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Ascoli, Carlo Neri conferma: “Vogliamo Inzaghi per la panchina. Pochi come Scamacca”

Il presidente dell’Ascoli, Carlo Neri ha parlato in esclusiva di chi sarà il prossimo allenatore sulla panchina marchigiana ma anche di questioni legate al mercato.

Carlo Neri, presidente dell’Ascoli calcio 1898, è stato intervistato ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”, trasmissione condotta da Giuseppe Falcao, Simone LP e Gabriele Ziantoni, in onda su New Sound Level 90FM.

Ascoli, Carlo Neri: “Questa piazza merita la serie A”

È Pippo Inzaghi il nome per la panchina dell’Ascoli?

“Che vi devo dire, non è stato solo un grande calciatore ma ha dimostrato le sue qualità anche da allenatore, è un tecnico notevole, stiamo cercando di concludere un accordo con Pippo Inzaghi, sarebbe importante per lui e per la piazza di Ascoli”.

Scamacca due anni fa ha giocato all’Ascoli e lei lo conosce bene, è pronto per il salto di qualità?

Scamacca ha doti umane importantissime, ha sempre voglia di imparare ed è molto umile. Dal punto di vista tecnico è indiscutibile, gran fisico, ambidestro e tecnica sopraffina. Non posso dire altro se non che deve giocare, è un ragazzo di livello altissimo. Scamacca è una punta fortissima e non è che in Italia ce ne siano molte”.

È ora di vedere l’Ascoli in Serie A?

“Sarebbe ora, ma il campionato del prossimo anno sarà quasi un campionato di A2, ci sono delle squadre che hanno una storia e una tradizione importantissima e sarà un campionato difficilissimo. Sottil ci ha dato moltissimo, noi abbiamo dato tanto a lui, lui ha scelto di andare in serie A e l’abbiamo assecondato. Sono d’accordo che l’Ascoli si meriti di tornare in serie A”.

C’è troppa distanza economica tra Serie A e Serie B, in particolare sui diritti TV?

“È molto importante la presenza dei club sopracitati in serie B per l’appeal del campionato, già nell’ultimo anno abbiamo raddoppiato il budget messo a disposizione per i diritti TV. Si calcola che la finale che ha visto il Monza andare in serie A sia stata seguita da quasi un milione di telespettatori. Ma deve migliorare tutto il sistema, c’è un Gap enorme tra gli introiti per i diritti TV tra la serie A e il calcio inglese per esempio”.

Come si spiega una così forte presenza di investitori americani nel calcio italiano?

“Non dobbiamo dimenticarci che l’Italia nel mondo avrà sempre un grosso appeal, abbiamo vinto 4 titoli mondiali e non è poca cosa. In più i prezzi che ci sono in Italia sono prezzi appetibili. Poi gli americani nel settore del marketing e del merchandising sono avanti”.

Due parole in chiusura su Carlo Mazzone…

“Vive in Ascoli, è un mito, è un punto di riferimento per tutto il calcio italiano e gli abbiamo dedicato anche la tribuna dello stadio due anni fa”.

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