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Atalanta, Lookman al passo d’addio: è l’ora di Maldini

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Lazio

Con Lookman verso l’addio, Daniel Maldini spera nel rilancio all’Atalanta con Jurić. Per l’ex Monza può essere l’anno della svolta.

In casa Atalanta l’argomento più caldo continua a essere il futuro di Ademola Lookman, ancora assente a Zingonia e deciso a forzare la mano per trasferirsi all’Inter. I nerazzurri attendono di conoscere le richieste definitive della Dea per formulare un’ultima offerta, che potrebbe risultare decisiva. 

Nel frattempo, Ivan Jurić continua a lavorare sulla trequarti con le certezze che ha a disposizione: De Ketelaere, al centro del progetto, ma anche Samardžić e Daniel Maldini. Proprio quest’ultimo è chiamato a rilanciarsi dopo sei mesi non proprio esaltanti. 

Arrivato dal Monza a gennaio per circa 14 milioni, Maldini non è riuscito a imporsi con Gasperini. Ora però il cambio di guida tecnica e la possibile partenza di Lookman potrebbero regalargli un’occasione.

Monza, Atalanta

LA GRINTA DI DANIEL MALDINI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Atalanta, è l’anno della consacrazione per Maldini?

Il sistema del tecnico croato, tra 3-4-2-1 e 3-4-1-2, valorizza trequartisti duttili, tecnici ma anche generosi nel pressing. L’ex Milan ha le qualità per inserirsi: ha visione e tiro dalla distanza, può agire sia da seconda punta che da trequartista, ruolo in cui Vlasic aveva fatto bene nel Torino di Jurić. 

Per emergere, però, dovrà crescere sul piano dell’intensità, della continuità e del contributo senza palla. La concorrenza è alta, ma con Lookman in uscita e una stagione piena di impegni alle porte, spazio ce n’è e ce ne sarà. 

Toccherà a Maldini dimostrare perché l’Atalanta ha voluto investire su di lui: questa può essere l’annata della svolta, quella che può riportarlo anche nel giro della Nazionale maggiore. Ora, però, serve dimostrarlo sul campo.

Focus

Roma, il monito del Gasp: una società presente vale più dei punti

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Inter

Oggi il tecnico della Roma è tornato a parlare dopo il silenzio di Lecce ed il confronto a Trigoria con la società alla vigilia del match contro il Sassuolo.

Dopo giorni di silenzi, supposizioni e confronti oggi Gian Piero Gasperini è tornato a parlare ai giornalisti. Il tecnico della Roma dopo la trasferta di Lecce aveva scelto di non lasciare dichiarazioni ai cronisti, lasciando intendere un suo malcontento per la situazione attuale della squadra e per l’insoddisfazione dal fronte del calciomercato.

Gasperini non parla di mercato: ecco i temi affrontati

Gasperini ha risposto alle domande nella conferenza stampa di Trigoria alla vigilia del match di domani contro il Sassuolo all’Olimpico. Ovviamente sono state tante le domande sul mercato, a cui il tecnico giallorosso ha però glissato, passando la palla agli stessi giornalisti e dicendo che quello che sa è quello che legge ed ascolta dagli stessi giornali.

Gasperini ha poi risposto riguardo il confronto andato in scena un paio di giorni fa con Ryan Friedkin e Claudio Ranieri, dicendosi contento ed auspicandosi che non sia stato un summit isolato. L’allenatore della Roma ha poi ribadito in più occasioni che la presenza del vicepresidente giallorosso a Trigoria vale più degli attuali 36 punti in classifica della squadra.

Everton

Rome, Italy 20.01.2024: Dan e Ryan Friedkin sitting in the stands watching the Italian Serie A TIM 2023-2024 football match AS Roma vs Hellas Verona at Olympic Stadium in Rome.

Le parole di Gasp fanno riflettere sul presente e sul passato della Roma

Una frase pronunciata quattro volte da Gasperini, a sottolineare di come il confronto tra allenatore e società non debba essere solamente circoscritto ad episodi isolati, ma piuttosto un’abitudine (sana) da mantenere. Una costante che deve essere la base per la costruzione di una visione comune che possa continuare a mantenere la Roma in alto.

A qualcuno le parole di Gasperini sono sembrate un flashback del passato, o forse un monito affinché il passato non possa più ripetersi. Ed i riferimenti sono fin troppo facili: Mourinho e De Rossi. Troppo spesso i due allenatori, specialmente il portoghese, avevano lamentato l’assenza della società all’interno delle mura del Fulvio Bernardini per potersi confrontare.

Roma

GIAN PIERO GASPERINI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La figura di Ranieri, evidentemente, non basta, anche se Gasperini in conferenza stampa ha ribadito che il rapporto con il Senior Advisor giallorosso è ottimo, nonostante l’ex tecnico del Leicester fosse mancato nelle ultime settimane per un’operazione al ginocchio. Ranieri è un consulente esterno, una figura che funge da consigliere e da collante tra squadra e società, ma non è la società, come detto da lui stesso al momento del suo insediamento.

Gasperini ha bisogno della società perché la Roma ha bisogno della società. Serve una presenza costante, un decision maker con il quale costruire un confronto continuo sul presente e sul futuro della squadra. Occorre un rapporto quasi quotidiano per non ricadere negli errori del passato che hanno impedito alla Roma di mantenere una continuità progettuale. E proprio per questo le parole di Gasp sono un monito ai Friedkin e a tutti i naviganti: insieme si va lontano ancora di più.

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Calcio, Corrado Viciani: il Rinus Michels d’Italia

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Inter

Nel calcio, ci sono alcuni tecnici che rivoluzione completamente il gioco:  è Corrado Viciani, tecnico di Palermo e Ternana, il Rinus Michels italiano.

Nel gioco del calcio ci sono alcuni tecnici che passano alla storia per aver rivoluzionato il gioco dal punto di vista tecnico-tattico, come il tecnico dell’Ajax e dell’Olanda Rinus Michels: in Italia colui che si ispirato al grande allenatore olandese è Corrado Viciani, tecnico di Palermo e Ternana anni 70.

Calcio, ci sono tecnici che passano alla storia per aver rivoluzionato il gioco: è il caso di Corrado Viciani, tecnico di Palermo e Ternana anni '70

IL PALLONE DELLA SERIE A 2025-2026 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Calcio, Corrado Viciani, il Rinus Michels italiano: il gioco corto e quella finale di Coppa Italia persa a Roma

Nel calcio ci sono tecnici che rivoluzione per sempre la storia del gioco dal punto di vista tecnico-tattico, come ad esempio Rinus Michels, tecnico dell’Ajax e dell’Olanda degli anni ’70 che inventò il gioco totale, che ebbe la sua massima espressione nella finale del mondiale del 1974 Germania-Olanda. Ci fu chi in Italia lo prese modello, stiamo parlando di Corrado Viciani, ex tecnico di Ternana e Palermo, che sia in Umbria che in Sicilia con il suo gioco corte fece grandissime cose.

Nella Ternana, Viciani portò i rossoverdi per la prima volta in Serie A, un vero evento per l’Umbria, visto che mai una squadra della Regione aveva visto la massima Serie. Nel 1973 l’approdo a Palermo, nei rosanero visse due stagioni da incorniciare: una squadra che giocava tuttocampo, capace di battere anche la Juventus vicecampione d’Europa in Coppa Italia, dimostrazione che quel Palermo non aveva paura di nessuno. Arrivò all’atto conclusivo di Coppa Italia contro il Bologna di Bulgarelli, con Olimpico invaso da tifosi rosanero. Il Palermo vinceva 1 a 0, poi l’arbitro Gonella fece quello che fu considerato uno scandalo: un fallo di Arcoleo in area di rigore giudicato dubbio, assegnò un rigore ai felsinei che mandò il match ai supplementari e poi ai rigori, dove trionfarono i rossoblù. Se ci fosse stato allora il VAR, la decisione di Gonella sarebbe stata revocata.

L’anno dopo, il Palermo sfiorò il ritorno in Serie A, decisivo fu il pareggio per 0 a 0 contro l’Hellas Verona di Zigoni e Domenghini, con un Palermo che attaccò per tutto il match, ma la difesa gialloblù resse all’offensiva rosanero. Poi, Viciani avrebbe continuato ad allenare addirittura sino al 1991, concludendo la sua carriera da tecnico a Torre del Greco  nella Turris, proprio mentre il calcio stava subendo la rivoluzione copernicana con Arrigo Sacchi al Milan.

Davvero una bella storia, se ci fosse stata più fortuna, Viciani avrebbe anche alzato un trofeo, ma sia a Terni che a Palermo è ancora ricordato, con il Liberati che il Barbera strapieni per vedere giocare il suo gioco all’olandese, come Rinus  Michels.

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Napoli, accadde oggi: la prima vittoria del 2023

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Napoli, Osimhen

Oggi, 3 anni fa, il Napoli faceva visita alla Sampdoria per la 17a giornata della Serie A 2022/23. Gli azzurri vogliono reagire dopo la sconfitta con l’Inter.

Dopo la sconfitta contro l’Inter a San Siro, la squadra di Spalletti é in cerca di riscatto contro la Sampdoria. Nonostante i Partenopei siano a +5 sul Milan secondo, non possono permettersi di perdere altri punti per strada.

Il prossimo avversario é la Sampdoria al Marassi, una trasferta ostica. La squadra allenata da Dejan Stankovic é terzultima a -5 dal quartultimo posto. Tuttavia, dopo aver battuto il Sassuolo al Mapei nel turno precedente, vogliono tentare il colpaccio anche contro il Napoli.

Sampdoria-Napoli, 8 gennaio 2023

Napoli

Prima della partita il Marassi rende omaggio a due condottieri della storia del club blucerchiato, Gianluca Vialli e Sinisa Mihajlovic, entrambi scomparsi da poco. Dunque, la Sampdoria, vuole tentare l’impresa contro il Napoli anche per onorare Vialli e Mihajlovic.

2 minuti dopo il fischio d’inizio, c’é un contatto nell’area di rigore blucerchiata tra Anguissa e Murru. Il centrocampista camerunense che rimane a terra dolorante, ma l’arbitro fa proseguire. Tuttavia, dopo un lungo check al VAR, ci ripensa ed assegna il rigore agli ospiti. Il rigore lo batte Politano, ma Audero devia il tiro sul palo: si resta sullo 0-0.

Dopo una parata di Meret su Verre, ed una di Audero su Osimhen, arriva il primo gol della partita. Taglio di Mario Rui per Osimhen che, di prima intenzione, batte Audero, 0-1 (19′). Passano soli 3 minuti e gli ospiti sfiorano subito il gol del raddoppio con un tiro di Anguissa che esce di poco.

A pochi minuti dall’intervallo, Osimhen sfugge a Nuytinck e viene atterrato da Rincon prima di entrare in area di rigore: chiara occasione da gol, rosso diretto per Rincon, Sampdoria in 10. Il primo tempo si chiude con un tiro di Kvaratskhelia, da posizione difficile, che esce non di molto.

Il secondo tempo é praticamente dominato dai Partenopei vista anche la superiorità numerica. Dopo le occasioni da gol per Mario Rui (tiro alto) e Lobotka (palla fuori di poco), arriva un altro rigore per i Partenopei dopo un check al VAR per un fallo di mano di Vieira. Dal dischetto, questa volta, ci va Elmas che segna il gol dello 0-2, chiudendo definitivamente la partita (81′).

Vittoria importante, dunque, per la banda Spalletti che si si porta a +8 sul Milan secondo, in attesa della partita dei rossoneri contro la Roma.

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