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All Eyes On Me – il focus sul 20° turno di Premier League 2024-25

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Appuntamento e format rinnovati: All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League, cambia look, ma non la sostanza dando libero sfogo a quella bruciante passione che unisce tutto il popolo britannico e non solo. Di seguito il resoconto dettagliato dei principali avvenimenti della 20°giornata della nuova stagione.

Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aura di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.

Ventesimo turno: “Live And Let Die”

All Eyes On Me

PAREGGIO ALL’INSEGNA DEL GOL AD ANFIELD

Né vincitori né vinti nel big match di giornata tra le due squadre britanniche più titolate, Liverpool e Manchester United, al termine di una sfida intensa e probante, esposta a forte rischio rinvio causa neve.

Neve sostituita da una pioggia battente per tutti i 90 minuti che condiziona la fluidità di circolazione penalizzando soprattutto i padroni di casa, che sul gioco palla a terra in verticale hanno imperniato tutta la loro fantastica stagione sin qui. Il primo tempo, infatti, risulta piuttosto bloccato, con Onana e Alisson costretti a intervenire solamente una volta a testa per respingere le rispettive conclusioni ravvicinate di Mac Allister e Hojlund.

Di tutt’altro spessore è, invece, la ripresa, stappata al 52′ dallo splendido gol di Lisandro Martinez, a secco dal 22 gennaio 2023, che di sinistro in diagonale spedisce sotto la traversa il 47esimo assist in maglia United di Bruno Fernandes, che coincide con il suo coinvolgimento diretto in gol numero 200 in carriera (tra l’altro dal piede del portoghese nascono 4 occasioni da rete, nessun altro calciatore dei Red Devils ne ha create tante negli ultimi vent’anni in una singola sfida ad Anfield).

La reazione dei Reds, formato tipo visto il rientro anche di Konaté e sempre arrembanti nella ripresa considerati i 25 gol messi a segno nei secondi 45 minuti prima di questa gara, non si fa attendere e arriva puntuale sette minuti più tardi con la traccia verticale di Mac Allister tramutata in gol da Gakpo dopo un dribbling secco a rientrare su De Ligt. L’olandese mette, così, a referto il terzo centro in altrettante partite consecutive per la prima volta in carriera, il sesto in campionato. Dieci minuti più in là il direttore di gara Oliver assegna dopo revisione al Var un calcio di rigore ai padroni di casa per un tocco di braccio in area di De Ligt sulla girata aerea di Mac Allister: il solito Salah, al netto di un penalty non calciato benissimo, non sbaglia arrivando a toccare quota 18 in classifica marcatori, 31 coinvolgimenti diretti in gol in campionato (il record in Premier League è di 44, superato il record di Suarez che nel 2013-14 in 19 giornate era arrivato a 30) e 13 contro i rossi di Manchester (nessuno ne ha fatti di più contro i mancuniani).

Quando tutto sembrava essersi messo in discesa per la formazione di Slot, però, ecco il definitivo 2-2 firmato Diallo, molto spesso tra i più positivi dall’arrivo di Amorim, che prende il tempo a tutta la difesa avversaria sul cross basso arretrato del neo entrato Garnacho, evitando con il suo terzo acuto in campionato un altro record negativo alla propria squadra, che mai nella storia ha perso 4 partite consecutive. Nel recupero gli ospiti sfiorano addirittura il colpaccio con Maguire che con la porta spalancata spreca incredibilmente l’assist di Zirkzee calciando alto.

Quarto pareggio, dunque, per il Liverpool, il terzo per 2-2, il secondo in casa dopo quello con l’Arsenal dello scorso ottobre, che resta comunque saldo in testa alla classifica. Quinto segno X, invece, per lo United, a cui oltre il punto guadagnato resta finalmente la sensazione di poter ripartire da una buona prestazione, considerando soprattutto la sconfinata qualità dell’avversario.

L’ARSENAL FRENA DI NUOVO, IL NOTTINGHAM PASSA ANCHE A MOLINEUX

Dopo tre vittorie consecutive l’Arsenal inciampa sul campo del Brighton ottenendo il settimo pareggio in campionato, il terzo nelle ultime sei.

I Gunners, con un undici iniziale rivisitato viste le assenze per infortunio di Havertz, White, Tomiyasu e Saka oltre che dello squalificato Timber, si affidano ancora una volta a Thomas Partey sulla corsia destra con il conseguente inserimento di Jorginho al fianco di Rice e Merino a prendere il posto di capitan Odegaard, anche lui non al meglio, ma convocato. Proprio il centrocampista spagnolo al 16′ si inventa una traccia verticale sulla destra che trova come destinatario lo smarcato Nwaneri, il classe 2007 prodotto del settore giovanile dei Gunners eletto a sostituto di Saka, bravo a finalizzare da dentro l’area con l’interno mancino siglando il suo secondo centro nel torneo (il primo a riuscirci prima del compimento della maggiore età nella storia del club londinese).

La reazione dei padroni, in seguito a un momento di riassestamento, arriva intorno alla mezz’ora con Adingra che da posizione favorevole non inquadra la porta, e nel recupero del primo tempo proprio Nwaneri si fa ingenuamente ammonire per eccessiva perdita di tempo (il nono cartellino incassato dall’Arsenal per questa ragione in campionato, nessuno ne ha collezionati di più). Arteta decide, dunque, di toglierlo all’intervallo inserendo Martinelli, ma il Brighton rientra in campo con uno spirito tangibilmente diverso rispetto alla prima frazione.

Al 61′, infatti, arriva l’1-1 con Joao Pedro che si guadagna, complice l’intervento in leggero ritardo di Saliba ai suoi danni, e trasforma un calcio di rigore, l’undicesimo personale dall’inizio della scorsa stagione, spiazzando Raya aprendo il piatto destro. Solo Salah e Palmer ne hanno segnati di più nel periodo. Nel finale è proprio la formazione di Hurzeler a sfiorare la vittoria sull’asse RutterMintehMitoma (i tre esclusi eccellenti in questa gara, poi subentrati) che per questione di centimetri non riesce a trovare il 2-1.

Il Brighton resta, dunque, in decima posizione diventando la squadra con più pareggi all’attivo in campionato (10), di cui quattro consecutivi e sei nelle ultime otto gare, con la vittoria che manca dal 23 novembre, mentre l’Arsenal spreca l’opportunità di allungare ulteriormente sul Chelsea vedendo sempre più lontano il Liverpool capolista.

Sesta vittoria consecutiva per il Nottingham (non accadeva dal 1966-67), la più lunga striscia stagionale di successi messi in sequenza da una singola squadra in questa Premier League.

La formazione dell’ex di turno Espirito Santo, quattro anni alla guida del Wolverhampton a cavallo tra il 2017 e il 2021, indirizza il match già al 7′ con il quarto centro, il terzo nell’ultimo mese, di Gibbs-White, bravo a dialogare con Elanga al limite dell’area prima di prendere in controtempo José con un preciso destro sul primo palo, ma rischia qualche minuto più tardi prima con il tiro di Strand Larsen respinto provvidenzialmente sulla linea da Murillo e successivamente con la forte conclusione di Rodrigo Gomes deviata in angolo da Sels con un autentico miracolo.

Il cinismo del Forest non è secondo a nessuno in quest’annata, e al 44′ al secondo tiro in porta arriva il raddoppio con Wood, dodicesimo gol in campionato, che capitalizza la funambolica fuga di Hudson-Odoi sulla sinistra spingendo il pallone in porta con un tocco mancino. Nella ripresa i Wolves ci provano con insistenza, ma sbattono puntualmente su uno strepitoso Sels, che si ripete sventando il destro ravvicinato di Strand Larsen, incassando, però, il definitivo 0-3 nel recupero con Awoniyi, a secco dallo scorso febbraio, che deve solo accompagnare in rete l’assist di un altro subentrato, Ward-Prowse.

Il Nottingham aggancia, così, l’Arsenal al secondo posto a quota 40 punti, confermandosi la seconda miglior difesa del torneo, nonché l’assoluta outsider della stagione 2024-25. Prima sconfitta della gestione Vitor Pereira, invece, per il Wolverhampton, nuovamente peggior difesa del campionato, che viene agganciato in diciassettesima posizione dall’Ipswich.

CHELSEA BLOCCATO A SELHURST PARK, ALTRI TRE PUNTI PER IL NEWCASTLE

Quarta gara senza vittoria per il Chelsea (non accadeva dal maggio 2023) che a Selhurst Park non va oltre l’1-1 nel derby contro il Crystal Palace.

I Blues, che si affidano in difesa dal 1′ al classe 2006 Acheampong viste le defezioni di Fofana e Badiashile e le brutte prestazioni di Adarabioyo e Disasi nelle ultime uscite, sbloccano la sfida al 14′ con il quarto assist in campionato di Sancho (mai ne aveva raggiunti tanti in una singola stagione) che al termine di una bellissima iniziativa personale sulla sinistra serve Palmer che con il sinistro incrociato non ha difficoltà a superare Henderson per il tredicesimo centro personale nel torneo (terzo in classifica marcatori al pari di Isak e Mbeumo).

Gli ospiti sfiorano a più riprese il raddoppio, specie con Jackson che cestina due importanti opportunità, prima di lasciare spazio ai padroni di casa che impensieriscono la retroguardia di Maresca con Mateta al tramonto del primo tempo ed Eze, che non inquadra la porta da posizione centrale sul cross di Munoz, a inizio ripresa. Sul colpo di testa di Richards miracolosamente sventato da Sanchez sembrano spegnersi le velleità di pareggio delle Eagles, ma la formazione di Maresca fallisce per ben due volte il raddoppio prima con Enzo Fernandez e successivamente di nuovo con Jackson, e come spesso capita incassa il gol a otto minuti dal 90′.

L’autore dell’1-1 è Mateta, alla quinta rete in campionato, la prima dopo due mesi in casa, che deve solamente spingere in porta l’assist di Eze, a sua volta smarcato dalla giocata verticale sulla trequarti di Sarr. Il Palace ottiene, dunque, l’ottavo risultato utile nelle ultime nove giornate, nonché il nono pareggio complessivo, il quinto in casa (più di qualunque altro club in stagione), mentre il Chelsea deve iniziare a guardarsi le spalle: Newcastle e Manchester City, infatti, si sono portati rispettivamente a -1 e -2.

Quinta vittoria consecutiva, sesta considerando la Coppa di Lega, per il Newcastle che per la quarta volta negli ultimi dieci anni espugna il campo del Tottenham (seppur in due impianti diversi), per la prima volta dall’ottobre 2008 a secco di successi casalinghi per sei gare di fila.

Gli Spurs, falcidiati dalle consuete assenze alle quali si aggiungono quelle di Forster, Udogie e dello squalificato Bentancur, si schierano con l’undici più giovane dal marzo 2015 (media di 23 anni e 336 giorni) e passano in vantaggio al 4′ con il colpo di testa in tuffo sul cross di Pedro Porro di Solanke, al settimo centro in campionato, il sesto davanti al proprio pubblico, bravo a prendere il tempo a Botman, al rientro 10 mesi dopo la rottura del crociato patita lo scorso marzo. Il pari dei Magpies non tarda ad arrivare: due minuti più tardi, infatti, Joelinton intercetta (con il braccio, e il gol era da annullare) il passaggio di Bergvall, mettendo in moto Bruno Guimaraes, bravo a smarcare Gordon che batte Austin (il terzo portiere del Tottenham, il più giovane schierato dal marzo 2017 a 25 anni e 362 giorni) con un diagonale mancino che gli vale il quinto coinvolgimento in gol nelle ultime cinque gare (2 gol e 3 assist, mai in carriera ci era riuscito).

Sull’onda lunga dell’1-1 gli ospiti si rendono maggiormente pericolosi prima ancora con Gordon e poi con Isak che non inquadra di poco la porta da distanza ravvicinata, legittimando la supremazia al 38′ proprio con l’attaccante svedese che tocca quanto basta il cross teso di Murphy sporcato da Dragusin, dando seguito al suo momento magico che lo fa diventare il terzo calciatore nella storia del club bianconero ad andare a segno per sette partite consecutive dopo Shearer e Willock.

Nella ripresa si susseguono occasioni da una parte e dall’altra: il Tottenham ci prova con Brennan Johnson, fermato dal palo, Maddison, Solanke e il redivivo Reguilon, mentre il Newcastle risponde con Barnes, Tonali e Gordon, steso in area da Kulusevski ma non premiato con il calcio di rigore. Il risultato, comunque, non cambia, assicurando ai Magpies la quinta vittoria esterna del loro campionato e la medesima sconfitta interna per gli Spurs, relegati al dodicesimo posto.

POKER DEL CITY AL WEST HAM, L’ASTON VILLA RESTA AGGRAPPATO AL TRENO EUROPA

Per la prima volta da ottobre il Manchester City mette in fila due vittorie in campionato bissando quella di Leicester di settimana scorsa con un perentorio poker a un West Ham sempre più in crisi d’identità.

Paradossalmente sono proprio gli Hammers, orfani di capitan Bowen per infortunio, ad approcciare meglio alla gara creando i presupposti per andare in vantaggio per ben due volte prima del 10′ con Kudus e il rientrante dalla squalifica Soucek che non inquadrano la porta per questione di centimetri. Al primo affondo sono i Citizens a passare, sempre nel segno di Savinho, protagonista anche nello scorso turno, che con un cross teso provoca il beffardo tocco di Coufal che mette fuori causa Areola, tornato titolare in seguito all’indisponibilità di Fabianski.

L’esterno brasiliano si rende nuovamente protagonista al 42′ superando con un pregevole dribbling Coufal prima di lasciar partire un traversone che, come contro il Leicester, si spegne sulla testa di Haaland che fa 2-0 rompendo un digiuno casalingo in campionato che durava dal 26 ottobre. Il norvegese placa ulteriormente la sua fame di gol realizzando il 16esimo della sua campagna al 55′ scavalcando Areola con un dolcissimo tocco sotto concretizzando un altro assist di Savinho e tornando in marcatura multipla in Premier League dopo 4 mesi.

Tre minuti più tardi arriva anche il 4-0 firmato Foden, al primo centro in campionato davanti al proprio pubblico, su assistenza di De Bruyne, mentre al 71′ Fullkrug, per la terza volta schierato titolare dopo il rientro dall’infortunio, sigla il gol della bandiera capitalizzando il cross teso di Soucek rendendo leggermente meno amara la nona sconfitta degli Irons, la sesta con tre o più reti di scarto, che fa di loro la quarta peggior difesa del torneo.

La formazione di Guardiola, invece, si riavvicina sensibilmente alla zona Champions e con i recuperi ormai prossimi di Ruben Dias, Ederson e Bobb può, forse, tornare a dire la propria in questa stagione.

Dopo due giornate torna a vincere l’Aston Villa che resta in scia del gruppone in zona Europa regolando di misura il Leicester.

Un primo tempo soporifero in cui nessuna delle due squadre arriva a calciare in porta lascia spazio a una ripresa decisamente più avvincente aperta al 58′ dal destro dal limite dell’area di Barkley, terzo centro in campionato, in seguito alla corta respinta della difesa ospite sul cross di Tielemans. Le Foxes tornano sul livello del mare cinque minuti più tardi con la discesa sulla destra di Ayew da cui nasce un cross su cui si fionda Vardy, fermato solo da uno strepitoso Martinez che, però, non può ripetersi sul comodo tap-in di Mavididi, a secco dal 21 settembre.

La veemente pressione prodotta dai Villans, nuovamente senza lo squalificato Duran, in risposta all’1-1 porta i propri frutti al 76′, minuto in cui Ramsey asfissia il possesso di Justin sul cui tentativo di passaggio si precipita Maatsen, bravo poi a pescare Bailey a centro area con un cross teso. Il giamaicano firma, così, con dirompenza il nuovo e definitivo vantaggio dei padroni di casa aprendo finalmente il contro personale in questo campionato dopo ben otto mesi di astinenza.

La squadra di Emery ottiene, così, il nono successo nel torneo, il sesto casalingo, mentre quella di Van Nistelrooy incassa la quinta sconfitta consecutiva restando inchiodata al penultimo posto.

IL BOURNEMOUTH CONTINUA A MACINARE PUNTI, IL FULHAM LA RIPRENDE NEL RECUPERO. DILAGA IL BRENTFORD

Vince e continua a marciare il Bournemouth che al Vitality Stadium supera di misura il sempre arcigno Everton al termine di una gara per gran parte a senso unico.

I padroni di casa, infatti, gestiscono prevalentemente il ritmo e il possesso impensierendo Pickford già nel primo tempo con i tentativi di Ouattara ed Evanilson e andando in gol con Semenyo, giustamente annullato per posizione irregolare del ghanese sul traversone di Christie. Le Cherries intensificano ulteriormente la verticalità del loro giro palla arrivando con sempre più costanza dalle parti di Pickford, concedendo pochissimo agli ospiti, non riuscendo, però, a trovare la stoccata giusta, quantomeno fino al 77′ quando Brooks con uno splendido piatto mancino al volo batte l’estremo difensore della nazionale inglese tramutando in gol, il secondo del suo campionato, l’altrettanto pregevole cross di Kerkez, al terzo assist nel torneo.

La squadra di Iraola ottiene, così, l’ottavo risultato utile consecutivo per la prima volta nella propria storia nel massimo campionato d’oltremanica e i conseguenti 33 punti dopo 20 giornate non possono che coincidere con il miglior rendimento mai messo a referto dal club rossonero. I Toffees, con una sola vittoria all’attivo negli ultimi undici turni, incassano il secondo k.o. consecutivo non trovando la via della rete per la nona volta.

Sesto pareggio nelle ultime otto giornate per il Fulham che a Craven Cottage strappa un punto in extremis contro un compatto Ipswich.

I padroni di casa partono forte creando i presupposti per il vantaggio con Wilson e Iwobi (quinto calciatore africano a raggiungere le 50 presenze con tre club diversi in Premier League dopo Kanu, Diouf, Yakubu e Dramé), ma si ritrovano sotto al 38′ al primo tiro in porta concesso. Il marcatore è Szmodics, i cui quattro gol (tutti in trasferta) messi a referto fin qui sono sempre equivalsi a uno 0-1, il più lesto ad avventarsi sulla respinta della traversa dopo il colpo di testa di Ben Johnson.

I Cottagers ci mettono un po’ per assorbire il colpo, tant’è che il pari arriva al 69′ grazie al rigore guadagnato da Wilson, assegnato tramite Var dal direttore di gara Bond e trasformato da Raul Jimenez, salvo poi tornare in svantaggio due minuti più tardi con un altro penalty provocato dall’intervento in ritardo di Castagne su Delap e concretizzato dallo stesso attaccante inglese che fa otto in campionato (due gol su rigore in due minuti non si registravano dalla stagione 2006-07).

I Tractor Boys sfiorano il tris prima con Broadhead e poi con il suo sostituto Clarke che all’89’ colpisce un clamoroso palo, ma vengono traditi qualche istante dopo da Davis che stende in area Raul Jimenez. Il messicano si rivela nuovamente glaciale dagli undici metri facendo 10 su 10 in carriera in Premier League, rientrando insieme a Palmer e Yaya Touré nella ristrettissima cerchia di calciatori con 10 o più rigori calciati in grado di realizzarne il 100%.

La squadra di Marco Silva resta, comunque, in nona posizione a quota 30 punti, mentre quella di McKenna incamera un punto prezioso, dopo i tre contro il Chelsea dello scorso turno, che alimenta le speranze salvezza.

 

In scioltezza il Brentford che sul campo del Southampton ottiene la prima vittoria esterna del proprio campionato, nonché la più larga della propria storia in Premier League.

A sbloccare il punteggio ci pensa Schade, quinto gol, con un tocco di esterno destro al 6′ su assist di Damsgaard, ma è nella ripresa che le Bees danno il loro meglio: tra il 62′ e il 69′ Mbeumo ne fa due prima sfruttando il passaggio vincente di Wissa e poi trasformando il rigore provocato da Ugochukwu su Jensen, mentre nel recupero ci pensano Lewis-Potter e Wissa, rispettivamente al primo e al decimo centro nel torneo, a rifilare al fanalino di coda l’ennesimo passivo pesante stagionale.

La squadra di Frank torna, dunque, a sorridere dopo aver raccolto solamente un punto nelle ultime quattro giornate, mentre i Saints di Juric diventano la squadra con il peggior rendimento nella storia dopo 20 gare: nessuno, oltre il Sunderland nel 2005-06, infatti aveva mai ottenuto solamente 6 punti a questo punto della stagione.

Top & Flop

TOP

1) Erling Haaland – Il City torna, quantomeno per un pomeriggio, ai vecchi fasti e lui anche. Se la vittoria del campionato quest’anno sembra improbabile, lo è un po’ meno quella della classifica cannonieri per il terzo anno di fila, Salah permettendo.

2) Bryan Mbeumo – Due gol e un assist per arricchire il largo successo del Brentford sul Southampton. Sono già tredici per lui in campionato (record personale) che uniti ai tre assist fanno sedici coinvolgimenti diretti in venti giornate. Mica male per il “rimpiazzo di Toney”.

3) Raul Jimenez – La sua forma risplendente è direttamente proporzionale all’ottima prima parte di stagione del Fulham. Già nelle giornate precedenti avevamo sottolineato come stesse pian piano tornando sui livelli pre-incidente, e questo, francamente, ci fa bene al cuore.

FLOP

1) Jan Bednarek – Nel disastro che è la fase difensiva del Southampton è quello che, probabilmente, spicca più spesso in negativo. Un’altra imbarcata con annessa sequenza interminabile di errori.

2) Vladimir Coufal – Per la seconda volta consecutiva si ritrova in Flop 3. Certamente non lo ha aiutato affrontare Liverpool e Manchester City in sequenza, ma anche lui ci mette del suo. Di Savinho legge solo il numero di maglia, e quando ci si mette anche la sfortuna resta davvero poco altro da fare.

3) Matthijs De Ligt – In occasione del primo gol del Liverpool viene totalmente mandato a vuoto dalla finta di Gakpo, il secondo lo provoca lui tenendo largo il braccio come spesso gli capitava ai tempi della Juventus. Uno dei tanti involuti in casa United.

Classifica e prossimo turno

1

Liverpool*

46 19 14 4 1  47:19 +28
2 Arsenal 40 20 11 7 2  39:18 +21
3

Nottingham Forest

40 20 12 4 4  29:19 +10
4

Chelsea

36 20 10 6 4 39:24 +15
5

Newcastle

35 20 10 5 5 34:22 +12
6

Manchester City

34 20 10 4 6 36:27 +9
7

Bournemouth

33 20 9 6 5 30:23  +7
8

Aston Villa

32 20 9 5 6 30:32  -2
9 Fulham 30 20 7 9 4 30:27 +3
10 Brighton 28 20 6 10 4 30:29 +1
11 Brentford 27 20 8 3 9 38:35 +5
12

Tottenham

24 20 7 3 10 42:30 +12
13

Manchester United

23 20 6 5 9 23:28 -5
14 West Ham 23 20 6 5 9 24:39 -15
15

Crystal Palace

21 20 4 9 7 21:28 -7
16

Everton*

17 19 3 8 8 15:25 -10
17

Wolverhampton

16 20 4 4 12 31:45 -14
18

Ipswich Town

16 20 3 7 10 20:35 -15
19

Leicester

14 20 3 5 12 23:44 -21
20

Southampton

6 20 1 3 16 12:44 -32

* Una partita in meno

Prossimo turno:

Martedì 14 gennaio

Chelsea 20:30 Bournemouth

West Ham 20:30 Fulham

Brentford 20:30 Manchester City

Nottingham Forest 21:00 Liverpool

Mercoledì 15 gennaio

Newcastle 20:30 Wolverhampton

Everton 20:30 Aston Villa

Leicester 20:30 Crystal Palace

Arsenal 21:00 Tottenham

Giovedì 16 gennaio

Ipswich 20:30 Brighton

Manchester United 21:00 Southampton

Premier League

Brentford, Igor Thiago è il tuo bomber: 2⁰ miglior marcatore in Premier League!

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wissa brentford

Il Brentford ha visto andar via un allenatore come Thomas Frank, oltre a calciatori da 39 gol in due come Wissa e Mbeumo. Ciò nonostante, Igor Thiago non li sta facendo rimpiangere.

Keith Andrews, il nuovo allenatore del Brentford, sta svolgendo un lavoro eccellente sulla panchina del club. Non era affatto semplicemente riuscire a dare continuità ad una stagione ben oltre le aspettative come quella dell’anno scorso, specialmente dopo i numerosi addii. Ha rivitalizzato un Igor Thiago che, l’anno scorso, aveva realizzato la miseria di 8 presenze. Ora? È il 2⁰ miglior marcatore della Premier League, con 16 reti in 22 partite ed 1 assist. Sta mettendo ancor più in risalto le qualità di Kevin Schade, che vanta 6 gol e 3 assist in sole 24 presenze da ala. La punta brasiliana ha realizzato 5 gol nelle ultime 3 partite: tripletta contro l’Everton e doppietta contro il Sunderland.

Brentford

Brentford, chi è Igor Thiago

Carlo Ancelotti potrebbe convocarlo ai Mondiali 2026, se il calciatore dovesse continuare a mantenere questo rendimento. È il 4⁰ miglior marcatore tra i top 5 campionati europei. Si è messo in mostra nella stagione 2023/24 al Club Brugge, al suo primo anno in Belgio con 29 gol e 7 assist in 53 partite disputate.

Igor è un attaccante centrale di circa 191 cm, è bravo nel gioco aereo e nelle sponde. Grazie al suo fisico imponente protegge efficacemente la sfera e permette ai compagni di squadra di risalire velocemente il campo per completare l’azione offensiva. Difficile da marcare sui calci piazzati, Thiago riesce sempre a posizionarsi tra i due centrali avversari anticipandoli, colpendo la sfera. Il Brentford ha scoperto un altro gioiello in zona offensivo e, probabilmente, in estate arriveranno delle offerte ricchissime per il classe 2001. Al momento le “bees” pensano solamente a godersi il calciatore e il 7⁰ posto in campionato.

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Premier League

Manchester United, Mainoo al centro del progetto Carrick

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Mainoo Manchester United Inghilterra, Napoli

Kobbie Mainoo rimane al Manchester United: il centrocampista sente la fiducia del nuovo allenatore Michael Carrick.

Il futuro di Kobbie Mainoo: fiducia e sviluppo

Kobbie Mainoo, giovane talento del Manchester United, ha deciso di restare al club inglese dopo aver ricevuto la fiducia immediata da parte di Michael Carrick. Inizialmente, Mainoo stava considerando un prestito per giocare con maggiore regolarità e svilupparsi ulteriormente, ma non ha mai pensato a un trasferimento definitivo lontano dall’Old Trafford. La situazione contrattuale del giovane centrocampista rimarrà una questione cruciale nei prossimi mesi, poiché il club e il giocatore lavorano per garantire un futuro promettente per entrambe le parti.

L’importanza della gestione dei giovani talenti

La decisione di Mainoo di restare al Manchester United evidenzia l’importanza della gestione dei giovani talenti all’interno dei club di calcio. La fiducia mostrata da Carrick è un segnale positivo per il giovane centrocampista, che ora avrà l’opportunità di crescere e affermarsi sotto la guida di un allenatore esperto. Questa situazione potrebbe servire da esempio per altri giovani calciatori che cercano di trovare il giusto equilibrio tra sviluppo personale e opportunità di gioco.

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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano

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Premier League

Crystal Palace, Glasner: “Nessun sostegno, i giocatori sono delusi”

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Premier League

L’allenatore del Crystal Palace, Oliver Glasner, esprime il suo disappunto: “Non sentiamo supporto, i giocatori meritano protezione”

Le dichiarazioni di Oliver Glasner scuotono l’ambiente

Oliver Glasner, allenatore del Crystal Palace, ha recentemente espresso il suo disappunto per la mancanza di supporto percepita nell’ambiente. Durante un’intervista, Glasner ha sottolineato come i suoi giocatori, che si impegnano con dedizione sul campo, non ricevano la protezione e il riconoscimento che meritano. Ha affermato: “Non mi interessa proteggere me stesso, ma i giocatori lasciano il cuore sul campo e hanno bisogno di essere protetti”. Le parole dell’allenatore sono un chiaro segnale della frustrazione che si respira all’interno del team.

Le parole di Glasner non sono passate inosservate e hanno provocato un acceso dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. La questione del supporto e della protezione dei giocatori è un tema ricorrente nel mondo del calcio e le dichiarazioni di Glasner potrebbero portare a una riflessione più ampia. L’allenatore si è fatto portavoce di un malcontento che potrebbe avere conseguenze significative sulla gestione del team e sull’atmosfera generale.

Per altre notizie sul calciomercato, clicca qui.

Fonte: l’account X di Fabrizio Romano

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