Serie A
Il punto sulla Cremo: sconfitta senza appello
E’ finita l’avventura della Cremo in Coppa Italia. Peccato! Eh sì, davvero un peccato perchè il cammino in questa competizione ha regalato ai “grigiorossi della Bassa” tante straordinarie soddisfazioni – superate nientemeno che Napoli (ottavi) e Roma (quarti) – fino ad arrivare alla doppia semifinale con la Fiorentina.
E qui, come detto, la lunga cavalcata degli uomini di Ballardini s’è bruscamente interrotta. A Roma (stadio Olimpico), dunque, toccherà ai Viola toscani sfidare in singolar tenzone l’Inter che nell’altro doppio confronto di semifinale ha estromesso la Juventus.
Vabbè, inutile recriminare, ma sarebbe stato davvero bello vedere all’opera Bianchetti e compagni al cospetto della dirompente armata nerazzurra; Davide contro Golia, una sfida sicuramente impari ma quantomai suggestiva. Invece no, sarà (forse) per un’altra volta.
E dire che la banda-Ballardini, ci aveva creduto, ci aveva fatto la “bocca buona”, purtroppo invece, allo “Zini”, è andata com’è andata, male, anzi malissimo; poi, nella gara di ritorno, quella di ieri sera a Firenze, la Cremonese è riuscita ma mantenere il risultato di parità (0-0) e uscire almeno dal “Franchi” con l’onore delle armi.
D’accordo, c’era poca speranza di veder ribaltare il risultato dell’andata anche se i “ragazzi della Bassa” ci hanno provato ma quando ti dice male, inutile farsi illusioni.
Archiviata dunque la Coppa Italia, i grigiorossi torneranno al campionato affrontando in casa l’Hellas Verona. Una partita decisamente alla loro portata per devon tornare a vincere dopo l’inciampo dell’ultima gara a Udine. Certo, le speranze in riva al Po sono seriamente ridotte al lumicino, anzi, per essere sinceri, praticamente di speranze non ce ne sono più.
Ma serve continuare a lottare almeno per lasciare la massima categoria con un bel ricordo e non senza pochi rimpianti. Ci sarà comunque tempo e spazio per tornare a rivivere momenti belli e di grande spensieratezza perchè l’orgoglio per questa squadra e questi colori non muteranno mai.
Editoriale a cura di Elio Arienti
Serie A
Hellas Verona, quanto manca il fattore Bentegodi
L’Hellas Verona non riesce ad evitare la sconfitta contro la Lazio e perde l’occasione di accorciare le distanze sulla zona salvezza. Tendenza negativa in casa.
Solitamente una squadra che lotta per la salvezza fa del suo stadio il fortino inespugnabile, nel quale anche le grandi rischiano di capitolare. Per i gialloblu però non è così e la situazione ne risente parecchio.
Hellas Verona, niente più fattore Bentegodi: come si costruisce una salvezza?
Dopo il pareggio di Napoli sembrava che per gli scaligeri fosse iniziata la vera e propria missione salvezza, tuttavia il KO contro la Lazio di Sarri ha riportato alla luce vecchie ombre e limiti che la squadra aveva mostrato negli ultimi mesi. Le due vittorie di fila contro Atalanta e Fiorentina sembrano lontani anni luce e davanti al proprio pubblico l’Hellas fatica moltissimo.
Al Bentegodi in questa stagione è arrivata solo una vittoria, quella contro la Dea appunto, mentre per il resto tre pareggi (contro Cremonese, Juventus e Cagliari) e 5 sconfitte (contro Sassuolo, Parma, Inter, Torino e appunto Lazio). Il fattore campo sembra non esistere per i gialloblu, che nelle scorse stagioni hanno spesso costruito la salvezza tra le mura amiche.
Il campo di Verona è storicamente ostico per chiunque ma negli ultimi tempi questa tradizione è andata scemando, complice anche la sfortuna nelle annate, ma anche dell’involuzione generale rispetto alle prime stagioni in Serie A dopo 11 anni tra Serie B e Serie C, hanno tolto certezze alla squadra anche quando gioca in casa.
Dal punto di vista del rendimento ci sono tanti alti e bassi. La scorsa stagione l’Hellas Verona ha chiuso con una media di 0,89 punti a partita in casa, raccogliendo 17 dei 37 punti totali che sono valsi la salvezza dunque maggiore efficacia in trasferta. L’annata 2023/2024 invece ha evidenziato quanto il fattore Bentegodi abbia inciso sul finale di stagione; infatti sono stati raccolti 24 dei 40 punti totalizzati sotto la gestione Baroni, sette dei quali nelle ultime 4 giornate con una media di 1,26 punti a partita.
Quest’anno invece il dato, al girone d’andata, si attesta sullo 0,67 e i 13 punti in 20 giornate ne sono la prova lampante. La squadra di Zanetti deve sfruttare al massimo il clima rovente che il pubblico scaligero sa creare quando le cose si mettono male e provare a strappare più punti possibili.

Fans of Verona during Italian football Serie A match Hellas Verona FC vs AS Roma at the Marcantonio Bentegodi stadium in Verona, Italy, September 19, 2021 – Credit: Ettore Griffoni
Serie A
Juventus, forza 5: l’attacco ora gira alla grande
La Juventus domina in casa contr0 la Cremonese, vincendo con un netto 5-0. Un risultato netto che mancava da anni, frutto di una prestazione di alto livello.
Da quanto tempo i tifosi della Juventus non assistevano ad una prova così convincente allo Stadium? Domanda a cui è difficile rispondere. Prima dell’arrivo di Spalletti sulla panchina bianconera si parlava di una squadra non all’altezza per stare al vertice. Eppure grazie al lavoro sul campo l’ex ct è riuscito a dare un identità e un impronta di gioco chiara, e i giocatori lo stanno seguendo ciecamente.
La partita di ieri contro la Cremonese, terminata con un netto 5-0, è il manifesto del cambiamento radicale avuto dalla squadra. Adesso la squadra si diverte in campo, e non ha paura di stare costantemente nella metà campo avversaria.
La netta vittoria contro i lombardi restituisce alla Juve anche una classifica diversa, frutto dei 16 punti raccolti nelle ultime 6 gare di campionato. Oltre alle tante prove convincenti contro le medio-piccole, tra cui gli 8 gol rifilati nelle ultime due gare, sono arrivati successi pesanti anche negli scontri diretti contro Roma e Bologna.
Aspettando i risultati dei recuperi di Napoli, Inter e Milan, i bianconeri possono continuando così inserirsi nel discorso Scudetto. Un risultato che ha già dell’incredibile, dato che sembrava complicato anche raggiungere la 4° posizione.
Juventus, alla riscoperta dell’attacco

Jonathan David punta il dito ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La grande differenza con quanto proposto prima da Thiago Motta e poi da Igor Tudor e la risposta del reparto offensivo. Troppe volte nell’ultimo anno e mezzo i bianconeri hanno avuto enorme difficoltà a sviluppare il proprio gioco offensivo. Spesso nel mirino della critica sono finiti a turno i centravanti, da Vlahovic a David, quando probabilmente le difficoltà erano legate prinicipalmente al tipo di piano gara impostato. Adesso è tutta un’altra storia: basti vedere che l’attaccante canadese, una volta sbloccatosi, sia andato in rete per due gare consecutive.
Nell’ultimo periodo la Juventus è di gran lunga il miglior attacco in Serie A. 14 gol fatti nelle ultime 5 partite, meglio anche dell’Inter, ferma a 10 reti realizzate. Ma allo stesso tempo la Juve prende anche meno rischi in difesa, avendo per gran parte del match il controllo del gioco: appena 2 reti incassate nello stesso periodo di tempo.
Serie A
Parma, Cuesta: “A Napoli per cercare punti. Conte è un riferimento assoluto”
Il tecnico del Parma Carlos Cuesta presenta in conferenza stampa la gara contro il Napoli, valida per il recupero della 16° giornata di Serie A.
Il Parma è pronta a tornare in campo, a tre giorni dalla preziosa vittoria di Lecce. La formazione emiliana affronterà al Maradona il Napoli, nel primo dei quattro recuperi della 16^ giornata, turno andato in scena durante gli impegni della Supercoppa Italiana. Di seguito le parole del tecnico del Parma Carlos Cuesta in conferenza stampa.
Parma, Cuesta presenta la sfida al Napoli

Partita.
“Mi aspetto una partita come sempre. Sempre cercando di fare il massimo e cercare di fare punti. Siamo focalizzati su quello che dobbiamo fare. Sappiamo della difficoltà dell’avversario. Cercheremo di portarla dove vogliamo”.
Scontri diretti.
“Penso che sia importante e che debba essere apprezzato quanto questi ragazzi stanno facendo per rappresentare il Parma e consolidare il club in Serie A, per giocare ogni giorno meglio. Sappiamo però che i punti ci sono in tutte le partite, pure domani dobbiamo cercarli”.
Assenze.
“Non sono a disposizione Lovik e Guaita, si è fatto male a una spalla. Nemmeno Almqvist sarà convocato, si è dovuto fermare per un piccolo problema. Sarà convocato Drobnic, difensore centrale della Primavera, e il portiere Casentini”.
Novità in formazione?
“È sempre lo stesso principio: dobbiamo essere competitivi, per cui sceglieremo i giocatori più idonei, sia per la freschezza sia per la partita che ci aspettiamo sia per quello che vogliamo vedere in campo”.
Singoli.
“Cutrone fa assolutamente parte dei nostri piani. È a nostra disposizione e si sta allenando in tal senso. Ondrenjka e Oristanio? Ho visto miglioramenti, tutto dipende dalla prospettiva con cui fai giudizi. Secondo me entrambi ci hanno aiutato ad abbassare gli avversari, ad avere soluzioni diverse. Tante volte se una prestazione viene giudicata dai gol e dagli assist. Quello è importante, i numeri contano nel calcio, ma io vedo molto di più. In quello che vedo, vedo cose positive. Sono convinto ci possano portare a gol, assist e un impatto ancora più importante per la squadra”.
State cercando un esterno offensivo?
“Sul mercato sono allineato con la società”.
Conte.
“Peserà la sua assenza? Non posso quantificarlo, non so quanto influenza la sua squadra. È un riferimento assoluto. Ha vinto cinque scudetti, una Premier League, l’ho anche affrontato in Inghilterra e ho visto quanto è stato veloce il suo adattamento al Tottenham, quanto la squadra si è è adattata velocemente a lui, con dei principi chiarissimi. Un allenatore che ha vinto così tanto, in diversi club e in paesi diversi è ovviamente un riferimento assoluto: è un vincente e da loro si può imparare tanto”.
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