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Milan, situazione infortuni: la Befana porta 4 rientri
Il rientro in campo del 6 gennaio potrebbe regalare al Milan una calza piena di recuperi, sono previsti 4 rientri importanti in vista del match contro la Roma.

Il Milan nell’ultimo mese di Campionato, come già scritto in alcuni articoli precedenti, hanno faticato molto a fare punti facendo recuperare terreno all’Inter che si è portata in testa, staccando i cugini di ben quattro punti.
Il problema principale, che ha causato tale rallentamento, è da attribuire sicuramente agli infortuni che hanno costretto molti giocatori a fare gli straordinari e reso il gioco della squadra poco lucido, proprio per la mancanza di ricambi necessari a far rifiatare i singoli.
Stefano Pioli dovrebbe avere un ottimo regalo dalla Befana, difatti è previsto il rientro in gruppo, già dal prossimo allenamento, di quattro dei sette calciatori fermi per infortunio.
Milan: Rebić, Leão, Calabria e Ibrahimović vicini al rientro
Il Milan comincia a rivedere un piccolo spiraglio di luce dal punto di vista medico, infatti dovrebbe dimezzarsi il numero di giocatori fermi ai box in vista del match previsto per il 6 Gennaio contro la Roma.
Nel prossimo allenamento previsto a Milanello questo 30 dicembre dovrebbero tornare a lavorare in gruppo Ante Rebić, Rafael Leão, Davide Calabria e Zlatan Ibrahimović.
I rossoneri ritroveranno sicuramente il portoghese, che sembra aver smaltito la lesione del bicipite, mentre saranno da visionare al momento dell’allenamento l’effettiva condizione di Rebić, Calabria e Ibrahimović, per capire se potranno giocare una parte del match o se saranno disponibili solo per la panchina.
Pioli potrà lavorare dal 30 dicembre con la squadra quasi al completo, ovviamente sarà difficile rivedere i giocatori freschi di rientro nella formazione titolare ma, la possibilità di poterli “sfruttare” almeno per una parte del match, farà sicuramente stare più sereno il tecnico ed anche i molti tifosi rossoneri.
Notizie
Lazio, Lotito denuncia minacce e pressioni: “Costretto a rivolgermi alle istituzioni”
Il presidente della Lazio presenta denuncia dopo intimidazioni, campagne diffamatorie e notizie false tese – secondo i pm – a spingerlo a cedere il club. Cinque gli indagati.
Il patron della Lazio, Claudio Lotito, rompe il silenzio e passa al contrattacco. Il presidente biancoceleste ha presentato denuncia per una serie di minacce, pressioni e false informazioni circolate via social, mail e telefonate anonime, che – secondo quanto riferito – miravano a costringerlo a vendere la società.
“Mi sono rivolto alle istituzioni perché, più volte, sono stato minacciato di morte. Ho raccontato tutto ciò che è accaduto e l’autorità giudiziaria ha poi agito di conseguenza”, ha dichiarato Lotito.
Lazio, la reazione di Lotito
Nel decreto di perquisizione, i magistrati parlano di “un disegno ampio e unitario” volto da un lato a diffondere notizie false per abbassare il valore del titolo in Borsa, e dall’altro a indurre l’azionista di maggioranza a cedere il pacchetto di controllo. Gli indagati avrebbero utilizzato i social e una testata online, “Millenovecento”, per rilanciare notizie infondate sulla presunta vendita imminente della Lazio e sull’idea attribuita a Lotito di far retrocedere volontariamente la squadra per ottenere il cosiddetto “paracadute” economico.

Diverse le segnalazioni che hanno dato il via all’inchiesta: uno striscione esposto in piazza del Parlamento con la scritta “Lotito libera la Lazio”, una telefonata con minacce di morte e varie e-mail dal contenuto offensivo. Le indagini proseguono per chiarire la portata del presunto piano di pressione ai danni del presidente biancoceleste.
Esteri
Turchia, caso scommesse in SuperLig: in manette anche calciatori di Galatasary e Fenerbahce
Nuovo scandalo scommesse nel mondo del calcio. In Turchia sono stati emessi mandati di arresto per 46 persone tra arbitri e tesserari. Tra i fermati anche calciatori di Fenerbahce e Galatasaray.
Non si ferma lo scandalo legato alle partite pilotate per le scommesse scoppiato in Turchia negli scorsi mesi. Come riportato dai media turchi, nella giornata di oggi sono stati emessi mandati di arresto per 46 persone, tra cui 29 calciatori e ex arbitri. Spiccano tra gli indagati anche alcuni tesserati dei due club più importanti della SuperLig, Fenerbahce e Galatasaray.
Si tratta di Mert Hakan Yandas, centrocampista 31enne dei gialloneri di Istanbul, e Metehan Baltac, difensore della formazione giallorossa.

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Turchia, l’inchiesta sul mondo del calcio si allarga
L’inchiesta sulle scommesse con tentativo di combine è emersa a fine ottobre dopo le indagini della procura di Istanbul in seguito alle dichiarazioni dell’ex presidente delle Federcalcio turca, Ibrahim Haciosmanoglu, secondo il quale era stato scoperto molti arbitri attivamente coinvolti in scommesse sportive. Le indagini della procura si sono concentrate inizialmente sui direttori di gara, per poi allargarsi anche verso i tesserati del club.
Il coinvolgimento di calciatori anche dei club più importanti della nazione getta ulteriore ombre sul sistema calcio della Turchia.
Notizie
Juventus, blitz a Napoli: arrivo domenica mattina e mini-sosta prima del match. La decisione di Spalletti
Juventus, blitz a Napoli: la squadra arriverà solo domenica mattina per la sfida contro il Napoli, evitando tensioni e minimizzando lo stress dei giocatori.
La Juventus non dormirà a Napoli: lo ha comunicato Sky Sport nella giornata di ieri. Luciano Spalletti ha deciso di modificare l’itinerario della squadra, originariamente prevista per arrivare nel capoluogo campano sabato. Il nuovo programma prevede l’arrivo dei bianconeri in città solo domenica mattina, così da evitare eventuali tensioni con i tifosi partenopei.
La squadra rimarrà in hotel solo per poche ore, prima della consueta riunione tecnica del pomeriggio, e poi si recherà direttamente allo Stadio Diego Armando Maradona. Dopo la partita, i giocatori faranno immediato ritorno a Torino.
La strategia di Spalletti è chiara: ridurre al minimo lo stress dei calciatori in una trasferta storicamente complicata per la Juventus, caratterizzata da un clima ostile. Un vero e proprio blitz “mordi e fuggi” in terra partenopea.
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