retrocediamo arriveranno giorni duri per voi», oltre a insulti assortiti indirizzati anche verso alcuni calciatori. Qualcuno ha anche chiesto a Foti di rassegnare immediatamente le dimissioni. E la rabbia dei sostenitori si è scatenata ancora di più sui social, con il tecnico blucerchiato nel mirino, considerato il principale colpevole della situazione”.
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