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Roma-Juventus, una sfida da Champions. Ma finisce 1-1

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Roma, Leandro Paredes

Stasera è andata in scena Roma-Juventus, sfida della 35esima giornata di campionato. Tra ex e sfida in ottica Champions, ecco com’è andata.

È una serata mite all’Olimpico, animata da una Curva Nord gremita di tifosi bianconeri e una Curva Sud sul piede di guerra, che fin dal pre-partita dà fondo ai fumogeni. All’Olimpico riappare una vecchia conoscenza: la bandiera biancoceleste con il topo di fogna.

Stasera va in scena il match Roma-Juventus. La Roma non ha Mancini e ha provveduto a mettere in panchina Karsdorp dopo gli errori in Europa League; la Juventus non può contare su Yildiz e Alex Sandro, ma ha disposizione i giocatori più forti della sua rosa.

Roma-Juventus, il primo tempo

Inizia il match tra i fumi giallorossi. Si accende con un’opportunità per Romelu Lukaku già al terzo minuto: la mette al centro per Pellegrini, che non riesce ad arrivare sul pallone.

Al 3′ gli fa eco Chiesa, con una conclusione che non centra la porta. Al 4′ Svilar finisce a terra per un fallo, che vale un cartellino giallo – il primo della partita – Weah, che salterà la prossima partita di campionato.

Al 7′ Vlahovic tenta una conclusione velenosa, ma manca di pochissimo la porta.

Al 10′ Kristensen colpisce la traversa con un colpo di testa, mostrandosi degno del giocatore che è stato chiamato a rimpiazzare: Rick Karsdorp. Con un’azione simile a quella di Lukaku nella partita di andata di Europa League contro il Leverkusen.

A proposito di Lukaku: proprio al 13′ colpisce di testa un pallone promettente, ma colpisce troppo alto.
Ed è proprio Lukaku che al 15′ riesce a trovare la porta con una zampata.

La Juventus prova a reagire. Al 18′ tentativo di imbucata di Rabiot, ma Svilar ha capito tutto e para in scivolata.

Lukaku, sull’onda dell’adrenalina, ci riprova, ma è troppo lontano per poter mettere a referto un gol.

Al 23′ la Juventus ci prova anche con Weah, che arriva da destra, ma il pallone viene spazzato via da ‘Ndicka.
La Roma resta guardinga, serrandosi in difesa attorno al giocatore statunitense.

Al 27′ una concluzione di Pellegrini finisce alta, ma avrebbe potuto essere gol.

Al 31′ la Juventus centra l’impresa: Bremer riesce a mandare in porta un pallone. È parità: la Roma deve ricominciare daccapo.

Al 37′ Cambiaso commette fallo e consegna una punizione alla Roma. Calcia Paulo Dybala: il pallone finisce a pochi centimetri sopra la porta, proprio sulla traversa. Cambiaso prova a insidiare Svilar al 41′, ma la palla finisce fuori.

Grande occasione per Locatelli al 41′, ma spreca tirando da fuori area alto sulla traversa.

La Roma si conquista un’altra occasione su corner con il tiro di Dybala, che finisce preciso davanti alla porta ma viene sciupato da un colpo di testa troppo alto.
L’occasione su palla inattiva torna al 45′: calcia di nuovo Dybala ma la palla finisce ancora una volta troppo in alto. Non c’è nemmeno il tempo di recuperare: al 45′ l’arbitro fischia e le squadre si dirigono verso lo spogliatoio.

All’Olimpico, in campo si riscalda Zalewski. Ma al posto di chi? Ogni dubbio sarà dissipato a inizio secondo tempo, quando entra al posto di Dybala.

Il secondo tempo

Al 47′ la partita riparte con lo squillo di tromba di Chiesa, il cui tiro non entra in porta solo grazie alla zampata di Svilar.

Cambiaso tenta la conclusione al 50′, ma finisce alto. Poco dopo, Chiesa finisce a terra: l’arbitro ferma il gioco.

Nel frattempo, a bordo campo, continuano a riscaldarsi Abraham, Bove, El Shaarawy, Mancini e Azmoun.

Al 54′ errore di Kristensen, che si lascia sfilare la palla.

Al 58′ Leandro Paredes finisce a terra: il gioco si ferma, la Curva Sud protesta. L’argentino esce temporaneamente dal campo. Per Weah non ci sono conseguenze (poteva rischiare un rosso).

Al 60′ in mezzo ai fischi fortissimi dei tifosi giallorossi, la Juventus fa uscire Weah ed entrare Kostic.

La porta della Roma è sotto assedio: Chiesa tenta un tiro gol che non va a buon fine. Ci riprova con un corner, ma l’azione finisce con la parata al volo di Svilar.

Siamo al ’64: la Juventus aggredisce con Rabiot che tenta la conclusione da fuori area, parato senza affanno dal portiere giallorosso.

Rabiot, però, è rabbioso – nomen omen – e cavalca tutto solo verso la porta. L’azione si fa pericolosa, ma il cross davanti alla porta non trova bianconeri che possano mandare in buca la palla. Prova la conclusione lunga Gatti, che tira alto e lunghissimo.

Al 67′ un’occasione ghiottissima spetta a Pellegrini, che manca la porta per un pelo. In compenso, si guadagna una punizione.

De Rossi manda nuove forze in campo: escono Lukaku e Baldanzi, entrano Abraham e Azmoun.

Su una punizione Kristensen rischia di riscattarsi, facendo un tiro che poteva essere gol e invece viene parato. Al 70′ è possesso Juve, con Danilo che calcia.

Al 72′ arriva un giallo per Rabiot per un intervento falloso su Kristensen.

Al 74′ Pellegrini, con una conclusione che fallisce l’pbiettivo porta, conquista un corner.
La Roma, in questa fase, effettua diversi tentativi di cross che finiscono puntualmente respinti dalla difesa bianconera.

Al 76′ escono Vlahovic e Chiesa, entrano Milik e Kean.

Al 78′ esce Pellegrini, entra Bove.

All’80’ la Roma si salva per un miracolo di Svilar su conclusione di Locatelli.

Occasione Juve all’88 su tiro di Kean sulla quale, ancora una volta, Svilar fa una parata virtuosistica.

A questo punto la partita è ancora fissa sull’1-1. L’arbitro conta 5 minuti di recupero.
Al ’90 sono tutti davanti alla porta della Juventus: l’ennesima occasione giallorossa finisce in fumo.

Si ripete la maledizione di Abraham: vicino alla porta, tira ma non fa gol e fa finire il pallone tra le mani del portiere polacco. Abraham fa un ultimo tentativo in extremis di testa, ma manca l’obiettivo.

Finale al cardiopalma, che tuttavia non sblocca il risultato 1-1. Roma e Juventus guadagnano un punto ciascuna, con l’amaro in bocca. La Roma procede a passi piccoli verso la Champions, la Juventus se l’è praticamente guadagnata.

Serie A

Inter: la situazione sul rinnovo di Lautaro

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lautaro

Sono giorni movimentati in casa Inter dopo il passaggio di proprietà ad Oaktree e la questione rinnovi tiene banco: soprattutto quello di Lautaro Martinez.

Inter, Lautaro

Inter, il contratto di Lautaro ha scadenza giugno 2026. Parti a lavoro da mesi per la quadra

L’Inter e l’entourage di Lautaro sono a lavoro da mesi per trovare un accordo sul prolungamento di contratto che scade a giugno dell’anno prossimo, ma le vicissitudini societarie potrebbero aver rallentato le trattative.

La volontà di entrambe le parti sembra la medesima, ovvero proseguire insieme. I nerazzurri necessitano delle prestazioni del proprio condottiero e viceversa. “El Toro” a Milano sembra proprio aver trovato la sua dimensione ideale.

Al momento la trattativa pare stia attraversando una fase di stallo, dovuta all’incongruenza tra la richiesta dell’entourage dell’argentino e l’offerta che la società avrebbe proposto.

Nelle ultimissime ore, infatti, sono circolate indiscrezioni secondo le quali ci sarebbe ancora distanza e le parti sarebbero ancora alla ricerca di un esito positivo.

Nei 6 anni di permanenza in nerazzurro, Lautaro ha rinnovato una sola volta e ribadiamo che la sua volontà è quella di trovare un’intesa per proseguire con la maglia dell’Inter.

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Serie A

Chievoverona, marchio acquistato dal Clivense

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La nuova squadra prenderà il nome di AC Chievoverona e i colori sociali resteranno il bianco e l’azzurro della “vecchia” Clivense.

FC Clivense sceglie i nomi e colori

Il nome e i colori del Chievoverona sarann0 scelti dagli 800 soci del Clivense.

Successivamente, la squadra prenderà il nome di AC Chievoverona e i colori sociali resteranno il bianco e l’azzurro di Clivense.

Clivense nel Chievoverona

Logo del Clivense

E’ terminato ieri il sondaggio inviato ai soci clivensi per conoscere la loro opinione sul nome e i colori della squadra. Inoltre, il sondaggio è stato voluto fortemente da Sergio Pellissier ed Enzo Zanin. Anche il logo del Chievo rimane invariato. Nei prossimi giorni saranno aggiornati logo e nome della società.

Le parole del presidente del Chievoverona

Il presidente del Chievo, Sergio Pellissier ha ringraziato i soci per la loro disponibilità. Infine, per Pellissier l’esito scelto dai tifosi è l’unione tra il marchio veronese e l’eredità del Clivense: ovvero i colori bianco e azzurro. Ha altresì sottolineato il suo orgoglio per l’unione delle due squadre.

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Serie A

Inter, primo incontro tra Oaktree e Simone Inzaghi: i dettagli

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Inter, Inzaghi

Inter, nel pomeriggio di oggi c’è stato il primo incontro tra esponenti del fondo Oaktree e Simone Inzaghi.

Pomeriggio di presentazioni in casa Inter, con il fondo Oaktree che passa alla conoscenza del settore tecnico.

In Viale della Liberazione, infatti, e’ avvenuto un summit tra i rappresentanti del nuovo proprietario nerazzurro e l’allenatore Simone Inzaghi. 

Nulla trapela in merito agli argomenti trattati, ma intanto c’è stato il primo incontro tra l’allenatore meneghino e coloro che sono subentrati a Steven Zhang come azionisti di maggioranza dell’Inter.

 

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