Mondiale per Club
Inter, Chivu: “Rimembrare il risultato di Monaco non fa bene. Loro hanno un’altra condizione, dovremo essere all’altezza. Sullo spogliatoio…”
Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa a poche ore da Inter-River Plate. Il tecnico nerazzurro si è espresso su avversario e condizioni della squadra.
Alle 3 ora italiana di questa notte ci sarà la decisiva sfida con gli argentini dove in palio ci sarà la vetta del Gruppo. Ecco di seguito la conferenza integrale.
Inter, le parole di Chivu
Che partita si aspetta contro il River? Ieri Luis Enrique si è lamentato del campo, è d’accordo?
“Partita difficile come le altre due, non è mai semplice. La condizione fisica poi è migliore rispetto alle squadre europee, servono energie mentali e fisiche per giocare una partita all’altezza. Sul campo non ci possiamo lamentare, anche a LA non erano al massimo, noi ci adattiamo. Le strutture però sono ottimali. Chiaramente non è l’Europa perché sono più adatti al football americano. Questo poi è un campo sintetico con erba sopra. Comunque non è male”.
Queste è la prima partita da dentro fuori per lei, cambia qualcosa?
“Non cambia niente. Noi siamo venuti qui con una mentalità e trattiamo tutte le partite con serietà. Dopo la prima partita qualcuno era forse un po’ pessimista. Con le nostre energie faremo il massimo e andiamo avanti”.
Lei è contento dell’impatto dei giovani?
“Sono contento di tutti, anche dei nuovi arrivati. Luis Henrique si è messo subito a disposizione dopo tre settimane di vacanza, queste sono partite ufficiali ricordiamocelo sempre. Non sono amichevoli, è un campionato del mondo. Tutti hanno cercato di fare il massimo. Al 75′ Luis Henrique mi diceva che ne aveva ancora, anche se sapevo che non ne aveva più. Sono atteggiamenti positivi. Tutti anche i ragazzi della primavera stanno facendo bene come Cocchi, Berenbruch, Re Cecconi, De Pieri. Valentin e Pio nemmeno li metto dentro tra i giovani perché alzano il livello come i compagni con più esperienza”.

NICOLA ZALEWSKI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa ne pensa di Gallardo e del River?
Ho grande rispetto sia per quello che ha fatto da giocatore e da allenatore. Con il River ha fatto grandissimi risultati. Nel River ci sono campioni del mondo, Mastantuono lo vedremo ad alti livelli. Colidio mi fa piacere vederlo perchè l’ho avuto in Primavera, alzava il livello dell’allenamento e non vedo l’ora di abbracciarlo. Il River anche noi in Europa la guardiamo per quello che rappresenta e quello che ha prodotto anche in termini di individualità e risultati”
Mastantuono può essere un crack mondiale?
Ricordiamoci che è un 2007 con tante partite fatte. L’altro giorno guardando i filmati mi ricordava Di Maria per come usa il mancino. Parliamo di un giocatore forte che sarà la delizia del futuro del calcio. Al Real poi le richieste saranno diverse ma sarà all’altezza”
Si respira un clima più allegro ora in allenamento? Lei è soddisfatto del clima creato?
“Hanno ascoltato i miei consigli di non leggere i giornali (ride ndr). Se si dice e ripete sempre il risultato di Monaco è difficile andare avanti. Abbiamo fatto leva su una cosa importante, ovvero trovare un po’ di umanità e parole gentili. Quando hai a che fare con un gruppo di uomini che ci sono sempre nel bene e nel male, diventa tutto più semplice da superare.
Questa squadra ha una motivazione e una mentalità: hanno raggiunto la seconda stella, con due finali di Champions League e una di Europa League. Non si deve guardare solo quello che si è vinto. Loro sono campioni veri e sanno che quello che conta è il domani. Sanno che devono lavorare di più e sporcarsi anche. Mangiare anche un po’ di m…e masticarla bene guardandosi allo specchio. Fa piacere vedere le loro risposte nonostante un momento difficile. Cercano sempre di guardare i compagni negli occhi”.
Contro un River che potrebbe mettersi a specchio, può avere senso insistere sul 3-5-2? Arrivare primi cosa significa?
“Quello che noi possiamo controllare è quello che facciamo oggi e che proveremo a fare domani. La qualificazione non è ancora certificata. Dobbiamo pensare a quello che dobbiamo fare domani e capire se il River si metterà a specchio. A noi ci interessa fino a un certo punto come si piazzeranno, dobbiamo pensare a noi. Capire come affrontare l’avversario a seconda di come si pone. Dobbiamo sapere che ci sono momenti diversi nella partita e capire i momenti della gara. Pensiamo più a noi che agli altri. Dobbiamo aggiungere qualcosa ogni tanto con la speranza che la prestazione sia di alto livello”.

LA FORMAZIONE DELL’INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Mondiale per Club
Chelsea, Maresca è solo l’ultimo: il legame tra i Blues e i tecnici italiani
Il Chelsea di Maresca, dopo la Conference League, si aggiudica anche il Mondiale per club. La tradizione tra i tecnici italiani e i Blues continua…
Il Chelsea di Enzo Maresca è sul tetto del mondo. Tutto facile per i Blues che nel fantastico impianto newyorkese del MetLife Stadium hanno annientato il Paris Saint Germain con un netto 3-0, maturato nel primo tempo.
Dopo la Conference League conquistato contro il Betis, il Chelsea si porta a casa una doppietta di trofei niente male. La prima esperienza sulla panchina del club inglese per l’ex vice di Guardiola è stata molto positiva. Infatti, oltre ad aver portato in bacheca due trofei, Maresca ha anche guidato il Chelsea al terzo posto, valido per la qualificazione alla prossima Champions League.
L’ex tecnico del Leicester ha già conquistato i cuori dei tifosi dei Blues. Ma questa non è una novità. Infatti, la storia ci insegna che tra il lussuoso quartiere londinese e i colori italiani c’è sempre stato un fortissimo legame. Maresca non è il primo italiano a portare in alto il Chelsea. Diversi sono gli azzurri che sono passati sia in campo che in panchina e che sono rimasti molto legati ai Blues.

Il primo che viene in mente è sicuramente Gianluca Vialli. L’ex gemello del goal arriva a Londra sotto la guida di Gullit, dove vince subito una FA Cup. Dopo l’addio dell’olandese, Vialli diventa player-coach e in questo doppio ruolo vince una Supercoppa UEFA e conquista uno storico secondo posto.
A sedersi sulla panchina del Chelsea nel lontano 2009 arriva anche Carlo Ancelotti con il suo iconico sopracciglio che porta in bacheca un incredibile double: Premier League ed FA Cup. Prima dell’arrivo dell’attuale ct del Brasile mai nessuno era riuscito a compiere la doppietta sulla panchina dei Blues. Un altro tecnico che sicuramente rimarrà nella storia del Chelsea è Roberto Di Matteo, colui che ha portato a Stamford Bridge la prima storica Champions League. Il 19 maggio 2012 batte il Bayern Monaco ai rigori grazie ad un “meravigliosamente, immensamente Drogba” che trascina la propria squadra al titolo più ambito.

La storia dei tecnici italiani sulla sponda blu di Londra non si ferma certo qui. Nel 2016 arriva il “serial winner”, quello capace di vincere in ogni piazza (l’ha dimostrato quest’anno a Napoli, come se ce ne fosse bisogno): Antonio Conte. L’ex Juve al primo anno domina la Premier League con 30 vittorie in 38 giornate. L’anno successivo si porta anche a casa una FA Cup contro lo United di Mourinho.
Infine nell’annata 2018-19 arriva Maurizio Sarri. L’ex Napoli può fare affidamento su un Eden Hazard in gran spolvero che trascina i Blues alla vittoria dell’Europa League contro i rivali di sempre dell’Arsenal.
La connessione tra il Bel Paese e il Chelsea continua a scrivere pagine importanti di storie e noi ci auguriamo che anche Enzo Maresca possa continuare su questa scia, da lui stessa disegnata.
Mondiale per Club
Chelsea, una vittoria da outsider come nel 1998 in Supercoppa europea
La vittoria di ieri nel Mondiale per club del Chelsea contro il PSG ricorda molti la vittoria in Supercoppa europea 1998 contro il Real Madrid da outsider.
Ieri il Chelsea ha vinto il Mondiale per club battendo il PSG in finale a sorpresa: una vittoria da outsider dei Blues, che ricorda molto quella in Supercoppa europea nel 1998 contro il Real Madrid di Raul.

London, United Kingdom, 7th August 2024:- Outside Stamford Bridge, the home of Chelsea Football Club
Chelsea, i Blues vincono il Mondiale per club da outsider: una impresa simile quella del 1998 in Supercoppa europea contro il Real Madrid
Il Chelsea chiude la sua straordinaria stagione vincendo il Mondiale per club, battendo il PSG campione d’Europa in finale per 3 a 0, per Enzo Maresca è il secondo trofeo stagionale dopo la Conference League di maggio contro il Betis. La vittoria dei Blues è stata davvero contro tutti i pronostici, visto che il PSG aveva vinto e stravinto tutto in questa stagione, sembrava davvero un armata invincibile. Ma si sa, nel calcio i pronostici si possono ribaltare nel campo di gioco, questa impresa a molti tifosi Blues è ricordata quella dell’agosto del 1998 in Supercoppa europea contro il Real Madrid campione d’Europa di Raul.
Anche in quella occasione, i Blues partivano sfavoriti, non per la formazione, che era di livello altissimo tanto che il compianto Gianluca Vialli decise di non scendere in campo, vestendo solo i panni del tecnico, delegando l’attacco a Zola e Casiraghi, mica chiunque. Certo, le merengues erano uno squadrone, oltre Raul c’erano anche Redondo, Seedorf, Hierro, Sanchis, Mijatovic e Roberto Carlos, tanto che Guus Hiddink si permise di tenere in panchina nientemeno che Fernando Morientes. Ma alla fine la spuntarono i Blues di misura per 1 a 0, con la rete di Gustavo Poyet. Quindi, un impresa da outsider, che ancora una volta dimostra che i pronostici lasciano il tempo che trovano e conta ciò che si fa nei 90 minuti di gioco, come lo ha dimostrato il Chelsea ieri sera ed anche quello del lontano 1998.
Mondiale per Club
Mondiale per Club: duello spettatori Real Madrid-Psg
Con il Mondiale per Club ormai terminato è tempo di tirare le somme sulla nuova competizione organizzata dalla FIFA. A partire dall’affluenza media.
Al Metlife Stadium di East Rutherford la competizione mondiale per club registrava 81.118 presenze, rendendo l’atto finale tra Chelsea e Psg l’incontro più visto, seppur di poco, del torneo.

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Spettatori Mondiale per Club: il duello che non ti aspetti
Si perchè la finale per poche centinaia di spettatori supera quel Psg e Atletico Madrid della fase a gironi che aveva registrato 80.619 spettatori. Alla fine della fiera, o per meglio dire del torneo, la spuntata il Chelsea di Enzo Maresca, che aggiunge un altro trofeo dopo la Conference League. Ma non solo. Con il successo nel Mondiale per Club il Chelsea diventa l’unica squadra ad aver vinto almeno una volta tutte e 5 le competizioni europee.
C’è da dire che, non con molto stupore però va segnalato, che nessuna delle due finaliste ha registrato un’affluenza media inferiore rispetto agli altri club, pur essendo arrivate fino in fondo. I campioni in carica addirittura terminano il loro torneo al 5o posto per affluenza media, dietro addirittura all’Atletico Madrid martoriato a suon di gol dalla squadra transalpina.
Si conferma squadra dal Dna internazionale il Real Madrid. La squadra del neo allenatore Xabi Alonso si conferma prima alla fine del torneo con 68.962 spettatori medi per partita, pur essendo arrivata fino in finale. Ma la squadra spagnola aveva affermato il suo dominio già nella fase a girone. A chiudere il podio la squadra di Luis Enrique, seconda, con 68.019 spettatori di medi e l’Inter Miami di Leo Messi, arrivato agli ottavi, con 54.799.
Quasi snobbate le italiane. Entrambe uscite agli ottavi di finale, la Juventus si è in qualche modo difesa, mentre differente la situazione dell’Inter. La Vecchia Signora ha chiuso al 13esimo posto con una media di 41.651. L’Inter ha chiuso il percorso nella caldissima Charlotte supportato da 20.030 spettatori. Tuttavia, quest’ottavo di finale è risultato il match meno visto dalla fase a eliminazione diretta in poi. I nerazzurri chiuderanno poi con una media di 32.596, la terzultima fra le europee.
Peggio di loro infatti, a livello europeo, solamente il Salisburgo (28.573) ed il Benfica 30.380).
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