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Paris Saint Germain, dominio in Francia

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Reaò Madrid

Dominio del Paris Saint Germain in Francia

Il portale economico-calcistico Transfermarkt ha diramato i nuovi cambiamenti dei valori dei giocatori del campionato francese. Nonostante diversi cambiamenti, tra i primi 20 giocatori ce ne sono ben 15 del Paris Saint Germain. Il club guidato da Luis Enrique ha cambiato modus operandi, dopo le polemiche ricevute dalla propria tifoseria ma nulla sembra aver avuto un impatto di rivoluzione. Il primo posto è conservato ben saldo da Kylian Mbappè (180 milioni), seguito da Achraf Hakimi (65 milioni) e da ben 5 giocatori appaiati a 60 milioni: Warren Zaire-Emery, Randal Kolo Muani, Ousmane Dembelè, Nuno Mendes e Manuel Ugarte.

Al decimo posto troviamo Jonathan David del Lille, della stessa squadra del tredicesimo calciatore dal valore più alto: Leny Yoro. Un calciatore nella top 20 è del Lens (Elye Wahi) – che soffre di un periodo di flessione. Diciottesimo e diciannovesimo piazzamento per due gioielli del Nizza guidato da Francesco Farioli: Kephren Thuram e Jean-Clair Tobido. Squadre che dovranno cercare di battere lo strapotere dei parigini anche fuori dal campo di gioco, perchè da lì comincia il percorso virtuoso verso la vittoria.

Ligue 1

Quand je l’ai vu, j’ai eu le coup de foudre: il punto sulla 30esima giornata di Ligue 1

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Bentornati sulla prima rubrica di Calcio Style dedicata alla Ligue 1, dove cercherò di trasmettervi la passione per il calcio francese.

Indice

Il Nizza rialza la testa: secco 3-0 al Lorient

Il Nizza di Farioli torna a vincere dopo un periodo estremamente complesso, contraddistinto da una sola gioia nelle ultime nove uscite fra Ligue 1 e Coupe de France. Lo fa in perfetto stile Farioli, ovvero con una fase difensiva impeccabile (9 tiri concessi, di cui solo 4 nello specchio, e 0,50 di xG) ma stavolta abbinandogli una fase offensiva tracimante.

Tre gol all’attivo, come solo altre quattro volte era successo quest’anno. Una produzione offensiva notevole (19 tiri di cui 9 in porta e 2,61 di xG) mista a una capacità di finalizzazione che quest’anno era mancata tantissimo ai nizzardi. Dopo la rete iniziale di Sanson vanno a segno due attaccanti su tre. Prima l’ex-Atalanta Boga, a inizio secondo tempo, e poi Guessand (nel finale) sublima un risultato di vitale importanza per i rossoneri.

Ora il Nizza, a parità di partite giocate, ristabilisce le distanze dal Lens sesto (quattro punti) e dal Lione settimo (sei punti). In attesa di capire cosa farà il Lille, impegnato nel recupero sul campo del Monaco, i playoff per la prossima edizione della Champions League distano soli due punti. Sprofonda invece il Lorient, avversario di giornata della formazione della Costa Azzurra, al penultimo posto della classifica con ventisei punti.

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Photo Source: OGC Nice Site Officiel.

Le partite del Sabato di Ligue 1

Vittoria pesantissima del Rennes sul campo del Nantes, che rilancia i bretoni dopo quattro sconfitte (compresa l’eliminazione dalla Coupe de France) consecutive in cui la formazione di Stephan aveva segnato un solo gol. I rossoneri, questa volta, ne fanno tre in un colpo solo e risvegliano lo spettro retrocessione nella testa dei canarini.

Un dominio totale da parte degli ospiti, che però sbloccano la gara soltanto alla metà del secondo tempo grazie alla rete di Kalimuendo. Bourigeaud la chiude dieci minuti dopo su rigore, prima del sigillo finale (nei minuti di recupero) di Gouiri che sublima una vittoria propedeutica a rilanciare le ambizioni europee del Rennes.

La compagine bretone è attualmente al settimo posto in classifica, ma dietro di lei il Lione e il Reims devono ancora giocare la loro partita mentre il Marsiglia deve recuperarne addirittura due. Il Nantes rimane a cinque punti dalla zona retrocessione, ma dietro di lei (Metz, Le Havre e Lorient) hanno tutte una partita in meno.

Vince anche il Lens in casa con il Clermont, oramai a un passo dal matematico ritorno in Ligue 2. Ai Sang Et Or basta il rigore di Sotoca in avvio di partita per compiere un altro passo verso la seconda stagione consecutiva in Europa. Stante che la finale di Coupe de France fra PSG e Lione, in base a chi la vincerà, potrebbe stravolgere la classifica e quindi è praticamente impossibile emettere sentenze prima della partita che si giocherà a Maggio.

Le (altre) partite della Domenica di Ligue 1

Mikautadze sta letteralmente salvando il Metz con i suoi gol. Con lui in campo la media punti dei granata è di 1,1 punti per partita, ma nel periodo in cui il georgiano è stato in Olanda la media scende a 0,8. 10 gol e 3 assist in 16 partite che sono la ragione principale dietro al quartultimo posto dei renani, che a oggi sarebbero salvi.

Il Metz esce dalla zona retrocessione a discapito del Le Havre, che dopo la sconfitta di ieri (0-1) vede da vicino per la prima volta in questa stagione la zona rossa. La squadra di Elsner è terzultima in classifica e in piena zona playout, ma il Lorient ha una partita in meno (seppur con il PSG) e potenzialmente potrebbero superarli.

Il Lille mantiene inalterate le distanze dal Nizza e accorcia sul Brest, l’unica delle prime sei in classifica a non dover recuperare la sua partita. Un uno a zero (sofferto) a uno Strasburgo virtualmente salvo ma combattivo portano la squadra di Fonseca a +5 su quella di Farioli (a parità di partite) e a -1 dai bretoni, sconfitti anche dal Monaco dopo la traumatica debacle sul campo del Lione della settimana scorsa.

Nel giro di dieci minuti, le reti di Zakaria (fine primo tempo) e Minamino (inizio secondo tempo) sbloccano una partita fin lì estremamente equilibrata. La partita s’innervosisce, esattamente come successo domenica scorsa al Groupama, e i monegaschi chiudono addirittura in nove (espulsi Ben Seghir e Singo) ma resistono.

Abdica alle sue speranze europee il Reims, sconfitto in casa da un Montpellier che assurge a uno status di salvezza virtuale, e per poco non fa lo stesso anche il Marsiglia. Avanti uno a zero sul campo del Tolosa, grazie al gol del rientrante Onana, viene rimontato (reti di Nicolaisen e dell’ex-enfant prodige Gboho) ma riesce a lucrare un punto grazie alla rovesciata di Moumbagna: alla seconda rete consecutiva dopo quella al Benfica.

Il recupero di mercoledì, nel sentitissimo derby con il Nizza, è l’ultima speranza dei marsigliesi di restituire credibilità alle proprie ambizioni europee. Dopo i 120 minuti di giovedì in Europa League e i tanti infortuni, era prevedibile che la squadra di Gasset avrebbe avuto difficoltà al Parc des Sports. Il tecnico francese ha riabbracciato Garcia, Gueye e l’autore del gol Onana e conta di fare lo stesso Mbemba, Sarr e Clauss in vista della sfida contro l’Atalanta: con l’Europa che potrebbe diventare il principale obiettivo.

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Photo Source: LOSC Site Officiel.

Troppo PSG per il Lione: 4-1 al Parco dei Principi

L’antipasto della finale di Coupe de France del prossimo 25 Maggio rimane indigesto al Lione. Prima la sfortunata autorete di Matic, dopo una bella giocata del fischiatissimo ex Barcola sulla linea di fondo, e poi il colpo di testa di Beraldo (alla sua prima rete in Ligue 1) sugli sviluppi di calcio d’angolo.

Passano poco più di cinque minuti e i lionesi sono già sotto due a zero. A giustificare un approccio così traumatico non può bastare l’assenza per squalifica di Tagliafico, ma la variazione sul tema proposta da Sage (4-2-3-1 con Cherki dietro il recuperato Lacazette con Mangala in panchina) torna paradossalmente utile a una squadra costretta sin da subito a inseguire. Il Lione reagisce e crea qualcosa, ma viene punito subito.

Il portoghese Ramos, alla sua 12esima rete stagionale nonostante una stagione considerata dai più abbastanza deludente, alla mezz’ora del primo tempo sembra chiudere la partita su appoggio di Hakimi. Nuamah, con una azione personale, sembra riaccendere una fievole speranza nell’orgoglio della compagine lionese, prima che lo stesso Ramos castri nuovamente le velleità di rimonta degli ospiti con la sua doppietta personale.

Il Lione si allontana dall’Europa, ma rimane in scia del settimo posto del Rennes (un punto di distanza) che varrebbe i preliminari di Conference League in caso di sconfitta nella finale della coppa nazionale. Per quanto concerne i parigini, a cinque giornate dal termine hanno undici punti di vantaggio sul redivivo Monaco e già alla prossima partita (in caso di sconfitta interna dei monegaschi contro il Lille) potrebbe festeggiare la Ligue 1.

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Pierre Sage, media punti da urlo: mai nessuno come lui nella storia del Lione

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Pierre Sage

Pierre Sage ha la media punti più alta nella storia del Lione. A riportare lo straordinario dato il corrispondente francese di Opta.

Sage nella storia del Lione: mai nessuno come lui

Sage

Nonostante la sconfitta sul campo del PSG, la media punti di Pierre Sage dal suo insediamento sulla panchina del Lione rimane da capogiro. Prima della sconfitta sul campo dei parigini, il tecnico francese aveva vinto 11 delle 17 partite in cui è stato in carica.

Un trend che lo porta ad avere una percentuale di vittorie del 64,7%: la più alta nella gloriosa storia del club lionese. Superato anche un mito del club come Gérard Houiller, che ha una percentuale di vittorie del 64,5%: frutto di 49 vittorie su 76 partite.

Lo stesso Sage è stato intervistato poco prima della trasferta al Parco dei Principi in merito ai dati da record fatti registrare al suo esordio da capo-allenatore. La sua risposta è stata sobria e umile, in quanto egli ha risposto:

❝E’ un dato che sicuramente fa piacere, ma bisogna riconoscere che io sono stato in carica diciassette partite mentre lui per quasi ottanta. Il paragone mi sembra prematuro. Ripassate a chiedermelo fra qualche anno e, se mi troverete ancora qui, allora potremo rifare il confronto.❞

 

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Skriniar, flop milionario al PSG: può dire addio già in estate

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Psg

Ambientamento non facile a Parigi per Milan Skriniar, che dopo una stagione d’esordio molto deludente potrebbe già andare via in estate.

Skriniar al PSG un flop annunciato

Che Skriniar non fosse un giocatore di livello lo sapevano tutti. Che molto probabilmente avrebbe fallito il salto di qualità definitivo, come accaduto in passato a molti pseudo-fenomeni transitati per la Serie A, anche. Che uno come lui, pachidermico nei movimenti e ruvido palla al piede, non fosse adatto al gioco di Luis Enrique (linea altissima, tanto campo da coprire alle spalle e il dogma della costruzione dal basso) era addirittura lapalissiano.

Partito come titolare a inizio stagione, complice anche l’infortunio di Kimpembee, lo slovacco ha sciorinato una serie di prestazioni agghiaccianti che lo hanno lentamente fatto sprofondare nelle retrovie delle gerarchie del tecnico catalano. 26 presenze stagionali per un totale di 1910 minuti on the pitch, ossia circa 21 partite intere.

L’arrivo a Gennaio di Lucas Beraldo, difensore mancino dal sinistro educatissimo che nei suoi primi mesi in Europa si è subito guadagnato la fiducia di Luis Enrique, ha ridotto ulteriormente lo spazio per l’ex-difensore dell’Inter. Infatti, da Dicembre in avanti Skriniar è partito titolare soltanto in quattro occasioni.

Skriniar

Possibile addio già in estate?

Stamane l’Equipe ha dedicato un articolo ai possibili sviluppi del mercato sotto la Torre Eiffel, in un’estate in cui la dirigenza parigina avrà il non facile compito di sostituire Mbappé. Il fuoriclasse francese saluterà la capitale francese a parametro zero e, per quanto le risorse del club siano pressoché illimitate, tre o quattro cessioni importanti sarebbero propedeutiche a finanziare la seconda rivoluzione tecnica di Luis Enrique.

Skriniar è stato inserito fra i papabili partenti, assieme a Kolo Muani, Ramos e Ugarte. Sorprende la presenza del mastino uruguaiano, che nella prima parte di stagione era stato un equilibratore fondamentale per la mediana parigina prima che Luis Enrique gli preferisse Fabian Ruiz. Meno quella dei due attaccanti arrivati in estate per una cifra superiore ai 200 milioni di euro, dato che spesso lo spagnolo ha preferito giocare senza centravanti.

Tuttavia, ognuno di questi tre giocatori ha certamente dimostrato una capacità di adattamento ai ai dettami dell’iberico certamente maggiore rispetto a quella palesata da Skriniar. A prescindere da come (e se) terminerà l’esperienza transalpina dello slovacco, la cosa certa è che all’Inter nessuno lo sta rimpiangendo e anzi probabilmente è lui che sta rimpiangendo di aver lasciato l’Inter. 

I nerazzurri sono una delle migliori squadre al mondo in tutti gli indicatori difensivi. Clean sheet e reti subite, tiri in porta concessi, xGA et similia. Al posto dello slovacco sono arrivati un giocatore come Pavard (che ha un pedigree internazionale che lo slovacco nemmeno si sogna) e un giocatore futuribile ma che sta dando già ampie garanzie nell’immediato come Bisseck.

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