Coppa d’Africa 2025
L’Egitto nelle mani di Gabaski elimina il Camerun padrone di casa. Finale contro il Senegal
Camerun-Egitto è già iniziata prima della discesa in campo delle due nazionali con Eto’o e Queiroz che discutono a distanza guerra, sportiva quella cui si riferiva l’ex interista del triplete, più importante quella cui si riferiva il tecnico portoghese che ha sottolineato gli 8 morti della gara contro Comore all’esterno dello Stade Olembé di Yaoundé.
Gabaski stringe i denti in assenza di El Sheenawy ed è presente nelle fila dell’Egitto e c’è subito bisogno di lui sulla propulsione dei leoni da destra con Collins Fai attivissimo in fascia. Il primo tentativo egiziano è invece ovviamente di Salah il cui sinistro a giro non va come sperato.
Le iniziative camerunensi vengono sempre da destra ed al 14′ è Ekambi a provare l’incursione ma dopo averne saltati due dal fondo serve palla al portiere egiziano.
Il più pericoloso è Ngadeau che proprio da quell’out destro, su tiro dalla bandierina di Ngamaleu, coglie la traversa al 17′ con un colpo di testa che anticipa anche Aboubakar. Ancora Ngadeau ha l’occasionissima sullo sviluppo di un corner battuto dalla parte opposta, ma si calcia addosso in area piccola.
L’Egitto conferma di aver un motore diesel e riceve anche una buona spinta al 57′ dal Camerun quando Hongla sbaglia l’appoggio e quasi mette Salah a tu per tu con Onana, bravo in uscita di piede al limite.
Il team di Conçeicao prova a spezzare con una bordata da 40 metri di Anguissa al 69′ ma la sfera è di poco a lato.
Si va ai supplementari dove l’Egitto ci crede di più ma Salah apre di poco il diagonale mancino al 100′ e Sobhi è troppo egoista a 120” dai rigori.
Poco male perché Gabaski prende goal solo da Aboubakar, poi dice no Moukoudi e Siliki, mentre Zizo, Abdelmonem e Lasheen sono infallibili. L’ultimo rigore di Collins Fai si spegne a lato della porta, alle spalle larghe del portiere egiziano che non doveva neanche giocare.
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Coppa d’Africa 2025
Marocco battuto: rigore sbagliato e ricorso federale
Marocco perde contro il Senegal: la finale AFCON 2025 doveva essere un trionfo, ma si trasforma in una ferita aperta per il calcio marocchino.
La finale persa contro il Senegal, in casa, davanti al proprio pubblico, ha lasciato dibattiti sportivi e politici che vanno oltre il risultato.
In campo, il Marocco ha giocato una partita bloccata, tesa, quasi impaurita. Una squadra che ha preferito controllare piuttosto che imporre il proprio gioco. La scelta non ha pagato. Il gol del Senegal nei supplementari ha chiuso la partita e spento l’illusione e la convinzione di aver vinto la coppa.
Il rigore sbagliato nei tempi regolamentari è l’immagine simbolo della finale. Ma fermarsi lì sarebbe riduttivo. Perché il problema non è solo tecnico ma strutturale.
Subito dopo la partita, la Federazione Reale Marocchina di Calcio ha presentato un ricorso formale alla CAF, contestando la gestione arbitrale della finale e l’uso del VAR in alcuni episodi chiave.
Un atto che racconta nervosismo e tensione, ma che difficilmente cambierà l’esito sportivo.
Il ricorso, più che una reale speranza, appare come un messaggio politico cioè difendere l’immagine della nazionale e contenere il malcontento interno.
Perché la sconfitta non arriva nel vuoto, ma in un contesto già carico di critiche.
Da mesi, osservatori e media locali parlano di una nazionale gestita con eccessiva prudenza da Walid Regragui che resta un allenatore rispettato, ma sempre più protetto da una federazione che ha trasformato la squadra in un simbolo intoccabile.
Chi critica viene spesso etichettato come “nemico del progetto”.
Il risultato è una nazionale che gioca per non sbagliare. Ma nelle finali, soprattutto in casa, chi non rischia perde.
Fuori dal campo, la finale ha accentuato il distacco tra calcio e società. In un paese dove si discute di priorità, spesa pubblica e diritti, il calcio resta una vetrina potente, ma fragile. Quando non vince, lascia solo domande.
La sconfitta in finale e il ricorso alla CAF non cancellano il percorso del Marocco. Ma mostrano chiaramente una cosa: il problema non è un rigore, è un sistema che fatica ad accettare il fallimento.
E finché il calcio servirà più a difendere una narrazione che a fare autocritica, le finali perse continueranno a pesare più dei successi annunciati come in questo caso.
Coppa d’Africa 2025
Coppa d’Africa, proseguono le polemiche: Marocco pronto all’azione legale
Emozioni a non finire nella finale di Coppa d’Africa, vinta dal Senegal nei tempi supplementari. Il Marocco pronto a rivolgersi a CAF e FIFA per la sospensione della partita.
Cala il sipario sulla Coppa d’Africa 2025, con una finale incredibile, e con la vittoria del Senegal, del quale si parlerà per anni per quanto accaduto nell’ultima mezz’ora. Un incredibile caso, nata dalla scelta delle selezionale senegalese di far sospendere la partita, abbandonando il terreno di gioco, a causa del rigore concesso al Marocco in pieno recupero. Gioco che è poi ripreso dopo diversi minuti di stop, con Brahim Diaz pronto dal dischetto per regalare il trofeo ai padroni di casa dopo 50 anni di attesa.
Incredibilmente il trequartista del Real Madrid prova a sorprendere il portiere Edouard Mendy con un pallonetto centrale, che viene bloccato senza difficoltà dal portiere senegalese. Cala il gelo sugli spalti di Rabat, con la grande chance sprecata da Brahim Diaz. Gara che resta quindi sullo 0-0, e che prosegue ai supplementari. Il resto è storia, con il gran gol firmato da Gueye che regala il 2° successo nella competizione ai Leoni di Teranga dopo il successo nell’edizione del 2021.
Coppa d’Africa, il Marocco fa reclamo ufficiale
Sconfitta che non va giù alla federazione marocchina, per il caos generato dallo staff senegalese al momento della concessione del calcio di rigore per il Marocco. Tanto che la FIFA è pronta a sanzionare il comportamento tenuto dalla nazionale del Senegal. La Federazione del Marocco ha comunque annunciato l’intenzione di voler portare avanti azioni legali per fare piena luce sul ritiro momentaneo del Senegal e sugli eventi che hanno portato alla sospensione della gara.
Coppa d’Africa 2025
Coppa d’Africa, tutto pronto per l’atto finale
Allo Stadio Prince Moulay Abdellah di Rabat alle 20.00 italiane va in scena la finale della Coppa d’Africa tra i padroni di casa del Marocco e il Senegal.
Giunge al termine questa sera la Coppa d’Africa. Tutto il mondo aspetta di sapere chi sarà incoronato campione del continente africano, tra o padroni di casa del Marocco, pronti a gioire dopo 50 anni di attesa, e il Senegal. L’ultimo atto del torneo si giocherà questa sera alle ore 20.00 italiane.
Dopo 1 mese e 50 incontri disputati saranno queste due nazioni a giocarsi il titolo, dopo aver eliminato in semifinale la Nigeria di Victor Osihmen e l‘Egitto di Momo Salah. Proprio la nazionale nigeriana si è presa la medaglia di bronzo, battendo gli egiziani ai calci di rigore nella finale per il 3° posto.
Il Marocco, grande favorita all’inizio della competizione, non ha disatteso i pronostici, arrivando a giocarsi la finale. I Leoni dell’Atlante vogliono tornare ad alzare il trofeo che manca dal 1976. Dall’altra parte anche il Senegal, che può vantare un 11 di grande talento e esperienza, nutre grande fiducia di laurearsi per la seconda volta campioni della Coppa d’Africa. I Leoni della Teranga, vincitori dell’edizione del 2021, si apprestano a disputare la loro 4° finale.
Senegal-Marocco, le probabili formazioni della finale

Le mosse e le scelte dei due ct, Pape Thiaw e Walid Regragui, per la finalissima di Coppa d’Africa:
SENEGAL (4-3-3): Édouard Mendy, Krépin Diatta, Abdoulaye Seck, Moussa Niakhaté, El Hadji Malick Diouf, Idrissa Gueye, Lamine Camara, Pape Gueye, Iliman Ndiaye, Sadio Mané, Nicolas Jackson. CT: Pape Thiaw.
MAROCCO (4-2-3-1): Yassine Bounou, Achraf Hakimi, Nayef Aguerd, Adam Masina, Noussair Mazraoui, Neil El Aynaoui, Bilal El Khannouss, Ismael Saibari, Brahim Díaz, Abde Ezzalzouli, Ayoub El Kaabi. CT: Walid Regragui.
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