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L’Atalanta riparte da Jurić: il tecnico raccoglie l’eredità senza tradirla

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Roma, Ivan Juric, Atalanta

Con Ivan Jurić alla guida, l’Atalanta inaugura una nuova era nel segno della continuità tattica. Punta su un mercato che non intacchi la propria identità.

Cambia il volto in panchina, ma non l’anima. L’Atalanta riparte da Ivan Jurić. E lo fa senza voltare pagina del tutto: l’allenatore croato raccoglie il testimone da Gian Piero Gasperini ereditandone non solo la panchina, ma anche gran parte della filosofia calcistica. Un passaggio che, più che una rivoluzione, somiglia a una transizione naturale. Il baricentro resta alto, l’intensità intoccabile, così come lo spirito verticale che ha reso i bergamaschi un modello negli ultimi anni.

Jurić non è un tecnico da compromessi. Ma non è nemmeno un invasato del cambiamento per forza. Il suo 3-4-2-1 (o le sue varianti flessibili) permette di valorizzare gran parte della rosa attuale. Da qui la scelta del club: puntare su una continuità di idee che semplifica scelte e strategie di mercato.

Atalanta: l’estate senza strappi

La nuova gestione riparte da alcune certezze. Scalvini e Scamacca, reduci da un’annata complicata, sono pronti a rilanciarsi: Jurić li considera centrali nel progetto, tanto da trattarli come veri e propri “nuovi acquisti”. Accanto a loro, pilastri come De Roon e Hien continueranno a offrire muscoli e leadership. Lungo le fasce, spazio ancora a Zappacosta e Bellanova. Mentre Mario Pasalic, sempre prezioso per la sua versatilità, si avvia al rinnovo.

Non mancano però gli addii: Toloi, Cuadrado e Rui Patricio lasciano per scadenza di contratto. Il destino di Djimsiti sembra ormai segnato, attratto dalle offerte qatariote. Da valutare anche il futuro di Posch (il riscatto è in salita). Mentre Kolasinac verrà probabilmente confermato, seppur ai box fino all’autunno.

Il vero nodo, però, è quello dei big. Lookman ed Ederson hanno occhi importanti puntati dall’estero. E in caso di offerte all’altezza, potrebbero salutare. Su Retegui si concentrano le attenzioni di Milan e Juventus, ma per ora resta. Diverso il discorso per Carnesecchi e Hien, al centro del mercato ma ancora ben saldi a Zingonia.

Atalanta

Ademola Lookman (foto KEYPRESS)

Il mercato secondo Jurić

Juric ama lavorare con volti noti, con giocatori che conoscono già il suo metodo. Per questo, il nome di Samuele Ricci è in cima alla lista in caso di addio di Ederson. Ma piacciono anche Frendrup e Engels, interpreti dinamici ideali per il pressing feroce del tecnico. In difesa si punta su profili emergenti come Anselmino e Joel Ordoñez. Mentre Kossounou potrebbe rimanere. Sulla fascia, occhi puntati su Singo, ex pupillo granata oggi al Monaco.

L’attacco non verrà stravolto. Retegui è confermato e l’obiettivo sarà piuttosto affiancargli un profilo leggero, creativo, capace di muoversi tra le linee. Nomi in voga? Gudmundsson e il brasiliano Paixao. In porta, si cerca un secondo affidabile dopo l’addio di Rui Patricio. Mentre Musso è in uscita insieme a diversi rientri da prestiti, come Touré, Godfrey e Bakker.

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Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia

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Marek Hamsik

Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.

La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.

Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).

Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Cagliari, Napoli

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.

I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.

Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.

Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.

I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.

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Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato

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Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.

In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai. 

Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.

Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

Napoli

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, Champions e mercato si intrecciano

La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero. 

Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas. 

Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa. 

La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.

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Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri

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Monza, Atalanta, Maldini, Lazio

La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.

Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee. 

Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

Lazio

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio, dove può giocare Maldini

Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti. 

Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.

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