Focus
Caos Inter, Calhanoglu, Lautaro, Marotta e Chivu: la situazione
Momenti difficili in casa Inter dopo l’uscita anticipata negli ottavi di finale del Mondiale per Club patita contro la Fluminense.
Le parole dure di capitan Lautaro dopo l’eliminazione dei nerazzurri hanno fatto il giro del mondo e creato scalpore. Nelle dichiarazioni, non troppo velate, il Toro ha puntato il dito contro Calahanoglu. Tuttavia, a mettere poi parte del carico sono intervenuti il presidente Marotta e il mister Chivu. Che aria tira dunque in casa Inter?

Hakan Calhanoglu perplesso ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter: il preludio
Facciamo chiarezza. Al termine di Inter-Fluminense Lautaro dichiara: “C’è una cosa che voglio dire: qui bisogna voler restare. Il messaggio deve essere chiaro, chi vuole stare con noi resta, chi non vuole restare deve andare via. Non faccio nomi, è in generale. Noi siamo qui a fare di tutto, ma ho visto tante cose che non mi sono piaciute”.
A dare conferma e seguito alle dichiarazioni dell’argentino il presidente Marotta. “L’intervento di Lautaro è molto emozionante e significativo, lui è il capitano e vuole senso di appartenenza. Ma io l’ho sempre detto, quando un giocatore dirà di voler andare via, la porta è spalancata – ha spiegato a Mediaset -. Non l’ha detto lui ma lo dico io, il discorso è riferito a Calhanoglu. Ma non dobbiamo buttare la croce su Calhanoglu, parleremo con lui. Per adesso non ci sono i presupposti per separare le nostre strade, se ci saranno lo faremo senza problemi”, queste le sue parole.
La risposta di Calha
Hakan Calhanoglu, dopo tutto questo marasma di dichiarazioni, non poteva rimanere in silenzio. Tramite i social infatti il turco ha affidato la sua risposta. “Rispetto ogni opinione, anche quella di un compagno, anche quella del presidente. Ma il rispetto non può essere a senso unico. L’ho sempre dimostrato, dentro e fuori dal campo. E credo che nel calcio, come nella vita, la vera forza stia proprio nel sapersi rispettare, soprattutto nei momenti più delicati. Non ho mai tradito questa maglia. Non ho mai detto di non essere felice all’Inter. In passato ho ricevuto offerte, anche molto importanti, ma ho scelto di restare. Perché so cosa rappresenta per me questa maglia”.
Come non bastasse questo atto di fiducia e rispetto nei confronti della squadra il centrocampista turco ha poi proseguito così: “E pensavo che le mie scelte parlassero da sole. Ho avuto l’onore di essere il capitano della mia Nazionale. E lì ho imparato che il vero leader è quello che resta accanto ai suoi compagni, non quello che cerca un colpevole quando è più facile farlo. Amo questo sport. Amo questo club. E amo questi colori, per cui ogni giorno ho dato tutto. Il futuro? Lo vedremo. Ma la storia ricorderà sempre chi è rimasto in piedi. Non chi ha alzato di più la voce”.
Dura reprimenda nei confronti dell’argentino e probabilmente anche verso il presidente, a testimonianza che una spaccatura, o qualcosa di simile, fosse già presente nello spogliatoio nerazzurro.
Galeotto fu il like e chi lo mise. Chivu che fai?
Lo sfogo del turco ha attirato il gradimento di molti sui social, tra cui anche compagni di squadra. Marcus Thuram infatti ha preso posizione mettendo un like sul post di Calha. Come se non bastasse anche l’ormai lontano da Milano Marko Arnautovic ha espresso il proprio apprezzamento.
E Chivu cosa fa? Il neo allenatore dell’Inter con le sue parole ha provato a buttare acqua sul fuoco ma non al 100% si direbbe. Infatti diciamo che ha provato a fare il cosiddetto “cerchiobottista” con le sue dichiarazioni: “Le parole di Lautaro? Siamo dei vincenti, a volte tiriamo fuori l’orgoglio e il carattere. Dobbiamo rimanere nella stessa barca, lui è entrato a gamba tesa. Ma questo vale per tutti, per una squadra e una società che vuole riscattare un’annata non semplice da gestire e vuole programmare con ambizione la prossima stagione”.
Già prossima stagione. Ma siamo sicuri che tutti i partecipanti di questa storia, sempre che si limiti a questi, rimangano sulla stessa barca? seguiranno, sicuramente, aggiornamenti.
Focus
Roma, emergenza finita: a Torino torna la difesa titolare
Dopo oltre un mese contro i granata Gasperini potrà contare sul terzetto difensivo base che ha fatto le fortune della Roma fino ad oggi.
Tra le tante discussioni sui numeri del reparto offensivo della Roma e gli arrivi in tal senso di Malen e Vaz , oggi la squadra giallorossa arriverà a Torino con la sua difesa titolare.

L’URLO DI MARIO HERMOSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Mancini-N’Dicka-Hermoso: a Torino tornano i titolari dopo un mese
L’ultima volta in cui il tecnico della Roma Gasperini aveva potuto contare sul suo terzetto difensivo composto da Mancini-N’Dicka-Hermoso era stata in occasione di Roma-Como del 15 dicembre, esattamente un mese fa, quando i giallorossi si imposero per 1-0 con la rete di Wesley. Poi la partenza di N’Dicka per la Coppa d’Africa prima, e le squalifiche di Mancini ed Hermoso (con quest’ultimo alle prese da tempo con una fastidiosa pubalgia) hanno privato la squadra giallorossa della retroguardia che è stata uno dei suoi punti di forza fino a questo momento.
Tra le tante discussioni (giuste) sull’inefficienza dei numeri dell’attacco giallorosso, molto spesso si dimentica che se la Roma è attualmente quarta nella classifica è anche e soprattutto grazie alla solidità della propria difesa. A certificarlo sono i numeri: 12 gol subiti in 20 giornate di campionato, i migliori della Serie A.
Un punto di forza chiave della squadra di Gasp e, in generale, delle ultime stagioni della Roma. Contro il Torino in Coppa Italia c’è stato il ritorno di N’Dicka: l’ivoriano è apparso un po’ appannato al suo ingresso nel secondo tempo, ma oggi ritornerà titolare assieme a Mancini ed Hermoso. Ghilardi e Ziolkowski non si sono comportati male, ma contro i granata martedì scorso hanno dimostrato fisiologici limiti dettati dall’inesperienza. Eppure fino ad allora i giovani difensori giallorossi non avevano sfigurato, soprattutto in occasione della gara contro il Lecce, e ieri in conferenza stampa Gasperini ne ha lodato l’impegno e la voglia di crescere.
Oggi però contro il Torino la Roma ritrova (finalmente) i difensori titolari per cercare tre punti che garantirebbero il sorpasso sulla Juventus. E domenica prossima arriva il Milan.
Focus
Hellas Verona, Orban incide ma non basta: il curioso dato
Nel recupero della 16° giornata l’Hellas Verona non è riuscito a sfruttare il match di vantaggio, cadendo sotto i colpi delBologna di Italiano nonostante Orban.
Il nigeriano anche stavolta è andato a segno ma il suo gol non è bastato ad evitare l’ennesima sconfitta stagionale, per di più davanti al proprio pubblico. C’è un dato che lo riguarda da vicino.
Hellas Verona, svanito anche l’effetto Orban
I gialloblu di Zanetti restano sul fondo della classifica e stavolta anche senza l’asterisco in classifica dopo il recupero della 16° giornata. Al Bentegodi passa il Bologna grazie a un’ottima prestazione nel primo tempo, subito dopo il gol del vantaggio siglato da Gift Orban.
L’attaccante nigeriano ha raggiunto quota 6 gol in Serie A ma per la prima volta in questa stagione non ha portato punti all’Hellas Verona. Infatti, i precedenti 5 centri avevano contribuito attivamente alla conquista di punti (1 vittoria e 4 pareggi) e contro i felsinei il risultato finale ha invece sancito la sconfitta.
Orban ha giocato un ruolo fondamentale dal punto di vista realizzativo nella prima parte di stagione, operando quasi da traghettatore incaricato di non far affondare la nave. Quello che traspare dalle prestazioni dell’Hellas è proprio un senso di impossibilità nel fare veramente male agli avversari e portare a casa punti pesanti. Finora (20 giornate) le vittorie sono state solo due (contro Atalanta e Fiorentina), che però non hanno dato il via a un periodo di svolta dal punto di vista dei risultati.
Nonostante il valore di alcuni singoli, vedi anche Giovane e Bernede oltre a Orban, l’insieme di giocatori che va in campo non riesce ad esprimersi come vorrebbe e addirittura in certi momenti abbassa il livello a tal punto da risultare quasi fuori categoria.
Il blocco di match in arrivo rappresenta l’ultima spiaggia, sia per Zanetti che per tutto il Verona che intende scongiurare il rischio retrocessione ma dovrà compiere, purtroppo, l’ennesimo miracolo.

MATTIA ZACCAGNI E GIOVANE SANTANA DO NASCIMENTO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Focus
Inter, fattore Pio Esposito: incide sempre nelle gare in bilico
Francesco Pio Esposito firma la pesante vittoria dell’Inter contro il Lecce. Ancora una volta il numero 94 nerazzurro mette il suo zampino in un successo importante.
Francesco Pio Esposito è l’uomo del momento in casa Inter. Il centravanti classe 2005 ha realizzato al 78′ il gol vittoria nella delicata gara contro il Lecce. Rete decisiva per l’1-0 finale, che permesso ai nerazzurri di laurearsi campione d’inverno e di provare la prima vera e propria fuga in testa della stagione. Un vero e proprio spartiacque, agevolato dallo 0-0 del Napoli al Maradona contro il Parma nella gara delle 18:30.E pure la gara contro la squadra di Di Francesco è stata per larghi tratti molto sudata dalla formazione di Chivu, apparsa sottotono fin dalle prime battute.
Per Pio si tratta del primo gol a San Siro (in maglia nerazzurra), una rete dal sapore speciale. Mandato in campo da Chivu nel forcing nerazzurro, la fisicità dell’attaccante ex Spezia ha permesso all’Inter di schiacciare i giallorossi, che fino a quel momento avevano respinto con forza e ordine ogni tentativo dei padroni di casa. Quella che poteva essere una grande occasione sciupata, la seconda consecutiva dopo il pareggio nello scontro diretto di domenica, si è trasformata nel finale in una grande gioia per il pubblico interista.
Inter, Esposito è spesso decisivo

FRANCESCO PIO ESPOSITO GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Ancora una volta il numero 94 nerazzurro è risultato decisivo per sbloccare una gara in bilico. Pur non segnando direttamente, Esposito aveva permesso all’Inter di portarsi in vantaggio nelle difficile gare in trasferta contro Pisa e Atalanta, servendo in entrambe le occasioni a capitan Lautaro Martinez il pallone dell’1-0. Pure al Tardini di Parma lo stop sbagliato in area dell’attaccante classe 2005 si è trasformato in un’assistenza indiretta per il gol di Dimarco. Anche in quel caso servì a sbloccare una gara fino a quel momento molto ostica.
Pur non avendo statistiche personali di alto livello (ma di tutto rispetto con 4 gol e 5 assist in tutte le competizioni) quasi sempre Esposito ha messo il suo zampino nei momenti decisivi. E se, come si suol dire, i gol vanno pesati più che contati, i numeri del centravanti di Castellamare alla prima stagione con l’Inter sono eccezionali.
Inter, l’importanza dei recuperi

L’ESULTANZA DI LAUTARO MARTINEZ CHE PUNTA IL DITO VERSO IL CIELO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Spesso i recuperi in questi anni si sono rivelati fondamentali nella corsa Scudetto dell’Inter, in un senso o nell’altro. Basti pensare al famoso Bologna-Inter che di fatto consegnò lo scudetto al Milan del 2021/2022, o alla netta vittoria della squadra di Inzaghi nel 2024 contro l’Atalanta che sancì la fuga meneghina verso la vittoria della seconda stella. O ancora alla sonora sconfitta subita lo scorso anno al Franchi contro la Fiorentina di Palladino.
Insomma quella di ieri era una gara veramente da sliding doors, e la vittoria finale traccia per la squadra di Chivu un futuro radioso, più di quanto non dica la statistica sul laurearsi campione d’inverno ( che porta 3 volte su 4 alla vittoria del campionato).
-
Calciomercato5 giorni faMilan-Leao, ultimo gesto d’amore? Poi le strade si separeranno | I dettagli
-
Notizie4 giorni faUltim’ora Milan, Camarda fa ritorno a casa: un rinforzo per Allegri
-
Serie A7 giorni faMilan, Schira: “Infortunio di Füllkrug meno grave del previsto”
-
Calciomercato4 giorni faMilan-Fiorentina, altri contatti per Dodo: un Frecciarossa per l’estate
-
Calciomercato5 giorni faMilan, non solo Fofana: col Galatasary si è discusso di Icardi | Tutti i dettagli
-
Calciomercato5 giorni faMilan, vice presidente Galatasaray in Via Aldo Rossi: i dettagli dell’offerta a Fofana
-
Notizie6 giorni faMilan, chi è Kostic: un gioiello paragonato a Vlahovic
-
Serie A6 giorni faSerie A, anticipi e posticipi 23a e 24a giornata: Juventus-Lazio di domenica
