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Real Madrid-Al Hilal 1-1: Bonou salva Inzaghi, Xabi Alonso stecca la prima

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FIFA

Real Madrid-Al Hilal finisce 1-1. Ottimo esordio per Simone Inzaghi, che porta via un punto a Xabi Alonso grazie a un rigore parato da Bonou.

Real Madrid-Al Hilal, match valido per la prima giornata del Gruppo H del Mondiale per Club, era sia l’esordio di Xabi Alonso sulla panchina dei Blancos che quello di Simone Inzaghi su quella dei sauditi.

Real Madrid-Al Hilal, il recap del match

Le scelte dei due allenatori

Entrambi gli allenatori optano per un modulo che non amano, evidentemente a causa del poco tempo avuto a disposizione per portare il proprio imprinting alla squadra. Entrambi abituati a giocare con la difesa a tre, i due tecnici si affidano al sistema di gioco dei due allenatori precedenti. Il 4-3-3 che fu di Ancelotti per il Real Madrid, dall’altra parte il 4-2-3-1 con la quale l’Al Hilal di Jorge Jesus ha dominato il campionato saudita.

I due allenatori, però, ci mettono comunque qualcosa di loro. Un pizzico di novità nelle Merengues lo porta l’innesto di Alexander-Arnold, che prevedibilmente viene a giocare dentro il campo come ai tempi del Liverpool di Klopp. Impostano a tre quindi gli spagnoli, come i sauditi. Per Inzaghi l’ago della bilancia è Nasser Al Dawsari, fratello di Salem, che in fase di possesso si abbassa e stringe assieme ai due centrali.

Renan Lodi e Cancelo si alzano, formando un 3-5-2 simile a quello ammirato all’Inter. Milinkovic-Savic fa un passo indietro, affiancandosi a Ruben Neves a centrocampo, mentre Malcom prende una posizione più centrale vicino all’unica punta Marcos Leonardo. Salem ha più libertà di svariare, potendo sia fungere da mezz’ala a trazione prettamente offensiva sia componendo un tridente d’attacco: in una sorta di 3-4-2-1.

Primo tempo

Il Real prova a dettare i ritmi della partita, impadronendosi del pallone come piace all’allenatore basco. Il possesso degli spagnoli è però lento e compassato. La squadra di Inzaghi, che rapidamente ha instillato nei suoi nuovi giocatori la capacità di compattarsi senza affanni sotto la linea del pallone vista anche in Italia, tiene un baricentro molto basso, ma è sempre pronta a ripartire con verticalizzazioni rapide e di qualità.

La squadra saudita interpreta meglio la partita e crea più occasioni, ma ciò nonostante è proprio il Real a sbloccare il match con Gonzalo Garcia. Attaccante classe 2004 proveniente dal Castilla, scommessa di Xabi Alonso e scelto per sostituire l’indisposto Mbappé. L’Al Hilal però reagisce subito, confermandosi la squadra più credibile (assieme all’Al-Nassr) dell’indecifrabile campionato saudita. Fallo ingenuo di Asencio, che porta Ruben Neves dal dischetto. Il portoghese è glaciale nel freddare Courtois, ristabilendo subito la parità.

Secondo tempo

Il Real Madrid, complice anche l’ingresso del frizzante Arda Guler, inizia meglio la ripresa, ma rapidamente la partita torna sui binari dell’equilibrio. Entrambe le squadre vogliono vincerla, ma la temperatura torrida e la stanchezza derivante da una stagione usurante s’impadronisce rapidamente delle due squadre. La partita si spezzetta e va incontro a numerose interruzioni, fra cooling break, cambi e problemi fisici dei protagonisti.

Quando nulla sembra poter scuotere l’equilibrio della partita, che ha perso quello smalto che l’aveva resa assai godibile nella prima frazione, ecco il colpo di scena. Il subentrato Al Qahtani allunga ingenuamente il braccio in protezione del pallone e colpisce sul volto Fran Garcia. L’arbitro (il signor Facundo Figueroa) viene richiamato all’On Field Review, giudicando colpevole l’intervento del giocatore saudita e assegnando rigore.

Un rigore che mai dovrebbe essere assegnato nel calcio moderno, specie con l’ausilio della tecnologia, e che la Dea Eupalla intende sottrarre ai Blancos per restituire una parvenza di meritocrazia ad uno sport arrovellato su un uso cervellotico del VAR. Il Real non ha un tiratore scelto e per qualche motivo decide di non mandare sul dischetto Modric, entrato da poco. La responsabilità se la prende Valverde, ma l’eclettico centrocampista uruguaiano si fa ipnotizzare da Bonou. Il portiere marocchino diventa l’MVP della partita, nonché l’eroe di serata per i sauditi che portano a casa un punto assolutamente meritato: avendo giocato meglio dei rivali.

Real Madrid-Al Hilal

Mondiale per Club, trofeo

Mondiale per Club

Chelsea, Maresca è solo l’ultimo: il legame tra i Blues e i tecnici italiani

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Chelsea

Il Chelsea di Maresca, dopo la Conference League, si aggiudica anche il Mondiale per club. La tradizione tra i tecnici italiani e i Blues continua…

Il Chelsea di Enzo Maresca è sul tetto del mondo. Tutto facile per i Blues che nel fantastico impianto newyorkese del MetLife Stadium hanno annientato il Paris Saint Germain con un netto 3-0, maturato nel primo tempo.

Dopo la Conference League conquistato contro il Betis, il Chelsea si porta a casa una doppietta di trofei niente male. La prima esperienza sulla panchina del club inglese per l’ex vice di Guardiola è stata molto positiva. Infatti, oltre ad aver portato in bacheca due trofei, Maresca ha anche guidato il Chelsea al terzo posto, valido per la qualificazione alla prossima Champions League.

L’ex tecnico del Leicester ha già conquistato i cuori dei tifosi dei Blues. Ma questa non è una novità. Infatti, la storia ci insegna che tra il lussuoso quartiere londinese e i colori italiani c’è sempre stato un fortissimo legame. Maresca non è il primo italiano a portare in alto il Chelsea. Diversi sono gli azzurri che sono passati sia in campo che in panchina e che sono rimasti molto legati ai Blues.

Chelsea

Il primo che viene in mente è sicuramente Gianluca Vialli. L’ex gemello del goal arriva a Londra sotto la guida di Gullit, dove vince subito una FA Cup. Dopo l’addio dell’olandese, Vialli diventa player-coach e in questo doppio ruolo vince una Supercoppa UEFA e conquista uno storico secondo posto.

A sedersi sulla panchina del Chelsea nel lontano 2009 arriva anche Carlo Ancelotti con il suo iconico sopracciglio che porta in bacheca un incredibile double: Premier League ed FA Cup. Prima dell’arrivo dell’attuale ct del Brasile mai nessuno era riuscito a compiere la doppietta sulla panchina dei Blues. Un altro tecnico che sicuramente rimarrà nella storia del Chelsea è Roberto Di Matteo, colui che ha portato a Stamford Bridge la prima storica Champions League. Il 19 maggio 2012 batte il Bayern Monaco ai rigori grazie ad un “meravigliosamente, immensamente Drogba” che trascina la propria squadra al titolo più ambito.

Drogba, Chelsea

La storia dei tecnici italiani sulla sponda blu di Londra non si ferma certo qui. Nel 2016 arriva il “serial winner”, quello capace di vincere in ogni piazza (l’ha dimostrato quest’anno a Napoli, come se ce ne fosse bisogno): Antonio Conte. L’ex Juve al primo anno domina la Premier League con 30 vittorie in 38 giornate. L’anno successivo si porta anche a casa una FA Cup contro lo United di Mourinho.

Infine nell’annata 2018-19 arriva Maurizio Sarri. L’ex Napoli può fare affidamento su un Eden Hazard in gran spolvero che trascina i Blues alla vittoria dell’Europa League contro i rivali di sempre dell’Arsenal.

La connessione tra il Bel Paese e il Chelsea continua a scrivere pagine importanti di storie e noi ci auguriamo che anche Enzo Maresca possa continuare su questa scia, da lui stessa disegnata.

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Mondiale per Club

Chelsea, una vittoria da outsider come nel 1998 in Supercoppa europea

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Mondiale per Club

La vittoria di ieri nel Mondiale per club del Chelsea contro il PSG ricorda molti la vittoria in  Supercoppa europea 1998 contro il Real Madrid da outsider.

Ieri il Chelsea ha vinto il Mondiale per club battendo il PSG in finale a sorpresa: una vittoria da outsider dei Blues, che ricorda molto quella in Supercoppa europea nel 1998 contro il Real Madrid di Raul.

Chelsea, i Blues vincono il Mondiale per club battendo il PSG in finale, vittoria contro ogni pronostico come fu quella in Supercoppa europea nel 1998 contro il Real Madrid di Raul

London, United Kingdom, 7th August 2024:- Outside Stamford Bridge, the home of Chelsea Football Club

Chelsea, i Blues vincono il Mondiale per club da outsider: una impresa simile quella del 1998 in Supercoppa europea contro il Real Madrid

Il Chelsea chiude la sua straordinaria stagione vincendo il Mondiale per club, battendo il PSG campione d’Europa in finale per 3 a 0, per Enzo Maresca è il secondo trofeo stagionale dopo la Conference League di maggio contro il Betis. La vittoria dei Blues è stata davvero contro tutti i pronostici, visto che il PSG aveva vinto e stravinto tutto in questa stagione, sembrava davvero un armata invincibile. Ma si sa,  nel calcio i pronostici si possono ribaltare nel campo di gioco, questa impresa a molti tifosi Blues è ricordata quella dell’agosto del 1998 in Supercoppa europea contro il Real Madrid campione d’Europa di Raul.

Anche in quella occasione, i Blues partivano sfavoriti, non per la formazione, che era di livello altissimo tanto che il compianto Gianluca Vialli decise di non scendere in campo, vestendo solo i panni del tecnico, delegando l’attacco a Zola e Casiraghi, mica chiunque. Certo, le merengues erano uno squadrone, oltre Raul c’erano anche Redondo, Seedorf, Hierro, Sanchis, Mijatovic e Roberto Carlos, tanto che Guus Hiddink si permise di tenere in panchina nientemeno che Fernando Morientes. Ma alla fine la spuntarono i Blues di misura per 1 a 0, con la rete di Gustavo Poyet. Quindi, un impresa da outsider, che ancora una volta dimostra che i pronostici lasciano il tempo che trovano e conta ciò che si fa nei 90 minuti di gioco, come lo ha dimostrato il Chelsea ieri sera ed anche quello del lontano 1998.

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Mondiale per Club

Mondiale per Club: duello spettatori Real Madrid-Psg

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Chelsea

Con il Mondiale per Club ormai terminato è tempo di tirare le somme sulla nuova competizione organizzata dalla FIFA. A partire dall’affluenza media. 

Al Metlife Stadium di East Rutherford la competizione mondiale per club registrava 81.118 presenze, rendendo l’atto finale tra Chelsea e Psg l’incontro più visto, seppur di poco, del torneo.

mondiale per club

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Spettatori Mondiale per Club: il duello che non ti aspetti

Si perchè la finale per poche centinaia di spettatori supera quel Psg e Atletico Madrid della fase a gironi che aveva registrato 80.619 spettatori. Alla fine della fiera, o per meglio dire del torneo, la spuntata il Chelsea di Enzo Maresca, che aggiunge un altro trofeo dopo la Conference League. Ma non solo. Con il successo nel Mondiale per Club il Chelsea diventa l’unica squadra ad aver vinto almeno una volta tutte e 5 le competizioni europee.

C’è da dire che, non con molto stupore però va segnalato, che nessuna delle due finaliste ha registrato un’affluenza media inferiore rispetto agli altri club, pur essendo arrivate fino in fondo. I campioni in carica addirittura terminano il loro torneo al 5o posto per affluenza media, dietro addirittura all’Atletico Madrid martoriato a suon di gol dalla squadra transalpina.

Si conferma squadra dal Dna internazionale il Real Madrid. La squadra del neo allenatore Xabi Alonso si conferma prima alla fine del torneo con 68.962 spettatori medi per partita, pur essendo arrivata fino in finale. Ma la squadra spagnola aveva affermato il suo dominio già nella fase a girone. A chiudere il podio la squadra di Luis Enrique, seconda, con 68.019 spettatori di medi e l’Inter Miami di Leo Messi, arrivato agli ottavi, con 54.799.

Quasi snobbate le italiane. Entrambe uscite agli ottavi di finale, la Juventus si è in qualche modo difesa, mentre differente la situazione dell’Inter. La Vecchia Signora ha chiuso al 13esimo posto con una media di 41.651. L’Inter ha chiuso il percorso nella caldissima Charlotte supportato da 20.030 spettatori. Tuttavia, quest’ottavo di finale è risultato il match meno visto dalla fase a eliminazione diretta in poi. I nerazzurri chiuderanno poi con una media di 32.596, la terzultima fra le europee.

Peggio di loro infatti, a livello europeo, solamente il Salisburgo (28.573) ed il Benfica 30.380).

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