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Oltre il calcio: Paolo Faragò, dal Como ai vigneti sardi

Uno dei primi ritiri del 2024 è quello di Paolo Faragò, che a soli 30 anni ha lasciato il calcio giocato. Nel suo futuro, un vigneto in Sardegna.

Prima di compiere 31 anni il prossimo 12 febbraio, il centrocampista Paolo Faragò ha deciso di ritirarsi.

Nel suo curriculum annovera 101 partite in Serie A (4 gol e 8 assist) e 132 in Serie B (19 gol e 7 assist). L’ultimo club al quale ha militato è il Como.

L’annuncio del ritiro

Faragò ha affidato al proprio account Instagram l’annuncio del proprio ritiro, dovuto a problemi fisici: “Ho scoperto negli ultimi 4 anni, poco alla volta, che il mio avversario non aveva più una maglia diversa, ma era diventato il mio corpo.

Ho fatto di tutto per combatterlo, ma niente, ha vinto lui. Decine di visite, infiltrazioni, interventi chirurgici, ma purtroppo mi ha costretto a desistere.

Avrei voluto giocare un po’ di più a 30 anni mi sarei aspettato di essere nel pieno della mia carriera, è vero, ma come faccio ad essere triste se penso a quanta meraviglia ho vissuto in questi anni?

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Ora mi aspetta una nuova sfida, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione, ma in un nuovo campo, consapevole che finalmente mi sarà concesso zappare tutte le volte che vorrò”.

 

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Paolo Faragò, una seconda vita in vigna

Ora, al giocatore ex Cagliari originario di Catanzaro si prospetta un cambio di campo: da quello erboso del calcio a quello delle vigne, al quale d’ora in poi potrà dedicarsi a tempo pieno.

Faragò, infatti, è uno dei fondatori e proprietari di Tenute Faragò, azienda vitinicola alla quale ha dato vita con due amici nel 2021.
Più che un piano B, un piano A per l’immediato futuro.

Il risultato della sua passione per il vino e dell’amore per una terra che il giocatore ha conosciuto da vicino da quando si è trasferito al Cagliari la prima volta, nel 2017.

Da qui la decisione di investire in Sardegna producendo vino in una zona nota per le eccellenze vitinicole: Serdiana, vicino Cagliari.

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L’azienda conta 9 ettari di superficie, di cui 6 coltivati a vite, e produce 8 tipi di vino, di cui 4 classici e 4 selezioni: tra questi Cannonau, Vermentino e Malvasia Macerato Isola dei Nuraghi IGT, tutti prodotti esclusivamente da vitigni autoctoni.

In bocca al lupo a Paolo per la sua seconda vita in vigna.

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