Serie A
Milan: calendario, recuperati e indisponibili in vista di Gennaio
Le vacanze invernali sono quasi finite, il 6 Gennaio si torna in campo. Il calendario, gli indisponibili e chi è stato recuperato del Milan in vista della ripresa del Campionato e della Coppa Italia.
Il Milan di Stefano Pioli ha concluso il girone di andata di Serie A alla seconda posizione, a soli 4 punti dall’Inter. È proprio a partire dal derby contro i rivali che i rossoneri si sono concessi alcuni passi falsi, come ad esempio Firenze, Udine e le partite contro Sassuolo e Napoli. Un calo fisiologico, causato parzialmente anche dalle svariate indisponibilità in rosa che hanno gravato sui risultati.
Nonostante ciò e malgrado la recente quanto cocente eliminazione dal girone di Champions League -il Milan è stato sorteggiato in uno dei gironi più ardui della competizione- la squadra di Pioli ha disputato un’ottima prima parte di stagione, e da quest’anno sembra fare veramente sul serio.
Andiamo a vedere a cosa vanno incontro i Diavoli nel mese di Gennaio, dal calendario fino agli indisponibili.
Calendario
Il gennaio di rientro dalle vacanze della squadra di Pioli inizia con un match di cartello vero e proprio: Milan-Roma sarà la sfida valida per la 20° giornata di Serie A, la prima del girone di ritorno. I Rossoneri incontrano una Roma che viene da tre risultati utili consecutivi ma che soprattutto sembra si stia avvicinando al trovare una quadra più specifica nelle trame di gioco di Josè Mourinho. Sarà una partita ostica, ma il Milan quest’anno ha dimostrato di non avere paura di scendere in campo ed esprimere il proprio calcio.
A seguire, il 9 Gennaio andrà in onda Venezia-Milan. Il divario tecnico tra le due compagini è netto, ma mai sottovalutare questo Venezia. La squadra di Zanetti, infatti, potrebbe essere un cliente veramente scomodo. Ad oggi fuori dalla zona retrocessione, i neopromossi hanno mostrato a tutti di avere le carte in regola, il coraggio e la spregiudicatezza per dire “ci siamo anche noi“, gli scontri contro Roma e Juventus lo dimostrano.
Milan, tra Coppa Italia e Juventus
Anche il Milan -come Juve, Inter, Napoli e altre- si vedrà coinvolto per la prima volta nel 2022 in Coppa Italia. Ai Rossoneri è toccato il Genoa, squadra in netta difficoltà. Sulla carta non dovrebbero esserci dubbi ma chissà che l’eliminazione diretta non possa riservare brutte sorprese. Il coefficiente di difficoltà è più o meno lo stesso anche nella gara valida per la 22° giornata di Serie A, al San Siro arriva lo Spezia di Thiago Motta.
Il club Ligure non sta mantenendo il livello dello scorso anno, durante il quale ha sorpreso tutti grazie al modo di giocare a calcio così all’avanguardia, complice anche il cambio in panchina -il tecnico era Vincenzo Italiano, uno dei migliori in Italia a mio modo di vedere le cose-.
Infine, lo scontro con i rivali Bianconeri concluderà questo gennaio di fuoco. Ancora allo stadio San Siro di Milano, il Milan di Pioli scenderà in campo per dare tutto, in una gara che forse pesa più delle altre. La Juventus è in crescita, non solo per quanto riguarda la classifica, e il divario va pian piano diminuendo. 8 punti separano le due squadre, non molti considerando quante partite si devono ancora disputare.

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Chi torna a disposizione in casa Milan
Arrivano finalmente buone notizie dal reparto medico di casa Milan. Stefano Pioli ha dovuto fare a meno di alcuni dei più importanti giocatori della rosa per buona parte del girone di andata, adesso qualcuno è rientrato.
È il caso di Ante Rebic, primo su tutti, che torna a disposizione dopo mesi in cui una lesione al bicipite femorale della coscia destra lo aveva tenuto ai box. Il croato è un vero e proprio jolly, il più duttile del pacchetto offensivo, non averlo a disposizione è stato un brutto colpo.
Tornano ad allenarsi con il gruppo anche Rafael Leao e Davide Calabria, due titolari. Il primo è stato fermo per lo stesso motivo di Rebic, il terzino italiano per uno stiramento al polpaccio. I problemi fisici ad ora sembrano appartenere al passato e sono completamente a disposizione.
Per ultimo -ma non per importanza- si rivede anche Zlatan Ibrahimovic. Tenuto fuori da un sovraccarico al ginocchio, Zlatan potrà tornare ad incidere come ha sempre fatto durante la sua carriera. I numeri lo confermano, 7 reti fino ad ora per lo svedese in un campionato che lo ha visto più volte indisponibile che non.

Le indisponibilità
Se i rientri sono molti, purtroppo il Milan dovrà fare a meno di altre pedine importanti, alcuni per infortunio, altri per la Coppa d’Africa.
A partire per raggiungere la propria nazionale sono Kessié, Ballo-Touré e Bennacer. Tutti e tre saranno a disposizione da Febbraio in poi. Simon Kjaer, baluardo della difesa rossonera, rimarrà a tifare da fuori per i propri compagni fino al termine della stagione. Il brutto infortunio del mese scorso lo terrà lontano dal campo e in riabilitazione fino alla fine del campionato, la sua stagione è spiacevolmente conclusa.
Pellegri potrebbe rientrare per la 22° giornata, si è infortunato dopo pochi minuti dall’esordio, il 4 dicembre. Infine Tatarusanu, secondo portiere, è risultato da poche ore positivo al Covid 19, si attendono notizie nei prossimi giorni.

Serie A
Inter, Chivu: “L’abbraccio con Esposito? Sono 7 anni, era un bambino piccolo, mi arrivava al petto…”
Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Lecce per 1 a 0 al Meazza.
Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Lecce per 1 a 0 al Meazza. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri e un commento su Pio Esposito.

CRISTIAN CHIVU PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, Chivu: “Me l’aspettavo difficile, quando spendi tanto in una partita dome quella di domenica sera”
Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Lecce per 1 a 0 al Meazza. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri e un commento su Pio Esposito.
“L’abbraccio con Esposito? Sono 7 anni, era un bambino piccolo, mi arrivava al petto… Siamo cresciuti insieme. conosco la sua famiglia, l’ambizione, il percorso. È stato il mio capitano nella Primavera, da sotto età. Sono felice per lui, per la squadra, oggi è stata una partita veramente complicata”.
“Me l’aspettavo difficile, quando spendi tanto in una partita dome quella di domenica sera, quando non riesci a raggiungere, la mancanza di energie si vede, e l’ho vissuto anche io da giocatore. Mi prendo l’atteggiamento di questa squadra che, nonostante le difficoltà, ci ha creduto fino in fondo, ci ha lasciato anima e cuore dentro al campo pre portare a casa questa . Sono partite dove è più probabile che le perdi”.
“Se ho pensato di aver sbagliato a dare il giorno di riposo? Magari cambiamo la domanda e diciamo che abbiamo vinto per il giorno di riposo. Io non devo giustificare le mie scelte. A volte prendo decisioni che possono sembrare strane per il calcio italiano ma bisogna avere coraggio di certe scelte. Possono pagare o no ma non mi interessa, devo pensare ai prossimi mesi. Campioni di inverno? Non conta niente, conta maggio. Sarà un campionato punto a punto”.
Serie A
Lecce, Di Francesco: “Abbiamo fatto capire ai ragazzi che possiamo giocarcela contro chiunque”
Il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match perso contro l’Inter per 1 a 0 al Meazza.
Il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match perso contro l’Inter per 1 a 0 al Meazza. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri ed un giudizio sulla prova dei singoli giocatori.

EUSEBIO DI FRANCESCO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lecce, Di Francesco: “Abbiamo preso un gol evitabile, siamo riusciti a concedere poco all’Inter e a creare qualcosa.”
Il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match perso contro l’Inter per 1 a 0 al Meazza. Tra i temi affrontati, la partita contro i nerazzurri ed un giudizio sulla prova dei singoli giocatori.
“Abbiamo fatto capire ai ragazzi che possiamo giocarcela contro chiunque, nonostante le tante assenze hanno interpretato al meglio le mie richieste. Abbiamo preso un gol evitabile, siamo riusciti a concedere poco all’Inter e a creare qualcosa. Siamo calati nella ripresa, ma ci poteva stare. Ci teniamo stretti questa prestazione. Dico ai ragazzi che dobbiamo crederci: fossimo stati ancora più coriacei avremmo portato a casa un punto almeno”.
C’è negatività intorno alla squadra?
“Io parlo anche per trasmettere messaggi ai ragazzi. Se da una partita del genere estrapoliamo solo il risultato, e ci sta, butti all’aria per errori e ingenuità delle prestazioni. Un insieme di cose ci ha portato a perdere la gara col Parma nello scorso turno. Capisco l’ambiente, io sono incazzato anche oggi: dobbiamo crederci, anche in 10 o in sofferenza a San Siro si può portare a casa un risultato. Tutti guardiamo la classifica, tutti leggono, tranne me. Bisogna leggere quelli che fanno critiche costruttive o che dicono qualcosa di sensato di calcio”.
Gandelman ci teneva a far bene.
“Bastoni non fa il terzo nell’Inter in fase di costruzione, ma il terzino. L’Inter ha diversi palleggiatori, attaccanti forti e noi dovevamo essere bravi tatticamente a fare la nostra partita. Lui ha avuto grande disciplina, ha anche caratteristiche diverse dagli altri che ci permetteranno di portarlo in area di rigore e creare problemi agli avversari”.
Giudizio sui singoli?
“Siebert ha fatto una prova ottima. Tornato a San Siro è un altro giocatore rispetto a quando siamo venuti qui contro il Milan. I complimenti gli vanno fatti per come ha sostituito un giocatore importante. Pierotti ha fatto tanto dal punto di vista della voglia di fare e dell’attenzione, deve continuare su questa strada. Può migliorare, avverrà col lavoro e con la sua disponibilità. Non mi piace andare tanto sui singoli, diciamo che abbiamo fatto un’ottima prova di squadra”.
Si aspetta qualcosa sul mercato in attacco?
“Il mercato non è finito qua, faremo sicuramente altro. Mi affido alle sapienti mani del mio direttore che sa dove e come muoversi. Gandelman è un giocatore che già migliora il fatto di andare a riempire più l’area, poi il resto si vedrà”.
Serie A
Inter-Lecce 1-0, Pio Esposito decide la sfida del Meazza
Il recupero della 16° giornata della Serie A Inter-Lecce finisce 1-0, decide il match il gol di Pio Esposito al 78′ minuto, ma quanta fatica per i nerazzurri.
Il recupero della 16° giornata della Serie A Inter-Lecce finisce 1-0, decide il match Pio Esposito al 78′ minuto, ma davvero tanta fatica da parte dei nerazzurri per avere ragione dei salentini che non hanno demeritato.

Inter-Lecce 1-0, la sfida del Meazza la decide Pio Esposito al 78′ minuto, ma quanto fatica per i nerazzurri
Il recupero della 16° giornata della Serie A Inter-Lecce finisce 1-0, decide la sfida il gol di Pio Esposito al 78′ minuto di gioco, davvero hanno fatto molta fatica i nerazzurri per avere ragione di un Lecce che comunque non ha demeritato, insidiando più volte la porta di Sommer. Tre punti importanti per la squadra di Chivu, ora è fuga verso lo scudetto, con un +6 sul Napoli.
La prima palla-gol all’Inter al 7′ minuto con Bonny, con Falcone che salva e si fa male, ma poi il portiere dopo la cura dei sanitari riprende il suo posto. Al 24′ minuto l’arbitro Maresca assegna un rigore all’Inter per un fallo di Veiga su Bonny, ma il VAR annulla la decisione. Dopo 4 minuti di recupero si va al riposo.
Il secondo tempo vede il Lecce mangiarsi un occasione con Sottil che prova il tiro con Sommer fuori dai pali, ma il tiro esce fuori di poco. Al 73′ minuto con Siebert che prova tirare, Sommer deve compiere un intervento degno di nota per salvare la sua porta. Ma al 78′ minuto finalmente l’Inter passa: Lautaro prova la conclusione, Falcone respinge, ma sulla ribattuta è Pio Esposito che la mette dentro, 1 a 0 per i nerazzurri. Dopo 4 minuti di recupero può bastare così, vince l’Inter 1 a 0.
Migliore in campo Francesco Pio Esposito il match-winner di stasera, ormai giocatore decisivo che con il suo gol mette in fuga la sua squadra verso il sogno scudetto, ma ci sono voluti ben 78′ minuti di gioco per rompere l’equilibrio.
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