Esteri
All Eyes On Me – il focus sul 7° turno di Premier League
Nuovo appuntamento con All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League. Di seguito il resoconto dettagliato della settima giornata del campionato più seguito al mondo.
Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aurea di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.
Settimo turno: cade il City, gli Spurs vincono al 96′. L’Aston Villa ne fa sei a al Brighton

WOLVERHAMPTON 2-1 MANCHESTER CITY (13′ (aut.) Ruben Dias, 58′ Alvarez, 66′ Hee-Chan)

Pomeriggio negativo per i campioni in carica che inanellano la seconda sconfitta di fila in appena tre giorni. Dopo essere caduti al “St. James’ Park” in Carabao Cup complice la rete decisiva di Isak, i Citizens capitolano anche al “Molineux” in una gara sporca, decisa soprattutto da errori individuali, che costa il secondo ko nelle ultime 24 uscite di Premier League.
Kovacic ed il grande ex di turno Matheus Nunes non sono riusciti a sopperire all’imponente assenza dello squalificato Rodri, anzi: il primo gol dei padroni di casa nasce proprio da una sanguinosa palla persa dal croato all’altezza della propria metà campo. Da sottolineare anche la prova negativa di Aké, quasi mai in grado di contenere le sgasate di Pedro Neto e Semedo sulla sua fascia di competenza. Due le note positive: il primato in solitaria comunque mantenuto e la meravigliosa punizione trasformata da un Julian Alvarez sempre più trascinatore, arrivato già a quota cinque gol in stagione.
Secondo successo in campionato, invece, per i Wolves, il primo davanti al proprio pubblico, dopo lo 0-1 rifilato a domicilio all’Everton un mese fa. I lupi d’oltremanica rialzano la testa dopo la rovinosa eliminazione dalla Carabao Cup subita per mano dell’Ipswich grazie ad un Pedro Neto sugli scudi, la cui accelerazione, molto simile a quella che lo aveva portato a segnare settimana scorsa al Luton, risulta decisiva in occasione dell’autogol di Ruben Dias che sblocca la partita.
La rete decisiva, che regala il successo al Wolverhampton contro il City dopo sette ko consecutivi negli scontri diretti, è del coreano Hwang Hee-Chan sugli sviluppi di una ripartenza guidata da Semedo e rifinita da Matheus Cunha. L’esterno in maglia 11 si iscrive così al tabellino per la quarta volta in campionato.
TOTTENHAM 2-1 LIVERPOOL (36′ Son, 49’pt Gakpo, 96′ (aut.) Matip)

Vince ancora, per la quinta volta in sette uscite, il Tottenham di Postecoglu nello scontro ad alta quota con il Liverpool, risultato che agli Spurs mancava dall’ottobre 2017. Successo al cardiopalma maturato all’ultimo respiro con il cross teso di Pedro Porro tramutatosi in una sfortunata autorete di Matip reo di trafiggere uno straordinario Alisson che con tre grandi interventi aveva sopperito alla doppia inferiorità numerica concretizzatasi al 69′.
Dopo il pareggio esterno in rimonta ottenuto nel North London Derby i padroni di casa mantengono l’imbattibilità, superano in classifica i Reds, e mettono in vetrina un Son formato super, alla sesta marcatura sia in questa Premier League che contro la squadra di Klopp in carriera, perfettamente imbeccato da Richarlison pescato a sua volta da uno squarciante tracciante di Maddison in occasione del gol del primo vantaggio.
Non basta, invece, ai rossi del Merseyside una prestazione generosa, fortemente condizionata dai due cartellini rossi sventolati in faccia a Jones dopo appena 26 minuti per un’entrata sconclusionata con il piede a martello ai danni di Bissouma e a Diogo Jota dopo 69 in seguito ad un intervento in ritardo su Udogie: per il portoghese due cartellini gialli incassati in appena un minuto. Nonostante la rete in girata di Gakpo, schierato al centro dell’attacco per l’occasione, l’undici di Klopp non riesce, dunque, a bissare l’impresa di Newcastle e cade per la prima volta in campionato dopo sette successi consecutivi in tutte le competizioni.
BOURNEMOUTH 0-4 ARSENAL (17′ Saka, 44′ (rig.) Odegaard, 53′ (rig.) Havertz, 93′ White)
L’unica squadra imbattuta in campionato oltre gli Spurs è proprio l’Arsenal che cala il poker al “Vitality Stadium” contro un Bournemouth inerme dinnanzi alla potenza di fuoco dei Gunners. Gara in discesa già nel primo tempo per i ragazzi di Arteta, ancora orfani di Trossard e Martinelli e costretti a dirottare Gabriel Jesus sulla corsia mancina, che la sbloccano con il quinto gol stagionale di Saka e si mettono a distanza di sicurezza con il secondo rigore in stagione trasformato da capitan Odegaard.
Il secondo penalty del match, invece, viene realizzato da Kai Havertz alla sua prima marcatura con la nuova maglia e calorosamente festeggiato da tutto il gruppo. Nel finale trova la gloria, al contrario di uno sfortunatissimo Smith Rowe, anche il sempre presente Ben White che di testa corregge in porta la punizione calciata dall’8 norvegese. L’Arsenal dà così continuità anche al successo esterno firmato Nelson ai danni del Brentford in Carabao Cup e si proietta nella miglior condizione allo scontro diretto con il Manchester City di settimana prossima.
Prosegue, invece, il momento negativo delle Cherries, aggrappatesi a Neto per non incassare un passivo ancor più pesante. Giunta all’undicesimo ko contro i Gunners in 14 precedenti, in grado di vincere solamente nei due turni di Coppa di Lega contro Swansea e Stoke City, la squadra di Iraola ha fin qui messo a referto numeri impietosi: zero successi in campionato, cinque reti realizzate e ben quindici subite in sette uscite che fanno del Bournemouth il secondo peggior attacco e la seconda peggior difesa del torneo.
ASTON VILLA 6-1 BRIGHTON (14′, 21′, 65′ Watkins, 26′ (aut.) Estupinan, 50′ Ansu Fati, 85′ Ramsey, 97′ Douglas Luiz)

Dopo lo 0-8 rifilato dal Newcastle allo Sheffield United nella scorsa giornata, ecco un altro risultato roboante destinato a suscitare ancor più scalpore considerato l’equilibrio di valori in campo. Un 6-1 finale che vale il decimo successo interno consecutivo per i Villans in Premier League, scandito dalla tripletta di uno spietato Ollie Watkins che taglia e supera il traguardo delle 50 realizzazioni con la maglia del club di Birmingham.
L’undici di Emery rialza la testa dopo l’inaspettata eliminazione subita per mano dell’Everton in Coppa di Lega e lo fa in maniera veemente contro uno degli avversari più insidiosi ed in forma dell’ultimo periodo. Decisive per l’Aston Villa le ripartenze sprint guidate dal funambolico Diaby ed il sempreverde McGinn, schierato al posto dell’indisponibile Bailey, oltre che una difesa del Brighton davvero troppo allegra, al netto del “solo” 1,58 di xG in favore dei padroni di casa. Giusto citare anche Ramsey, spesso chiuso dalla forte concorrenza nel settore centrale del campo, al primo gol stagionale dopo i sei dello scorso anno, e Douglas Luiz, che di reti all’attivo in stagione ne ha già quattro, le altre tre erano arrivate tutte dagli undici metri.
Perde e male il Brighton di De Zerbi, assuntosi tutte le responsabilità del caso nella conferenza stampa post-match. Settimane in salita per i Seagulls, reduci da tre sconfitte nelle ultime quattro uscite in tutte le competizioni e apparsi più appannati del solito sia nell’elaborata costruzione della manovra che in fase di puro ostruzionismo dell’avversario. L’illusorio gol di Ansu Fati ad inizio ripresa, il primo con la sua nuova maglia, non è bastato ad evitare al tecnico italiano il terzo ko in tre incontri con Unai Emery e l’ottava delusione ai suoi nel testa a testa con l’Aston Villa in 14 precedenti.
WEST HAM 2-0 SHEFFIELD UNITED (24′ Bowen, 37′ Soucek)

Torna a vincere anche in campionato il West Ham di Moyes dopo le due sconfitte incassate da Liverpool e Manchester City e si piazza al settimo posto a soli tre punti dalla zona Champions. Le griffe sul quarto successo nel torneo sono le solite: Jarrod Bowen, che fa cinque in sette match, e Tomas Soucek, unico elemento della squadra ad aver messo a referto almeno un gol in tutte le competizioni.
Proprio il centrocampista ceco, dopo aver deciso la sfida di Carabao Cup contro il Lincoln, chiude la partita con largo anticipo spedendo in porta la rifinitura di Antonio scaturita dal recupero palla alto di Emerson Palmieri ed apre le porte per la rete che sblocca la partita con un tocco di prima che spiana la strada al cross di Coufal prontamente corretto in porta da Bowen.
Sesto passo falso per lo Sheffield United fanalino di coda a pari merito con il Burnley, mai entrato davvero in partita. Dopo la pioggia di gol concessa al Newcastle nella precedente giornata la squadra di Heckingbottom continua a concedere molto e creare poco. Nonostante le Blades siano la peggior difesa del torneo, l’unico ad essersi messo davvero in luce in queste prima uscite è stato l’estremo difensore Foderingham. Qualcosa, più di qualcosa continua a non andare.
NEWCASTLE 2-0 BURNLEY (14′ Almiron, 76′ (rig.) Isak)

Terzo acuto di fila in questa Premier per il Newcastle che si ricandida prepotentemente come outsider del campionato. Dopo aver eliminato il Manchester City dalla Coppa di Lega i Magpies, che non subiscono gol da cinque partite consecutive in tutte le competizioni, liquidano il Burnley con un secco 2-0 e si proiettano nel migliore dei modi alla supersfida di Champions League contro il PSG in programma domani.
L’undici di Howe, piuttosto rimaneggiato visti gli impieghi di Lascelles, Longstaff e Anderson dal primo minuto e l’infortunio occorso a Joelinton, la sblocca al 14′, dopo il grande intervento salva risultato di Pope su Amdouni, con Almiron che con il mancino disegna un meraviglioso arcobaleno dai 25 metri imprendibile per Trafford. Evidenti, invece, le responsabilità di Ramsey, reo di addormentarsi con il pallone tra i piedi concedendo la possibilità a Trippier di rubargli il tempo e mettere il moto il laterale paraguaiano. A mettere in ghiaccio il risultato ci pensa Isak aprendo il piattone destro dagli undici metri che gli vale la terza realizzazione negli ultimi tre match ufficiali.
Resta all’ultimo posto il Burnley di Kompany ma con tutt’altra consapevolezza rispetto ai coinquilini dello Sheffield. Oltre la partita da recuperare questa sera con il Luton, infatti, i Clarets mostrano una maggiore effervescenza in zona offensiva, un’idea di calcio più avanzata ed un coefficiente tecnico superiore rispetto ai diretti concorrenti per la salvezza.
MANCHESTER UNITED 0-1 CRYSTAL PALACE (25’Andersen)

Il peggior avvio della storia per il Manchester United. Mai, infatti, dalle parti di Old Trafford si erano viste quattro sconfitte nelle prime sette giornate di campionato. A certificare il disastroso avvio di campionato dei Red Devils ci pensa l’attuale decimo posto in classifica ed i soli sette gol realizzati, mai più di uno in una singola partita se non nella gara contro il Nottingham. Il 3-0 rifilato proprio alle Eagles una settimana fa in Coppa di Lega rappresenta, evidentemente, solo una dolce parentesi nell’incubo ad occhi aperti che ten Hag e i suoi stanno vivendo. Non sono bastati neanche questa volta gli acuti di Hojlund, stoppato sulla linea di porta dal salvataggio di Mitchell, Casemiro e Bruno Fernandes, prontamente sventati da un ottimo Johnstone, per avere la meglio sugli avversari.
Il Crystal Palace ottiene il suo terzo successo nelle ultime cinque uscite al “Theatre Of Dreams” grazie ad una prova caparbia del collettivo, ad una prestazione nuovamente superlativa di Johnstone che ripete quella altrettanto sopra le righe di settimana scorsa contro il Fulham, e alla mirabolante girata di prima intenzione, da puro 9, di Joachim Andersen, che di mestiere farebbe il centrale di difesa, sugli sviluppi del calcio di punizione battuto da Eze. Seconda rete in campionato per il danese che bissa quella realizzata al Brentford. Grazie a questo risultato i ragazzi di Hodgson superano in classifica proprio lo United e conquistano il nono posto.
FULHAM 0-2 CHELSEA (18′ Mudryk, 19′ Broja)

Succede tutto in un minuto a Craven Cottage dove il Chelsea ritrova il successo che in campionato mancava dal 25 agosto. La seconda vittoria in questo torneo dei ragazzi di Pochettino, che bissa quella di misura ottenuta in Carabao Cup contro il Brighton mercoledì scorso, è figlia di una prestazione finalmente convincente che evidenzia tutto, o quasi, l’enorme potenziale della rosa Blues.
A sbloccare il derby ci pensa Mudryk, alla sua prima gioia con la maglia del club londinese, abile nel convertire in gol il delicato filtrante a scavalcare i reparti di Colwill, mentre ad aumentare il divario in termini di realizzazioni è Armando Broja, alter-ego di Nicolas Jackson e reduce da un pesantissimo infortunio, che trasforma l’assist dell’ex City Palmer a sua volta messo in moto dal clamoroso errore in prima costruzione di Ream.
Il Fulham dal canto suo, prosegue nella propria striscia negativa di risultati sia nel confronto diretto con il Chelsea, solamente una vittoria in 20 precedenti, sia in campionato, in cui, numeri alla mano, risulta essere il secondo peggior attacco e la quarta peggior difesa. Certamente gli attuali otto punti nella graduatoria generale fungono da deterrente, ma la squadra di Marco Silva ha assoluta necessità di ritrovare geometrie, imprevedibilità e qualità offensive.
NOTTINGHAM FOREST 1-1 BRENTFORD (58′ Norgaard, 65′ Dominguez)

Pari con gol nell’unico match domenicale di questa giornata. Nottingham e Brentford si mantengono nella parte destra della classifica dividendosi la posta in palio al termine di un match combattuto in cui sicuramente sono le Bees ad aver qualcosa in più da recriminare in termini di occasioni da gol fallite.
Dopo due ko di fila i ragazzi di Frank non vanno oltre il pareggio, il quarto in sette uscite in campionato, al City Ground nonostante la superiorità numerica di cui hanno potuto godere dal 56′, minuto della doppia ammonizione ai danni di Niakhatè. Proprio sugli sviluppi del calcio di punizione procurato dal fallo del terzino senegalese arriva l’incornata vincente di capitan Norgaard, a cui il gol mancava dalla terza giornata della stagione 2022-23, che sembra incanalare la partita nei giusti binari. Sembra, appunto, perché dopo appena sette minuti l’ex Bologna Nico Dominguez, sempre di testa, spedisce la sfera alle spalle di Flekken in seguito ad una delle rare discese di Toffolo, siglando così la sua prima rete con la maglia del Forest.
L’undici di Cooper può dirsi soddisfatto del punto ottenuto in condizioni precarie, specie considerati i due salvataggi sulla riga di porta in sequenza di Boly e Murillo, oltre ad altri due salva-risultato in scivolata sempre del centrale ivoriano ex Wolverhampton.
EVERTON 1-2 LUTON (24′ Lockyer, 31′ Morris, 41′ Calvert-Lewin)

Prima, indimenticabile vittoria in Premier League per il Luton Town che aggancia proprio l’Everton in classifica ed esce per la prima volta dalla cosiddetta relegation zone. A Goodison Park succede tutto nei primi 45 minuti: i Toffees sprecano una grande opportunità con Garner in apertura e subiscono un doppio gancio in pieno volto targato Lockyer–Morris.
Entrambe le reti ospiti arrivano su sviluppi di calcio piazzato, calcio d’angolo il primo, calcio di punizione il secondo. Lockyer respinge, di fatto, in porta il tentativo di Young di liberare l’area dopo il pericoloso colpo di testa di Morris con annessa traversa colpita, mentre il 9 inglese, alla terza marcatura in campionato, si svincola dalla marcatura di Mykolenko ed incrocia al volo il traversone di Doughty.
La reazione dei padroni di casa è tutta racchiusa nel terzo acuto consecutivo di Calvert-Lewin, decisivo anche nel successo in Carabao Cup ai danni dell’Aston Villa, autore del primo gol casalingo stagionale dell’Everton. Il gruppo gestito da Dyche fa filotto di sconfitte interne, quattro su quattro, e ripiomba in quel baratro da cui sembrava essere uscito.
Classifica e prossimo turno
| 1 |
Manchester City |
18 | 7 | 6 | 0 | 1 | 17:5 | +12 |
| 2 |
Tottenham |
17 | 7 | 5 | 2 | 0 | 17:8 | +9 |
| 3 |
Arsenal |
17 | 7 | 5 | 2 | 0 | 15:6 | +9 |
| 4 |
Liverpool |
16 | 7 | 5 | 1 | 1 | 16:7 | +9 |
| 5 |
Aston Villa |
15 | 7 | 5 | 0 | 2 | 18:11 | +7 |
| 6 |
Brighton |
15 | 7 | 5 | 0 | 2 | 19:14 | +5 |
| 7 |
West Ham |
13 | 7 | 4 | 1 | 2 | 13:10 | +3 |
| 8 |
Newcastle United |
12 | 7 | 4 | 0 | 3 | 18:7 | +11 |
| 9 |
Crystal Palace |
11 | 7 | 3 | 2 | 2 | 7:7 | 0 |
| 10 |
Manchester United |
9 | 7 | 3 | 0 | 4 | 7:11 | -4 |
| 11 |
Chelsea |
8 | 7 | 2 | 2 | 3 | 7:8 | -1 |
| 12 |
Nottingham Forest |
8 | 7 | 2 | 2 | 3 | 8:10 | -2 |
| 13 |
Fulham |
8 | 7 | 2 | 2 | 3 | 5:12 | -7 |
| 14 |
Brentford |
7 | 7 | 1 | 4 | 2 | 10:10 | 0 |
| 15 |
Wolverhampton |
7 | 7 | 2 | 1 | 4 | 8:13 | -5 |
| 16 |
Everton |
4 | 7 | 1 | 1 | 5 | 6:12 | -6 |
| 17 |
Luton Town |
4 | 6 | 1 | 1 | 4 | 5:12 | -7 |
| 18 |
Bournemouth |
3 | 7 | 0 | 3 | 4 | 5:15 | -10 |
| 19 |
Burnley |
1 | 6 | 0 | 1 | 5 | 4:15 | -11 |
| 20 |
Sheffield United |
1 | 7 | 0 | 1 | 6 | 5:19 | -14 |
Prossimo turno:
Sabato 7 ottobre
Luton 13:30 Tottenham
Manchester United 16:00 Brentford
Burnley 16:00 Chelsea
Everton 16:00 Bournemouth
Fulham 16:00 Sheffield United
Crystal Palace 18:30 Nottingham Forest
Domenica 8 ottobre
Brighton 15:00 Liverpool
West Ham 15:00 Newcastle
Wolverhampton 15:00 Aston Villa
Arsenal 17:30 Manchester City
Liga
Atletico Madrid, il digiuno di Alvarez pesa: sarà addio?
Atletico Madrid – L’argentino non segna in Liga da novembre e le voci di mercato si fanno sempre più insistenti: Psg e Barcellona in prima fila.
Nella notte di festa del Atlético Madrid contro il Club Brugge, travolto 4-1 e con pass per gli ottavi di Champions League in tasca, l’unica ombra è stata ancora una volta l’assenza del gol di Julián Álvarez.
L’attaccante argentino vive un momento complicato. In campionato, Alvarez non segna da inizio novembre e il suo rendimento complessivo è in calo. I numeri stagionali parlano di 13 reti in 37 presenze (5 in Champions e 8 nella Liga), lontani dai 29 gol messi a segno nella sua prima annata madrilena. In Europa, nel 2026, è arrivata finora una sola marcatura, troppo poco per un giocatore arrivato per 75 milioni di euro dal Manchester City con l’etichetta di grande colpo offensivo.

Contro il Bruges è partito titolare accanto a Sørloth, protagonista della serata, ma è stato sostituito al 58’ da Griezmann tra gli applausi del Metropolitano. Un’ovazione di fiducia, la stessa che continua a garantirgli Simeone, nonostante la concorrenza interna e prestazioni meno brillanti.
Atletico Madrid, il mercato per Alvarez bussa
Intanto le voci di mercato si moltiplicano. Il Paris Saint-Germain e soprattutto il Barcellona si sono mossi con decisione, mentre dalla Premier osservano Arsenal e Chelsea. In Catalogna lo considerano il profilo ideale per il dopo Lewandowski e anche capitan Ronald Araújo ne ha elogiato pubblicamente le qualità.
Sotto contratto fino al 2030, Alvarez rimanda ogni discorso a fine stagione. Ma tra un finale ricco di impegni, le coppe come unico vero obiettivo e un Mondiale all’orizzonte, i prossimi mesi potrebbero essere decisivi. Per ritrovare il gol e, forse, per scrivere il prossimo capitolo della sua carriera.
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Ligue 1
Marsiglia, UFFICIALE: Beye é il nuovo allenatore
Attraverso i propri account social ed il sito ufficiale, il Marsiglia ha ufficializzato l’arrivo di Habib Beye come nuovo allenatore.
Il Marsiglia ha trovato il sostituto di Roberto De Zerbi. Sarà Habib Beye, ex difensore de Les Pochéens dal 2003 al 2007. Beye ha da poco lasciato il Rennes, dopo il suo esonero: ha allenato anche il Red Star (la squadra francese, non la Stella Rossa di Belgrado).
Il Marsiglia si trova attualmente al quarto posto ed ha ottenuto un solo punto nelle ultime tre partite. Ad oggi sarebbero qualificati ai preliminari di Champions League: sono a -5 dal Lione terzo (il terzo posto porta alla qualificazione diretta in Champions). L’esordio di Beye sulla panchina dell’OM sarà domani alle 20:45 in trasferta contro il Brest.
Marsiglia-Beye é ufficiale: il comunicato

Di seguito il comunicato del club francese:
L’Olympique de Marseille annonce la nomination d’𝐇𝐚𝐛𝐢𝐛 𝐁𝐞𝐲𝐞 au poste d’entraîneur de l’équipe première. ✍️
Bon retour chez toi, 𝐇𝐚𝐛𝐢𝐛 🔙💙 pic.twitter.com/STmERxncb5
— Olympique de Marseille (@OM_Officiel) February 18, 2026
Premier League
Nottingham Forest, UFFICIALE: Vitor Pereira é il nuovo allenatore
Attraverso i propri account social ed il sito ufficiale, il Nottingham Forest ha ufficializzato l’arrivo di Vitor Pereira come nuovo allenatore.
Ufficializzato il quarto allenatore della stagione del Nottingham Forest. Dopo gli esoneri di Nuno Espirito Santo, Ange Postecoglou e Sean Dyche, é Vitor Pereira il nuovo allenatore della squadra di Lorenzo Lucca. Il Nottingham Forest si trova attualmente quartultimo in Premier League a +3 sul West Ham terzultimo. Questa settimana sarà anche impegnato in Europa League contro il Fenerbahce nello spareggio d’andata per gli ottavi.
Vitor Pereira ha allenato il Porto (2011-2013) vincendo due campionati portoghesi e due Supercoppe. Dal 2017 al 2020 ha anche allenato il Shanghai SIPG con cui ha vinto il campionato cinese nel 2018 (la squadra non aveva mai vinto il campionato). Vince poi anche la Supercoppa di Cina nel 2019. Inoltre, ha allenato il Wolverhampton da dicembre 2024 a novembre 2025, portandoli alla salvezza nella stagione 2024/25 con 6 vittorie consecutive.
Nottingham Forest-Vitor Pereira é ufficiale: il comunicato

Di seguito il comunicato del club inglese:
Nottingham Forest is delighted to confirm that Vítor Pereira has been appointed as Head Coach on an 18-month deal.
Pereira began his managerial career in his homeland, Portugal, in 2002. After gaining extensive experience across the country, he took over Porto in 2011, where a… pic.twitter.com/nnHmRKPoLU
— Nottingham Forest (@NFFC) February 15, 2026
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