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Milan, come Ardon Jashari può cambiare i rossoneri

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Milan

 E’ tutto fatto per l’arrivo di Ardon Jashari al Milan. Dopo settimane di trattative i rossoneri sono riusciti infatti a trovare un accordo con il Club Brugge.

Ardon Jashari sarà un nuovo giocatore del Milan, il classe 2002 svizzero si trasferirà a Milano alla corte di Massimiliano Allegri per la cifra di 35 milioni più 5 di bonus. Scopriamo insieme come il fantasista può cambiare il modo di giocare dei rossoneri.

Milan

MASSIMILIANO ALLEGRI PENSIEROSO SULLA PANCHINA DELLA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Milan, chi è Ardon Jashari

Ardon Jashari nasce a Cham in Svizzera il 30 Luglio 2002 da una famiglia albanese. Cresce calcisticamente nel settore giovanile del Lucerna, club che lo farà poi debuttare tra i professionisti e dove vi rimarrà fino alla stagione 2023/24. Dopo l’esperienza in patria conclusa con 102 presenze e 9 reti, passa il Belgio al Club Brugge per 6 milioni di euro. In Belgio mette in mostra le sue qualità e nell’unica stagione in nerazzurro mette a segno 3 gol in 35 presenze di campionato, vincendo il premio di Miglior Giocatore della competizione. Inoltre il 4 Maggio 2025 vince la Coppa di Belgio.

Statistiche e caratteristiche tecniche

Lo svizzero non è un gran goleador, visto il suo ruolo non prettamente avanzato nel centrocampo. Con il Club Brugge è stato impiegato come mediano in un centrocampo a 2 ma non è detto che al Milan non possa cambiare modo di giocare e lavorare come mezzala. In totale in carriera nei club vanta 179 presenze condite da 19 reti, numeri non bassi se si pensa al ruolo in cui è stato utilizzato. Il motivo dell’interesse rossonero sta tutto in Max Allegri, il tecnico infatti ha rivelato più volte di avere un debole per i calciatori tecnici e Ardon Jashari rappresenta tutto quello che si vuole descrivere quando si parla di tecnica, dotato di tempi e visione di gioco fuori dal comune.

Come può cambiare il Milan

Non si hanno ancora molte certezze sul modulo che Allegri utilizzerà in questa nuova esperienza ai rossoneri, nella pre-stagione è stato utilizzato un 3-5-2 che tendeva però a snaturare molti calciatori, il mercato fatto in questa stagione però non può che andare in quella direzione (vedi l’acquisto di Estupinan), ciò che è sicuro è che Jashari dovrebbe essere impiegato come mezzala e dovrebbe scambiarsi con Modric, entrambi infatti hanno tempi di gioco e sono perfetti in un centrocampo che vede Ricci come metronomo e un calciatore fisico e con capacità d’inserimento come Ruben Loftus-Cheek.

Focus

Napoli, accadde oggi: vittoria scaccia crisi contro Sarri

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Insigne

Oggi, 6 anni fa, il Napoli ospitava la Juventus per la 21a giornata della Serie A 2019/2020. I Partenopei sognano il colpaccio contro la capolista.

Negli anni 2010 Napoli-Juventus era considerata una sfida decisiva per la lotta Scudetto: ma non nel 2020. Siamo alla 21a giornata della Serie A 2019/2020, e la Juve di Sarri e Ronaldo é prima a +3 sull’Inter. I Partenopei invece sono al quattordicesimo posto a +9 sul Brescia terzultimo.

Nonostante la situazione drammatica in campionato, la squadra di Gattuso é riuscita a qualificarsi alle semifinali di Coppa Italia. Infatti, il quarto di finale vinto contro la Lazio arriva pochi giorni prima del big match contro i bianconeri. Dunque, Insigne e compagni sognano un altro colpaccio.

Napoli-Juventus, 26 gennaio 2020

Napoli

L’ESULTANZA DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Non fa particolari cambi Gattuso nella sua formazione titolare, affidandosi ai soliti Callejon, Milik e Insigne. Gioca anche Demme dal primo minuto, mentre Koulibaly é fuori per infortunio. Sarri (prima al San Paolo da avversario per lui da quando ha lasciato il Napoli) si affida alla coppia d’attacco Higuain-Ronaldo con Dybala dietro.

Il primo tempo non regala particolari emozioni, con un solo tiro in porta che é dei padroni di casa. Milik prova a rendersi pericoloso più volte in attacco, senza però riuscire a trovare il gol. Dall’altro lato un tiro da fuori di Ronaldo esce di molto.

Nel secondo tempo la Juventus parte bene, e riesce a segnare il gol dello 0-1 con Ronaldo, che viene però annullato per fuorigioco di Higuain. Poco dopo, l’ex numero 9 argentino dei Partenopei sfiora nuovamente il gol con un diagonale bloccato da Meret. Come detto prima, i bianconeri iniziano bene nel secondo tempo, ma a sbloccare il risultato saranno gli uomini di Gattuso.

Insigne riceve palla, tira al limite dell’area, Szczesny respinge il tiro ma non può nulla sul tiro di Zielinski in ribattuta: azzurri in vantaggio (63′). La squadra di Sarri prova a reagire al gol subito, ma la difesa Partenopea resiste senza subire particolari occasioni da gol.

A due minuti dal novantesimo arriva il gol che praticamente chiude la partita: cross dalla destra di Callejon, e Insigne tira al volo di prima intenzione dai 13 metri. Szczesny tocca, ma non basta, é 2-0. Tuttavia, al novantesimo, la Juve riapre la partita con Ronaldo: lancio dalla mediana di Bentancur, e il numero 7 portoghese arriva sul pallone prima di Mario Rui e Di Lorenzo, prima di battere Meret.

La partita termina con un’ultima occasione per gli ospiti, una rovesciata di Higuain che finisce tra le braccia di Meret. Al fischio finale il San Paolo può festeggiare una vittoria importantissima che può essere importante per il proseguimento della stagione.

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Palestra, il gol è solo l’inizio: quale sarà il prossimo passo?

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A Firenze ha brillato ancora con assist, gol e leadership. Palestra cresce partita dopo partita e sembra ormai pronto per il grande salto.

Nella grande vittoria del Cagliari a Firenze c’è ancora una volta la firma di Marco Palestra. Una prestazione totale la sua, impreziosita da un assist e dal primo gol in Serie A, arrivato al termine di una partita giocata da vero protagonista. 

Ormai il suo rendimento non è più una sorpresa: Palestra continua a crescere e a prendersi la scena con una naturalezza disarmante. La sensazione è che sfide come quella contro la Fiorentina siano solo un assaggio di tutto il potenziale che ha nelle gambe. 

Questa stagione in Sardegna lo sta aiutando tantissimo nel suo percorso di maturazione, dandogli continuità, fiducia e responsabilità. Per il Cagliari di Pisacane è diventato imprescindibile: un porto sicuro nella costruzione della manovra, una certezza in entrambe le fasi, uno di quei giocatori su cui sai di poter sempre contare.

Inter, Atalanta, Palestra

MARCO PALESTRA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Palestra, futuro scritto in grande

Non è un caso che intorno a lui l’attenzione sia ormai altissima. Già dalla scorsa estate l’Atalanta aveva respinto gli assalti di Juventus e Napoli, e anche nella prossima sessione dovrà fare muro se vorrà trattenerlo. I top club italiani lo seguono da vicino, con l’Inter in prima fila soprattutto in caso di cessione di Dumfries, ma non mancano interessamenti dall’estero. 

D’altronde Palestra è ormai a tutti gli effetti uno dei pezzi pregiati della Serie A, e solo un’offerta davvero irrinunciabile potrà convincere la Dea a lasciarlo partire. Probabilmente, anche per il ragazzo stesso, continuare a crescere in un progetto come quello atalantino, basato sui giovani e guidato da un allenatore come Palladino, sarebbe la scelta ideale, soprattutto se dovesse arrivare la qualificazione a una competizione europea. 

Per ora, però, la testa resta sul Cagliari e sulla corsa salvezza. Il gol contro la Viola è solo l’inizio: il bello, per Palestra, deve ancora venire.

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Hellas Verona, ci risiamo: gennaio è il mese degli addii

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giovane hellas verona, Napoli

Come confermato da diversi esperti di calciomercato, Giovane lascerà l’Hellas Verona per accasarsi al Napoli. I gialloblu salutano un altro talento a gennaio.

Il brasiliano passerà sotto la guida di Conte per 20 milioni di euro più bonus, dopo aver collezionato 3 gol 4 assist nella prima metà di questo campionato. Dopo Ngonge, BelahyaneRrahmani e tanti altri, è il turno di Giovane.

Hellas Verona, una cessione dolorosa ma necessaria

La sopravvivenza delle piccole si sa, è principalmente legata alla plusvalenze. Il focus principale di una società che punta alla salvezza è nel lavoro di scouting e individuazione di talenti che poi possono generare guadagni importanti. Spesso i tifosi accusano i propri dirigenti di pensare solo ed esclusivamente all’aspetto economico, trascurando talvolta quello sportivo, ignorando però che una cattiva gestione dei fondi spesso comporta spesso e volentieri penalizzazioni, sanzioni o addirittura fallimenti.

Da quando l’Hellas è tornato stabilmente in Serie A, nel 2019, la gestione prima di Setti e poi oggi di Presidio Investors ha seguito un unico filo conduttore, che spesso ha generato un sentimento di rabbia tra i tifosi anche se poi alla fine l’obiettivo è sempre stato raggiunto, in un modo o nell’altro. Il traguardo finale ha sempre funto da scaccia critiche, anche se nella stagione successiva alcune situazioni si sono spesso ripetute.

Una di queste riguarda proprio il mercato di gennaio, o di riparazione come dir si voglia. Infatti, il giro di boa della stagione ha sempre rappresentato il momento in cui l’Hellas Verona ha cambiato faccia grazie al ds Sogliano, stravolgendo gli equilibri della prima parte di stagione (spesso disastrosa) e rilanciando la squadra verso la salvezza.

Tenendo come riferimento sempre l’annata che ha visto il ritorno nella massima serie in maniera stabile, si può contare un certo numero di giocatori che hanno iniziato la stagione in gialloblu per poi cambiare casacca a gennaio, portando diverse decine di milioni di euro nelle casse del club. Il primo della lista è Amir Rrahmani, giunto in Italia nel 2019 e diventato subito un punto di riferimento per difesa di Juric.

Il kosovaro è rimasto in prestito in riva all’Adige fino a giugno per poi passare al Napoli, in un’operazione da circa 15 milioni di euro. Un percorso simile l’ha fatto Sofyan Amrabat, che è passato alla Fiorentina già a gennaio per poi rimanere in gialloblu fino alla fine della stagione per circa 20 milioni di euro.

La stessa sorte poi è toccata a Ilic nel 2023 per circa 13 milioni di euro al TorinoNgonge sempre in Campania per quasi 20 e poi ancora Hien all’Atalanta per 10Belahyane alla Lazio per altri 10 e come ultimo in ordine di tempo proprio Giovane.

Un periodo dunque dove tanti salutano e al loro posto entrano risorse, che poi spetta al club reinvestire per provare salvare la situazione a metà del percorso.

hellas verona

Amir Rrahmani rammaricato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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