Serie A
Roma, il 2-0 in casa del Torino non basta per la Champions League
La Roma ha concluso la propria stagione di Serie A sul campo del Torino. La partita è terminata con la vittoria dei giallorossi per 2-0.
Roma e Torino concluderanno il loro campionato da avversarie. Gli ultimi 90 minuti della stagione possono dire ancora tanto, specialmente in chiave europea. I giallorossi hanno bisogno di una vittoria per sperare nella Champions League. La squadra di Ranieri deve anche augurarsi che il Venezia riesca a fermare la Juventus. La formazione granata, senza obiettivi veri da inseguire, vuole ottenere un successo davanti al pubblico di casa per chiudere al meglio la stagione.
La Roma fa il suo, ma non basta per raggiungere la Champions League. I giallorossi vincono in casa del Torino per 2-0, mentre la Juventus blinda il 4° posto con il successo per 3-2 dei sul campo del Venezia.
La Roma è stata in zona Champions per qualche minuto visto lo svantaggio della Juventus nella prima frazione, ma i bianconeri hanno poi ribaltato la gara portandosi sul 2-1.
La squadra di Ranieri, all’ultima partita da allenatore in carriera, batte i granata grazie al rigore trasformato da Paredes nel primo tempo e dalla rete di Saelemaekers nel secondo. Andamento della gara mai in discussione, con la formazione ospite che ha gestito il ritmo della partita. La formazione granata chiude al 12° posto in classifica, frutto del pessimo finale di stagione. 5° posto finale per la Roma.

L’ESULTANZA DI CLAUDIO RANIERI DOPO IL GOL DI BRYAN CRISTANTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, Paredes dal dischetto sblocca il match
1 minuto dopo l’avvio del calcio d’inizio ed è subito pericolosa la formazione ospite. Angelino serve Shomurodov in area l’uzbeko va al cross, e la sua traiettoria è stretta termina il palo. Al 7’ gran conclusione da fuori area di Paredes; il tiro dell’argentino termina di poco alto sopra la traversa. Due minuti dopo a provare la conclusione è l’altro argentino giallorosso, Soulé. La traiettoria a giro termina larga dallo specchio della porta. Il primo tiro in porta del Torino lo effettua Adams: lo scozzese è bravo a prendere posizione in area di rigore e a girarsi verso la porta. La conclusione debolmente si spegne sul fondo.
Al 15’ Di Bello fischia il calcio di rigore in favore della Roma per un fallo ai danni di Saelemaekers. Il Numero 56 giallorosso viene atterrato in area da Dembelé. Intervento ingenuo del laterale granata che nel tentativo di recuperare il pallone frana sulla caviglia del belga.
Dal dischetto si presenta Leandro Paredes. L’argentino non sbaglia dagli 11 metri, incrociando il pallone dove Milinkovic Savic non può arrivare.
Al 24′ occasione per il raddoppio giallorosso. Celik serve a Konè un pallone all’altezza del dischetto del rigore: tiro del francese viene deviato in angolo da Masina, bravo a coprire lo specchio della porta. Il Torino prova a reagire cercando di giocare soprattutto sulle corsie laterali. Ma i giallorossi continuano a creare i pericoli maggiori, specialmente con il tiro da fuori. Soulé spara alto dalla zona centrale del limite dell’area. Squillo di Vlasic al 39: il centrocampista croato impensierisce Svilar con una gran botta da fuori area.
Dopo aver concesso due minuti di recupero, l’arbitro DI Bello manda le due squadre negli spogliatoi per l’intervallo. Il primo tempo si chiude con la Roma in vantaggio di una rete.
2° tempo
Il secondo tempo si apre con gli stessi 11 che hanno concluso la prima frazione. Torino diverso nell’atteggiamento nelle prime battute della ripresa. Roma che nella fase iniziale prova a congelare la gara facendo girare il pallone.
Al 53’ arriva il raddoppio dei giallorossi. Gol frutto della combinazione dei due esterni Soulè e Saelemaekers: cross morbido da destra da parte dell’argentino, stacco aereo del belga che piazza il pallone all’angolo.
Nonostante il gol della sicurezza, non cala minimamente la grande prestazione di Saelemaekers: al 56’ il belga calcia con il sinistro, Milinkovic-Savic salva con i piedi. Angelino sfiora il 3-0 con un cross insedioso: la palla morbida dello spagnolo sfiora l’incrocio dei pali.
Primi cambi per Vanoli al 60: fuori Dembele e Casadei dentro Gineitis e Percun. Al 63’ lamentale da parte dei granata per un possibile calcio di rigore. Elmas cade giù all’altezza dell’area di rigore a seguito di un leggero contatto con Shomurodov. L’arbitro Bello spegne le polemiche ammonendo il Macedone per le proteste. Soulè prova ad iscriversi al tabellino del match con un tiro a giro da fuori area. Sfortunato l’argentino: il pallone scheggia la parte alta della traversa e termina sul fondo. Al 70’ cross di Lazaro sulla destra: Adams salta sopra le spalle di Mancini e impatta bene il pallone con la testa
Al 72’ prima manovre dalla panchina anche per Claudio Ranieri: fuori Shomurodov, dentro El Shaarawy. Vanoli inserisce Linetty e Walukiewicz per Ricci e Masina. Poco dopo il suo ingresso in campo, Perciu impensierisce Svilar da fuori area: l’estremo difensore si salva in due tempi. Grande azione della Roma al minuto 81: apertura a tutto campo di Paredes, cross di Angelino a pescare l’inserimento di Cristante in area: il colpo di testa del centrocampista è assorbito. 4 minuti dopo gli stessi Angelino e Cristante confezionano il gol del 3-0, la rete viene annullata dal var per la partenza in posizione irregolare di Angelino.
All’82 arriva l’ultimo cambio dei odorami di casa: fuori Elmas dentro il giovane Gabellini. Al 87’ Che Adams ci prova da fuori area: la sua conclusione bassa colpisce il palo. All’ 88 Ranieri effettua 4 cambi: fuori Saelemakers, Paredes, Soulè e Celik. Dentro Rensch, Pisilli, Baldanzi e Hummels. Il tecnico giallorosso concede qualche minuto in campo al centrale tedesco arrivato all’ultima gara della carriera. Dopo 3 minuti di recupero termina la gara all’Olimpico.
La gara tra Torino e Roma termina 2-0 per i giallorossi.
Serie A
Alisson, il piano della Juventus per blindare la porta
La Juventus valuta Alisson per il dopo Di Gregorio. Con la mediazione di Spalletti, i bianconeri sognano il colpaccio dal Liverpool per tornare ai vertici

LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juventus, il nuovo corso bianconero riparte da Alisson
La dirigenza della Juventus sta valutando una profonda rivoluzione tra i pali per inaugurare un ciclo vincente e solido. Di Gregorio non ha pienamente convinto l’ambiente, mentre Perin riflette su un futuro lontano da Torino per trovare maggiore continuità. L’obiettivo della Continassa è ora individuare un profilo di caratura internazionale che garantisca affidabilità immediata.
Stando a quanto riferisce La Gazzetta dello Sport, il nome di Alisson è balzato in cima alla lista dei desideri dopo i rumors su un suo possibile addio anticipato al Liverpool. Sebbene il brasiliano sia legato ai Reds fino al 2027, la Juventus fiuta l’opportunità di un colpo ad effetto per blindare la difesa. L’esperienza dell’ex romanista rappresenterebbe l’innesto ideale per dare struttura a una squadra ambiziosa.
In questa complessa operazione di mercato potrebbe risultare decisivo il parere di Luciano Spalletti, grande estimatore delle doti del portiere. Il tecnico toscano, che lo ha già allenato in passato, ne riconosce il valore assoluto e la leadership necessaria per i grandi palcoscenici. La Juve resta alla finestra, pronta a trasformare questa suggestione in una trattativa concreta.
Serie A
Roma: contro il Como Gasperini pensa al rilancio di El Shaarawy
Per la gara contro i comaschi il tecnico della Roma potrebbe inserire il Faraone dal primo minuto assieme a Pellegrini a supporto di Malen.
La Roma arriva a Como ancora in piena emergenza offensiva. Contro la squadra di Fabregas mancherà di nuovo Soulè, il cui rientro è ormai rimandato a dopo la sosta per le Nazionali. Oltre all’ala argentina, Gasperini è ormai certo di aver perso anche Dovbyk fino alla fine della stagione assieme a Ferguson, mentre per Dybala la speranza è di poterlo riavere almeno per maggio.

STEPHAN EL SHAARAWY IN AZIONE IN EUROPA LEAGUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Contro il Como El Shaarawy potrebbe ritrovare il campo dopo più di due mesi
Nonostante la buona prova fornita nel secondo tempo della gara di giovedì contro il Bologna, per Robinio Vaz si prospetta una partenza iniziale in panchina oggi contro il Como: stesso discorso per Zaragoza, che contro i rossoblù è sembrato ancora una volta incapace di incidere in maniera significativa. Ecco allora che, nelle ultime ore, Gasperini starebbe pensando di rilanciare Stephan El Shaarawy dal primo minuto.
Il Faraone, la cui stagione fino ad ora è stata con molte ombre e poche luci, sembra aver smaltito definitivamente l’infiammazione al tendine d’Achille che lo ha costretto a saltare le ultime undici gare tra Serie A ed Europa League, ed il tecnico dei giallorossi sarebbe pronto a schierarlo da titolare nella sfida di oggi contro il Como.
L’ultima presenza di El Shaarawy in maglia giallorossa risale ormai a più di due mesi fa, quando l’ex Milan entrò nel secondo tempo della gara contro il Sassuolo, partita in cui regalò anche l’assist per la rete del 2-0 di Soulé. Da quel momento in poi per El Shaarawy è iniziato il problema al tendine d’Achille che lo ha costretto a saltare praticamente gli ultimi due mesi di stagione. Ora però i guai fisici sembrano finiti, e Gasperini potrebbe affidarsi proprio a lui per dare supporto a Donyell Malen nell’attacco giallorosso per provare a vincere questo scontro diretto che sa di spareggio Champions.
Focus
Milan e le rimonte scudetto in Serie A: il capolavoro di Zac
Dagli anni ’60 al Milan di Zaccheroni fino alla Serie A 2025/26: tutti i casi in cui la corsa scudetto si è riaperta con rimonte clamorose e finali imprevedibili.
Quando le rimonte in Serie A diventano possibili: i precedenti che tengono vivo il sogno scudetto
Negli ultimi sessant’anni la Serie A ha regalato stagioni imprevedibili e rimonte memorabili, in cui squadre considerate fuori dai giochi sono riuscite a ribaltare la corsa scudetto negli ultimi mesi. Dalle grandi sfide degli anni ’60 fino alle imprese del Napoli di Maradona negli anni ’80, il campionato italiano ha spesso smentito pronostici e certezze, ricordando a tutti che nulla è scritto fino all’ultima giornata.
Tra i casi più emblematici c’è il Milan di Alberto Zaccheroni nella stagione 1998‑99, capace di recuperare un importante svantaggio sulla Lazio e di chiudere davanti a tutti al termine di una rimonta costruita passo dopo passo. Una stagione che è rimasta nella memoria collettiva come simbolo di resilienza, gestione dei momenti chiave e capacità di sfruttare ogni minimo passo falso delle rivali.
Dal Milan di Zaccheroni al Napoli di Maradona: le grandi rimonte del passato
Nel corso dei decenni diverse squadre hanno incarnato il mito della rimonta scudetto, ribaltando una classifica che sembrava già definita.
L’Inter degli anni ’60, ad esempio, è stata protagonista di campionati in cui la lotta al vertice si è decisa solo nel finale, con sorpassi e controsorpassi che hanno fatto la storia.
Anche il Napoli di Diego Armando Maradona ha vissuto momenti in cui, partendo da situazioni complicate, è riuscito a girare la stagione a proprio favore, trasformando crisi in trionfi.
Questi precedenti hanno alimentato nel tempo l’idea che in Serie A la parola “fine” non possa mai essere scritta in anticipo, soprattutto quando in campo scendono grandi campioni e piazze caldissime.
La Serie A 2025/26: classifica, numeri e sogni di rimonta del Milan
Guardando all’attuale campionato 2025/26, il tema delle rimonte torna prepotentemente d’attualità. Dopo 28 giornate l’Inter guida la classifica con 67 punti, inseguita dal Milan a quota 60, mentre il Napoli è terzo con 56 e mantiene salda la propria presenza nella zona alta.
Il derby vinto dai rossoneri ha ridotto il distacco dai nerazzurri a sette lunghezze, riaccendendo almeno in parte il dibattito sulla possibilità di una rimonta nella corsa scudetto.
Gli analisti continuano a considerare l’Inter favorita, ma i numeri lasciano ancora aperto un piccolo spiraglio, soprattutto se nelle prossime settimane dovessero esserci risultati inattesi negli scontri diretti e contro avversarie di media classifica.

RAFAEL LEAO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Perché la rimonta non è mai da escludere
Anche se il margine resta importante e la matematica sembra sorridere alla capolista, la storia della Serie A insegna che un campionato può cambiare volto in poche giornate.
Un filotto di risultati positivi da parte delle inseguitrici, un momento di flessione della prima in classifica o qualche infortunio decisivo possono riaprire scenari che oggi appaiono solo teorici.
Proprio le stagioni iconiche del passato dimostrano che la linea tra dominio e rimonta può essere sottilissima, specie quando la pressione aumenta e ogni punto pesa come un macigno.
Per questo, anche nella stagione 2025/26, la memoria delle imprese “impossibili” tiene viva la speranza dei tifosi che sognano un finale di campionato tutto da riscrivere.
La memoria delle imprese fa sognare il presente
Le grandi rimonte del passato non sono soltanto pagine di storia, ma diventano una chiave di lettura per interpretare l’attualità del campionato.
Sapere che altre squadre sono riuscite a ribaltare distacchi importanti alimenta la fiducia di spogliatoi e tifoserie, che continuano a crederci anche quando la vetta sembra lontana.
Sotto questo punto di vista, la stagione 2025/26 si inserisce in una tradizione fatta di colpi di scena, sorpassi inattesi e finali al cardiopalma.
Finché la matematica non emetterà il suo verdetto definitivo, l’idea di una nuova rimonta resterà una possibilità concreta nel campionato che più di tutti ha dimostrato di amare le imprese difficili.
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