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Esclusiva CS, Flachi: “Sono innamorato di Mourinho. Sugli allenatori e sulla Sampdoria vi dico che…”

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L’ex calciatore Francesco Flachi della Sampdoria e Fiorentina ha rilasciato un’intervista al nostro collaboratore Giuseppe Falcao, in esclusiva ai microfoni di Calcio Style e Romanews24.

Face to face con Francesco Flachi

Partiamo da te. Stai giocando in questo momento?

“Ora gioco in promozione, alla Praese, ma giocare è un parolone grosso, diciamo che corricchio (ride, ndr.).

Sto bene, sono felicissimo, mi sento ancora bene per quello che posso dare.

Non posso andare contro la natura però giocare mi fa stare bene di testa.

Spero che la mia presenza, essendo a Genova, in cui ho un approccio diverso con la gente, possa dare un aiuto ai ragazzi, anche per gli errori che ho fatto.

Lavoro anche con il settore giovanile, faccio tecnica individuale.

Quindi mi auguro che la mia esperienza di calcio e di vita sia utile, uno per non commettere più gli errori che ho fatto, per non buttare via la carriera, e due con la mia esperienza posso insegnare”.

Samp-Roma, che partita ti aspetti? Alla Samp servono punti…

Assolutamente si, ora con il cambio dell’allenatore si cerca di trovare delle motivazioni nuove.

Non sarà una partita facile per nessuna delle due squadre, come tutte le partite tra l’altro.

Il punto di Bologna può portare sicuramente un po’ di tranquillità dopo il periodo che c’è stato, anche nel portare le nuove idee di Stanković, che ha avuto un’altra settimana per stare con la squadra.

A livello di campo sono sicuro che il nuovo mister stia lavorando molto a livello mentale perché in un momento in cui le cose non vanno bene bisogna lavorare prima sulla testa.

La Samp poteva essere più fortunata in certe occasioni e avrebbe potuto avere qualche punto in più.

Credo che Stanković stia cercando di ridare credibilità al gruppo dando la possibilità a tutti di giocarsi il posto.

questo sicuramente può essere un’arma in più, poi c’è il campo che è il verdetto di tutti quanti”.

Vialli e la Samp

Quanto sta influendo sulla squadra il discorso del cambio societario? Si parla della cordata di Vialli

“Ti devo dire la verità, queste cose non fanno parte dello spogliatoio ma della società, però possono intaccare a livello mentale dato che si parla poco della partita dando la priorità ad altri argomenti. Questo può deconcentrare, influendo sull’andamento del campionato.

La Sampdoria è ultima n classifica, nonostante essa non rispecchi quello che la squadra ha fatto realmente.

Anche da parte dei tifosi può esserci un po’ di demoralizzazione perché questa settimana doveva esserci l’ufficialità e invece non si è visto nulla. E questo dispiace”.

Pensi che Vialli possa essere la persona adatta a riportare la Sampdoria a buoni livelli?

“Io non so quanto ci sia dentro Gianluca (Vialli, ndr.), so che nella trattativa degli anni passati aveva avuto la possibilità di contattare delle persone che avrebbero preso la Samp.

Magari ci fosse dentro la società gente come Vialli, che hanno dato tanto, e continuano a dare tanto, per questa squadra, per il calcio e per la città di Genova.

Per la città sarebbe il massimo se ci fosse una persona come Gianluca.

Vialli oltre a svolgere altri ruoli può influire molto a livello di campo, essendo una persona di carisma, con cui i giocatori si possano sentire considerati importanti da una persona così vicina”.

Se dovesse arrivare una chiamata della Samp, in qualche ruolo, cosa ti piacerebbe fare?

“Ma magari! Ora col fatto che sto giocando non posso prendere il patentino, questo sarà l’ultimo anno, anche perché ho 48 anni, non posso continuare oltre.

Non sarebbe bello nemmeno per il contorno.

Mi era rimasta la voglia dall’anno scorso perché giocai poco e niente a causa di una situazione con l’allenatore perché pensava volessi rubargli il posto.

Ora voglio andare a prendere il patentino e allenare, mi piace stare nel gruppo, vivere lo spogliatoio. Ripeto, cerco di dare il mio contributo per l’esperienza calcistica”.

Francesco Flachi e gli allenatori in Serie A

Un parere su Mourinho, ti sarebbe piaciuto averlo avuto come allenatore?

“Io sono innamorato di Mourinho, sia come allenatore che come persona, perché mi sembra, perlomeno per come piace a me il calcio, che dia delle emozioni.

È una persona che sa stare nel calcio, è intelligente, capisce quello che deve fare e quello che non deve fare.

Io penso che chi sia allenato da Mourinho sia fortunato, perché questo può essere un insegnamento per il presente ma anche per un futuro fuori dal calcio.

Non c’è un giocatore che parli male della persona di Mourinho e questo lo rende grande.

e’ questo che lo porta a raggiungere degli obiettivi anche se delle volte sono difficili da raggiungere, come la vittoria della Conference l’anno scorso”.

Su Spalletti

“Spalletti ha l’esperienza di un grande allenatore, riesce sempre a ottenere risultati.

È vero che poi ha vinto all’estero, ha vinto qualcosa in Italia, però ora si è completato.

Non era facile per nessuno ribaltare Napoli, perché veniva da un ciclo veramente importante, con giocatori importanti.

Ti devo dire la verità, non pensavo che il Napoli partisse in questa maniera dopo il calciomercato che ha fatto, però è stato bravo lui.

La società ha rischiato perché perdere Mertens, perdere Insigne, perdere Koulibaly ti può dare una mazzata e invece c’è stata una rinascita da parte di tutti quanti.

Spalletti è stato bravo sotto questo punto di vista.

Ora Lobotka, che con Fabián Ruiz non giocava mai, sembra un altro giocatore,.

Il 77 io credo che sia, insieme a Leao, il giocatore più forte, Politano e Lozano sono altri grandi giocatori.

Sicuramente la presenza di chi è andato via influiva un po’ mentalmente in campo sul rendimento degli altri.

Non con cattiveria perché quello che hanno fatto quei giocatori sono grandi cose.

Io sono arrivato alla Samp l’anno dopo che andò via ma lo conosco bene essendo di Firenze, a me piace anche per la personalità e poi fa giocare bene le squadre, già a partire dalla Roma”.

Su Allegri

“La Juve è cambiata tutta, c’era un’altra mentalità prima.

Se ci fossero tre o quattro giocatori, come Chiellini, Barzagli, Buffon, ora non si ritroverebbe in questa situazione.

È cambiata la mentalità perché sono cambiati un po’ i giocatori.

Nonostante per me rimanga una buona squadra, è rimasto solo Bonucci dei vecchi ma può influire poco.

Poi ora il giovane non è più come prima, si isola molto, crea poco gruppo e quindi sta facendo fatica la squadra.

La Juve non la do mai per finita perché riesce sempre a uscire da queste situazioni, bisogna stare attenti.

Di Maria ancora ha problemi fisici e non si è espresso del tutto, mettici dentro anche Pogba.

Non si capisce il motivo per cui Chiesa non rientri ancora, queste assenze hanno creato ancora più problemi.

Non penso che sia una colpa di Allegri, è vero che sei l’allenatore e quindi sei la prima persona che paga, però in campo ci vanno i giocatori, e li giocano alla Juve non in una squadra qualsiasi.

Quando arrivi lì devi essere già un campione, e in questo momento in Italia si fa fatica a trovarne”.

La Nazionale

Parlando di nazionale, tu sei stato un “dieci” importante, un parere su Raspadori

“Grande giocatore, e si vede nonostante la giovane età.

È un ragazzo che ha la testa sulle spalle, si vede subito perché è passato dal Sassuolo al Napoli, in una città importante, in un campionato con pressioni, la Champions.

Lui non ha fatto nemmeno fatica, credo sia una dota che abbia dentro e in prospettiva futura secondo me diventerà un grande giocatore.

Di solito il cambio e le pressioni portano un po’ di problemi e invece lui si è inserito alla grande e sta trascinando il Napoli come se giocasse da dieci anni”.

Tornerà sicuramente in campo Nicolò Zaniolo, che ne pensi del ragazzo?

“Secondo me lui è stato sfortunato per i due infortuni, è normale che poi ritrovarsi non sia facile.

Quando ci si rompe il ginocchio non è per niente facile, credo che gli vada dato il tempo senza pressioni perché si rischia di velocizzare il procedimento, avendo poi qualche intoppo.

Più che altro, secondo me, può ritornare ai livelli di prima se non è più sfortunato. È un giocatore dominante, ha forza, qualità, ha tutto.

Bisogna dargli il tempo e sperare che non abbia più infortuni, per la Roma e anche per la nazionale, perché l’Italia ha bisogno di questi giocatori.

Però io penso che in questo momento l’assenza di Dybala sia davvero pesante perché è un giocatore che esce dagli schemi, che faceva i gol in qualsiasi momento e che ti creava l’assist.

Sono giocatori che mandano in difficoltà le squadre avversarie”.

De Rossi allenatore

Tu hai conosciuto De Rossi, ce lo vedi come allenatore?

“Gli ho mandato un messaggio in privato su Instagram, gli ho detto che era ora che allenasse e gli ho fatto un grande in bocca al lupo.

Penso che sarà un grande allenatore, ora deve avere uno staff molto preparato.

Poi ci sono tipi di allenatori che devono capire e gestire il gruppo, perché secondo me ora le motivazioni e il gruppo possono creare problemi alle altre squadre.

È anche vero che poi per giocare bene devi avere i giocatori, ma a volte le motivazioni, il carisma, la personalità può compensare alle mancanze di qualità.

Io penso che Lele (De Rossi, ndr.) sia una persona che di carisma e qualità ne abbia da vendere, in più è stato un grande giocatore, un campione del mondo.

In questo momento, questi personaggi possono portare qualcosa di diverso a questi ragazzi e fargli capire cos’era il calcio ai nostri tempi.

I giocatori di oggi non hanno vissuto il calcio come lo intendevamo noi, c’era appartenenza gruppo, situazioni in cui il gruppo prevaleva su tantissime altre cose”.

 

Le interviste

Bolognesi (ex Belen Rodriguez): “Allegri il Top, su Chivu…”

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belen

Il primo uomo italiano di Belen Rodriguez, e scopritore indiscusso della talentuosa showgirl argentina (quando ancora era una sconosciuta), a tutto campo, senza peli sulla lingua ai nostri microfoni. Simone (nella foto concessa gentilmente: risale a circa oltre 20 anni fa, ai tempi di Aquafan Riccione), negli ultimi anni visto come cavaliere di Uomini e Donne Trono Over, è proprietario con la famiglia del lussuoso Hotel Derby di Milano Marittima. “Bolo-Style” (come lo ha ribattezzato qualcuno nella sua Riccione) non ha bisogno di grandi presentazioni. E’ da sempre un volto conosciuto e stimato nella Riviera Romagnola, considerata anche la sua longeva presenza all’interno di numerosi locali notturni della zona (discoteche e disco-pub), soprattutto in qualità di organizzatore di eventi ed esperto di relazioni pubbliche.

DAL FIDANZAMENTO CON BELEN RODRIGUEZ ALLE APPARIZIONI TV E A QUELL’AMORE PER LA JUVENTUS… MA SU SPALLETTI…

Persona molto schietta e sentimentale, l’ex corteggiatore di Teresanna Pugliese  (paparazzato negli anni anche con Diletta Pagliano ex di  Leonardo Greco) Simone Bolognesi è celebre appunto per essere stato il primo fidanzato italiano di Belen quando la showgirl argentina è arrivata nel Bel Paese, ben 22 anni fa. La relazione tra Simone e Belen è durata non poco, esattamente due anni, condita da sette mesi di passionale convivenza, avvenuta nell’abitazione del Bolo di Riccione.

Lo abbiamo incontrato lo scorso weekend, proprio nella sua cara e splendida Riviera, non distante dall’Hotel Derby Milano Marittima: ecco cosa ci ha detto in esclusiva, ai nostri microfoni.

Ciao Simone. Da grande tifoso della Juventus cosa pensi dell’arrivo di mister Luciano Spalletti a Torino?

“Devo essere sincero: quel famoso trattamento riservato da Spalletti a Totti, nel post ultima stagione alla Roma, mi aveva messo in grande antipatia il tecnico di Certaldo. Dunque non sono stato affatto contento quando Spalletti è arrivato a Torino. Riconosco però che ora la Juventus ha un altro passo. Luciano ha riqualificato il cervello dei giocatori, ha creato secondo me un gioco anche più divertente”.

So bene che sei rimasto molto deluso dal Derby d’Italia tra Inter e Juventus…

“Direi che veniamo dallo scandalo di Inter-Juventus, match in cui l’arbitro La Penna ha completamente rovinato la partita. Eh già, poteva assolutamente essere un match vinto dalla Juve, che avrebbe rilanciato al tempo stesso il Milan, del mio caro Massimiliano Allegri, verso un secondo posto molto più a ridosso della prima”.

Perché parli di ‘mio caro Max Allegri”?

“Lo sapete… Mi piace davvero tanto Allegri, anche se questa affermazione non metterà tutti d’accordo (ride). Ammetto che l’Inter ha un altro passo in ogni caso”.

“SU CHIVU (INTER) E ALLEGRI (MILAN) PENSO CHE…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA DELL’EX BELEN SIMONE BOLOGNESI

Ti piace anche Chivu? Secondo te è un ottimo allenatore? E’ la persona giusta per l’Inter?

“Non so se Chivu ha quell’esperienza giusta per poter portare l’Inter a questi grandi livelli fino in fondo. Un’esperienza che invece il buon Max ha, eccome! Max può fare la differenza al Milan, Chivu non saprei…”.

Chi è il miglior allenatore, a tuo modo di vedere, nella Serie A 2025-26?

“Secondo me l’allenatore che in questo momento unisce capacità di raggiungere risultati e simpatia è sicuramente Allegri. Max magari nel gioco non brilla rispetto ad altri allenatori ma porta risultati. Allegri-Conte? Non calcisticamente parlando, bensì a livello di intrattenitore e carisma non c’è confronto. Vince Allegri in lungo e in largo”

Ah Simone, sei un Anti-Conte quindi…

“Non nascondo che quest’anno l’ex Juve Antonio Conte non vince e piange tutto il tempo (ride, ndr): sui social qualcuno l’ha perfino definito il ‘bambolotto’ Antonino (Gli Autogol…)”

IL PRONOSTICO DEL PRIMO UOMO ITALIANO BELEN RODRIGUEZ SULLA JUVENTUS DI LUCIANO SPALLETTI

Infine, un pronostico… Tornerà la tua Juve ad alti livelli?

“Riguardo alla mia Juventus, devo dire che Spalletti  nel complesso sta facendo bene, dando la possibilità alla Zebra Bianconera di tornare a certi livelli. D’altronde Luciano ha riportato il Napoli a vincere. E secondo me potrà portare anche la Juve per l’appunto ai livelli e risultati che merita. Magari non subito, anche con l’aiuto di qualche innesto che magari sceglierà e gestirà lui, visto che quest’anno a Torino ha preso la squadra in corso. Resto, in ogni modo, dell’idea che in Serie A c’è un Milan rinato con l’atteggiamento del grande Max, dopo la brutta stagione rossonera in Serie A 2024/2025”.

belen
ex Belen nella foto con Daniele Bartocci (giornalista)

belen rodriguez

ex Belen Rodriguez Simone BOlognesi

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Le interviste

Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”

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filiberto

Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele  di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026

Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.

Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.

PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”

Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.

Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?

“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.

Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?

“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”

Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?

“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.

Come vede l’Inter di Chivu?

“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”

Le piace il Milan e il gioco di Allegri?

“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.

Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?

“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.

“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO

Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?

“Sarebbe bello, sicuramente…”

Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?

“No. Perché dite così?”

Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”

Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…

“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…

In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”

Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.

Principe Filiberto Marche
tifoso Juventus intervistato da Daniele Bartocci, giornalista, a Loreto
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ESCLUSIVA CS – Giancarlo Ratti: “L’Inter oggi è più unita e molto lo si deve a Chivu. Sono “Mourinhiano” perso! Mercato? Siamo a posto così…”

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L’attore, speaker radiofonico e grande appassionato di calcio, Giancarlo Ratti si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni in una lunga intervista che ha intrecciato carriera, ricordi e la grande passione nerazzurra.

Dalla radio al grande successo dei Cesaroni, Giancarlo Ratti non ha mai smesso di dichiarare il suo amore per l’Inter. Assieme a lui abbiamo ripercorso il suo legame nerazzurro, analizzando poi il mercato e i prossimi obiettivi della squadra di Chivu.

Di seguito, l’intervista di Giancarlo Ratti. 

Le parole di Giancarlo Ratti

Come nasce il suo tifo per l’Inter?
«Sono nato a Rovereto nel ’57 e nei primi anni ’60 il calcio non era accessibile come oggi: la domenica si vedeva in televisione solo il secondo tempo di una partita e il resto lo si seguiva alla radio grazie a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Crescendo in una regione senza squadre in Serie A, all’oratorio si tifava quasi esclusivamente Juventus, Milan o Inter. Non so spiegare esattamente perché scelsi i nerazzurri, ma da quel momento non li ho più lasciati.»

In oltre sessant’anni da tifoso avrà vissuto emozioni di ogni tipo…
«Senza dubbio. L’Inter mi ha regalato tante gioie, ma anche momenti amari, che però ho sempre superato facilmente. Mi stupisce vedere quanto alcune persone vivano le sconfitte come drammi. Io dico sempre che nella vita le vere tragedie sono altre…

Ho avuto la fortuna di vedere, seppur negli ultimi anni, l’Inter di Angelo Moratti, con Mazzola, Jair, Suárez e Mariolino Corso. Poi ci sono stati gli anni di Mourinho, indimenticabili ancora oggi, soprattutto grazie a lui. Confesso di avere un debole per José. Basta guardare cosa è riuscito a fare l’altra sera contro il Benfica per rendersi conto di che grande allenatore sia ancora.»

E invece che mi dice dell’Inter delle ultime stagioni?
«Con Inzaghi, lo ammetto, non ho mai avuto un grande feeling e lo trovavo troppo statico nelle scelte. Ti faccio un esempio: arrivato il 60’, sapevi già che Di Marco sarebbe uscito per Carlos Augusto.

Chivu, invece, mi sembra abbia rigenerato diversi giocatori, come Zieliński, che l’anno scorso era finito ai margini. Gestisce meglio la rosa e le rotazioni, anche perché oggi in attacco c’è un quartetto più forte rispetto alla scorsa stagione. In questo senso siamo fortunati, soprattutto se guardiamo a squadre come la Roma.»

Giancarlo Ratti

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Con il mercato agli sgoccioli, l’Inter dovrebbe intervenire ancora?
«Non è semplice dirlo. Si parla molto della necessità di un vice-Dumfries, ma io vado un po’ controcorrente: darei più fiducia a Luis Enrique, pur non essendo un campionissimo. Sta vivendo una forte pressione e va sostenuto.

In generale credo anche che alternative come De Vrij, Bisseck e Carlos Augusto siano più che affidabili. A mio avviso la squadra è competitiva così com’è.»

Accoglierebbe un ritorno di Perišić?
«Onestamente no. All’Inter ha già dato tutto e a 37 anni credo sia giusto guardare oltre. Preferirei che il club investisse sui giovani, come avviene spesso all’estero.
Allo stesso modo non capisco l’interesse per Moussa Diaby. È un  giocatore che guadagna 15 milioni in Arabia e in Europa pretenderebbe comunque cifre altissime. È una dinamica che non condivido affatto.»

Cosa è cambiato maggiormente dopo la disfatta del 31 maggio?
«Chivu ha avuto un ruolo determinante. È riuscito a ricompattare uno spogliatoio che era completamente a pezzi dopo quella batosta in finale di Champions. Apprezzo molto anche il suo modo di porsi in conferenza stampa, sempre chiaro e diretto. La squadra lo segue e non ho notato particolari tensioni legate alle sostituzioni, fatta eccezione per qualche episodio isolato con Lautaro.»

Restando in tema Champions: ai playoff sarà Inter-Bodø/Glimt, anche se si poteva evitare…
«Sul sorteggio dico che, tutto sommato, è andata bene. In generale credo che il percorso europeo dell’Inter sia stato positivo finora. Abbiamo perso contro il Liverpool per un rigore piuttosto dubbio, ma la vera battuta d’arresto è stata contro l’Arsenal. Lì siamo stati messi sotto e loro hanno saputo colpire le nostre debolezze, soprattutto sui calci piazzati.»

Giancarlo Ratti

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In campionato, invece, l’Inter domina spesso ma fatica negli scontri diretti: come se lo spiega?
«A volte la squadra paga dei cali di tensione mentale. Ho sempre avuto l’impressione che renda al massimo quando parte bene: se invece va sotto, fatica a riprendere il controllo della gara. Quello che mi pesa di più è aver perso così tanti derby contro il Milan…»

Sugli obiettivi stagionali, dove dovrebbe puntare l’Inter?
«Per scaramanzia ti rispondo: Coppa Italia. Lo Scudetto, purtroppo, lo abbiamo perso anche per un pizzico di sfortuna, soprattutto l’anno scorso…il gol sbagliato da Arnautovic ci sarebbe valso il titolo, perso poi per un solo punto.
Al di là dei trofei, però, sono soddisfatto del fatto che l’Inter sia sempre competitiva e in lotta per obiettivi importanti. Il rischio però è che tra vent’anni si guarderanno solo i titoli vinti, perché – si sa – alla fine ci si ricorda solo di chi vince.»

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