Serie A
Spezia-Salernitana: probabili formazioni e dove vederla
La Serie A riparte dopo la pausa per le Nazionali e lo fa con un match che è, in fin dei conti, uno spareggio salvezza. La sfida che si giocherà allo stadio Alberto Picco vede, infatti, fronteggiarsi due compagini che si trovano nei bassifondi della classifica, entrambe penultime con 4 punti.
Spezia e Salernitana, liguri contro campani, i primi alla seconda stagione consecutiva in A mentre i secondi sono una matricola. Una sfida molto importante tra due squadre che, per quanto visto finora, si equivalgono, una di quelle sfide che possono concludersi con un nulla di fatto oppure regalare spettacolo e un’altalena di emozioni. Chi vincerà tornerà a respirare e questo potrebbe instaurare un clima teso dove prevarrà la paura di perdere ma può anche spingere le due contendenti a giocare a viso aperto.
Qui Spezia
Gli aquilotti liguri vengono da una pesante sconfitta, 4-0 contro il Verona, e nell’ultima partita in casa hanno ceduto il passo al Milan arrendendosi 1-2. Ora cercano il riscatto contro la matricola campana, in cerca di conferme dopo il successo nello scorso turno di Campionato. I liguri sono in difficoltà con mezza squadra in infermeria, mancheranno tra gli altri Colley, Bourabia e Sala, in dubbio Kovalenko. Maggiore è ancora in forse ma dovrebbe partire titolare, a contendergli il posto c’è Nguiamba. Insomma, una situazione complicata quella della squadra di Thiago Motta che è comunque ancora in piedi, per quanto in crisi cerca di non darlo a vedere.
Qui Salernitana
I campani granata vengono dalla loro prima storica vittoria in serie A essendosi imposti 1-0 sul Genoa. Il successo, maturato grazie al goal di Djuric, ha galvanizzato la Salernitana che adesso cercherà di dar vita a una striscia positiva di risultati. Il tecnico Castori opta per Simy e Gondo, Djuric dovrebbe partire dalla panchina ma non è escluso il suo ingresso a gara in corso. A centrocampo assenti entrambi i Coulibaly per infortunio, Ribery in dubbio ma potrebbe esserci.
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Probabili formazioni
Spezia (4-3-3): Zoet; Hristov, Erlic, Nikolaou; Amian, Sher, Maggiore, Ferrer; Verde, Antiste, Gyasi. Allenatore, T. Motta.
Salernitana (3-4-1-2): Belec; Gyomber, Strandberg, Gagliolo; Kechrida, Di Tacchio, Obi, Jaroszynski; Kastanos; Simy, Gondo. Allenatore, Castori.
I precedenti
Sono dodici i precedenti tra liguri e campani, nessuno in serie A. Il primo incontro risale al 1939 ed è il primo dei nove successi liguri. Dieci anni più tardi, i cavallucci granata s’imposero 2-3 ed è questo l’unico loro successo. Completano i precedenti due pareggi. L’ultimo incontro al Picco risale a dicembre 2019 con lo Spezia che s’impose 2-1. Riusciranno i campani a vincere dopo 69 anni? Non resta che goderci lo spettacolo.
Dove vederla
Spezia-Salernitana è un’esclusiva DAZN.
Potrete seguire il match in diretta sulla pagina Facebook La Serie A nel pallone.
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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