Serie A
Lecce-Parma 1-2, i ducali si aggiudicano lo scontro salvezza
La domenica della 20° giornata di Serie A si apre al Via del Mare con lo scontro salvezza tra Lecce e Parma. La gara termina 2-1 per i ducali.
La domenica di Serie A si apre con l’importante scontro salvezza tra Lecce e Parma. Ad aggiudicarsi la gara è la squadra ospite, capace di ribaltare l’iniziale gol del centravanti giallorosso Leo Stulic, e di imporsi con il risultato di 2-1, sfruttando l’inferiorità numerica dei padroni di casa. Il pareggio arriva sullo sfortunato autogol di Thiago Gabriel, mentre la rete decisiva è firmata dal solito Mateo Pellegrino. Sesto centro in campionato per il centravanti italo-argentino, che regala agli emiliani un successo importantissimo.
La squadra di Cuesta allunga in classifica proprio sul Lecce. Aspettando i risultati di Hellas Verona e Fiorentina, il Parma sale a quota 21 punti, a + 8 dalla zona retrocessione.
Seconda sconfitta consecutiva per gli uomini di Di Francesco dopo quella contro la Roma. Eppure la gara del Via del Mare era iniziata nel migliore dei modi per i pugliesi, in vantaggio nel primo minuto con la rete di Stulic. Ma l’espulsione diretta di Lameck Banda, arrivata ad inizio secondo tempo, costa cara ai giallorossi, che vengono rimontati in pochi minuti. Nel finale di partita anche Gaspar perde la testa, lasciando il Lecce in 9. I pugliesi restano a quota 17 punti in classifica.
Lecce-Parma, il resoconto

Dopo nemmeno 1 minuto di gioco i padroni di casa sbloccano subito la gara. Banda serve Stulic in area di rigore: l’attaccante è bravo a girarsi e a battere Corvi con il destro. Seconda rete in campionato per il serbo, e Lecce subito in vantaggio. Il Parma risente del gol subito a freddo, e viene schiacciato dalla formazione giallorossa. Molto aggressiva la squadra di Di Francesco, che non concede ai ducali di verticalizzare. Per gli ospiti ci prova Valeri da lontanissimo: un attento Falcone sblocca senza difficoltà. Al 36′ Maleh ha l’occasione per il due a zero: il centrocampista colpisce il palo dal limite dell’area. Termina con il vantaggio del Lecce il primo tempo.
La ripresa riparte con gli stessi 11. Dopo pochi minuti Banda ha l’occasione per raddoppiare, ma calcia alto dal limite dell’area. Pochi minuti dopo l’ala dello Zambia commette un brutto fallo ai danni di Del Prato. Inizialmente ammonito dall’abitro, Banda viene in seguito espulso dopo intervento del Var. Lecce che resta in 10 uomini, e gara che prende tutt’altra direzione.
Pochi minuti dopo la superiorità numerica a favore, Bernabé colpisce l’incrocio dei pali con una botta violenta da fuori area. Il numero 10 gialloblù è il protagonista anche nell’occasione del gol dell’1-1: lo spagnolo mette al centro un pallone tagliato cercando Del Prato: Thiago Gabriel interviene di testa per allontanare il pallone, ma lo infila alle spalle di Falcone. Sfortunato autogol per i pugliesi, e gara che torna in parità.
Al 72′ gli ospiti completano la rimonta su sviluppo di corner. Bernabé dalla bandierina trova la testa di Pellegrino: l’attaccante svetta su Gaspar e incorna il pallone dove Falcone non può arrivare. I gialloblù sono adesso padroni del campo, e sfiorano il gol del 3-1: la conlcusione in area di rigore di Oristanio colpisce si stampa sul palo. Nel recupero il Lecce resta addirittura in 9: Gaspar perde la testa, e rifila un calcio a Pellegrino steso a terra. Marinelli non ha dubbi ed estrae il rosso per il difensore. Gli sforzi del finale del Lecce non portano a creare palle gol pericolose. Termina con il successo del Parma per 2-1 la partita al Via del Mare.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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Serie A
Verona, é caccia al sostituto di Paolo Zanetti
Il Verona si affida a Paolo Sammarco come traghettatore dopo l’esonero di Zanetti. Nel frattempo il club veneto é alla ricerca del sostituto.
Era solo una questione di tempo l’esonero di Paolo Zanetti vista la situazione disastrosa del Verona in campionato. I gialloblù si trovano ultimi a 14 punti, con 2 vittorie, 8 pareggi, 13 sconfitte, 18 gol fatti e 41 subiti (7 nelle ultime 2 partite).
Per la prossima partita di campionato contro il Pisa ci sarà Paolo Sammarco seduto sulla panchina gialloblù. L’attuale allenatore della Primavera guiderà Orban e compagni da traghettatore in attesa di sapere chi sarà il sostituto di Zanetti. Da ricordare che il Pisa é a pari punti con i gialloblù e, come loro, ha appena cambiato allenatore.
Verona, chi al posto di Zanetti? D’Aversa verso il no, idea Pagliuca

ROBERTO D’AVERSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Come riportato da Hellas Live, uno dei candidati a sostituire Zanetti sulla panchina gialloblù era Roberto D’Aversa, Tuttavia, l’ex tecnico di Parma, Sampdoria, Lecce ed Empoli non sembra intenzionato ad accettare la proposta del club scaligero.
Sullo sfondo c’é anche il nome di Guido Pagliuca, ex tecnico di Juve Stabia ed Empoli, contattato dal Verona. Tuttavia, non va esclusa la possibilità che potrebbe essere proprio Sammarco ad allenare il club veneto fino alla fine della stagione. Come andrà a finire?
Serie A
Roma, Gasperini: “Mancata precisione e fortuna: ma questo gruppo non molla”
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini commenta nel post gara la sconfitta arrivata per 1-0 sul campo dell’Udinese.
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida contro l’Udinese, che ha visto i capitolini soccombere per 1-0. I giallorossi non sono riusciti a rispondere alle vittorie di Juventus e Napoli.
Roma, le parole di Gasperini
Analisi.
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