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All Eyes On Me – il focus sul 7° turno di Premier League

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All Eyes On Me

Nuovo appuntamento con All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League. Di seguito il resoconto dettagliato della settima giornata del campionato più seguito al mondo.

Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aurea di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.

Settimo turno: cade il City, gli Spurs vincono al 96′. L’Aston Villa ne fa sei a al Brighton

All Eyes On Me

WOLVERHAMPTON 2-1 MANCHESTER CITY (13′ (aut.) Ruben Dias, 58′ Alvarez, 66′ Hee-Chan)

All Eyes On Me

Pomeriggio negativo per i campioni in carica che inanellano la seconda sconfitta di fila in appena tre giorni. Dopo essere caduti al “St. James’ Park” in Carabao Cup complice la rete decisiva di Isak, i Citizens capitolano anche al “Molineux” in una gara sporca, decisa soprattutto da errori individuali, che costa il secondo ko nelle ultime 24 uscite di Premier League.

Kovacic ed il grande ex di turno Matheus Nunes non sono riusciti a sopperire all’imponente assenza dello squalificato Rodri, anzi: il primo gol dei padroni di casa nasce proprio da una sanguinosa palla persa dal croato all’altezza della propria metà campo. Da sottolineare anche la prova negativa di Aké, quasi mai in grado di contenere le sgasate di Pedro Neto e Semedo sulla sua fascia di competenza. Due le note positive: il primato in solitaria comunque mantenuto e la meravigliosa punizione trasformata da un Julian Alvarez sempre più trascinatore, arrivato già a quota cinque gol in stagione.

Secondo successo in campionato, invece, per i Wolves, il primo davanti al proprio pubblico, dopo lo 0-1 rifilato a domicilio all’Everton un mese fa. I lupi d’oltremanica rialzano la testa dopo la rovinosa eliminazione dalla Carabao Cup subita per mano dell’Ipswich grazie ad un Pedro Neto sugli scudi, la cui accelerazione, molto simile a quella che lo aveva portato a segnare settimana scorsa al Luton, risulta decisiva in occasione dell’autogol di Ruben Dias che sblocca la partita.

La rete decisiva, che regala il successo al Wolverhampton contro il City dopo sette ko consecutivi negli scontri diretti, è del coreano Hwang Hee-Chan sugli sviluppi di una ripartenza guidata da Semedo e rifinita da Matheus Cunha. L’esterno in maglia 11 si iscrive così al tabellino per la quarta volta in campionato.

TOTTENHAM 2-1 LIVERPOOL (36′ Son, 49’pt Gakpo, 96′ (aut.) Matip)

Vince ancora, per la quinta volta in sette uscite, il Tottenham di Postecoglu nello scontro ad alta quota con il Liverpool, risultato che agli Spurs mancava dall’ottobre 2017. Successo al cardiopalma maturato all’ultimo respiro con il cross teso di Pedro Porro tramutatosi in una sfortunata autorete di Matip reo di trafiggere uno straordinario Alisson che con tre grandi interventi aveva sopperito alla doppia inferiorità numerica concretizzatasi al 69′.

Dopo il pareggio esterno in rimonta ottenuto nel North London Derby i padroni di casa mantengono l’imbattibilità, superano in classifica i Reds, e mettono in vetrina un Son formato super, alla sesta marcatura sia in questa Premier League che contro la squadra di Klopp in carriera, perfettamente imbeccato da Richarlison pescato a sua volta da uno squarciante tracciante di Maddison in occasione del gol del primo vantaggio.

Non basta, invece, ai rossi del Merseyside una prestazione generosa, fortemente condizionata dai due cartellini rossi sventolati in faccia a Jones dopo appena 26 minuti per un’entrata sconclusionata con il piede a martello ai danni di Bissouma e a Diogo Jota dopo 69 in seguito ad un intervento in ritardo su Udogie: per il portoghese due cartellini gialli incassati in appena un minuto. Nonostante la rete in girata di Gakpo, schierato al centro dell’attacco per l’occasione, l’undici di Klopp non riesce, dunque, a bissare l’impresa di Newcastle e cade per la prima volta in campionato dopo sette successi consecutivi in tutte le competizioni.

BOURNEMOUTH 0-4 ARSENAL (17′ Saka, 44′ (rig.) Odegaard, 53′ (rig.) Havertz, 93′ White)

 

L’unica squadra imbattuta in campionato oltre gli Spurs è proprio l’Arsenal che cala il poker al “Vitality Stadium” contro un Bournemouth inerme dinnanzi alla potenza di fuoco dei Gunners. Gara in discesa già nel primo tempo per i ragazzi di Arteta, ancora orfani di Trossard e Martinelli e costretti a dirottare Gabriel Jesus sulla corsia mancina, che la sbloccano con il quinto gol stagionale di Saka e si mettono a distanza di sicurezza con il secondo rigore in stagione trasformato da capitan Odegaard.

Il secondo penalty del match, invece, viene realizzato da Kai Havertz alla sua prima marcatura con la nuova maglia e calorosamente festeggiato da tutto il gruppo. Nel finale trova la gloria, al contrario di uno sfortunatissimo Smith Rowe,  anche il sempre presente Ben White che di testa corregge in porta la punizione calciata dall’8 norvegese. L’Arsenal dà così continuità anche al successo esterno firmato Nelson ai danni del Brentford in Carabao Cup e si proietta nella miglior condizione allo scontro diretto con il Manchester City di settimana prossima.

Prosegue, invece, il momento negativo delle Cherries, aggrappatesi a Neto per non incassare un passivo ancor più pesante. Giunta all’undicesimo ko contro i Gunners in 14 precedenti, in grado di vincere solamente nei due turni di Coppa di Lega contro Swansea e Stoke City, la squadra di Iraola ha fin qui messo a referto numeri impietosi: zero successi in campionato, cinque reti realizzate e ben quindici subite in sette uscite che fanno del Bournemouth il secondo peggior attacco e la seconda peggior difesa del torneo.

ASTON VILLA 6-1 BRIGHTON (14′, 21′, 65′ Watkins, 26′ (aut.) Estupinan, 50′ Ansu Fati, 85′ Ramsey, 97′ Douglas Luiz)

Dopo lo 0-8 rifilato dal Newcastle allo Sheffield United nella scorsa giornata, ecco un altro risultato roboante destinato a suscitare ancor più scalpore considerato l’equilibrio di valori in campo. Un 6-1 finale che vale il decimo successo interno consecutivo per i Villans in Premier League, scandito dalla tripletta di uno spietato Ollie Watkins che taglia e supera il traguardo delle 50 realizzazioni con la maglia del club di Birmingham.

L’undici di Emery rialza la testa dopo l’inaspettata eliminazione subita per mano dell’Everton in Coppa di Lega e lo fa in maniera veemente contro uno degli avversari più insidiosi ed in forma dell’ultimo periodo. Decisive per l’Aston Villa le ripartenze sprint guidate dal funambolico Diaby ed il sempreverde McGinn, schierato al posto dell’indisponibile Bailey, oltre che una difesa del Brighton davvero troppo allegra, al netto del “solo” 1,58 di xG in favore dei padroni di casa. Giusto citare anche Ramsey, spesso chiuso dalla forte concorrenza nel settore centrale del campo, al primo gol stagionale dopo i sei dello scorso anno, e Douglas Luiz, che di reti all’attivo in stagione ne ha già quattro, le altre tre erano arrivate tutte dagli undici metri.

Perde e male il Brighton di De Zerbi, assuntosi tutte le responsabilità del caso nella conferenza stampa post-match. Settimane in salita per i Seagulls, reduci da tre sconfitte nelle ultime quattro uscite in tutte le competizioni e apparsi più appannati del solito sia nell’elaborata costruzione della manovra che in fase di puro ostruzionismo dell’avversario. L’illusorio gol di Ansu Fati ad inizio ripresa, il primo con la sua nuova maglia, non è bastato ad evitare al tecnico italiano il terzo ko in tre incontri con Unai Emery e l’ottava delusione ai suoi nel testa a testa con l’Aston Villa in 14 precedenti.

WEST HAM 2-0 SHEFFIELD UNITED (24′ Bowen, 37′ Soucek)

Torna a vincere anche in campionato il West Ham di Moyes dopo le due sconfitte incassate da Liverpool e Manchester City e si piazza al settimo posto a soli tre punti dalla zona Champions. Le griffe sul quarto successo nel torneo sono le solite: Jarrod Bowen, che fa cinque in sette match, e Tomas Soucek, unico elemento della squadra ad aver messo a referto almeno un gol in tutte le competizioni.

Proprio il centrocampista ceco, dopo aver deciso la sfida di Carabao Cup contro il Lincoln, chiude la partita con largo anticipo spedendo in porta la rifinitura di Antonio scaturita dal recupero palla alto di Emerson Palmieri ed apre le porte per la rete che sblocca la partita con un tocco di prima che spiana la strada al cross di Coufal prontamente corretto in porta da Bowen.

Sesto passo falso per lo Sheffield United fanalino di coda a pari merito con il Burnley, mai entrato davvero in partita. Dopo la pioggia di gol concessa al Newcastle nella precedente giornata la squadra di Heckingbottom continua a concedere molto e creare poco. Nonostante le Blades siano la peggior difesa del torneo, l’unico ad essersi messo davvero in luce in queste prima uscite è stato l’estremo difensore Foderingham. Qualcosa, più di qualcosa continua a non andare.

NEWCASTLE 2-0 BURNLEY (14′ Almiron, 76′ (rig.) Isak)

Terzo acuto di fila in questa Premier per il Newcastle che si ricandida prepotentemente come outsider del campionato. Dopo aver eliminato il Manchester City dalla Coppa di Lega i Magpies, che non subiscono gol da cinque partite consecutive in tutte le competizioni, liquidano il Burnley con un secco 2-0 e si proiettano nel migliore dei modi alla supersfida di Champions League contro il PSG in programma domani.

L’undici di Howe, piuttosto rimaneggiato visti gli impieghi di Lascelles, Longstaff e Anderson dal primo minuto e l’infortunio occorso a Joelinton, la sblocca al 14′, dopo il grande intervento salva risultato di Pope su Amdouni, con Almiron che con il mancino disegna un meraviglioso arcobaleno dai 25 metri imprendibile per Trafford. Evidenti, invece, le responsabilità di Ramsey, reo di addormentarsi con il pallone tra i piedi concedendo la possibilità a Trippier di rubargli il tempo e mettere il moto il laterale paraguaiano. A mettere in ghiaccio il risultato ci pensa Isak aprendo il piattone destro dagli undici metri che gli vale la terza realizzazione negli ultimi tre match ufficiali.

Resta all’ultimo posto il Burnley di Kompany ma con tutt’altra consapevolezza rispetto ai coinquilini dello Sheffield. Oltre la partita da recuperare questa sera con il Luton, infatti, i Clarets mostrano una maggiore effervescenza in zona offensiva, un’idea di calcio più avanzata ed un coefficiente tecnico superiore rispetto ai diretti concorrenti per la salvezza.

MANCHESTER UNITED 0-1 CRYSTAL PALACE (25’Andersen)

Il peggior avvio della storia per il Manchester United. Mai, infatti, dalle parti di Old Trafford si erano viste quattro sconfitte nelle prime sette giornate di campionato. A certificare il disastroso avvio di campionato dei Red Devils ci pensa l’attuale decimo posto in classifica ed i soli sette gol realizzati, mai più di uno in una singola partita se non nella gara contro il Nottingham. Il 3-0 rifilato proprio alle Eagles una settimana fa in Coppa di Lega rappresenta, evidentemente, solo una dolce parentesi nell’incubo ad occhi aperti che ten Hag e i suoi stanno vivendo. Non sono bastati neanche questa volta gli acuti di Hojlund, stoppato sulla linea di porta dal salvataggio di Mitchell, Casemiro e Bruno Fernandes, prontamente sventati da un ottimo Johnstone, per avere la meglio sugli avversari.

Il Crystal Palace ottiene il suo terzo successo nelle ultime cinque uscite al “Theatre Of Dreams” grazie ad una prova caparbia del collettivo, ad una prestazione nuovamente superlativa di Johnstone che ripete quella altrettanto sopra le righe di settimana scorsa contro il Fulham, e alla mirabolante girata di prima intenzione, da puro 9, di Joachim Andersen, che di mestiere farebbe il centrale di difesa, sugli sviluppi del calcio di punizione battuto da Eze. Seconda rete in campionato per il danese che bissa quella realizzata al Brentford. Grazie a questo risultato i ragazzi di Hodgson superano in classifica proprio lo United e conquistano il nono posto.

FULHAM 0-2 CHELSEA (18′ Mudryk, 19′ Broja)

Succede tutto in un minuto a Craven Cottage dove il Chelsea ritrova il successo che in campionato mancava dal 25 agosto. La seconda vittoria in questo torneo dei ragazzi di Pochettino, che bissa quella di misura ottenuta in Carabao Cup contro il Brighton mercoledì scorso, è figlia di una prestazione finalmente convincente che evidenzia tutto, o quasi, l’enorme potenziale della rosa Blues.

A sbloccare il derby ci pensa Mudryk, alla sua prima gioia con la maglia del club londinese, abile nel convertire in gol il delicato filtrante a scavalcare i reparti di Colwill, mentre ad aumentare il divario in termini di realizzazioni è Armando Broja, alter-ego di Nicolas Jackson e reduce da un pesantissimo infortunio, che trasforma l’assist dell’ex City Palmer a sua volta messo in moto dal clamoroso errore in prima costruzione di Ream.

Il Fulham dal canto suo, prosegue nella propria striscia negativa di risultati sia nel confronto diretto con il Chelsea, solamente una vittoria in 20 precedenti, sia in campionato, in cui, numeri alla mano, risulta essere il secondo peggior attacco e la quarta peggior difesa. Certamente gli attuali otto punti nella graduatoria generale fungono da deterrente, ma la squadra di Marco Silva ha assoluta necessità di ritrovare geometrie, imprevedibilità e qualità offensive.

NOTTINGHAM FOREST 1-1 BRENTFORD (58′ Norgaard, 65′ Dominguez)

Pari con gol nell’unico match domenicale di questa giornata. Nottingham e Brentford si mantengono nella parte destra della classifica dividendosi la posta in palio al termine di un match combattuto in cui sicuramente sono le Bees ad aver qualcosa in più da recriminare in termini di occasioni da gol fallite.

Dopo due ko di fila i ragazzi di Frank non vanno oltre il pareggio, il quarto in sette uscite in campionato, al City Ground nonostante la superiorità numerica di cui hanno potuto godere dal 56′, minuto della doppia ammonizione ai danni di Niakhatè. Proprio sugli sviluppi del calcio di punizione procurato dal fallo del terzino senegalese arriva l’incornata vincente di capitan Norgaard, a cui il gol mancava dalla terza giornata della stagione 2022-23, che sembra incanalare la partita nei giusti binari. Sembra, appunto, perché dopo appena sette minuti l’ex Bologna Nico Dominguez, sempre di testa, spedisce la sfera alle spalle di Flekken in seguito ad una delle rare discese di Toffolo, siglando così la sua prima rete con la maglia del Forest.

L’undici di Cooper può dirsi soddisfatto del punto ottenuto in condizioni precarie, specie considerati i due salvataggi sulla riga di porta in sequenza di Boly e Murillo, oltre ad altri due salva-risultato in scivolata sempre del centrale ivoriano ex Wolverhampton.

EVERTON 1-2 LUTON (24′ Lockyer, 31′ Morris, 41′ Calvert-Lewin)

Prima, indimenticabile vittoria in Premier League per il Luton Town che aggancia proprio l’Everton in classifica ed esce per la prima volta dalla cosiddetta relegation zone. A Goodison Park succede tutto nei primi 45 minuti: i Toffees sprecano una grande opportunità con Garner in apertura e subiscono un doppio gancio in pieno volto targato LockyerMorris.

Entrambe le reti ospiti arrivano su sviluppi di calcio piazzato, calcio d’angolo il primo, calcio di punizione il secondo. Lockyer respinge, di fatto, in porta il tentativo di Young di liberare l’area dopo il pericoloso colpo di testa di Morris con annessa traversa colpita, mentre il 9 inglese, alla terza marcatura in campionato, si svincola dalla marcatura di Mykolenko ed incrocia al volo il traversone di Doughty.

La reazione dei padroni di casa è tutta racchiusa nel terzo acuto consecutivo di Calvert-Lewin, decisivo anche nel successo in Carabao Cup ai danni dell’Aston Villa, autore del primo gol casalingo stagionale dell’Everton. Il gruppo gestito da Dyche fa filotto di sconfitte interne, quattro su quattro, e ripiomba in quel baratro da cui sembrava essere uscito.

Classifica e prossimo turno

1

Manchester City

18 7 6 0 1 17:5 +12
2

Tottenham

17 7 5 2 0 17:8 +9
3

Arsenal

17 7 5 2 0 15:6 +9
4

Liverpool

16 7 5 1 1 16:7 +9
5

Aston Villa

15 7 5 0 2 18:11 +7
6

Brighton

15 7 5 0 2 19:14 +5
7

West Ham

13 7 4 1 2 13:10 +3
8

Newcastle United

12 7 4 0 3 18:7 +11
9

Crystal Palace

11 7 3 2 2 7:7 0
10

Manchester United

9 7 3 0 4 7:11 -4
11

Chelsea

8 7 2 2 3 7:8 -1
12

Nottingham Forest

8 7 2 2 3 8:10 -2
13

Fulham

8 7 2 2 3 5:12 -7
14

Brentford

7 7 1 4 2 10:10 0
15

Wolverhampton

7 7 2 1 4 8:13 -5
16

Everton

4 7 1 1 5 6:12 -6
17

Luton Town

4 6 1 1 4 5:12 -7
18

Bournemouth

3 7 0 3 4 5:15 -10
19

Burnley

1 6 0 1 5 4:15 -11
20

Sheffield United

1 7 0 1 6 5:19 -14

Prossimo turno:

Sabato 7 ottobre

Luton 13:30 Tottenham

Manchester United 16:00 Brentford

Burnley 16:00 Chelsea

Everton 16:00 Bournemouth

Fulham 16:00 Sheffield United

Crystal Palace 18:30 Nottingham Forest

Domenica 8 ottobre

Brighton 15:00 Liverpool

West Ham 15:00 Newcastle

Wolverhampton 15:00 Aston Villa

Arsenal 17:30 Manchester City

Esteri

Benfica, l’effetto Mourinho non basta: due eliminazioni in una settimana

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Benfica-Napoli

Arrivato a settembre per alzare il livello delle Aquile, José Mourinho vede sfumare Coppa di Lega e Coppa di Portogallo e rischia di chiudere la stagione senza trofei.

L’avventura dello Special One sulla panchina del Benfica si sta rivelando molto più complicata del previsto. Tornato a Lisbona a metà settembre per sostituire l’esonerato Bruno Lage con l’obiettivo di far compiere alla squadra il salto di qualità definitivo, Mourinho ha incassato in pochi giorni due eliminazioni pesantissime.

Nel giro di una sola settimana, infatti, il Benfica ha detto addio prima alla Coppa di Lega, travolto 3-1 dal Braga, e poi alla Coppa di Portogallo, eliminato dal Porto di Farioli per 1-0 nel Clásico. Due competizioni che rappresentavano le occasioni più concrete per arricchire la bacheca stagionale e che ora riducono al minimo le possibilità di chiudere l’annata con un titolo.

La stagione di Mourinho finora

Fino a quel momento Mourinho poteva almeno vantare l’imbattibilità interna in campionato siccome le Aquile non hanno ancora perso in Liga Portugal (8 vittorie e 5 pareggi). Tuttavia, la classifica racconta di un Benfica terzo, distante 10 punti dal Porto dominatore e tre dallo Sporting Lisbona. Il secondo posto, che vale l’accesso ai preliminari di Champions League, resta un obiettivo minimo ma tutt’altro che scontato, anche per la mancanza di continuità mostrata finora.

Mourinho

Non va meglio in Europa. Il Benfica è attualmente 25° nella classifica della fase campionato di Champions League, fuori dalle posizioni che valgono gli spareggi per gli ottavi, con all’orizzonte sfide durissime contro Juventus e Real Madrid.

Mourinho ha ereditato una squadra che, con Bruno Lage, aveva perso una sola volta in dieci partite stagionali e mostrato solidità, pur senza brillare sul piano del gioco. Il compito affidatogli era soprattutto quello di dare una svolta mentale a un gruppo spesso incapace di concretizzare la propria superiorità. Un salto che, almeno per ora, non si è visto.

Dopo il ko con il Porto, lo stesso Mourinho ha ammesso le difficoltà: «Sono stato ingaggiato per portare titoli al Benfica in una situazione difficile. Io non sono importante, il Benfica lo è».

Paradossalmente, l’unico trofeo stagionale delle Aquile resta la Supercoppa di Portogallo vinta a luglio proprio da Bruno Lage, prima del suo esonero. Salvo clamorosi ribaltoni, sarà quello l’unico titolo di una stagione che, per il Benfica e per Mourinho, sta scivolando ben al di sotto delle aspettative.

 

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Ligue 1

PSG-Lille, probabili formazioni e dove vederla

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Lille

Il big match della 18° giornata di Ligue 1 è quello in programma venerdì al Parco dei Principi tra PSG e Lille. Calcio d’inizio a partire dalle ore 21:00.

Torna di scena la Ligue 1 con una gara molto attesa. Nell’18° turno del campionato francese il PSG, fresco vincitore della Supercoppa di Francia ai rigori contro l’OM, riceve al Parco dei Principi il Lille.

I parigini devono riscattare la clamorosa eliminazione in Coppa di Francia, arrivata lunedì sera contro i cugini del Paris FC. La squadra di Luis Enrique è al momento al 2° posto nel campionato, a -1 dalla capolista Lens. Paris che vuole sfruttare il fattore Parco dei Principi per sperare di riprendersi la vetta della classifica già in questo weekend. Il PSG ha infatti vinto gli quattro incontri consecutivi di Ligue 1 giocati davanti al proprio pubblico, collezionando un solo pareggio nelle nove partite casalinghe disputate in campionato.

Dall’altra parte c’è il Lille di Bruno Genesio. Difficile inizio di 2026 per il Losc, sconfitto in casa dal Rennes nell’ultimo turno di Ligue 1, e eliminato dall’Olympique Lione in Coppa di Francia. Una battuta d’arresto che ha posto fine alla striscia di 4 vittorie consecutive con cui Les  Dogues avevano chiuso il 2025. In classifica il Lille occupa la 4° posizione a quota 32 punti, al pari del Marsiglia.

Qui PSG

PSG

PSG

Dopo aver affrontato diversi mesi con molte assenze il nuovo anno ha restituito a Luis Enrique un PSG quasi al completo. Per la gara contro il Lille non ci saranno gli infortunati Safonov e Lee Kang-In, oltre ad Hakimi impegnato in Coppa d’Africa.

Atteso qualche cambio nell’11 del PSg rispetto alla gara di coppa persa contro il Paris FC. In difesa tornano Marquinhos e Nuno Mendes, con Pacho pronto a tornare nel ruolo di centrale. A centrocampo rientra anche Joao Neves, a discapito di Mayulu. In attacco spazio a Ousmane Dembelé, Desire Doué e a Bradley Barcola.

Qui Lille

Per la trasferta nella capitale francese Genesio non potrà contare su colui che firmò il pari dell’andata, il fratello di Kylian, Ethan Mbappé. Indisponibili anche gli squalificati Perraud e Alexsandro, e Ighamane, impegnato con il Marocco in Coppa d’Africa.

Nel 4-2-3-1 del Lille la coppia difensiva sarà composta da Ngoy e Mbemba. A sinistra pronto Verdonk. In mediana confermati André e Bentaleb, a discapito di Bouaddi, Sulla trequarti ci saranno Haraldsson, Fernandez-Pardo e Correia, dietro l’unica punta Olivier Giroud.

Lille

OLIVIER GIROUD IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

PSG-Lille, le probabili formazioni

PSG (4-3-3): Chevalier; Zaire-Emery, Marquinhos, Pacho, Mendes; Neves, Vitinha, Ruiz; Doue, Dembele, Barcola. All: L.Enrique.

Lille (4-2-3-1): Ozer; Meunier, Mbemba, Ngoy, Verdonk; Andre, Bentaleb; Correia, Haraldsson, Fernandez-Pardo; Giroud. All: Genesio.

PSG-Lille, dove vederla

La partita di Ligue 1 tra PSG e Lille sarà trasmessa in diretta su SKY ed in streaming su NOW TV con fischio d’inizio in programma venerdì 16 gennaio alle ore 21:00.

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Esteri

Real Madrid, disfatta in Coppa del Re: di chi è la colpa?

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Real Madrid

Álvaro Arbeloa si assume la piena responsabilità per la sconfitta del Real Madrid, puntando sulla Liga e la Champions come obiettivi principali per il futuro.

Real Madrid, le parole di Arbeloa

Álvaro Arbeloa, nuovo allenatore del Real Madrid, ha commentato la recente disfatta della sua squadra contro l’Albacete, prendendosi la piena responsabilità. “È colpa mia. Sono il massimo responsabile per questa sconfitta”, ha dichiarato Arbeloa dopo la partita. La sua presa di posizione ha suscitato reazioni miste tra i tifosi e gli analisti, ma dimostra la determinazione dell’allenatore nel proteggere il gruppo e mantenere alta la motivazione per i prossimi impegni.

Nonostante la delusione, Arbeloa ha voluto guardare avanti, sottolineando che l’attenzione ora è rivolta alla Liga e alla Champions League. “Pensiamo ora alla Liga e alla Champions League, che sono i nostri grandi obiettivi”, ha aggiunto. La sua fiducia nei confronti della squadra rimane intatta, e l’allenatore è deciso a trasformare la sconfitta in un’opportunità di crescita per affrontare con maggiore determinazione i prossimi appuntamenti importanti.

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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano

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