Serie A
Roma-Juventus, curiosità e statistiche
Roma-Juventus, incontro valido per la 31^ giornata di Serie A: curiosità e statistiche sul match in programma domenica 6 aprile alle 20.45.
Roma-Juventus è il posticipo domenicale della 31^ giornata di Serie A.
Primo vero e proprio banco di prova per la Juve di Igor Tudor che dopo aver battuto il Genoa dovrà vedersela con una diretta rivale per il quarto posto.
La truppa di Ranieri, squadra che negli ultimi mesi è stata implacabile come dimostrano le 7 vittorie consecutive, si è rilanciata pesantemente nella corsa per un piazzamento in Champions League, ed ora può sognare in grande visti gli ultimi risultati.
Di seguito le curiosità, statistiche e precedenti di Roma-Juventus.

L’ESULTANZA DI KOLO MUANI E KHEPHREN THURAM ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma-Juventus: curiosità e statistiche
Roma e Juventus hanno pareggiato le ultime due sfide in campionato; l’ultima volta in cui le due squadre hanno registrato più pareggi consecutivi in Serie A risale al periodo tra dicembre 1983 e marzo 1985 (quattro in quel caso).
Più nel dettaglio, dopo lo 0-0 all’andata dello scorso 1° settembre, le due formazioni potrebbero pareggiare entrambi gli incontri stagionali di Serie A per la prima volta dal 2000/01.
La Juventus è rimasta imbattuta in otto (4V, 4N) delle ultime nove partite contro la Roma in campionato; l’unico successo dei giallorossi nel periodo in Serie A è arrivato il 5 marzo 2023 (1-0 all’Olimpico, con gol di Gianluca Mancini).
La Roma ha evitato la sconfitta in otto (4V, 4N) delle ultime 10 gare casalinghe contro la Juventus in Serie A, trovando la rete in nove di queste partite all’Olimpico (16 gol dei giallorossi nel periodo).
Juventus e Roma si affrontano in un match con un distacco al massimo di tre punti nel girone di ritorno di Serie A per la prima volta dalla 21ª giornata della Serie A 2021/22: in quel caso (09/01/2022), i bianconeri avevano tre punti in più dei giallorossi a inizio partita e vinsero per 4-3 in rimonta all’Olimpico, dopo essersi trovati sotto per 1-3 (quella infatti è stata l’ultima volta in cui i piemontesi hanno vinto un match di campionato dopo essere andati in svantaggio di due gol).
La Roma ha vinto le ultime sette partite di campionato e soltanto in quattro occasioni è arrivata ad almeno otto successi consecutivi nella sua storia in Serie A, tutte a partire dal 2005/06: l’ultima di queste tra gennaio e marzo 2016 (otto con Luciano Spalletti allenatore in quel caso).
La Roma ha tenuto la porta inviolata in sei delle ultime sette partite di campionato (soltanto un gol subito nel periodo, da Lucas da Cunha del Como): tanti ‘clean sheet’ quanti quelli collezionati (sei) in tutte le prime 23 gare di questa Serie A. Inoltre, giallorossi potrebbero registrare quattro ‘clean sheet’ di fila in una singola stagione del massimo torneo per la prima volta dal periodo tra febbraio e marzo 2014, con Rudi Garcia alla guida in quel caso.
Igor Tudor ha vinto il suo primo match da tecnico dei bianconeri contro il Genoa; solo tre volte un singolo allenatore ha vinto entrambe le sue prime due partite subentrando a un altro tecnico nella stessa stagione nella storia della Juventus in Serie A: Ciro Ferrara nel maggio 2009, Carlo Ancelotti nel febbraio 1999 e Teobaldo Depetrini tra aprile e maggio 1957.
Juventus (17) e Roma (18) sono le due squadre che hanno subito meno gol su azione in questa stagione di Serie A.
Sfida tra due dei tre portieri che hanno collezionato il maggior numero di ‘clean sheet’ in questa stagione di Serie A: Mile Svilar e Michele Di Gregorio (entrambi 12, al pari di Yann Sommer). Nell’anno solare 2025, solo Finn Dahmen dell’Augsburg ha sia registrato una percentuale più alta di parate sia ha tenuto più volte la porta inviolata (90% e 8 ‘clean sheet’) rispetto al classe ’99 della Roma (85.4% e 7) nei maggiori cinque campionati europei.
Dopo il gol contro il Genoa nel match più recente, Kenan Yildiz potrebbe segnare in due partite di fila per la prima volta in Serie A. Il classe 2005 ha eguagliato Moise Kean come giocatore con più gol segnati (entrambi sette) con la Juventus nel massimo campionato prima di compiere 20 anni nell’era dei tre punti a vittoria (dal 1994/95).
Fonte: Opta per le statistiche di Roma-Juventus
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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