Serie A
Parma, Cuesta: “Delprato ancora da valutare. Contro il Sassuolo dobbiamo essere compatti”
Parma, Carlos Cuesta ha parlato nella conferenza stampa di presentazione del match contro il Sassuolo, in programma domani alle 15

MATTEO PELLEGRINO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Parma, parla Carlos Cuesta
Come sta la squadra? Novità dall’infermeria? “Delprato ha continuato il suo percorso, ieri si è allenato con la squadra per tutta la seduta. Dobbiamo valutare anche altri giocatori, ci sono state influenze ed episodi che non ci hanno permesso di allenarci tutti insieme. Dobbiamo ancora valutare”.
Che partita ci dobbiamo aspettare? “Il Sassuolo è una squadra molto equilibrata. Provano a sfruttare gli spazi aperti. Una squadra di alto livello. Noi proveremo a portare la partita dove vogliamo”.
Il Sassuolo fa tanti lanci lunghi. Ci dobbiamo attendere un Parma che aggredisce più in avanti o attendista? “L’ideale è recuperare la palla al più presto possibile. Ma allo stesso modo sappiamo che ci saranno momenti in cui non riusciremo a pressare alto e dovremo essere compatti. Dobbiamo fare bene nei diversi contesti. Quando non riusciamo dobbiamo gestire i momenti ed essere lucidi”.
I giocatori over 30 sono tutti in scadenza, oltre a Cremaschi. Quale sarà il loro ruolo in futuro? “Sono giocatori del Parma fino al 30 giugno, dunque il loro contributo sarà lo stesso. Sono giocatori importantissimi e dovranno continuare a esserlo. Siamo allineati con la società”.
Come mai la scelta di Sorensen nell’ultima partita? “Per come si è allenato e per come volevamo affrontare la partita. Lo meritava e ha fatto una prestazione di alto livello. Speriamo possa darci ancora prestazioni di alto livello se giocherà”.
Il Parma ha vinto gli ultimi tre scontri diretti. Questione di mentalità? “Speriamo di trasferirla anche nella altre partite. Noi vogliamo vincere sempre, a volte ci riusciamo altre no. Domani vogliamo riuscirci di nuovo”.
Bernabé viene spesso ingabbiato dagli avversari. State studiando qualche mossa? “È successo anche in altre partite, anche con la Fiorentina nell’occasione del gol è stato fondamentale. Puó giocare in posizione avanzata o in fase di costruzione. Ci sta dando molto e può darci di più. Si parla poco delle cose che stiamo facendo meglio e che ci stanno portando buoni risultati. Dobbiamo fare di più sicuramente e ci stiamo lavorando”.
Domani la prima partita dell’anno nuovo. L’augurio per il 2026? “Che il Parma possa essere a un alto livello di prestazioni e di risultati. È quello che cerchiamo ogni giorno, attraverso il lavoro e la dedizione. Siamo certi di essere sulla strada giusta, ma non importano le parole. Saremo focalizzati sul fare il meglio possibile”.
Come sono andate le feste? “Anche nelle feste ci sono gli allenamenti! Non ho visto l’allenamento di ieri come il primo allenamento dell’anno. Non abbiamo la possibilità di fermarci. Dobbiamo sfruttare al massimo ogni giornata”.
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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